Epidemia di Legionella? Com’è possibile?

Durante l’estate appena trascorsa ci sono stati diversi episodi eclatanti di epidemia di Legionella che hanno creato dei veri e propri cluster. Dopo i casi di Bresso (MI) del 2014 e Parma del 2016, nel 2018 Bresso è stata nuovamente colpita, con un contagio di oltre 50 persone e con alcuni morti. Ma come è possibile? Ci sono stati altri casi?

Nell’ex Asl di Lodi, nei primi 6 mesi del 2017, i casi erano stati 5, mentre nello stesso periodo di quest’anno, i malati sono stati 11. Nell’area di Melegnano, invece, i casi sono passati da 14 a 25. Globalmente nel primo semestre del 2018, si sono registrati 36 casi contro i 19 del 2017.

A dirlo sono i numeri pubblicati nel rapporto di agosto dell’Ats.

Ma non finisce qui, a Brescia oltre 500 casi di polmonite batterica di cui più di 40 riconducibili a Legionella. Una nuova malattia?

Niente di questo, semplicemente più consapevolezza nella gente.

Ma come è possibile che si manifestino cluster così importanti quando Legionella la troviamo nelle reti idriche e magari nei nostri rubinetti o nelle nostre docce?

La fonte di questi cluster sono spesso le torri evaporate, enormi macchine poste sui tetti dei palazzi che servono a raffreddare i liquidi di scambio delle unità di trattamento aria.

Fig. 1 – schematizzazione di una torre di raffreddamento

Ma perché sono così importanti e pericolose? 

Se l’acqua al loro interno è contaminata da Legionella, il vapore che si crea e viene espulso, sarà a sua volta contaminato dal patogeno, che trovandosi sotto forma di aerosol, potrà disperdersi più facilmente e velocemente.

Si creerà così una specie di nube contaminata, che se respirata può portare a contrarre la legionellosi, come nei casi citati a inizio articolo. Questa patologia ha dei fattori di predisposizione, come l’immunodepressione, malattie legate al sistema respiratorio, soggetti sottoposti a dialisi o trapianto. 

Ma dove le troviamo?

Centri commerciali, grosse aziende, palazzi, uffici, pertanto si rende necessaria una attenzione da parte di chi ne è diretto responsabile, per attuare le corrette misure di manutenzione e ridurre il rischio, per evitare nuove episodi come quelli dell’estate appena passata.

Fonte: Il Cittadino, ATS Milano, Iss

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