Diphyllobothrium latum: la tenia del pesce

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Introduzione

Nei giorni scorsi diverse riviste hanno pubblicato la notizia di un uomo californiano, abituale consumatore di sushi, che aveva sviluppato nel proprio intestino una tenia lunga 1,60 m.

Si tratta del Diphyllobothrium latum, noto anche come la “tenia del pesce”. Questo cestode, appartenente al phylum dei Platelminti, è la tenia più grande che può infettare l’uomo, raggiunge infatti dimensioni notevoli (anche più di 10 m di lunghezza, i botriocefali sono infatti i cestodi intestinali umani di maggiori dimensioni, anche più di Taenia).

Il verme adulto è composto da tre segmenti distinti: lo scolice (testa), il collo e una serie di segmenti (proglottidi) contenenti gli organi riproduttivi maschili e femminili. D. latum infatti è ermafrodito. Può vivere  fino a 20 anni.

D. latum
Fig.1 Proglottidi

Ciclo vitale

L’uomo è l’ospite definitivo e può infestarsi attraverso l’ingestione di pesce crudo o poco cotto. Il ciclo biologico è legato agli ambienti d’acqua dolce e inizia quando le uova sono espulse con le feci dall’ospite.

Nell’acqua le uova maturano liberando i coracidi, che vengono ingeriti da copepodi (primo ospite intermedio), piccoli crostacei, nei quali il coracidio si trasforma in larva procercoide. Nella muscolatura dei pesci (secondo ospite intermedio), che si nutrono di copepodi o di altri pesci più piccoli, la larva procercoide sviluppa in larva plerocercoide (o spàrgano).

I grandi pesci predatori possono accumulare un gran numero di larve. Nell’ospite definitivo la larva diventa adulto attaccandosi alla mucosa intestinale per mezzo dei due botri e inizia a produrre uova. Oltre all’uomo, diversi mammiferi ittiofagi (Felidi, Canidi e Mustelidi) sono ospiti definitivi di D. latum.

Tra i pesci  d’acqua dolce che possono ospitare il parassita vi sono il salmone (pesce anadromo, ossia vive in acqua salata ma che per riprodursi torna in acqua dolce), la trota, il pesce persico, il luccio.

Life Cycle D. latum
Fig.2 Ciclo vitale

Patologia e diagnosi

La patologia data da D. latum è nota come difillobotriasi o botriocefalosi. La maggior parte delle infezioni sono asintomatiche, le complicanze includono l’ostruzione intestinale e l’infiammazione della cistifellea in seguito alla migrazione dei proglottidi. La diagnosi viene effettuata mediante identificazione microscopica delle uova opercolate o delle proglottidi in un campione di feci. La terapia farmacologica è semplice ed efficace.

In seguito al recente aumento del consumo di pesce crudo il numero dei casi nel mondo è cresciuto, diffondendosi anche in paesi dove prima questa zoonosi era sconosciuta.

Cura e prevenzione

La cura si basa sull’utilizzo del farmaco Prazinquantel, mentre per quanto concerne la prevenzione si consiglia di evitare il consumo di pesce crudo. Il congelamento o la cottura uccidono il parassita.

Epidemiologia

La botriocefalosi è presente in Europa, Nord e Sud America, Asia. In Italia, D. latum è stato individuato nei grandi laghi del Nord.

scolice D. latum
Fig.3 Scolice

Dott Ssa Valentina Amprimo

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