Il tumore alla cervice uterina, conosciuto anche come carcinoma del collo dell’utero, è una delle forme di cancro ginecologico più comuni tra le donne, ma anche una delle più prevenibili grazie ai programmi di screening e al vaccino contro l’HPV (Papilloma Virus Umano).
Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), ogni anno in Italia vengono diagnosticati circa 2.400 nuovi casi di tumore cervicale, con una tendenza alla diminuzione grazie alla diffusione del Pap test, del test HPV-DNA e della vaccinazione anti-HPV.
Cos’è il tumore alla cervice uterina
La cervice uterina è la parte inferiore dell’utero che collega la cavità uterina alla vagina.
Il tumore si sviluppa quando le cellule epiteliali del collo dell’utero subiscono alterazioni genetiche e cominciano a moltiplicarsi in modo incontrollato, formando una massa tumorale.
Esistono due principali tipi di carcinoma cervicale:
- Carcinoma a cellule squamose, che origina dalla parte esterna della cervice (la più frequente, circa il 70–80% dei casi);
- Adenocarcinoma cervicale, che si sviluppa dalle cellule ghiandolari interne (circa il 20–25% dei casi).
Cause e fattori di rischio
Il principale responsabile del tumore cervicale è l’infezione da Papilloma Virus Umano (HPV), in particolare i ceppi HPV 16 e 18, che da soli causano oltre il 70% dei casi.
Tuttavia, non tutte le donne con HPV sviluppano un tumore: nella maggior parte dei casi il virus viene eliminato spontaneamente dal sistema immunitario.
Il rischio aumenta se l’infezione persiste per anni o se si associano altri fattori predisponenti.
Fattori di rischio principali
- Infezione cronica da HPV ad alto rischio oncogeno;
- Rapporti sessuali non protetti con più partner;
- Fumo di sigaretta, che indebolisce le difese immunitarie locali;
- Sistema immunitario compromesso (es. HIV, farmaci immunosoppressori);
- Inizio precoce dell’attività sessuale;
- Parti multipli o gravidanze numerose;
- Uso prolungato di contraccettivi orali (più di 5 anni);
- Scarsa igiene genitale o assenza di controlli ginecologici regolari.
Sintomi del tumore alla cervice uterina
Nelle fasi iniziali, il tumore cervicale può essere asintomatico, motivo per cui lo screening preventivo è fondamentale.
Quando la malattia progredisce, possono comparire sintomi come:
- Perdite vaginali anomale, talvolta con tracce di sangue;
- Sanguinamenti dopo i rapporti sessuali (coitorragia);
- Dolore pelvico o lombare persistente;
- Flusso mestruale abbondante o irregolare;
- Dolore durante i rapporti (dispareunia);
- Sanguinamento dopo la menopausa;
- Difficoltà nella minzione o nella defecazione nelle fasi più avanzate.
⚠️ Questi sintomi non indicano sempre un tumore, ma richiedono valutazione ginecologica immediata.
Diagnosi
La diagnosi precoce è la chiave per la guarigione.
Il percorso diagnostico comprende diversi esami:
1. Pap test
È l’esame di screening di base: rileva alterazioni cellulari precancerose della cervice.
Si esegue ogni 3 anni nelle donne tra 25 e 64 anni, anche in assenza di sintomi.
2. Test HPV-DNA
Rileva la presenza del virus HPV ad alto rischio.
Si effettua a partire dai 30 anni e può essere alternato o associato al Pap test.
3. Colposcopia
Esame di approfondimento che consente di visualizzare la cervice uterina e prelevare biopsie mirate.
4. Biopsia cervicale
Permette la conferma istologica della diagnosi e la classificazione del tipo di tumore.
5. TAC, RMN o PET
Utili per valutare l’estensione del tumore e la presenza di metastasi linfonodali o a distanza.
Stadiazione del tumore cervicale
Il tumore alla cervice viene classificato in base allo stadio di avanzamento:
- Stadio I: limitato al collo dell’utero;
- Stadio II: si estende oltre la cervice ma non raggiunge la parete pelvica;
- Stadio III: invade la parete pelvica o la parte inferiore della vagina;
- Stadio IV: si diffonde a vescica, retto o altri organi (metastasi).
La prognosi è tanto migliore quanto più precoce è la diagnosi.
Trattamenti del tumore alla cervice uterina
Il trattamento dipende dallo stadio del tumore, dall’età della paziente e dal desiderio di maternità.
1. Lesioni precancerose (CIN)
In caso di alterazioni cellulari non invasive, si possono adottare tecniche conservative:
- Conizzazione (asportazione di una porzione di collo dell’utero);
- Laserterapia o crioterapia.
2. Tumori invasivi iniziali
Il trattamento di scelta è la chirurgia:
- Isterectomia totale o radicale (rimozione dell’utero e talvolta delle ovaie e dei linfonodi);
- Nei casi selezionati, tecniche conservative per preservare la fertilità (trachelectomia).
3. Stadi avanzati
Si ricorre a:
- Radioterapia combinata a chemioterapia (solitamente con cisplatino);
- In casi metastatici, immunoterapia o farmaci biologici (es. bevacizumab).
Prevenzione del tumore alla cervice uterina
La prevenzione è l’arma più efficace contro questo tipo di cancro.
1. Vaccinazione anti-HPV
È raccomandata e gratuita per:
- Ragazze e ragazzi tra 11 e 14 anni, prima dell’inizio dell’attività sessuale;
- Anche per donne fino ai 45 anni (efficace, ma con minore protezione).
Il vaccino protegge contro i principali ceppi oncogeni (HPV 16, 18, 31, 33, 45, ecc.) e riduce drasticamente il rischio di tumore.
2. Screening periodico
- Pap test o test HPV ogni 3–5 anni;
- In caso di esito positivo, effettuare approfondimenti con colposcopia e biopsia.
3. Stile di vita sano
- Evitare il fumo, che raddoppia il rischio di lesioni cervicali;
- Praticare rapporti sessuali protetti;
- Mantenere una buona igiene intima;
- Seguire una dieta ricca di frutta, verdura e antiossidanti (vitamina C, A, E, zinco, selenio);
- Effettuare visite ginecologiche regolari.
Prognosi
Se diagnosticato nelle fasi precoci (stadio I), il tumore alla cervice uterina ha una sopravvivenza a 5 anni superiore al 90%.
Nei casi più avanzati la prognosi si riduce, ma grazie ai nuovi protocolli combinati di terapia, la sopravvivenza globale continua a migliorare.
Conclusione
Il tumore alla cervice uterina è oggi una delle neoplasie più prevenibili, grazie a vaccinazione, screening e diagnosi precoce.
Con controlli regolari e uno stile di vita sano, la probabilità di svilupparlo si riduce drasticamente.
Informazione, prevenzione e sensibilizzazione restano le armi più potenti per proteggere la salute femminile e salvare vite.
Fonti
- Ministero della Salute – https://www.salute.gov.it/
- Istituto Superiore di Sanità (ISS) – https://www.iss.it/