Olio extravergine di oliva: Tutti i prodotti della campania dop

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By Maria Pia Lembo

Introduzione

L’ articolo tps://www.microbiologiaitalia.it/nutrizione/olio-di-oliva/ descrive in modo minuzioso le proprietà e i benefici dell’Olio di oliva. Mi piacerebbe espandere il discorso, concentrandomi sulle diverse eccellenze Campane, con Denominazione di Origine Protetta(DOP)

Olio extravergine di oliva Cilento

La zona di produzione e di lavorazione dell’olio DOP Cilento comprende 62 comuni, nell’area del Parco nazionale del Cilento e del Vallo di Diano. L’olio caratterizza il paesaggio cilentano e rappresenta la principale risorsa delle popolazioni locali. L’olio si ottiene dalla premitura delle varietà Pisciottana, Rotondella, Ogliarola, Frantoio, Salella e Leccino, possono essere presenti altre varietà locali nell’area di produzione.

Le olive devono essere raccolte rigorosamente a mano. Si possono usare mezzi meccanici. Per quanto riguarda le reti sono ammesse solo per le operazioni di raccolta. La produzione massima di olive ad ettaro è di 110 quintali, mentre la resa in olio massima è del 22%. Le olive vanno molite entro 48 ore dalla raccolta.

L’olio extravergine di oliva DOP Colline Salernitane

La zona di produzione e di lavorazione dell’olio extravergine di oliva DOP Colline Salernitane comprende 86 comuni della provincia di Salerno. Ha radici antichissime, deriva da varietà autoctone da sempre presenti nel salernitano.

L’olio si ottiene dalla premitura di olive delle varietà: Rotondella, Frantoio, Carpellese o Nostrale per almeno il 65%; Ogliarola e Leccino in misura non superiore al 35 %, mentre è ammessa la presenza di altre varietà locali per un massimo del 20%. Le tecniche di coltivazione degli oliveti sono quelle tradizionali dell’area delle Colline salernitane. Le olive destinate alla produzione dell’olio DOP “Colline Salernitane” devono essere raccolti esclusivamente a mano,. E’ autorizzato l’ausilio di mezzi meccanici. Le olive raccolte vanno conservate e trasportate in cassette dalla capacità massima di 25 Kg. Le olive devono essere essere molite entro e non oltre il secondo giorno dalla raccolta. Per l’estrazione dell’olio sono ammessi soltanto processi meccanici e fisici. La produzione massima di olive non deve superare i 120 quintali ad ettaro e la resa in olio non può superare il 20%.

L’olio extravergine di oliva Irpinia Colline dell’Ufita DOP

L’area di produzione dell’olio Irpinia Colline dell’Ufita DOP coincide con quella di coltivazione della varietà che è rappresenta lo sviluppo dell’olivicoltura dell’Irpinia: la Ravece.La Ravece è una varietà di origine sconosciuta, dal ‘500 diffusa quasi esclusivamente nel territorio ufita-arianese.

La presenza dell’olivo nell’avellinese risale ad epoca romana. I Romani hanno costruito i primi strumenti per la spremitura delle olive e le tecniche conservazione dell’olio.

L’olio Irpinia Colline dell’Ufita DOP deriva per non menodalla varietà Ravece e possono concorrere altre varietà locali, quali l’Ogliarola, la Marinese, l’Olivella. Le tecniche di coltivazione degli oliveti sono quelle tradizionali delle Colline dell’Ufita. La raccolta viene effettuata entro e non oltre il 31 dicembre di ogni anno e le olive vengono molite entro due giorni dalla raccolta. La resa al frantoio non può eccedere il 20%.

L’olio extravergine di oliva DOP Penisola Sorrentina

La zona di produzione e di lavorazione dell’olio DOP Penisola Sorrentina comprende i territori di 13 comuni della Penisola Sorrentina e dei Monti Lattari, nonché l’isola di Capri.

La coltivazione risale a tempi antichi. La Punta Campanella era dominato da un Tempio, sacro alla dea Atena (Minerva), eretto dai Focesi, coloni greci. L’intera penisola fu consacrata alla dea della Sapienza e il sito divenne per secoli meta di pellegrinaggi. Lungo il percorso i pellegrini acquistavano sul posto l’olio, per farne offerta alla divinità,ritenuta dai Greci e poi dai Romani inventrice delle olive e dell’olio.

L’olio “Penisola Sorrentina” DOP si ottiene dalla molitura delle olive Ogliarola o Minucciola mentre le varietà Rotondella, Frantoio o Leccino possono essere presenti in misura non superiore al 35%. E’ ammessa anche la presenza di altre varietà per un massimo del 20% del totale.

Gli oliveti sono collocati su terrazzamenti, le olive sono raccolte rigorosamente a mano, viene autorizzato solo l’ausilio di mezzi meccanici. Le olive vanno molite entro e non oltre il secondo giorno della raccolta. Per l’estrazione dell’olio sono ammessi soltanto processi meccanici e fisici. La produzione massima di olive ad ettaro è di 90 q.li, con una resa in olio del 20%.

L’olio extra vergine di oliva TERRE AURUNCHE

Il territorio che marca la DOP TERRE AURUNCHE è situato nella parte nord della provincia di Caserta, nella zona attorno al vulcano spento del Roccamonfina. L’olio extra vergine di oliva “TERRE AURUNCHE”, richiede l’impiego di olive provenienti per almeno il 70% dalla varietà “Sessana”.

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Bibliografia: