Influenza K: cosa aspettarsi dalla variante dell’influenza?

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By Francesco Centorrino

Informati sull’epidemia di influenza K. Scopri i dati sui nuovi casi e l’impatto sui bambini e sulla popolazione.

L’influenza continua a correre e, nella settimana che ha preceduto il Natale, i numeri hanno raggiunto livelli molto elevati. Secondo l’ultimo report della rete di sorveglianza RespiVirNet, a livello nazionale si è arrivati a sfiorare un milione di nuovi casi in sette giorni, con un’incidenza di 17,1 malati ogni 1.000 assistiti, quasi tre punti in più rispetto alla settimana precedente.

Nel periodo compreso tra il 15 e il 21 dicembre, sono stati stimati circa 950 mila nuovi contagi, portando il totale dall’inizio della sorveglianza stagionale a circa 5,8 milioni di casi. Come avviene ormai di consueto, l’incidenza più alta riguarda i bambini da 0 a 4 anni, con circa 50 casi ogni 1.000 assistiti.

I virus respiratori più diffusi

Le analisi di laboratorio confermano una circolazione ampia e diversificata dei virus respiratori. Su 3.744 campioni clinici analizzati, il 44,2% è risultato positivo al virus influenzale. La restante quota è riconducibile ad altri patogeni, tra cui Sars-CoV-2, Rhinovirus, Coronavirus umani non Sars-CoV-2, Adenovirus, virus Parainfluenzali, Bocavirus, Metapneumovirus e Virus Respiratorio Sinciziale.

La stagione della “variante K”

A caratterizzare questa stagione è soprattutto la diffusione del virus influenzale A(H3N2), noto anche come “variante K”. Oltre ai sintomi classici – febbre, tosse, mal di testa, stanchezza intensa e dolori muscolari – molti pazienti segnalano anche disturbi gastrointestinali. La pressione sul sistema sanitario è elevata in diverse regioni, compreso il Lazio, dove ospedali e pronto soccorso stanno registrando un forte afflusso.

Lazio sopra la media nazionale

Il Lazio rientra tra le aree con incidenza molto alta, insieme a Veneto, provincia di Bolzano, Marche e Campania. Nell’ultima rilevazione, nella settimana dal 15 al 21 dicembre, nella regione si sono contati 3.773 casi di infezioni respiratorie acute, con un’incidenza di 17,56 casi ogni 1.000 assistiti, leggermente superiore alla media nazionale.

Anche qui, la fascia più colpita resta quella dei bambini da 0 a 4 anni, con 534 casi in una sola settimana e un’incidenza superiore a 48 casi ogni 1.000. Numeri importanti anche tra gli adulti: 827 casi sono stati registrati nella fascia di età 45-64 anni.

Il vero picco deve ancora arrivare

Nonostante i dati già elevati, gli esperti avvertono che il peggio potrebbe essere ancora davanti. Anna Teresa Palamara, direttrice del Dipartimento Malattie Infettive dell’Istituto Superiore di Sanità, spiega. “I dati indicano che ci stiamo avvicinando al picco dei casi, che verosimilmente verrà raggiunto nelle prossime settimane, con una circolazione sostenuta dei virus respiratori, come atteso per questo periodo dell’anno”.

Le festività e le numerose occasioni di incontro rappresentano un ulteriore fattore di rischio per la diffusione del contagio.

Pronto soccorso sotto pressione

Nel frattempo, i pronto soccorso sono messi a dura prova. Si stima che circa un accesso su cinque sia legato a sintomi influenzali. La situazione è stata aggravata anche dalla chiusura degli ambulatori di medicina generale durante le festività. I medici di famiglia hanno ripreso l’attività solo dal 29 dicembre, trovandosi di fronte a sale d’attesa sovraffollate.

“Anche quest’anno – sottolinea Palamara – all’aumento dei casi corrisponde un incremento degli accessi in pronto soccorso e delle ospedalizzazioni, soprattutto tra le persone anziane”. L’ISS ribadisce l’importanza di semplici misure preventive: areare gli ambienti, lavare spesso le mani e rispettare la cosiddetta etichetta respiratoria.

I numeri dei pronto soccorso romani

I dati in tempo reale del portale Salute Lazio mostrano chiaramente la pressione sulle strutture sanitarie della Capitale. Nel pomeriggio di martedì 30 dicembre si registravano 135 pazienti all’Umberto I, 95 al San Giovanni Addolorata, 143 al Policlinico Gemelli, 30 al Bambino Gesù e 94 al San Camillo-Forlanini. Di questi, 46 sono stati classificati come codice verde al triage.

Al pronto soccorso del Santo Spirito, nell’ultima settimana segnata da Natale e Santo Stefano, si sono contati tra i 120 e i 150 accessi per febbre alta o sintomi influenzali: circa la metà degli accessi complessivi.

Un quadro che conferma come l’influenza stia attraversando una fase critica e come le prossime settimane saranno decisive per capire quando verrà raggiunto il vero picco stagionale.