Mariano Barbacid: la nuova speranza contro il tumore al pancreas

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By Francesco Centorrino

Scopri i progressi del professor Mariano Barbacid nella lotta contro il tumore al pancreas e la terapia rivoluzionaria sviluppata.

Introduzione

Il tumore al pancreas, in particolare l’adenocarcinoma duttale pancreatico (PDAC), rimane una delle neoplasie più aggressive e letali. Con una sopravvivenza a cinque anni spesso inferiore al 10-13%, questa malattia colpisce duramente persone intorno ai 50-60 anni, quando la vita familiare e professionale è ancora intensa. Oggi, però, emerge una luce importante grazie al lavoro del professor Mariano Barbacid, biochimico molecolare spagnolo di fama internazionale.

Barbacid, direttore del gruppo di Oncologia sperimentale al Centro Nazionale Spagnolo per la Ricerca sul Cancro (CNIO), ha dedicato decenni allo studio dell’oncogene KRAS, mutato nel 90% dei casi di cancro al pancreas. Nel dicembre 2025, il suo team ha pubblicato su PNAS risultati rivoluzionari: una terapia combinata tripla ha eliminato completamente i tumori pancreatici in modelli murini, con regressione duratura, assenza di resistenza e bassa tossicità.

Questi risultati non rappresentano ancora una cura per l’uomo, ma offrono una nuova speranza contro il tumore al pancreas, aprendo prospettive concrete per futuri approcci clinici. In questo articolo esploriamo chi è Barbacid, il contesto scientifico del cancro del pancreas, i dettagli dello studio e cosa significa per chi, a circa 50 anni, segue con attenzione le novità in oncologia.

Chi è Mariano Barbacid e il suo percorso nella ricerca oncologica

Mariano Barbacid, nato a Madrid nel 1949, è una figura leggendaria nella biologia molecolare del cancro. Negli anni ’80 ha contribuito all’identificazione del primo oncogene umano, H-Ras, ponendo le basi per comprendere come mutazioni genetiche trasformino cellule normali in tumorali.

La sua carriera si è concentrata su tumori guidati da KRAS, oncogene cruciale nel tumore al pancreas e nel carcinoma polmonare. Al CNIO, ha guidato studi che hanno dimostrato come l’inibizione mirata di vie collegate a KRAS possa bloccare la progressione neoplastica.

Barbacid ha sempre sottolineato l’importanza delle terapie combinate per superare la resistenza, problema tipico dei inibitori di KRAS singoli. Il suo approccio razionale, basato su decenni di ricerca preclinica, ha portato al breakthrough del 2025-2026.

Il tumore al pancreas: perché è così difficile da trattare

Il cancro al pancreas è spesso diagnosticato in fasi avanzate a causa di sintomi vaghi (dolore addominale, perdita di peso, ittero tardivo). L’adenocarcinoma duttale pancreatico (PDAC) rappresenta circa il 90% dei casi e mostra una biologia aggressiva.

La mutazione di KRAS attiva percorsi di crescita incontrollata. Quando si blocca KRAS, le cellule tumorali attivano vie di fuga come EGFR/HER2 e STAT3, che promuovono sopravvivenza e resistenza. Chemioterapia e radioterapia offrono benefici limitati, mentre le terapie mirate singole falliscono rapidamente.

Per persone di 50 anni, spesso in buona salute generale, questa diagnosi arriva come un fulmine: serve dunque una strategia che colpisca più nodi molecolari contemporaneamente per evitare adattamenti tumorali.

La rivoluzione della terapia tripla: come funziona lo studio del CNIO

Lo studio pubblicato su PNAS (dicembre 2025) rappresenta un punto di svolta. Il team di Mariano Barbacid ha testato una combinazione di tre farmaci su modelli murini con PDAC avanzato:

  • Un inibitore selettivo di KRAS (daraxonrasib / RMC-6236), che blocca la forma attiva dell’oncogene.
  • Afatinib, inibitore irreversibile di EGFR/HER2, già approvato per il carcinoma polmonare.
  • SD36, degradatore selettivo della proteina STAT3, che spegne segnali di sopravvivenza e infiammazione.

Questa tripla terapia ha indotto regressione completa dei tumori, mantenuta per oltre 200 giorni (equivalenti a molti anni nell’uomo), senza recidive significative né tossicità grave. Nei modelli testati – topi geneticamente modificati, xenotrapianti e impianti ortotopici – si è osservata l’eliminazione duratura delle cellule neoplastiche.

Barbacid ha dichiarato: «Per la prima volta abbiamo ottenuto una risposta completa, duratura e a bassa tossicità contro il cancro al pancreas in modelli sperimentali». Questi dati superano tutti i risultati preclinici precedenti.

Perché la combinazione tripla supera i limiti delle terapie singole

I soli inibitori di KRAS mostrano efficacia modesta perché i tumori sviluppano resistenza in pochi mesi. Bloccando KRAS, le cellule attivano EGFR come via alternativa e STAT3 per resistere allo stress.

La strategia del CNIO interrompe simultaneamente questi tre assi: crescita principale (KRAS), via di fuga (EGFR/HER2) e meccanismo di sopravvivenza (STAT3). Questo “colpo multiplo” impedisce l’adattamento tumorale, portando a collasso irreversibile.

Nei modelli murini, la terapia combinata contro il tumore al pancreas ha evitato resistenze, un ostacolo storico. La bassa tossicità suggerisce potenziale traducibilità clinica, anche se serviranno ulteriori ottimizzazioni.

Implicazioni per il futuro: dalla ricerca preclinica alle speranze cliniche

Mariano Barbacid invita alla prudenza: «Non siamo ancora in grado di avviare trial clinici con questa tripla terapia». Servono studi di farmacocinetica, sicurezza su larga scala e identificazione di combinazioni ottimali con farmaci già disponibili.

Tuttavia, il risultato apre la strada a nuove opzioni. L’uso di afatinib (già approvato) potrebbe accelerare test clinici. Altri inibitori pan-KRAS e degradatori STAT3 sono in sviluppo.

Per pazienti di 50 anni con cancro del pancreas, questi progressi alimentano speranza realistica: la ricerca si avvicina a terapie che potrebbero trasformare una prognosi drammatica in malattia gestibile.

Conclusioni su Mariano Barbacid e la lotta al tumore al pancreas

Il lavoro di Mariano Barbacid rappresenta uno dei più promettenti avanzamenti recenti contro il tumore al pancreas. La terapia tripla ha dimostrato, per la prima volta in modelli preclinici, eliminazione completa e duratura dell’adenocarcinoma duttale pancreatico, senza resistenze né tossicità significativa.

Sebbene la strada verso l’uomo sia ancora lunga, questi risultati cambiano il paradigma: non più monoterapie, ma attacchi combinati multipli contro KRAS, EGFR e STAT3. Per chi a circa 50 anni segue con apprensione le notizie sul cancro al pancreas, il messaggio è chiaro: la scienza progredisce, e scienziati come Barbacid stanno aprendo porte che sembravano chiuse.

La nuova speranza contro il tumore al pancreas non è un miracolo immediato, ma un passo concreto verso trattamenti più efficaci. Continuare a sostenere la ricerca significa investire nel futuro di migliaia di persone che, ogni anno, affrontano questa sfida.