OGM? Niente paura!

Cosa sono gli organismi geneticamente modificati?

Gli “Organismi Geneticamente Modificati” (OGM) sono per definizione gli organismi, diversi da un essere umano, in cui il DNA è stato modificato in un modo differente da quanto avviene in natura. Alimenti e mangimi contenenti o costituiti da OGM o che siano stati prodotti a partire da OGM sono definiti “geneticamente modificati” (GM).

A differenza infatti dell’accoppiamento e la ricombinazione genetica naturale, la produzione di un OGM è attribuita alla mano dell’uomo, che con l’utilizzo delle biotecnologie apporta modifiche al genoma. Ciò che avviene è un trasferimento di geni da un organismo ad un altro, anche tra specie non correlate.

L’interesse comunitario

Negli ultimi decenni la questione OGM ha suscitato non poco interesse, soprattutto in ambito agricolo e alimentare, perché spesso è comune il pensiero che “non naturale” sia corrispondente a “nocivo”. Numerose sono le domande da parte della comunità di natura etica, ambientale, economica, sociale e sanitaria. In realtà, la modifica genetica grazie alle più moderne tecnologie e alla ricerca, consente di creare in organismi come piante, batteri e sementi aspetti che li rendono più favorevoli alla sopravvivenza in natura. Magari e spesso, anche con benefici nutrizionali in più per l’uomo.

Sin dai tempi antichi inoltre, l’uomo ha cercato di selezionare piante e animali con caratteristiche favorevoli per il miglioramento della specie e per trarre vantaggi dal punto di vista alimentare. Le stesse tecniche di coltivazione utilizzate in agricoltura sono infatti volte a una resa migliore. L’avvento dell’ingegneria genetica in campo agrario e zootecnico hanno solo rappresentato un’arma in più per tali scopi, permettendo ad esempio una più efficace resistenza alle fitopatologie e resistenza alle continue pressioni ambientali.

Ancora, le modifiche genetiche hanno permesso la creazione di varianti resistenti agli erbicidi e agli insetti, o permettono ad alcuni batteri, funghi o animali (animali transgenici) di produrre determinati microrganismi o sostanze di utile interesse per l’uomo. il tutto nel totale rispetto del benessere animale. E’ per esempio molto diffusa nel mondo la soia OGM (Fig.1).

pianta di soia
Figura 1 – Pianta di soia

Un po’ di storia

Con l’avanzare delle scoperte scientifiche in materia di biologia molecolare e genetica, si sviluppò anche la ricerca sulla modifica dei primi microrganismi. Risalgono a fine anni ’70 le prime importanti ricerche in materia con lo sviluppo dei primi microrganismi geneticamente modificati (MGM). Il primo è stato il batterio Escherichia coli, che fu reso in grado di produrre insulina umana e molte altre molecole come la chimosina, utilizzata oggi nei processi di caseificazione. Oggi gli MGM sono fondamentali per la produzione di farmaci, cosmetici, ma anche sostanze per l’industria alimentare (basti pensare all’amilasi per la produzione di birra) e tessile.

Tra gli organismi geneticamente modificati, il primo animale risale al 1982, prodotto da Richard Palmiter e Ralph Brinster, mentre le prime piante (PGM) al 1983, quando quattro gruppi di ricerca indipendenti annunciarono di aver trasformato una pianta. Tali studi furono: la Washington University di St. Louis, Missouri (resistenza a un antibiotico in tabacco), la Rijksuniversiteit di Gand, Belgio (resistenza a un antibiotico e al metotrexato, un farmaco contro il cancro e l’artrite, in tabacco), la multinazionale Monsanto di St. Louis, Missouri (resistenza a un antibiotico in petunia) e la University of Wisconsin (un gene di fagiolo in girasole).

Il quadro normativo

L’applicazione delle tecniche di modificazione genetica è regolamentata da un severo quadro giuridico istituito dall’Unione europea (Regolamento (CE) n. 1829/2003 e Regolamento (CE) n. 1830/2003, entrambi in applicazione dal 18 aprile 2004).

Tali norme sono volte a garantire la sicurezza umana, animale e ambientale, nonché a regolamentare tutta la filiera della produzione di alimenti e mangimi GM, le importazioni e le immissioni nell’ambiente. L’immissione in commercio di un OGM o un suo prodotto derivato deve infatti essere filtrato. Ciò grazie al superamento dii una serie di fasi e complessi controlli da parte degli organi preposti. Dev’esserci infatti un’attenta valutazione del rischio per la salute umana, animale e ambientale. Anche l’accidentale presenza di OGM in alimenti è regolamentata da specifici requisiti di etichettatura.

L’ente che valuta la sicurezza di nuovi organismi geneticamente modificati prima dell’immissione in commercio è l‘EFSA (European Food Security Authority), la cui sede è proprio in Italia, a Parma. I richiedenti della commercializzazione del prodotto devono presentare dei dossier scientifici all’EFSA, che effettua la valutazione del rischio. In questo passaggio tiene conto di:

  • Caratterizzazione molecolare;
  • Analisi comparativa (confronto tra pianta GM e sua controparte convenzionale);
  • Valutazione della potenziale tossicità e allergenicità;
  • Valutazione del potenziale impatto ambientale.
Sede centrale dell'Efsa, a Parma, Italia
Figura 2 – Headquarter dell’Efsa, Parma

La licenza di autorizzazione ha la durata di 10 anni. Tutti i documenti contenenti le linee guida per la valutazione del rischio da organismi geneticamente modificati sono consultabili sul sito web dell’EFSA. Anche post-autorizzazione viene effettuato un attento monitoraggio.
L’Italia, in quanto Stato membro dell’Unione europea, ha l’obbligo di recepire le Direttive comunitarie, quindi è autorizzata a importare prodotti OGM autorizzati a livello europeo ed è concessa la coltivazione. Prima di questi regolamenti, già dal 2000 ci furono diversi tentativi governativi di bloccare l’ingresso di prodotti OGM in Italia. Il 13 settembre 2017 la Corte di giustizia europea ha pronunciato una sentenza in cui viene dichiarato ingiustificato il divieto di coltivazione sancito dal decreto interministeriale del 12 luglio 2013.

La sicurezza prima di tutto

La comunità scientifica italiana ha rilasciato nel 2004 un consensus document in cui, dopo aver analizzato l’enorme letteratura scientifica a proposito di OGM (Fig. 3), sottolinea come gli OGM in commercio abbiano superato tutte le analisi tossicologiche e allergologiche obbligatorie per legge. Inoltre, afferma come non esistano elementi per ritenerli pericolosi per la salute umana o animale.

Ugualmente ad oggi l’EFSA non ha riscontrato alcun problema sanitario legato all’uso degli OGM autorizzati.
In conclusione gli organismi geneticamente modificati, già ampiamente utilizzati anche nella produzione made in Italy, rappresentano come il progresso scientifico possa portare beneficio all’uomo.

graifco rappresentante la crescente letteratura sulla sicurezza degli OGM
Figura 3 – Pubblicazioni sulla sicurezza degli OGM (Fonte: elaborazione su dati ICGEB, International Centre for Genetic Engineering and Biotechnology)

Fonti:

Lascia un commento