Nei panni di un’ape: il coleottero parassita delle dune di Kelso

A centinaia di kilometri da Los Angeles, indisturbato dalla presenza umana, sorge il deserto del Mojave. Nonostante l’ambiente desertico estremo, caratterizzato da un clima caldo e arido, migliaia di specie di piante e animali si sono adattate a vivere in questo territorio. In particolare, il deserto del Mojave è caratterizzato da un sistema di dune che ospita animali rari e unici. Le dune di Kelso si sono formate a seguito della millenaria azione dei venti regalandoci uno spettacolo mozzafiato (Fig. 1). Inoltre, il suolo sabbioso è perfetto per l’ape scavatrice Habropoda pallida. H. pallida costruisce il nido nel suolo, dove depositerà le uova e le risorse nutritive per la sua prole. Sfortunatamente però, i pericoli sono dietro l’angolo. Infatti, sui fiori visitati dalla nostra ape per nutrirsi, si cela un nemico mortale. Stiamo parlando delle larve di Meloe franciscanus, un coleottero parassita capace di mettersi nei panni di un’ape.

Dune di Kelso
Figura 1 – Le dune di Kelso al tramonto [Fonte: Wikipedia]

Mimetismo estremo: la strategia del coleottero parassita per vestire i panni di un’ape

M. franciscanus è un coleottero che ha evoluto diverse strategie per difendersi dai predatori e per attaccare i suoi ospiti. Infatti, se minacciato, il coleottero può spruzzare una sostanza tossica che porta alla formazione di vesciche e scoraggia l’attacco dei predatori. Ma, se vogliamo, la capacità più incredibile che ha evoluto il nostro coleottero è quella di attrarre il suo ospite mimandolo. Le larve di M. franciscanus cooperano fra loro in maniera unica per riuscire a mimare l’ospite. Infatti, le larve sono in grado di assemblarsi fra loro imitando la forma di una femmina di H. pallida (Fig. 2). Inoltre, sebbene a noi le larve appaiano rosse, le api non sono in grado di vedere in questa lunghezza d’onda e ai loro occhi appariranno nere. Dunque, i maschi, alla ricerca di un partner, saranno attratti dalla forma ricorrente delle femmine sui fiori e incapperanno nel tranello delle larve.

Larve di M. franciscanus nei panni di un'ape
Figura 2- Larve di M. franciscanus che si assemblano su un ramoscello per simulare la forma di una femmina di H. pallida [Fonte: John Hafernik]

Non solo la forma ma anche l’odore

Tentare di imitare solo la forma del proprio ospite potrebbe però rivelarsi poco efficace per il nostro parassita. C’è qualcosa di molto più attrattivo per le api, qualcosa che va oltre l’immagine visiva, l’odore. Infatti, i feromoni espressi dalle femmine sono un richiamo irresistibile per i maschi. La comunicazione sessuale è un meccanismo di straordinaria importanza nelle api ed è fondamentale nella scelta del partner. Ed ecco che l’evoluzione, ancora una volta, agisce nel suo massimo splendore. Le nostre larve parassite, difatti, non si limitano a unirsi fra loro imitando la forma dell’ape femmina, ma ne imitano anche l’odore. In questo modo, il maschio non avrà dubbi e, cercando di copulare inutilmente con la massa di larve, verrà infettato (Fig. 3). In questo modo, le larve del coleottero parassita si calano perfettamente nei panni di un’ape.

Maschio di H. pallida con parassiti
Figura 3 – Individuo di H. pallida parassitato da larve di M. franciscanus. [Fonte: Leslie Saul-Gershenz]

Dall’ospite maschio alle femmine fino a raggiungere i nidi

Una volta che le larve di M. franciscanus si sono attaccate al maschio, possono facilmente saltare su altri individui. Il maschio tenterà di accoppiarsi con altre femmine e, proprio in questo frangente, le larve potranno velocemente spostarsi su di esse. Le larve si concentrano prevalentemente sulla zona ventrale dei maschi e, in questo modo, possono attaccarsi sulla parte dorsale delle femmine durante la copula. Una volta raggiunta una femmina, le larve possono arrivare fino al nido e avere accesso alle risorse nutritive immagazzinate dall’ape per la prole. D’altra parte invece, le larve attaccate all’ape potranno indebolirla fino a ucciderla (Fig. 4).

H. pallida in copula
Figura 4 – H. pallida in copula. [Fonte: John Hafernike Leslie Saul-Gershenz]
Femmina di H. pallida parassitata
Figura 5 – una femmina di H. pallida parassitata dalle larve di M. franciscanus [Fonte: John Hafernik e Leslie Saul-Gershenz]

Conclusioni

Abbiamo esplorato assieme un altro incredibile esempio di parassitismo, frutto di milioni di anni di evoluzione e adattamenti. Un coleottero parassita che si mette nei panni di un’ape, imitando la forma e l’odore di una femmina per ingannare il maschio. Una strategia perfezionata a seguito di vari adattamenti nel corso della storia evolutiva, favorita anche dall’isolamento e dall’ambiente estremo.
Il deserto del Mojave, con il suo territorio duro e ostile, è però ancora tutto da esplorare. Qui, piante e animali lottano costantemente per la loro sopravvivenza e chissà quali altre storie di evoluzione si nascondono fra le dune di questo magnifico luogo.

Fonti

  • Hafernik J, Saul-Gershenz L. Beetle larvae cooperate to mimic bees. Nature. 2000 May 4;405(6782):35-6. doi: 10.1038/35011129. PMID: 10811206.
  • Alcock, J., Buchmann, S. The Mating System of Habropoda pallida Timberlake (Anthophorinae: Apidae). J Insect Behav 24, 348–362 (2011). https://doi.org/10.1007/s10905-011-9261-0

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