Screening polmonare nel SSN

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By Nazzareno Silvestri

Il tumore al polmone resta la prima causa di morte oncologica in Italia, con oltre 44.000 nuovi casi all’anno e diagnosi spesso tardive che riducono drasticamente le chance di guarigione. In questo contesto, il tema dello screening polmonare nel SSN sta diventando sempre più rilevante.

Fortunatamente, la diagnosi precoce tramite screening polmonare con TAC a basso dosaggio sta dimostrando di ridurre la mortalità del 20-26% nei soggetti ad alto rischio, come forti fumatori ed ex fumatori.

Nel 2026, il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) non offre ancora un programma nazionale strutturato e gratuito per tutti, ma la Rete Italiana Screening Polmonare (RISP) rappresenta un passo avanti concreto, supportato da fondi governativi e da un crescente impegno politico.

Per chi ha circa 50 anni, magari ex fumatore o con storia di esposizione al fumo, capire lo stato attuale dello screening polmonare nel SSN è essenziale: non è più un’opzione lontana, ma una realtà in evoluzione che potrebbe presto entrare nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).

Screening polmonare SSN non è utopia: è la chiave per intercettare il cancro al polmone quando è operabile e curabile.

Cos’è lo screening polmonare e perché è così importante

Lo screening polmonare consiste in una TAC torace a basso dosaggio (LDCT), un esame radiologico rapido, non invasivo e con radiazioni minime, ripetuto annualmente nei soggetti a rischio.

A differenza degli screening per mammella, colon o cervice uterina, che coinvolgono fasce d’età ampie della popolazione, questo è mirato: si rivolge a chi ha fumato molto (almeno 30 pacchetti-anno, ovvero un pacchetto al giorno per 30 anni o equivalenti) e ha tra 55 e 75 anni, inclusi ex fumatori che hanno smesso da meno di 10-15 anni.

Studi internazionali come NLST e NELSON hanno dimostrato che questa TAC riduce la mortalità specifica per tumore al polmone del 20-26%, diagnosticando la malattia in stadio I nell’80% dei casi rilevati, con sopravvivenza a 5 anni che supera il 70-90%.

In Italia, dove l’80% dei casi arriva in fase avanzata, lo screening polmonare potrebbe salvare migliaia di vite ogni anno, riducendo costi per terapie palliative e migliorando la qualità della vita.

A 50 anni, periodo in cui il rischio inizia a salire, conoscere queste evidenze aiuta a valutare se si rientra nei criteri e a spingere per l’accesso gratuito.

Screening polmonare con TAC basso dosaggio è oggi lo strumento più efficace per combattere il cancro polmonare precoce.

Lo stato attuale nel SSN: non ancora nazionale, ma in forte espansione

Nel febbraio 2026, lo screening polmonare non è ancora incluso nei LEA del SSN come programma universale gratuito, a differenza di seno, colon-retto e cervice.

Tuttavia, la Legge di Bilancio 2026 ha stanziato 238 milioni annui per rafforzare la prevenzione oncologica, inclusa la prosecuzione e l’ampliamento della Rete Italiana Screening Polmonare (RISP), coordinata dall’Istituto Nazionale Tumori di Milano.

RISP, partita nel 2022, coinvolge 18 centri in 15 regioni e ha reclutato oltre 10.000 partecipanti ad alto rischio, diagnosticando centinaia di tumori, la maggior parte in stadio precoce e operabili.

Alcune Regioni (come Basilicata, Lombardia, Piemonte) hanno avviato programmi strutturati locali gratuiti per i residenti a rischio, con platee potenziali di decine di migliaia di persone.

Il Ministero della Salute e AIOM spingono per l’inserimento nei nuovi LEA, con risorse dedicate a incrementare partecipanti e copertura territoriale.

A 50 anni, se si è forti fumatori o ex, è possibile verificare l’adesione a RISP o a progetti regionali tramite il proprio medico di base o i centri oncologici.

Screening polmonare nel SSN è in fase di transizione: dal pilota alla realtà strutturata.

Chi può accedere oggi e come iscriversi

I criteri principali per partecipare ai programmi attivi seguono linee guida internazionali e RISP: età 55-75 anni, storia di fumo ≥30 pacchetti-anno, ex fumatori da meno di 10-15 anni.

Non è rivolto a non fumatori o fumatori leggeri, salvo casi di esposizione ambientale (radon, amianto) valutati singolarmente.

Per iscriversi a RISP (gratuito), si può compilare il modulo sul sito ufficiale programmarisp.it o contattare i centri aderenti (elenco aggiornato online).

In Regioni con programmi locali, come Basilicata (platea 195.000 over 50-74 a rischio), l’invito arriva tramite lettera o consultando il CUP.

Il percorso include valutazione del rischio, TAC annuale, gestione noduli sospetti con follow-up o biopsia.

A cinquant’anni, molti ex fumatori scoprono di rientrare nei criteri: un colloquio con il medico di famiglia è il primo passo per accedere.

Accesso screening polmonare è gratuito nei programmi attivi: non aspettare sintomi per agire.

Vantaggi, limiti e falsi positivi: cosa sapere realisticamente

I benefici sono chiari: diagnosi precoce significa più operazioni curative e meno chemio/radio in stadio avanzato.

Studi economici mostrano che lo screening polmonare è costo-efficace per il SSN, con guadagni in anni di vita in salute (QALY) e risparmi su cure palliative.

I limiti includono falsi positivi (nodi benigni che richiedono controlli extra), ansia per il paziente e sovraccarico diagnostico, ma protocolli moderni (come volumetria e AI) riducono questi rischi.

Il dosaggio radiante è basso (simile a una radiografia), e i benefici superano i rischi nei gruppi target.

Per chi ha 50 anni, bilanciare pro e contro con il medico aiuta a decidere: lo screening polmonare non è per tutti, ma per chi ha storia di fumo pesante è un’opportunità reale.

TAC basso dosaggio screening polmonare bilancia rischi e benefici a favore della salute.

Il futuro: verso l’inclusione nei LEA e un programma nazionale

Le novità 2026 indicano un’accelerazione: fondi per ampliare RISP, richieste AIOM per inserire lo screening polmonare nei LEA aggiornati, e obiettivi ministeriali per equità territoriale.

Esperti prevedono che entro pochi anni diventi il quarto screening oncologico gratuito del SSN, come già accade in Germania e altri Paesi UE.

Intelligenza artificiale e modelli di rischio più precisi aiuteranno a selezionare meglio i partecipanti, riducendo falsi positivi.

A 50 anni, questo trend è incoraggiante: smettere di fumare (se ancora in atto), monitorare la salute e seguire aggiornamenti sui programmi regionali può fare la differenza.

Futuro screening polmonare SSN promette equità e accesso per chi ne ha più bisogno.

Conclusioni su screening polmonare nel SSN

Lo screening polmonare nel SSN rappresenta oggi una realtà in crescita, non ancora nazionale ma supportata da fondi statali, rete RISP e iniziative regionali che salvano vite diagnosticando il tumore al polmone in fase operabile.

Per chi ha circa 50 anni, con storia di fumo significativo, è il momento di informarsi: verificare i criteri, contattare centri aderenti e non sottovalutare il rischio.

La prevenzione secondaria con TAC a basso dosaggio è efficace, sostenibile e sempre più accessibile: riduce mortalità, migliora prognosi e alleggerisce il carico sul sistema sanitario.

La buona notizia è che l’Italia sta accelerando: dai piloti sperimentali a un programma strutturato nei LEA è un passo vicino.

Non ignorate i segnali: smettete di fumare, adottate stili di vita sani e chiedete al medico se rientrate nei programmi attivi.