La celiachia è tutta colpa del glutine?

Condividi l'articolo di Microbiologia Italia:

Cos’è la celiachia

La celiachia è una patologia cronica autoimmune, che provoca una reazione immunitaria dell’organismo all’assunzione di glutine: un complesso proteico presente in molti cereali, come orzo, frumento e segale. In Italia oltre 200.000 pazienti soffrono di celiachia, ma, tenendo conto dei casi non diagnosticati (per esempio gli asintomatici), il numero effettivo si aggirerebbe sui 600.000.

La reazione immunitaria, se non diagnosticata e curata, scatena un’infiammazione a livello del piccolo intestino (intestino tenue), che porta all’atrofia dei villi, un appiattimento dei microvilli che impedisce il corretto assorbimento dei nutrienti compromettendo la salute del paziente interessato. Una serie notevole di sintomi si sviluppa nel tempo in associazione alla celiachia, tra questi perdita di peso, diarrea, stanchezza cronica, disturbi neurologici, anemia, nausea, eruzioni cutanee, depressione e carenze nutrizionali. Di solito, ma non sempre, una dieta rigorosa senza glutine può alleviare molti dei sintomi. Un altro aspetto a cui dare particolare attenzione è il glifosato, utilizzato per far seccare i cereali (come il grano) prima del raccolto, diminuendo drasticamente i tempi di raccolta delle spighe e aumentando, di fatto, la produzione.

Il glifosato

Il glifosato è un erbicida introdotto negli anni Settanta ed è impiegato tuttora in agricoltura. E’ dichiarato “probabilmente cancerogeno” dall’AIRC in termini di tossicità e per questo è stata fissata per legge la sua soglia di presenza nei prodotti alimentari. Il glifosato, brevettato come anti microbico, ha dimostrato di distruggere i batteri intestinali negli animali, uccidendo preferenzialmente le forme benefiche e causando una crescita eccessiva di agenti patogeni, aumentando il rapporto tra batteri patogeni e altri microbi commensali. Salmonella e Clostridium sono altamente resistenti al glifosato, mentre Enterococcus, Bifidobacteria e Lactobacillus sono particolarmente sensibili.

glifosato celiachia
Figura 1 – Molecola di Glifosato (credit: https://fitogest.imagelinenetwork.com/it/sostanze-attive/glifosate/171)

Il glifosato è stato identificato come possibile fattore nell’aumento del rischio di infezione da Clostridium. La celiachia è associata, per l’appunto, a livelli ridotti di Enterococcus, Bifidobatteri e Lactobacillus nell’intestino e ad una crescita eccessiva di batteri gram negativi patogeni. Inoltre un recente documento ha sostenuto che il glifosato può essere un fattore chiave anche per l’epidemia di obesità e l’epidemia di autismo negli Stati Uniti, così come per molte altre malattie e condizioni, come il morbo di Alzheimer e il Parkinson. I pazienti celiaci oltre ad avere una ridotta presenza nell’intestino di batteri commensali come lattobacilli e bifidobatteri, hanno spesso livelli elevati di omocisteina, associati a carenza di folati e/o cobalamina. Le specie di Lactobacilluse bifidobacterium hanno la capacità di biosintetizzare il folato, quindi la loro distruzione da parte del glifosato potrebbe contribuire alla carenza di folati. La carenza di cobalamina a lungo termine può essere causa di anemia e di malattie neurodegenerative.

I trattamenti probiotici

I trattamenti probiotici sono consigliati per aiutare nella guarigione dell’apparato digerente nella celiachia. L’attività proteolitica dei lattobacilli aiuta la scomposizione del grano in forme meno allergeniche. Infatti i bifidobatteri sopprimono l’ambiente pro-infiammatorio innescato dal microbiota dei pazienti celiaci, determinando la guarigione dell’intestino se associato ad una dieta priva di glutine, o potrebbero persino consentire al paziente celiaco di consumare quantità modeste di glutine senza effetti dannosi. La ricerca in corso mira a produrre pane a lievitazione naturale contenente glutine fermentato dai lattobacilli che possono poi servire come probiotici per aiutare a migliorare i sintomi della celiachia e consentire ai pazienti celiaci di consumare grano.

Conclusioni

La celiachia è una condizione complessa e multifattoriale associata all’intolleranza al glutine ed a un rischio più elevato di malattie della tiroide, cancro e malattie renali, oltre ad un aumento del rischio di infertilità e difetti alla nascita nei bambini nati da madri celiache. Mentre la diagnosi principale sono gli autoanticorpi contro la transglutaminasi tissutale, la celiachia è associata a uno spettro di altre patologie come carenze di ferro, vitamina D3, molibdeno, selenio e cobalamina. Tutto ciò mostra sistematicamente come tutte queste caratteristiche della celiachia possano essere spiegate dalle proprietà note del glifosato che viene utilizzato sempre di più nelle pratiche di essiccazione delle colture appena prima del raccolto.

Attualmente è stato chiesto ai governi di tutto il mondo di riesaminare la loro politica nei confronti del glifosato e di introdurre una nuova legislazione che ne limiti l’utilizzo.

Si ringrazia la dott.ssa Immacolata Cicatiello per l’articolo “La celiachia è tutta colpa del glutine?”

Fonti

Condividi l'articolo di Microbiologia Italia:

Un commento su “La celiachia è tutta colpa del glutine?”

Lascia un commento