Glaucoma: storia di Chiara Mazzel che ha perso la vista a 18 anni

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By Francesco Centorrino

Scopri la storia ispiratrice di Chiara Mazzel e il suo viaggio con il glaucoma. Un invito alla prevenzione oculistica.

Questo articolo esplora la toccante storia di Chiara Mazzel, l’atleta paralimpica che ha affrontato un glaucoma devastante diagnosticato in adolescenza, perdendo quasi completamente la vista intorno ai 18 anni. Scoprirai come questa patologia oculare, nota come il “ladro silenzioso della vista”, ha cambiato la sua vita e come la sua esperienza oggi ispira migliaia di persone a prevenire danni irreversibili. È utile per chi ha familiarità con problemi visivi, per chi supera i 40 anni, per familiari di pazienti con glaucoma e per chiunque desideri comprendere l’importanza della prevenzione oculistica. Leggendolo, capirai perché controlli regolari possono davvero salvare la vista.

Introduzione

Il glaucoma rappresenta una delle principali cause di cecità irreversibile nel mondo. Spesso asintomatico nelle fasi iniziali, progredisce danneggiando il nervo ottico a causa della pressione intraoculare elevata o di altri fattori. La storia di Chiara Mazzel dimostra quanto una diagnosi tardiva possa essere drammatica, ma anche come trasformare una disabilità in una forza straordinaria.

Nata nel 1996 in Trentino Alto Adige, Chiara ha vissuto un’infanzia normale fino all’adolescenza. A 17-18 anni, un episodio banale in motorino ha rivelato il problema: stava per investire pedoni perché non vedeva bene da un occhio. In pochi mesi, nonostante interventi, ha perso quasi tutta la vista. Oggi, come sciatrice paralimpica di successo, con ori e argenti alle Paralimpiadi di Milano Cortina 2026, diventa un simbolo di prevenzione.

La sua testimonianza, diffusa in occasione della settimana mondiale del glaucoma, invita tutti a non sottovalutare i controlli oculistici. Chiara Mazzel non solo ha superato il buio, ma ora “salva” altre persone sensibilizzando sull’importanza dello screening precoce.

Che cos’è il glaucoma e perché è pericoloso

Il glaucoma è un gruppo di patologie oculari che danneggiano progressivamente il nervo ottico, spesso per aumento della pressione intraoculare. Quando le fibre nervose muoiono, il campo visivo si restringe irreversibilmente fino alla cecità.

Esistono vari tipi: il glaucoma ad angolo aperto (più comune e insidioso), quello ad angolo chiuso (più acuto) e forme secondarie o congenite. Nel caso di Chiara, si è trattato di un glaucoma fulminante, probabilmente su base malformativa congenita, che ha progredito rapidamente in età giovanile – un evento raro ma possibile.

Il danno è irreversibile: le cellule ganglionari retiniche perse non si rigenerano. Per questo il glaucoma viene chiamato “ladro silenzioso della vista”: ruba la vista gradualmente senza sintomi evidenti fino a stadi avanzati.

Fattori di rischio includono età superiore ai 40 anni, familiarità, miopia elevata, diabete, ipertensione e origine etnica (africani e asiatici più esposti). Una diagnosi precoce tramite tonometria, esame del fondo oculare e campimetria può bloccare la progressione con terapie adeguate.

La storia personale di Chiara Mazzel: da ragazza normale a ipovedente

Fino ai 16 anni, Chiara Mazzel vedeva perfettamente. Viveva a San Giovanni di Fassa, appassionata di sport e vita attiva. Poi, nel 2014, a 17 anni, durante un normale tragitto in motorino, ha notato una macchia nel campo visivo: non distingueva bene i pedoni.

Iniziati gli accertamenti, la diagnosi è arrivata come un fulmine: glaucoma avanzato, probabilmente presente da tempo ma non rilevato a causa della giovane età. In soli sei mesi ha perso completamente la vista dall’occhio sinistro e gran parte da quello destro, nonostante un’operazione.

Il periodo successivo è stato durissimo: due anni quasi reclusa in casa, con depressione e senso di perdita. La cecità improvvisa ha stravolto tutto: indipendenza, relazioni, progetti futuri.

Ma Chiara ha trovato nello sport la via per rinascere. Ha scoperto lo sci alpino paralimpico per ipovedenti, iniziando nel 2019. Con guide esperte come Nicola Cotti Cottini, ha trasformato la disabilità in opportunità. “Accettare la mia condizione è stato il punto di svolta: da lì tutto è stato in discesa”, ha dichiarato.

L’ascesa sportiva: dallo sci paralimpico alle medaglie olimpiche

L’esordio agonistico di Chiara Mazzel è avvenuto in Coppa Europa nel 2019, con un podio immediato. Nel 2020 ha debuttato in Coppa del Mondo, raggiungendo posizioni di vertice.

Ai Mondiali di Lillehammer (disputati nel 2022) ha vissuto l’emozione del cancelletto di partenza. Poi sono arrivati successi eclatanti: ori in discesa libera, supergigante e combinata ai Mondiali di Espot 2023, Coppa del Mondo di specialità e podi continui.

Alle Paralimpiadi di Milano Cortina 2026, in casa, ha conquistato l’argento in discesa libera e l’oro nel Super-G vision impaired, diventando una delle prime medagliate italiane. Gareggia nelle discipline alpine con guida, affidandosi a segnali vocali e intesa perfetta.

Lo sci per lei significa libertà: velocità, adrenalina, sfida contro se stessa. “Lo sport ha rappresentato l’inizio della mia seconda vita”, racconta spesso.

La sua storia ispira: da persona che ha perso la vista a 18 anni per glaucoma, è diventata campionessa che sensibilizza sulla prevenzione.

Come il glaucoma colpisce i giovani: il caso raro di Chiara

Solitamente il glaucoma colpisce dopo i 50-60 anni, ma forme congenite o giovanili esistono. Nel caso di Chiara Mazzel, la diagnosi tardiva ha permesso un’evoluzione rapida e distruttiva.

Sintomi iniziali possono essere assenti o lievi: aloni intorno alle luci, offuscamenti sporadici, riduzione periferica del campo visivo. Nei giovani è più insidioso perché il cervello compensa a lungo.

La prevenzione è cruciale: anche sotto i 40 anni, con familiarità o sintomi, è consigliato un controllo oculistico completo. Tonometria (misura pressione), pachimetria, OCT e gonioscopia rilevano precocemente alterazioni.

Chiara Mazzel ripete: “Ho avuto una diagnosi tardiva, i controlli sono fondamentali”. Il suo appello durante la settimana del glaucoma (8-14 marzo) ha spinto molti a prenotare visite gratuite.

Prevenzione e terapie: come difendersi dal ladro silenzioso

La chiave contro il glaucoma è lo screening regolare. Dopo i 40 anni, ogni 1-2 anni; prima se a rischio.

Terapie: colliri ipotensivanti (prostaglandine, beta-bloccanti), laser (trabeculoplastica) o chirurgia (trabeculectomia) riducono la pressione e preservano il nervo ottico.

Nuove frontiere includono neuroprotezione e monitoraggio con IA. Farmaci come GLP-1 (usati per diabete e obesità) mostrano potenziale protettivo sul nervo ottico in studi preliminari.

Adottare stili di vita sani aiuta: no fumo, controllo pressione arteriosa, attività fisica moderata.

La testimonianza di Chiara ricorda che una visita oculistica può fare la differenza tra mantenere la vista e perderla.

Conclusioni su glaucoma

Il glaucoma è una patologia subdola ma gestibile se scoperta in tempo. La storia di Chiara Mazzel, che ha perso la vista a 18 anni per una diagnosi tardiva ma ha trasformato il buio in luce attraverso lo sport e la sensibilizzazione, insegna che la prevenzione salva davvero.

Oggi Chiara Mazzel non è solo un’atleta paralimpica di successo con medaglie prestigiose, ma una voce potente che invita a non ignorare la salute oculare. Il suo messaggio è chiaro: fai controlli regolari, proteggi i tuoi occhi, non lasciare che il glaucoma rubi il tuo futuro.

Accettare, reagire, ispirare: questa è la lezione di Chiara, che da vittima del “ladro silenzioso” è diventata chi ti salva con la sua esperienza.

Domande Frequenti su glaucoma

Chi può sviluppare il glaucoma? Il glaucoma colpisce soprattutto over 40, ma forme giovanili come quella di Chiara esistono, specialmente con familiarità o anomalie congenite. Consiglio in grassetto: Fai un controllo oculistico completo entro i 35-40 anni se hai parenti con glaucoma.

Cosa è esattamente il glaucoma? È il danno progressivo al nervo ottico, spesso per pressione intraoculare alta, che causa perdita irreversibile del campo visivo. Consiglio in grassetto: Non aspettare sintomi: lo screening precoce è l’unica arma efficace.

Quando fare controlli per il glaucoma? Dai 40 anni regolarmente; prima se a rischio (familiarità, miopia alta, diabete). Consiglio in grassetto: Programma una visita oculistica annuale dopo i 40 anni o prima se hai fattori di rischio.

Come si diagnostica e cura il glaucoma? Con tonometria, fondo oculare, OCT e campimetria; terapie con colliri, laser o chirurgia. Consiglio in grassetto: Segui fedelmente la terapia prescritta: blocca la progressione nella maggior parte dei casi.

Dove effettuare screening gratuiti per glaucoma? In molte città durante la settimana mondiale del glaucoma o presso centri oculistici pubblici/privati. Consiglio in grassetto: Cerca iniziative IAPB Italia o ambulatori locali per controlli gratuiti.

Perché la prevenzione è vitale nel glaucoma? Perché il danno è irreversibile: solo diagnosticandolo presto si preserva la vista residua. Consiglio in grassetto: Non sottovalutare mai un calo visivo: una visita può salvarti dalla cecità.

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