Binge Drinking: diffusione, rischi e prevenzione

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By Sara Laserra

Binge drinking e giovani
Figura 1- Abuso di alcol tra giovani [Fonte: www.freepik.com]

Il fenomeno noto come binge drinking, ovvero “abbuffata di alcol” diffuso soprattutto tra giovani e adolescenti, sta destando particolare preoccupazione dal momento che è associato ad un rischio altissimo di intossicazione acuta che, nei casi più gravi, può portare a coma etilico e morte.  In questo articolo ci occuperemo di capire il fenomeno, la sua diffusione tra i giovani, i rischi per la salute ad esso associati e le potenziali misure per prevenirlo e contrastarlo.

Contenuti

  1. Binge Drinking: cos’è, diffusione e differenze di genere
  2. Conseguenze e rischi del Binge Drinking
  3. Implicazioni sociali e prevenzione
  4. Fonti

Binge Drinking: cos’è, diffusione e differenze di genere

Il binge drinking (letteralmente “abbuffata alcolica”) è stato definito dal National Institute on Alcohol Abuse and Alcoholism (NIAAA) come l’abitudine di consumare quantità eccessive di alcol in pochissimo tempo. Generalmente, si fa riferimento al consumo di cinque o più unità alcoliche (drinks) per gli uomini e quattro o più per le donne, in tempi dai quindici minuti alle due ore.

Una unità alcolica (UA) corrisponde a 12 g di etanolo, il quantitativo presente in una lattina di birra, in un bicchiere di vino e in un bicchierino di liquore. Le linee guida raccomandano di non superare le due unità alcoliche giornaliere per gli uomini, una per le donne, una per le persone over 65 e zero unità di alcol al di sotto dei 18 anni e per le donne in gravidanza. Nel caso del binge drinking, quindi, siamo notevolmente al di sopra della soglia di consumo considerata a basso rischio.

Secondo il rapporto ISS 2024 sul consumo di alcol, in Italia si assiste ad una diminuzione del consumo quotidiano a favore di un aumento di quello occasionale. In particolare, il report evidenzia che, nel 2022, circa 3.7 milioni di persone praticano il binge drinking. Il consumo di alcol è più diffuso nelle regioni del Centro-Nord Italia e tra gli uomini rispetto alle donne, sebbene per queste ultime sia aumentata la quota di binge drinkers. Il fenomeno del binge drinking interessa soprattutto la fascia d’età 18-24 anni (624000 binge drinkers), ma può riguardare anche ragazzi di età 11-17 anni (104000) e la popolazione over 65. Interessa, dunque, i segmenti della popolazione più vulnerabili con un rischio maggiore di sviluppare conseguenze gravi.

Conseguenze e rischi del Binge Drinking

L’alcol (etanolo) è una molecola facilmente assorbita dall’organismo; l’assorbimento avviene a livello dello stomaco (20-30%) e a livello dell’intestino tenue (70-80%). Da qui raggiunge il flusso sanguigno e viene distribuito in tutto l’organismo. Il 90% arriva al fegato dove viene metabolizzato. Tuttavia, il fegato è in grado di metabolizzare quantità limitate di alcol, per cui il sistema enzimatico si satura rapidamente. Le sostanze tossiche rimangono in circolo determinando conseguenze più o meno rilevanti a seconda della quantità di alcol assunta.

L’assorbimento è influenzato da diversi fattori, come la presenza di cibo a livello dello stomaco che rallenta lo svuotamento gastrico e riduce la velocità di assorbimento. Proprio per questo nel binge drinking si tende ad assumere grandi quantità di alcol a stomaco vuoto in modo, da un lato, da avere un effetto “sballo” più intenso e, dall’altro, andare a compensare l’elevato apporto calorico dell’alcol con il digiuno.

Nel caso del binge drinking, essendo notevolmente al di sopra della quantità di alcol in grado di essere smaltita rapidamente, avremo una serie di conseguenze sull’organismo che possono essere divise in:

  • effetti immediati e visibili (intossicazione acuta)
  • effetti a lungo termine.

Effetti immediati (intossicazione acuta)

  • Irritazione gastrica
  • Nausea
  • Vomito
  • Disidratazione
  • Debolezza
  • Vertigini
  • Mal di testa
  • Affaticamento
  • Tremolii
  • Difficoltà nel movimento
  • Aumento della frequenza cardiaca
  • Riduzione della capacità di giudizio
  • Alterazioni della memoria
  • Sonnolenza
  • Confusione mentale
  • Coma etilico

Effetti a lungo termine

Abbiamo visto come la pratica del binge drinking sia particolarmente diffusa tra i giovani e i giovanissimi. In questi casi gli effetti sia a breve che a lungo termine sono esacerbati da due aspetti:

  • sviluppo non completo del sistema enzimatico di metabolizzazione
  • sviluppo non completo del sistema nervoso centrale

Nel primo caso, a livello epatico, gli adolescenti producono meno enzimi in grado di metabolizzare l’alcol (in particolare l’alcol deidrogenasi). Questo determina un accumulo di alcol e dei suoi metaboliti tossici nell’organismo, maggiore tempo necessario per lo smaltimento e, dunque, maggiore tossicità.

Nel caso del sistema nervoso centrale, è noto che tra i 12 e i 25 anni avvengono dei cambiamenti nella struttura del cervello che portano alla maturazione emotiva, cognitiva e comportamentale. In particolare, negli adolescenti il sistema limbico che regola le emozioni, il piacere, la gratificazione, si sviluppa prima rispetto alla corteccia prefrontale fondamentale per le funzioni di pianificazione, razionalità, logica e controllo degli impulsi. Per questo il comportamento degli adolescenti è di natura emotiva piuttosto che razionale. L’abuso di alcol, come nella pratica del binge drinking, interferisce con questo normale sviluppo del sistema nervoso, bloccandolo alla fase antecedente l’abuso di alcol. Chi pratica il binge drinking, da adulto avrà un comportamento infantile, tipico degli adolescenti, con prevalenza di atteggiamenti emotivi ed impulsivi piuttosto che razionali.

Implicazioni sociali e prevenzione

I rischi di un eccessivo consumo di alcol non riguardano solo i binge drinker ma si estendono anche a coloro che direttamente o indirettamente interagiscono con essi. I comportamenti fortemente emotivi, l’incapacità di operare scelte responsabili, l’aggressività, sono elementi che possono determinare episodi di violenze e, soprattutto, incidenti stradali gravi. Basti pensare che, secondo l’Istituto Superiore di Sanità, l’abuso di alcol è la prima causa di morte nei ragazzi fino ai 24 anni.

Inoltre, uno studio pubblicato sulla rivista Scientific Report e condotto presso la Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS, ha dimostrato una forte correlazione tra binge drinking e sviluppo di alcol dipendenza. In dettaglio, dallo studio è emerso che i ragazzi con diagnosi di alcol dipendenza erano proprio quelli che praticavano abitualmente il binge drinking.

A volte, soprattutto nei giovani, dietro a questo atteggiamento potrebbero nascondersi disagi psichici e disturbi comportamentali; per questo è di fondamentale importanza intercettare tempestivamente i segnali correlabili all’abuso di alcol e al successivo sviluppo di dipendenza, in modo da agire con un approccio multidisciplinare.

Campagne di sensibilizzazione sociale e politica risultano essenziali nella prevenzione del fenomeno e nel raggiungimento degli obiettivi di riduzione della mortalità da consumo dannoso di alcol pro capite.

L’OMS già nel 2023 aveva chiarito che, analizzando gli ultimi dati della letteratura scientifica, non esiste un livello di consumo di alcol che non sia potenzialmente dannoso per la salute. Il monito dell’OMS deve diventare imperante: nessun consumo di alcol è sicuro, pertanto, la raccomandazione è di non consumarne affatto.

Fonti

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