Arricciamento della vite, Degenerazione infettiva (GFLV): tutto quello che si può sapere

Caratteristiche generali

L’arricciamento della vite o degenerazione infettiva rientra tra i pericoli che possono colpire la vite durante il suo ciclo vegetativo. Nota fin dal XIX secolo, questa malattia è causata da un virus chiamato Grapevine fanleaf virus (GFLV), responsabile della progressiva degenerazione della vite che riduce significativamente la produzione e la qualità dell’uva.

GFLV appartiene alla famiglia dei Secoviridae, genere Nepovirus, il suo genoma virale è formato da due singoli filamenti di RNA, detti RNA1 e RNA2 che codificano una poliproteina in una proteina funzionale. Questo virus si propaga con la contaminazione di materiale infetto attraverso la presenza di un particolare vettore chiamato Xiphinema index.

ReameRiboviria
RegnoOrtornavire
PhylumPisuviricota
ClassePisoniviriceti
OrdinePicorvirali
FamigliaSecoviridae
GenereNepovirus
SpecieGrapevine fanleaf virus
Tabella 1- Classificazione virus [ Fonte https://www-ebi-ac-uk. ]

Agente patogeno

L’agente patogeno dell’arricciamento della vite o degenerazione infettiva è Xiphinema index, un nematode filiforme lungo 3mm circa dotato di uno stiletto appuntito (0,07-0,2mm) con il quale punge le radici della pianta per potersi nutrire. Questo nematode vive in terreni sabbiosi ad una profondità di 30-60cm e predilige, per il suo sviluppo, temperature tra i 25-26°C in terreni umidi.

Xiphinema index si riproduce, in genere, per partogenesi (riproduzione senza accoppiamento), la femmina di nematode deposita le uova nel suolo. Successivamente le larve attraverso 4 stadi larvali aumentano di dimensioni fino a diventare adulti. Il ciclo si conclude in un periodo che varia da 1 a 3 mesi fino ad un anno in base alle condizioni ambientali: infatti, nel caso vi siano dei periodi sfavorevoli per lo sviluppo, le larve possono passere a un periodo di quiescenza, prendendo il nome di cisti.

Ciclo vitale di Xiphinema spp.
Figura 1- Ciclo vitale di Xiphinema spp. [entnemdept.ufl.edu ]

I giovani adulti possono, fin da subito nutrendosi di piante infette, acquisire il virus patogeno stoccandolo nei suoi organi boccali. Una volta assimilato il virus GFLV, il nematode rimarrà infetto per tutta la sua vita, senza però trasmetterlo alle future uova.

Xiphinema spp. con il virus (in rosso) stoccato nei suoi organi boccali
Figura 2 – Xiphinema spp. con il virus (in rosso) stoccato nei suoi organi boccali [entnemdept.ufl.edu]

Sviluppo della fitopatia e i suoi sintomi

Il virus GFLV viene, come spiegato precedentemente, trasmesso grazie alla presenza di un vettore, Xiphinema index, riesce ad infettare la vite pungendo le radici con il suo stiletto di penetrazione. Il nematode con il suo stiletto perfora le pareti cellulari della pianta e per mezzo di secrezioni ghiandolari rilascia il nepovirus alla pianta sana. Questi secreti alterano la fisiopatologia della pianta provocandole un danno biochimico, lesioni ed ipertrofie radicali, necrosi radicali e proliferazioni di radichette, portando a uno scarso sviluppo della pianta. Nello specifico, poi, la sintomatologia può variare, manifestando sintomi differenti, dati da:

  • Ceppo virale può essere malformante o cromogeno;
  • Varietà della vite.

Il GFLV può causare, così:

  • Malformazione infettiva;
  • Giallume infettivo.

Con la malformazione infettiva si hanno alterazioni a livello fogliare, le foglie diventano distorte, asimmetriche e corrugate con laciniature (irregolari dentature sui margini) e in alcuni casi si può notare la presenza di mosaici giallastri. Questi sintomi rimangono per tutta la stagione vegetativa della vite e si attenuano poi con la stagione estiva. Per quanto riguarda tutti gli altri organi della vite, invece, si ha un’alternanza di germogli, un raccorciamento degli internodi, nodi con biforcazioni anomale e grappoli ridotti sia in numero che in dimensione, con maturazione irregolare e presenza di acinellatura (sviluppo disomogeneo dei grappoli).

Sintomi della degenerazione infettiva della vite: Grappoli acinellati
Figura 3- Grappoli acinellati [Fonte 477202_2017_-_Frutta-vite_-_virosi_vite.pdf ]

Il giallume infettivo, invece, causa mosaicature mediamente gialle, ma che possono variare di colore, sui lembi fogliari, viticci, germogli e infiorescenze. Sui grappoli si ha la colatura dei fiori e l’acinellatura verde, che porta sia a un calo quantitativo della produzione che quantitativo, poiché si riduce il contenuto zuccherino dei grappoli.

degenerazione infettiva della vite Tralcio erbaceo con biforcazione, internodi irregolari e grappoli con evidente colatura
Figura 4- Tralcio erbaceo con biforcazione, internodi
irregolari e grappoli con evidente colatura
[www.venetoagricoltura.org]
Mosaico giallo
Figura 5- Mosaico giallo [www.tigulliovino.it]

Danni provocati dall’arricciamento della vite/ degenerazione infettiva

Come mostrato nei paragrafi precedenti, la degenerazione infettiva causa notevoli danni alla vite, con deperimento di quest’ultima, peggioramento quantitativo e qualitativo della produzione dell’uva. Tutto questo porta, ovviamente, a un notevole danno economico per i coltivatori: infatti a seconda del vitigno e dell’annata si possono verificare anche cali di produzione oltre il 50%. Il virus tramite vettore si propaga a focolaio e porta a consistenti perdite nel vigneto nel tempo e l’unico modo per cercare di contrastare ciò è attraverso l’espianto delle colture infette, con viti sane e certificate. Nonostante ciò, però, le viti reimpiantate possono essere soggette ad una nuova infezione, se prima il terreno non viene adeguatamente trattato.

Prevenzione, controllo e metodi di lotta contro arricciamento della vite, degenerazione infettiva

Per contrastare e prevenire questo “flagello” le strategie si basano esclusivamente sulla lotta al nematode, e possono essere:

  • Uso di materiale di propagazione certificato;
  • Campionamento dei terreni secondo apposite procedure;
  • Corretta pulizia e disinfezione del materiale usato (macchine ed attrezzi usati per le lavorazioni del terreno e della vite);
  • Trattamento con nematocidi, che abbassano la popolazione ma non garantiscono l’eliminazione totale dei nematodi. Sono, spesso, usati in combinazione con la rotazione e riposo del terreno;
  • Rotazione delle colture.

Questi sono i metodi usati per contrastare ed arginare la diffusione di Xiphinema index, che porterebbe di conseguenza ad una riduzione del virus GFLV.

Recentemente, però, i ricercatori dell’Istituto Molecolare delle Piante di Strasburgo con il professore Christophe Ritzenthaler hanno studiato la possibilità di creare un vitigno resistente al virus attraverso la genetica. In pratica, con l’uso della transgenesi, ossia l’inserimento di un gene esogeno all’interno della vite: il gene individuato proviene dal sistema immunitario dei camelidi (cammelli, dromedari e lama). I ricercatori hanno notato che esponendo il gene al virus, ottenevano anticorpi, che introdotti in una pianta infetta, si aggrappavano al virus annientandolo. I ricercatori, quindi, hanno innestato un ramo di vite infetto su uno geneticamente modificato, mostrando come in questo modo, il virus non riesca a superare il punto di innesto, e quindi non riesca a diffondersi sul ramo superiore. Questa tecnica, però, non è ben vista in campo enoico, sebbene se praticata potrebbe portare a grandi cambiamenti, per quanto riguarda il controllo e la gestione delle malattie in ambito vitivinicolo.

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Francesco Centorrino

Sono Francesco Centorrino e faccio parte di Microbiologia Italia, primo sito di divulgazione microbiologica in Italia. Il portale di Microbiologia Italia è utile per condividere conoscenza ed informazioni a chiunque fosse interessato a questa bellissima scienza.