La guerra è vicina: Google libera 20 milioni di zanzare contro Zika!

Il virus Zika (ZIKV) appartiene alla famiglia dei Flaviviridae e prende il nome dalla foresta dell’Uganda in cui fu isolato per la prima volta, nel 1947. È trasmesso dalle zanzare tropicali e subtropicali Aedes aegypti (le stesse che veicolano dengue e febbre gialla), ma anche, con minore efficacia, dalla zanzara tigre (Aedes albopictus). Dal momento della sua scoperta, Zika ha causato piccole epidemie contenute in alcuni paesi dell’Africa e del Sud-Est asiatico (Fig.1), ma è divenuto “famoso” lo scorso anno in seguito ad un focolaio epidemico in Brasile che ha riguardato circa 1,5 milioni di persone.

Fig.1 Distribuzione del virus Zika nel mondo.

Di per sé il virus Zika non è mortale come l’Ebola, e solo un quinto delle persone infette si ammala, sviluppando i sintomi di una classica influenza: febbre, eruzioni cutanee, dolori alle articolazioni, occhi rossi. Esiste, però, un aspetto preoccupante dell’infezione da Zika, portato alla luce dalle stesse autorità brasiliane, ovvero la correlazione dell’infezione virale con un aumento significativo dei casi di microcefalia tra i neonati (più del 2500% rispetto al 2014). Si tratta di una condizione patologica che porta alla riduzione nella crescita di cranio e cervello nel feto con conseguenti gravi problemi neurologici, ponendo le donne in gravidanza al primo posto tra i soggetti più a rischio per gli effetti collaterali del virus.

Esistono delle cure? Come possiamo combatterlo? Ad oggi i ricercatori sono all’opera per sintetizzare un vaccino sicuro ed efficace contro il virus, ma i tempi si prospettano lunghi. Esiste, però, la possibilità di eliminare il virus  combattendo i vettori che lo trasportano, cioè le zanzare stesse! E come fare? Usando gli stessi insetti (Fig.2) come “untori”!

L’idea non è nuova di per sè, ma è l’approccio ad avere del rivoluzionario. I protagonisti di questa “battaglia” tra zanzare sono i responsabili della Verily Life Science, un’azienda controllata da Alphabet (Google) che si occupa di salute. La Verily Life Science ha lavorato su due fronti: in primis è stato costruito un sistema automatico di allevamento di zanzare altamente produttivo (un milione di esemplari la settimana), e in secondo luogo, sono stati infettato gli esemplari maschi – che non pungono l’uomo – con Wolbachia, un batterio che infetta gli insetti ed è innocuo per l’uomo, che rende sterili le femmine dell’ospite.

Grazie a questa tecnologia, circa 20 milioni di zanzare maschio sono state liberate nel solo stato della California (Fig.3), e si pensa di utilizzare la stessa metodologia in Australia entro la fine del 2017. La speranza dei ricercatori è che le zanzare maschio, incontrando gli esemplari femmine, possano portare alla luce una nuova generazione di insetti incapaci di trasmettere il virus Zika.

Fig.3 Il furgone che sulle strade della California ha liberato 20 milioni di esemplari maschio della zanzara Aedes aegypti.

Silvia Vallefuoco

Fonte: Focus

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