Corythucha ciliata (tingide del platano)

Caratteristiche generali

Passeggiando lungo i viali alberati capita spesso di osservare piante di platano con foglie danneggiate o secche. Responsabili di queste alterazioni morfologiche, sono i tingidi, insetti fitomizi di piccole dimensioni che si nutrono di linfa delle foglie di platano. In questo articolo si parlerà, infatti, di Corythucha ciliata parassita obbligato del platano, comunemente noto come tingide del platano (Fig. 1). L’insetto originario del Nord America è stato osservato per la prima volta in Italia nel 1964, a Padova. Esso causa sulle piante aree depigmentate, o necrotiche, macchie scure e appiccicose nonché caduta prematura delle foglie. A causa del notevole utilizzo del platano in ambito urbano, l’insetto si è diffuso rapidamente in tutta Europa minando il pregio estetico e la salute dei platani, causando fastidio in zone pubbliche e invasioni domestiche.

Adulti di Corythucha ciliata comunemente nota come tingide del platano, su foglia di platano
Figura 1 – Adulti di Corythucha ciliata (tingide del platano) su foglia di platano. [Fonte: James Solomon, USDA Forest Service, Bugwood.org]

Descrizione

Corythucha ciliata è un emittero di piccole dimensioni (circa 3 mm) appartenente alla famiglia Tingidae, genere Corythucha. Si tratta di un insetto fitomizo dotato di apparato boccale pungente succhiante con il quale si nutre di linfa, pungendo il mesofillo fogliare e svuotando le cellule vegetali. Il tingide del platano ha abitudini gregarie ed è facile trovare numerosi esemplari su un’unica foglia. Gli adulti (Fig. 2) sono di colore scuro hanno un corpo appiattito coperto da un pronoto espanso di colore bianco crema e con i margini dentellati. Le ali sono chiare, sporgono anch’esse dal corpo e presentano due macchie irregolari scure, le quali rendono riconoscibile l’insetto. Le ninfe, invece, svolgono cinque mute prima di diventare adulte. Sono di colore marrone scuro, dotate di spine e nell’ultima fase giovanile si osservano gli abbozzi alari. Le uova, infine, sono a forma di botte e anch’esse di colore scuro.

Adulto di Corythucha ciliata (tingide del platano) al microscopio
Figura 2 – Adulto di Corythucha ciliata (tingide del platano). [Fonte: Pest and Diseases Image Library, Bugwood.org]

Ciclo biologico

Durante l’anno il tingide del platano svolge due generazioni, ma con temperature elevate possono verificarsene anche tre. Corythucha ciliata svolge tutto il suo ciclo di sviluppo sulle piante di platano: sverna come adulto nelle fessure del tronco e in primavera si sposta sulle foglie giovani sulle quali si nutre e si accoppia. Le femmine depongono le uova, singolarmente o in gruppi di dieci, sulla pagina inferiore della foglia, nei pressi delle nervature, incollandole con secrezioni appiccicose. Passati circa quindici giorni le uova si schiudono e le ninfe che fuoriescono iniziano a nutrirsi crescendo rapidamente. Raggiungono lo stadio di adulto in circa venti giorni. A maturità si spostano su nuove foglie dove le risorse alimentari abbondano e il ciclo si ripete. Al termine della stagione, quando le temperature diminuiscono, i tingidi del platano si riparano sotto la corteccia.

Tipo di danno

I primi danni causati dal tingide del platano appaiono ad inizio primavera: si osservano aree fogliari depigmentate, soprattutto nei pressi delle nervature. Con il proseguire della stagione le aree clorotiche diventano secche e marroni, infine, le foglie cadono prematuramente causando principalmente un danno estetico paesaggistico (Fig. 3). Con infestazioni significative, si osserva una riduzione di vigore della pianta e della sua capacità fotosintetica. Inoltre, la presenza di questi insetti è spesso associata a funghi patogeni vegetali come Ceratocystis fimbriata, il quale può causare declino e morte del platano. Corythucha ciliata produce come scarto melata di colore scuro che può imbrattare viali, auto e pavimentazioni creando disagi alla popolazione. Infine, soprattutto nel periodo estivo, quando gli adulti sono più attivi, può capitare che gli insetti causino punture all’uomo. Come conseguenza queste punture possono portare a fenomeni di allergia con rossore della pelle e prurito attorno alla puntura.

Danni causati da Corythucha ciliata (tingide del platano). Dettaglio
Figura 3 – Danni causati da Corythucha ciliata (tingide del platano). [Fonte: Bruce W. Kauffman, Tennessee Department of Agriculture, Bugwood.org]

Piante ospiti

Corythucha ciliata è un parassita obbligato del platano e colpisce principalmente piante appartenenti al genere Platanus. Alcuni esempi sono Platanus occidentalis, Platanus orientalis e gli ibridi presenti in ambito urbano come Platanus x hispanica. In caso di forti infestazioni, la mancanza di risorsa trofica, può portare i tingidi ad attaccare anche altre specie vegetali come alcune piante appartenenti al genere Fraxinus, betula ma anche Quercus laurifolia, Liquidambar styraciflua e Broussonetia papyrifera.

Prevenzione, monitoraggio e lotta

La diffusione sempre maggiore di questo insetto è causata sia dagli spostamenti antropici, sia dall’elevato utilizzo delle piante di platano in ambito urbano. Per difendersi da questi tingidi esistono metodi convenzionali e biologici; entrambe le strategie hanno come target preferenziale lo stadio di ninfa in quanto è il più facilmente intercettabile. I metodi di biocontrollo consistono nell’utilizzare nemici naturali del patogeno. Numerose prove sperimentali hanno permesso di considerare maggiormente efficaci funghi e nematodi entomopatogeni come Beauveria bassiana e Steinernema spp. Ma anche insetti predatori come Chrysoperla lucasina e specie appartenenti al genere Orius.

Gli interventi alla chioma svolti con agrofarmaci, pur essendo efficaci, non vengono sempre utilizzati poiché la vicinanza con parchi e giardini potrebbe causare danni per la salute dell’uomo. Per questo motivo sono spesso utilizzati interventi di endoterapia i quali consentono di iniettare direttamente il prodotto fitosanitario nel tessuto xilematico, evitando pericoli per l’uomo e garantendo un’efficacia maggiore. In alternativa, spruzzare un forte flusso d’acqua sulla chioma può risultare un metodo meccanico funzionale per rimuovere le giovani ninfe dalle foglie. Indipendentemente dai metodi di lotta utilizzati, è opportuno controllare le foglie ogni due settimane per monitorare la presenza di questi insetti dannosi.

Fonti

  • https://gd.eppo.int/taxon/CRTHCI;
  • https://www.cabi.org/
  • Izri A. et al., “Dermatosis Caused by Blood-Sucking Corythucha Ciliata” JAMA Dermatology (2015) Volume 151, Number 8;
  • Sevim A. et al., “Evaluation of entomopathogenic fungi against the sycamore lace bug, Corythucha ciliata (Say) (Hemiptera: Tingidae)”. Turkish Journal of Agriculture and Forestry, (2013) 37: 595-603;
  • Golub V.B.et al. ” Morphological differences between Stephanitis pyri, Corythucha arcuata and C. ciliata (Heteroptera: Tingidae) distributed in the south of the European part of Russia”. Zoosystematica Rossica, 27(1): 142–145;
  • Grozea I. et al., “The aggressive behaviour of the Corythucha ciliata at the environmental changes of the last years”. Research Journal of Agricultural Science, 52 (1), 2020;
  • Verfaille T. et al. “Program PETAAL: a Biocontrol Strategy of the Sycamore Lace Bug Corythucha ciliata (Say) (Hemiptera: Tingidae) in Urban Areas”. II International Symposium on Horticulture in Europe 2015.

Fonti immagini

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