Il glossario di Microbiologia Italia è un’enciclopedia semantica microbiologica in particolare e scientifica in generale, in continuo aggiornamento.

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Il nostro glossario di microbiologia è organizzato alfabeticamente ed ogni lettera sarà evidenziata da un numero, che corrisponderà al numero effettivo di voci presenti che iniziano con quella lettera (ad esempio L18 significa che sono presenti 18 voci del glossario che iniziano con la lettera L).

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Un sistema di trasportatori formata da tre proteine: una proteina ha la funzione di idrolizzare l’ATP, una si lega ad un substrato e un’altra forma un canale attraverso la membrana.
Sostanza che può accettare elettroni da un donatore di elettroni, subendo in tal modo una riduzione.
Un pathway per la fissazione del CO2 ampiamente usato dai batteri anaeorbici obbligatori inclusi i metanogeni, omoacetogeni ed i batteri solfato riduttori.
Scissione dell’acido acetico in CH4 e CO2 attuata da alcune specie di metanogeni.
Principali acidi grassi prodotti durante la fermentazione nel rumine (acetato, proprionato e butirato).
Un polimero di nucleotidi. Vedi acido deossiribonucleico e acido ribonucleico
Polialcol fosforilato che si trova nella parete cellulare di alcuni batteri Gram-positivi
Organismo che è in grado di crescere in ambienti il cui pH è basso.
Acqua di superficie o sotterranea che non è stata trattata (anche chiamata acqua non trattata).
Acqua di superficie o sotterranea che non è stata trattata in alcuna maniera (anche chiamata acqua grezza).
Il liquido derivato dagli scarti domestici o industriali, che non può essere scaricato in una forma non trattata in laghi o fiumi.
In riferimento all’infezioni di breve durata, generalmente caratterizzata da un drammatico inizio e da un recupero veloce.
Una proprietà dei batteri di crescere adesi alle superficie dei propri ospiti.
Sostanza aggiunta nelle formulazioni vaccinali per aumentare l’immunogenicità di antigeni attraverso una varietà di effetti; spesso impiegati per aumentare l’efficacia dei vaccini.
Acquisizione da parte di un microrganismo della capacità di crescere in presenza di un farmaco antimicrobico al quale è generalmente sensibile. - vedi Resistenza ai farmaci antimicrobici -
Un organismo le cui condizioni ideali di crescita necessitano della presenza di O2; si dividono in aerobi obbligati, che necessitano dell’ossigeno per vivere, oppure in aerobi facoltativi, che possono crescere anche in assenza di ossigeno.
Sospensione di particelle d’acqua trasportate dall’aria.
Un microrganismo in grado di crescere in presenza di O2, pur non essendo questa condizione indispensabile per la sua crescita. 
Forza di legame di una proteina con il suo ligando.
Composto chimico che uccide i microrganismi o ne inibisce la crescita.
Composto che blocca la replicazione dei virus e la sua azione o che ne blocca soltanto la replicazione. -vedi Agente virostatico-
Agente che uccide i batteri.
Agente che limita od ostacola la crescita dei batteri. vedi Agente Antimicrobico.
Agente antimicrobico che può essere utilizzato per via sintetica.
Agente chimico che uccide i funghi.
Agente che inibisce la crescita dei funghi.
Agente che inibisce la replicazione virale. vedi Agente antivirale.
Agente che blocca l’attività e la replicazione virale.
Reazione di aggregazione tra gli anticorpi e le particelle antigeniche. Tale principio viene usato nei kit diagnostici biochimici per indicare la presenza o meno di particelle appartenenti a patogeni.
Biomolecole che sono riconosciute dal complesso di istocompatibilità o MHC.
Albero filogenetico che mostra la posizione evolutiva rappresentante tutti i domini della vita. Anche chiamato albero filogenetico universale.
Diagramma che rappresenta la storia evolutiva di un organismo; consiste di nodi e rami.
Organismi in grado di crescere in ambiente con valori di pH alti.
Microrganismo vegetale eucariote fotosintetico,unicellulare o pluricellulare.
Alimento con basso contenuto acquoso, che possiede un’alta conservabilità ed è resistente al deterioramento da parte dei microrganismi.
Una copia di un dato gene.
Risposta immunitaria dannosa del corpo umano, generalmente causata da antigeni provenienti dal cibo, inquinamento e prodotti chimici; può generare soggetti ipersensibili a determinate sostanze.
Inserzione di spazi all’interno di sequenze molecolari, in modo che le posizioni omologhe siano organizzate in colonne verticali. L’allineamento è necessario in precedenza ad una analisi filogenetica perché alcune mutazioni, come delezioni e inserzioni, causano una variazione nella lunghezza della sequenza molecolare.
Microrganismo particolarmente adattato a livelli di salinità elevati.
Microrganismo che per crescere ha necessità di grandi quantità di NaCl.
Microrganismo che non ha bisogno di sali (NaCl) per la propria crescita, ma che comunque può crescere in loro presenza, in alcuni casi anche alti livelli di salinità.
Si intende il drenaggio di acqua contenente acido solforico prodotto dall’ossidazione dei minerali da parte dei microrganismi.
Enzima che catalizza il corretto attacco degli aminoacidi con i loro corrispettivi tRNA.
Classe di antibiotici battericidi formati da un gruppo glicosidico e uno amminico.
Metodo per la generazione di copie multiple di DNA cromosomico da un singolo organismo.
Processo biochimico che porta alla sintesi di biomolecole complesse partendo da molecole più semplici.
Organismo che cresce in assenza di O2. Sinonimo anaerobio.
Microrganismo incapace di respirare ossigeno molecolare (O2), ma la cui crescita non è influenzata dalla presenza di O2.
Una violenta reazione allergica scatenata dalle reazioni immunitarie antigene-anticorpo.
Sono frazioni del C3 ed il C5, ovvero parti del sistema del complemento che mimano le reazioni di anafilassi.
Agente chimico strettamente correlato a un fattore di crescita e ne blocca l’assorbimento.
Molecola che somiglia ai nucleosidi. Impiegati come farmaci antivirali, in quanto la loro incorporazione nell’acido nucleico in formazione blocca la sua sintesi.
Incapacità di un organismo a reagire ad un'infezione o all'introduzione di antigeni.
Termine che descrive l’ossidazione anossica dell’ammoniaca.
Ambiente privo di ossigeno. In riferimento spesso agli habitat dei microrganismi.
Un report che indica la sensibilità dei microrganismi agli antibiotici usati durante la terapia clinica.
Gruppo di antibiotici, tra cui la penicillina, che contiene l’anello β-lattamico eterociclico a quattro termini.
Agente chimico prodotto da alcuni microrganismi dannoso nei confronti di altri microrganismi.
L’abilità acquisita di un microrganismo di crescere in presenza di un antibiotico.
Nella sintesi proteica, la tripletta del tRNA con cui avviene il riconoscimento della tripletta codone presente nell’mRNA e che consente l’inserimento di uno specifico amminoacido.
Molecole anticorpali elicitate contro i siti anticorpali di legame dell’antigene, che, di conseguenza, mimano la conformazione dell’antigene.
Anticorpo prodotto da un singolo clone di cellule B con struttura uniforme e specifica.
Un mix di anticorpi che possono riconoscere una varietà di antigeni o vari determinanti di un singolo antigene.
Sostanza estranea al corpo umano riconosciuta dal sistema immunitario e che è potenzialmente dannosa.
La porzione di un antigene che interagisce o si lega alle immunoglobuline o ai recettori dei linfociti T.
Nel virus dell’influenza, il minor cambiamento delle proteine dovuto alle mutazioni geniche.
Nel virus dell’influenza, il maggior cambiamento delle proteine dovuto ad un riassortimento proteico.
Dannoso per i microrganismi sia per la crescita che per l’inibizione della crescita.
In riferimento al doppio strato del DNA, ovvero 3’- 5’.
Un siero che contiene anticorpi.
Un agente chimico in grado di uccidere o inibire la crescita microbica ma non è dannoso per i tessuti umani. Sinonimo germicida.
Un anticorpo specializzato per neutralizzare le tossine.
Cellula che processa e presenta l’antigene ai linfociti T.
Materiale o membrana biologica possedente caratteristiche idrofobiche (idrorepellenti) e non facilmente solubile in acqua. Sinonimo non polare.
Morte cellulare programmata dalla cellula.
Virus trasmessi da artropodi (generalmente insetti), tipicamente con una fase di replicazione nelle cellule dell’insetto vettore.
Gruppo di procarioti che raggruppa i metano-produttori, gli alofili e gli estremofili. Sinonimo Archaea.
Arma in cui l’agente attivo è un agente biologico, tipicamente un batterio o un virus. Classificate come armi di distruzione di massa sono bandite dai trattati internazionali.
Un’infezione localizzata caratterizzata dalla produzione di pus.
Acronimo del composto chimico Adenosina trifosfato, principale trasportatore energetico usato dalla cellula.
Complesso enzimatico multiproteico immerso nella membrana citoplasmatica che catalizza la sintesi di ATP con dissipazione di forza proton motrice.
Meccanismo per il controllo dell’espressione genica; nel modello tipico la trascrizione viene terminata poco dopo l’inizio e prima che si sia formata una molecola intera di mRNA.
Proteina regolatrice che si lega a siti specifici sul DNA e stimola la trascrizione; coinvolta nel controllo positivo.
Espressione relativa alla disponibilità dell’acqua in una sostanza. L’acqua pura ha un aw di 1000.
Lisi cellulare spontanea, generalmente dovuta all’attività di proteine litiche chiamate autolisine.
Organismo in grado di sintetizzare biologicamente tutto il materiale cellulare utilizzando CO2 come unica fonte di carbonio.
Organismo che ha sviluppato un’esigenza nutrizionale mediante mutazione.
Gruppo di procarioti, filogeneticamente correlati, distinto dagli Archea. Sinonimo Bacteria.
Batteri fermentatori Gram-positivi che generano propionato in seguito alla fermentazione, importanti per la produzione del formaggio.
Un gruppo di batteri fototrofi anaerobi che contengono la clorofilla a e b, crescono meglio come fotoeterotrofi e hanno bassa tolleranza per H2S.
Un gruppo di batteri fototrofi anaerobi che contengono la clorofilla a e b, caratterizzati dall’abilità di ossidare l’H2S e immagazzinare zolfo elementare all’interno della cellula (o, nei generi di Ectothiorhodospira e Halrhodospira, all’esterno della cellula).
Virus che infetta le cellule procariotiche.
Uso di strumenti informatici per acquisire, analizzare, immagazzinare e accedere alle sequenze di DNA e proteine.
Integrazione dei dati dalla genomica e altre scienze ”omiche” per comporre una visione generale di un sistema biologico.
Disciplina che unisce sapientemente l’uso delle tecnologie con gli organismi, come ad esempio l’uso degli organismi ingegnerizzati geneticamente, al fine di realizzare determinati processi chimici per applicazioni industriali.
Termine inglese che indica la porzione metilguanosina unita con legame 5’-5’ all’estremità delle molecole di mRNA eucariotico, necessaria per il legame ribosomiale e la successiva trasduzione. Alcuni virus possono non avere questo requisito.
Struttura proteica che contiene il genoma (acido nucleico) di un virus.
Componenti proteiche del capside.
Strato più esterno di natura polisaccaridica o proteica, solitamente piuttosto sottile, presente in alcuni batteri.
Numero delle copie di genoma virale in un tessuto o in un ospite infetto, fornisce una stima della quantità di virus nell’ospite.
Famiglia enzimatica di proteasi cellulari con cisteina nel sito attivo che entrano in azione durante il processo dell’apoptosi. Questi enzimi possono tagliare altre proteine dopo un residuo di acido aspartico.
Insieme dei processi metabolici che hanno come prodotti sostanze povere di energia, mentre l’energia in eccesso viene liberata sotto forma di energia chimica (ATP) ed energia termica. Opposto a anabolismo.
Sostanza che accelera una reazione chimica, ma che non è consumata nella reazione.
Piccola invaginazione della membrana plasmatica associata alla proteina caveolina. Possono essere utilizzate dai virus per entrare nella cellula.
Marcatore proteico di superficie dei linfociti-T, co-recettore del complesso MHC-II-peptide. Si trova nelle cellule linfocitarie T helper citotossiche.
Marcatore proteico di superficie dei linfociti-T, co-recettore del complesso MHC-I-peptide. Si trova nelle cellule linfocitarie T citotossiche.
Unità fondamentale della materia vivente.
Cellule del sistema immunitario che conferisce memoria immunologica, permettendo una risposta più rapida e più robusta quando ri-esposti a un antigene.
Cellula fortemente ramificata nel sistema immunitario coinvolte nella presentazione dell’antigene.
Un linfocita specializzato che riconosce e distrugge le cellule estranee o le cellule ospiti infette in modo aspecifico.
Una cellula che si può sviluppare in diversi tipi di cellule finali.
Linfocita che interagisce con gli antigeni attraverso i recettori delle cellule T; le cellule T sono divise in sottoinsiemi funzionali che includono le cellule Tc (T-citotossiche) e cellule Th (T-helper). Le cellule Th sono successivamente divise in cellule Th1 infiammatorie e cellule Th2, che aiutano le cellule B nella formazione degli anticorpi.
Linfociti che interagiscono con i complessi MHC-II attraverso un recettore T e producono citochine che agiscono su altre cellule. I sottoinsiemi includono cellule Th1 che attivano i macrofagi; cellule Th2 che attivano cellule B; cellule Th17 che attivano i neutrofili; e cellule T che sopprimono l’immunità adattativa.
Complesso fotosintetico che contiene clorofilla ed altri componenti, all’interno del quale avvengono le prime reazioni di fosforilazione del trasferimento degli elettroni.
Un ceppo mutante in cui il tasso di mutazione è aumentato.
Ceppo batterico isolato in natura. Sinonimo Wild type.
Una proteina che aiuta il ripiegamento di altre proteine o il proprio ripiegamento.
Microrganismi che ottengono energia dell’ossidazione di composti inorganici.
Microrganismi che ottengono energia dall’ossidazione di composti organici.
Movimento di un organismo verso (positivo) o contro (negativo) un gradiente chimico.
Dispositivo che consente la coltura continua dei microrganismi in cui, sia la velocità di crescita sia il numero di cellule, possono essere controllate in modo indipendente.
Enzima che aggiunge un gruppo fosforico a un composto.
Composti antibatterici sintetici che interagiscono con la DNA girasi prevenendo la formazione a     “supercoilo detta a superavvolgimento del DNA batterico.
Polimero di N-acetilglucosamina che si ritrova comunemente come componete delle pareti cellulari delle alghe e dei funghi.
Cibo fresco, in genere ad alto contenuto acquoso, che ha una duratura ridotta a causa dell’alto potenziale di contaminazione da parte di microrganismi.
Cibo fresco, in genere ad alto contenuto acquoso, che ha una duratura ridotta a causa dell’alto potenziale di contaminazione da parte di microrganismi.
Serie ciclica di reazioni che si risolvono nella conversione dell’acetato in due CO2.
Meccanismo autotrofico dei batteri verdi solforosi.
Circolazione di virus in un ospite o in un sistema di ospiti che è ristretto agli animali selvatici.
Circolazione di un virus in un ospite, o un sistema di ospiti, che include gli umani (o gli animali domestici).
Gruppo di protozoi caratterizzati da una rapida motilità dovuta alla presenza di numerose appendici corte chiamate ciglia.
Esame diretto delle cellule in campioni clinici.
Contenuto cellulare all’interno della membrana citoplasmatica, a esclusione del nucleo (se presente).
Impalcatura cellulare tipica degli eucarioti, nella quale una fitta rete di microfilamenti definisce la forma della cellula.
Letale per le cellule.
L’isolamento e incorporazione di un frammento di DNA in un vettore dove può essere replicato.
Tecnica utilizzata per costruire una libreria genica clonando frammenti di DNA a caso.
Organello fotosintetico degli eucarioti fototrofi.
Sequenza di 3 basi, che nell’mRNA, codifica un aminoacido.
Un codone speciale, di solito AUG, che segnala il sito di inizio di una proteina.
Codone che segnala il punto finale di una proteina.
Nome alternativo per il codone di stop.
Piccola molecola non proteica, cha partecipa a una reazione catalitica come porzione di un enzima.
Colonna concettuale di acqua che parte dalla superficie del mare e scende fino al sedimento di fondo, in cui ogni strato ha delle caratteristiche fisico-chimiche diverse.
Colonna di vetro piena di fango e ricoperta d’acqua che mima un ambiente acquatico nel quale diversi batteri si sviluppano in vari mesi.
Una miscela di fucsina basica e fenolo usata per la colorazione delle cellule di Mycobacterium.
Metodo di isolamento microbico che prevede l’uso di specifici terreni di coltura e di altrettanto specifiche condizione colturali.
Coltura microbica in un sistema chiuso con volume fisso.
Una coltura contenente un solo tipo di microrganismo.
Sequenze di acidi nucleici che possono appaiarsi l’una con l’altra.
Complesso di proteine normalmente presenti nel sangue che sono parte della risposta immunitaria innata, oltre ad essere potenziatori della fagocitosi e dell’uccisione cellulare mediata da anticorpi.
Formato da proteine transmembrana invariate, il complesso CD3 attiva le chinasi cellulari che fosforilano (e di conseguenza attivano) una serie di reazioni molecolari a cascata, portando all’attivazione dei linfociti T.
(RNA-induced silencing complex MHC, RISC) Complesso di proteine ed RNA che utilizza un siRNA o un miRNA per mediare un riconoscimento con un filamento di mRNA complementare. Il legame con il filamento complementare (con differenti livelli di specificità) innesca la degradazione di quell’RNA.
Regione genetica che codifica una serie di proteine importanti per la presentazione dell’antigene ed altre funzioni di difesa dell’ospite. Le proteine MHC I sono espresse in tutte le cellule. Le proteine MHC II sono espresse solo in cellule presentanti l’antigene.
Candidato farmaco che ha superato le prime fasi di sviluppo ed è stato identificato come sufficientemente promettente da giustificare l’esecuzione dei test di fase successiva, più costosi e più complessi.
Due o più popolazioni cellulari che coesistono e interagiscono in un dato ambiente.
Polimeri uniti di acidi nucleico genomico.
L’idea che un virus sia semplicemente una spora o un seme e che rappresenti soltanto una forma inattiva di un virus. In quest’ottica, la forma “reale” di un virus è osservata quando si sta replicando nella cellula infettata, in particolare quando i virus stabiliscono specifici loci d’infezione nella cellula, come avviene per i grandi virus a DNA.
Spore asessuate dei funghi.
Trasferimento di geni da una cellula procariotica a un’altra attraverso un meccanismo che comporta il contatto cellula-cellula e coinvolge un plasmide.
Metodo di conta cellulare attraverso il conteggio del numero delle colonie.
Conteggio delle cellule viventi in una popolazione microbica.
Uso di agenti biologici (tra cui i virus) per controllare (solitamente mediante uccisione) un organismo infestante.
Meccanismo atto alla regolazione dell’espressione genica in cui una proteina repressore impedisce la trascrizione dei geni.
Meccanismo atto alla regolazione dell’espressione genica in cui una proteina attivatrice promuove la trascrizione dei geni.
Corpi prodotti da Baculoviridae, formati da nucleocapsidi virali immersi in una matrice proteica. Rilasciati dalle cellule lisate, stabilizzano il virus e favoriscono la trasmissione dell’infezione.
Il contributo dell’attività microbica alla velocità di corrosione dei metalli e strutture in cemento armato.
Aumento del numero di cellule.
Modalità di crescita di un microrganismo secondo la quale il numero di cellule raddoppia in un intervallo di tempo definito.
Membrane interne del mitocondrio.
Tecnologia per analizzare le strutture cristalline mediante diffrazione dei raggi X.
Elemento genetico, generalmente circolare nei procarioti e lineare negli eucarioti, contenente i geni essenziali per la vita della cellula.
Vedi YAC (Yeast Artificial Chromosome).
Separazione di subunità da una struttura complessa.
Respirazione anaerobica nella quale un composto organico clorato è usato come un accettore di elettroni, di solito con il rilascio di ioni Cl-.
Trattamento che rende un oggetto o una superficie tale da poter essere maneggiata o toccata senza rischio di contaminazioni.
Perdita delle caratteristiche strutturali di una proteina legate al ripiegamento nello spazio (strutture secondaria, terziaria, quaternaria); generalmente la denaturazione comporta anche la perdita di attività biologica.
Tipo di trasporto che non necessita di un sistema proteico ed è controllato dall’energia proveniente dalla forza proton motrice.
Prodotti che riducono, ma potrebbero non eliminare, la quantità microbica ad un livello di sicurezza.
L’introduzione di sufficienti quantità di cloro o altri disinfettanti all’acqua per uccidere microrganismi o prevenire la loro crescita.
Il mantenimento di sufficienti quantità di cloro o altri disinfettanti nel sistema di distribuzione delle acque per inibire la crescita microbica.
Distanza che, in un albero filogenetico, separa organismi diversi; è inversamente proporzionale al livello di omologia evolutiva.
Complesso di proteine coinvolte nel processo di divisione cellulare dei procarioti.
Acronimo di Acido Desossiribonucleico.
DNA trascritto da, e di conseguenza complementare a, sequenze di mRNA.
Uso delle tecniche d’ingegneria genetica per determinare l’origine del DNA in un campione di tessuto.
Una topoisomerasi presente in tutti i procarioti ipertermofili che introduce rotazioni positive nel DNA.
Enzima che sintetizza una nuova elica di DNA in direzione 5’-3’ usando un’elica di DNA antiparallela come stampo.
Molecola di DNA contenente materiale genetico proveniente da due o più fonti.
Molecola di DNA che è stata prodotta attraverso un processo chimico in laboratorio.
In senso tassonomico è il livello più elevato della classificazione biologica.
Sostanza che può donare elettroni a un accettore di elettroni, subendo in tal modo un’ossidazione.
Termine inglese indicante una tecnica in cui campioni di DNA miscelati sono legati come zone discrete o “macchie” (dot) su una membrana, la presenza di sequenze specifiche è rilevata utilizzando sonde di acido nucleico.
Cambiamento minore della struttura dell’immunogenicità degli antigeni, in particolare delle proteine di superficie dei virus influenzali, causato da mutazioni.
Studio delle relazioni degli organismi tra loro e con l'ambiente in cui vivono.
Studio delle interrelazioni tra microrganismi e di questi col loro ambiente naturale.
Un insieme sistemico definito, costituito da organismi viventi che interagiscono tra loro e con l'ambiente che li circonda.
Popolazione o varietà di organismi che si è adattata ad un particolare habitat.
Gonfiore dovuto all'accumulo di fluidi.
Alterazione della sequenza di basi dell'RNA di un gene codificante una proteina, attraverso un processo differente dallo splicing e che avviene mediante inserzione, delezione o modificazione di nucleotidi.
Effetto prodotto quando l’effetto combinato di due farmaci con la stessa azione è inferiore a quello prodotto dalla somma dei loro effetti singoli.
Inibizione (totale o parziale) del consumo di ossigeno, da parte di un lievito, in presenza di alte concentrazioni di glucosio. In tali condizioni preverrà perciò il suo metabolismo fermentativo piuttosto che quello glicolitico.
Diminuzione della velocità di consumo di zucchero in aerobiosi (presenza di ossigeno), rispetto a quanto osservabile in anaerobiosi (assenza di ossigeno), da parte di alcuni lieviti.
Condizione in cui l’effetto combinato di due farmaci con azione simile è maggiore di quello prodotto dalla somma dei loro effetti individuali.
Una sostanza che provoca una risposta cellulare ad un segnale.
Piccola molecola che si lega in un sito diverso dal sito attivo negli enzimi allosterici, inducendovi un cambiamento conformazionale che ne modula (o sopprime) l'attività.
Elemento di DNA che si può muovere (trasporre) da un sito ad un altro in una molecola di DNA.
Risoluzione di macromolecole biologiche (cariche) secondo le loro dimensioni, utilizzando la migrazione attraverso una matrice di gel sotto l’influenza di un campo elettrico.
Processo con cui le membrane cellulari sono rese permeabili ad una molecola grazie all'applicazione di un'intensa corrente elettrica.
Vermi parassiti.
Sinonimo per globuli rossi.
Agglutinazione (e conseguente precipitazione) di globuli rossi.
Lisi, distruzione dei globuli rossi.
Sostanza che provoca lisi dei globuli rossi, ad esempio esotossine batteriche o anticorpi
Saggio di tipo elettroforetico per verificare l'avvenuto legame tra proteine e DNA (oppure RNA).
Forme speculari (ma non sovrapponibili, perchè non hanno un asse di simmetria) della stessa molecola.
Malattia degenerativa del cervello causata da un’infezione prionica.
Presente costantemente in una certa località.
Reazione in cui l'energia dei prodotti è maggiore di quella dei reagenti iniziali.
Enzimi che degradano un acido nucleico (di solito DNA) tagliando la molecola internamente.
Relazione mutualmente vantaggiosa tra due organismi, nella quale l'uno vive all'interno dell'altro.
Struttura vescicolare che si forma nel citoplasma della cellula in seguito all'endocitosi e permette il trasporto della sostanza assunta.
Spora (struttura fortemente differenziata), in stato di quiescenza, che si sviluppa all'interno di alcuni batteri per permetterne la sopravvivenza in condizioni ambientali fortemente sfavorevoli. E'dotata di parete ed è estremamente termo e chimico-resistente.
Lipopolisaccaride termostabile presente nella membrana esterna della parete cellulare dei batteri gram negativi, che viene liberato in seguito alla lisi del batterio (talvolta durante la fase di crescita) e che risulta tossico per l'ospite.
Energia richiesta per portare il/i substrato/i di un enzima in condizioni di reagire.
Sequenza di DNA contenente un sito di legame per fattori di trascrizione e capace di stimolare la trascrizione.
Tossina che agisce in modo specifico sulle cellule della mucosa intestinale (enterociti), causando in genere vomito e diarrea.
In Virologia, la membrana di natura lipidica che circonda il nucleocapside proteico di alcuni virus. In Batteriologia, l'insieme delle strutture esterne alla membrana citoplasmatica di una cellula batterica.
Molecola, principalmente di natura proteica (ad eccezione del caso dei ribozimi), in grado di catalizzare una specifica reazione chimica.
Enzima contenente due siti di legame: un sito attivo (dove si lega il substrato) e un sito allosterico (dove si lega l’effettore) capace di regolarne il grado di attività.
Un enzima che altera chimicamente le basi all’interno del sito di riconoscimento per un enzima di restrizione, prevenendo cosi' il taglio dello stesso.
Enzimi che riconoscono e tagliano a livello di (oppure in prossimità di) una specifica sequenza di DNA, generando estremità piatte oppure coesive.
Comparsa di un numero elevato di casi di malattia in una popolazione localizzata.
Disciplina che studia i fattori che determinano ed influenzano la frequenza e la distribuzione delle malattie in una definita popolazione umana.
Branca della Genetica che si occupa di studiare i cambiamenti fenotipici ereditabili che non sono associati ad una variazione nella sequenza genica.
Elemento a DNA extra-cromosomale. Simil-plasmidico, con la capacità di integrarsi nel genoma dell’ospite. Alcuni genomi virali possono essere mantenuti come episomi.
Regione specifica di un antigene che viene riconosciuta dagli agenti del sistema immunitario e ne scatena la risposta. La natura chimica degli epiteti è altamente variabile.
Improvviso focolaio epidemico di una malattia, che si manifesta in una comunità animale.
Nome comune di origine francese dello sclerozio essiccato del fungo Claviceps purpurea. Inoltre questo termine designa anche un ascomicete parassita della segale e di altre piante superiori che causa la malattia detta "della segale cornuta", analoga all'ergotismo.
Malattia o intossicazione causata dall'ingestione di cereali contaminati dall'alcaloide ergotammina, prodotto dal fungo Claviceps purpurea. E' spesso accompagnata da psicosi delirante, spasmi nervosi,aborto e convulsioni, sia nell'uomo che negli animali.
Situazione in cui l’elevato tasso di mutazione del genoma virale eccede il livello per cui la vitalità può essere mantenuta.
Reazione in cui l'energia dei prodotti è inferiore a quella dei reagenti (comporta rilascio di energia).
Sequenza di DNA codificante situata all’interno di geni interrotti in contrapposizione a introni.
Enzima che degrada un acido nucleico (di solito DNA) a partire da un'estremità, piuttosto che tagliare la molecola internamente.
Sostanze tossiche escrete dalla cellula batterica. Hanno natura proteica e danneggiano in modo specifico le cellule dell'ospite.
L'insieme dei processi molecolari tramite i quali l'informazione codificata in una sequenza di DNA è convertita in un prodotto, attraverso il quale il gene esplica la sua funzione. Non implica necessariamente anche la traduzione, perchè alcuni geni possono essere espressi per produrre elementi non proteici come gli RNA regolatori.
Enzimi che catalizzano l'idrolisi di esteri a catena corta e sono attivi su substrati in soluzione acquosa.
Scomparsa di una specifica specie e ceppo.
Microrganismo che cresce in modo ottimale in una o più condizioni fisiche o chimiche estreme, per esempio temperatura alta o bassa, o pH elevato o basso.
Cromatina che resta condensata durante l'interfase: si tratta di cromatina che generalmente non contiene geni o comunque ne contiene pochissimi e che non viene trascritta.
Cellula con nucleo delimitato da membrana e, in genere, provvista di altri organelli.
Insieme degli organismi eucariotici, cioè di quegli organismi le cui cellule presentano un nucleo e sono dotati di organelli citoplasmatici definiti.Comprende alghe, protisti, funghi, muffe, cellule vegetali e animali.
Cromatina che rimane in stato disperso, non condensato, durante l'interfase: contiene DNA che viene attivamente trascritto.
Funghi propriamente detti; lieviti e muffe.
Studio delle cause di una malattia.
In riferimento alla richiesta di ossigeno, microrganismo capace di crescere sia in condizioni aerobiche che anaerobiche.
Vedi batteriofago.
Categoria di cellule del sistema immunitario il cui compito è quello di riconoscere, ingerire tramite fagocitosi e degradare quindi al proprio interno i patogeni ed i loro prodotti.
Assunzione di materiale extracellulare che avviene mediante invaginazione della membrana plasmatica.
Esteri metilici degli acidi grassi (Fatty Acid Methyl Ester).
Classificazione tassonomica sotto l’ordine e sopra il genere. I nomi delle famiglie virali finiscono in “viridae”.
Gruppo di geni che presentano gradi di similarità di sequenza e che derivano tutti da un unico gene ancestrale comune.
Studio di come differenze ereditarie nei geni causino risposta individuali diverse ai medesimi farmaci.
Periodo di tempo che precede la fase di crescita esponenziale, durante il quale le cellule possono essere metabolicamente attive, ma non ancora in fase di moltiplicazione.
Il periodo durante il quale la crescita microbica si arresta.
Proteine che si legano a siti specifici del DNA modificando la trascrizione dei geni adiacenti.
Proteine ausiliarie necessarie all'RNA polimerasi per iniziare la trascrizione. Sono detti "generali" perchè i medesimi sono richiesti dalla polimerasi per trascrivere un'ampia gamma di geni diversi.
Oligosaccaridi lipolitici prodotti da micorrize per iniziare la simbiosi con una pianta.
Oligosaccaridi prodotti dai noduli contenenti batteri nelle radici: aiutano ad iniziare il processo di simbiosi vero e proprio tra piante e batteri.
Malattia neurologica causata dal virus del Nilo Occidentale, un virus trasmesso dalle zanzare dagli uccelli agli umani.
Malattia infiammatoria autoimmune innescata da una risposta immunologica all’infezione da Streptococcus pyogenes.
Insieme delle caratteristiche morfologiche osservabili di un organismo, come il colore, la motilità o la morfologia. Compara con genotipo.

Insieme delle reazioni biochimiche di tipo catabolico (e prevalentemente anaerobiche), nelle quali composti organici sono sia donatori, sia accettori di elettroni ed in cui e' consumato NADH. Tali reazioni permettono infatti di scaricare il potere riducente accumulato durante la glicolisi in questa forma e di rigenerare cosi' questo importante cofattore.

Fermentazione nella quale i substrati provengono da una precedente fermentazione ad opera di altri organismi.

Proteina ferro-zolfo presente nello stroma del cloroplasto e coinvolta nel trasferimento di elettroni dal fotosistema I al NAD+ durante le reazioni della fotosintesi.
Pigmento che in alcune alghe funge da gruppo prostetico di proteine attive nella fotosintesi (ficobiliproteine).
Pigmento presente nei cianobatteri che contengono ficocianina o ficoeritrina complessata a proteine.
Aggregato di ficobiliproteine.
Con particolare riferimento al genoma virale: un filamento di RNA che, nella sequenza delle basi, è complementare ad un mRNA.
Con particolare riferimento al genoma virale: un filamento di RNA che possiede lo stesso orientamento di sequenza di un mRNA. Può quindi funzionare direttamente da messaggero ed essere tradotto a livello ribosomiale.
La storia evolutiva (naturale) di un organismo.
Uno o più microrganismi con la stessa sequenza genica (o comunque con una molto simile) di marker filogenetici.
Filtro ad alta efficienza per il particolato presente nell’aria usato in laboratorio e in campo industriale per rimuovere particelle, inclusi i microbi, da un flusso d’aria immessa o in uscita.
Appendici proteiche filamentose più corte, più semplici e molto più piccole rispetto ai flagelli, che consentono ad un microrganismo l'adesione.
Riduzione dell’azoto gassoso ad ammoniaca (N2 + 8H --> 2HN3 + H2) catalizzata dall’enzima nitrogenasi.
Idrocarburo a catena ramificata contenente 20 atomi di carbonio, comunemente trovato nei lipidi degli Archea.
Microrganismo che causa malattie nelle piante.
l'insieme delle alghe microscopiche che vivono in un ambiente acquatico.
Microrganismo caratterizzato da motilità dovuta alla presenza di uno o più flagelli.
Sottile appendice filiforme presente su molte cellule eucariotiche e procariotiche, che ne permette il movimento in un mezzo fluido.
Enzimi che catalizzano reazioni di ossidoriduzione utilizzando coenzimi quali il FAD e l' FMN (flavin mononucleotide).
Proprietà di alcune sostanze, dette fluorocromi, di emettere radiazioni elettromagnetiche quando sono colpite da una radiazione incidente. Nel campo delle scienze biologiche in particolare, la fluorescenza riguarda quei fenomeni in cui si ha assorbimento da parte di una molecola di luce ad alte lunghezze d'onda e la successiva emissione di luce a lunghezze d'onda minori.
Sostanza in grado di produrre fluorescenza quando eccitata da una fonte luminosa.
Oggetti inanimati attraverso i quali i microrganismi infettivi possono essere trasportati e trasmessi.
Struttura a forma di Y che rappresenta il sito al livello del quale sta avvenendo la replicazione di una doppia elica di DNA.
Fonte di energia che deriva dalla separazione dei protoni dagli ioni idrossilici attraverso la membrana citoplasmatica, generando un potenziale di membrana.
Un lipide composto da uno scheletro di glicerolo, due catene di acidi grassi e un gruppo fosfato.

La sintesi di un legame fosfato ad alta energia, attraverso una reazione enzimatica, tra un fosfato inorganico e un substrato organico.

L'insieme di tutte le reazioni che coinvolgono la catena di trasporto degli elettroni e che hanno sede nel mitocondrio, avente come risultato finale la produzione non fototrofica di ATP.

Un organismo che usa la luce del solo come sorgente energetica e composti organici come sorgenti di carbonio.
La sintesi di legami fosfato in ATP catalizzata dalla luce.
Insieme delle reazioni del metabolismo, chiamate anche Ciclo di Calvin, che convertono l'energia della luce solare in energia chimica utilizzabile dagli organismi viventi. Comprende la fissazione della CO2, cioè la sua organicazione e genera una molecola a tre atomi di carbonio che è poi utilizzato per la biosintesi di carboidrati più complessi.
L’utilizzo dell’energia prodotta dalla luce per la sintesi di ATP e NADPH da fosforilazioni non cicliche con la produzione di O2 e acqua.
Insieme di molecole di clorofilla, pigmenti accessori e proteine associate, presente nelle membrane tilacoidali (cloroplasti) o nelle membrane fotosintetiche batteriche.
Movimento delle cellule verso la luce.
Organismo che ottiene energia dalla luce.
Termine inglese indicante la variazione della cornice di lettura, durante la traduzione, dell’mRNA messaggero: tale variazione è dovuto all'inserzione oppure delezione,spesso per mutazione, di uno o più nucleotidi.
Importante proteina della divisione cellulare nei batteri che, per dare inizio all’allungamento della cellula, forma un anello lungo il piano di divisione. Fa parte della famiglia delle proteine Fts.
Funghi filamentosi che producono grandi strutture, spesso commestibili, chiamate corpi fruttiferi.
Sostanza che distrugge i funghi.
Una fusione di geni in cui una sequenza codificante che possiede i suoi propri segnali di traduzione è fusa con i segnali di trascrizione di un altro gene.
Una fusione di geni nei quali due sequenze sono fuse insieme in modo che condividano gli stessi segnali di inizio trascrizione e traduzione.
Segmento di DNA codificante una proteina (attraverso il corrispondente mRNA), oppure un tRNA, oppure ancora un rRNA: è insomma l'unità minima funzionale, portatrice d'informazione, di un genoma.
Gene inserito in un vettore che codifica una proteina facilmente rilevabile.
L’ipotesi che organismi viventi possano originare da materia non vivente.
Livello di classificazione biologica comprendente specie differenti ma con una o più caratteristiche comuni.
Geni che codificano per proteine che rallentano la crescita cellulare ed impediscono alle cellule di diventare maligne.
Due o più geni nei quali una parte o tutto il gene è incorporato in un altro.
Insieme dei geni (complemento genetico) presenti in un organismo.
Genoma virale a singolo filamento che contiene sia sequenze codificanti per proteine (polarità positiva o senso), sia sequenze complementari (polarità negativa o anti-senso). Queste ultime devono essere trascritte per generare mRNA che possano essere utilizzati per produrre proteine.
Genoma formato da più di un segmento di acido nucleico. Può essere portato in multiple particelle virali singole.
Disciplina che studia la mappatura, il sequenziamento e l’analisi dei genomi.
Precisa composizione genetica di un organismo; la sequenza completa del/dei cromosoma/i e dei plasmidi, se presenti, in una cellula.
Agente chimico che uccide o inibisce la crescita di un microrganismo a basso livello di tossicità da poter essere applicato a tessuti viventi.
Impiego di diversi sistemi complementari di controllo degli organismi nocivi per ottenere un effetto complessivo più forte rispetto a quello che può essere ottenuto con un singolo approccio.
Molecole lipidiche legate a carboidrati.

Insieme di reazioni biochimiche, in cui il catabolismo del glucosio produce energia sotto forma di ATP insieme ad importanti intermedi biosintetici. Viene anche chiamata Via di Embden-Meyerhof-Parnas, EMP

Proteina con uno o più gruppi carboidrati legati covalentemente a catene laterali amminoacidiche.
Modifica post-traduzionale di una proteina che consiste nell'aggiunta di gruppi carboidrati ad alcune delle sue catene laterali amminoacidiche.
Organelli citoplasmatici delle cellule vegetali sede degli enzimi che catalizzano la conversione a carboidrati degli acidi grassi immagazzinati.
Cellula procariotica provvista di una parete cellulare contenente pochi strati di peptidoglicano, ma dotata di una membrana esterna composta da lipo-polisaccaridi, lipoproteine e altre macromolecole complesse.
Cellula procariotica provvista di parete cellulare contenente esclusivamente peptidoglicano e mancante della membrana esterna caratteristica dei gram-negativi.
Un tipo di leucocita che mostra proprietà fagocitiche, provvisto di citoplasma granulare (granulocita) e un nucleo multilobato.
Cofattore legato covalentemente (e pertanto permanentemente) ad un enzima.
Localizzazione, all’interno di un ambiente, dove risiede una popolazione microbica.
Acronimo per "Hig Performance Liquid Chromatography" (Cromatografia liquida ad alte prestazioni). Tecnica di cromatografia liquida in cui l'eluente viene spinto attraverso la colonna cromatografica con pressioni elevate
Formazione di una molecola ibrida di acidi nucleici contenente eliche provenienti da fonti diverse e riunite tramite appaiamento delle basi complementari.
Determinazione sperimentale della somiglianza genica misurata in base al grado di ibridazione del DNA di due differenti organismi.
Sistema di rilevazione di acidi nucleici usato su campioni biologici, senza l’estrazione dell’acido nucleico dal campione originale. Può permettere la localizzazione del genoma virale all'interno delle strutture cellulari.
Organello di origine endosimbiotica presente in alcuni microrganismi eucariotici anaerobi la cui funzione è quella di ossidare il piruvato a H2, CO2 e acetato con la produzione di una molecola di ATP.
Agente che riduce, ma che potrebbe non eliminare, il numero di microbi a un livello di sicurezza.
Produzione di anticorpi o di cellule T dell’immunità dopo la prima esposizione all'antigene; gli anticorpi prodotti fanno parte, generalmente, della classe di immunoglobuline IgM.
Produzione di anticorpi o di cellule T dopo la seconda esposizione all'antigene; gli anticorpi prodotti fanno parte, generalmente, della classe di immunoglobuline IgG.
Immunità a livello delle superfici mucosali. Il principale tipo di anticorpi in questa localizzazione sono le IgA (dimeriche) secretorie, insieme a un limitato repertorio di cellule immunitarie, tra cui i neutrofili e le cellule T di tipo innato.
Immunità acquisita in seguito al trasferimento di anticorpi o di cellule immunitarie da un individuo immune ad uno non immune.
Livello di immunità che rimuove completamente gli agenti infettanti verso i quali è rivolta.
Glicoproteina, prodotta dai linfociti B in risposta a stimolazione antigenica, che combina specifiche proprietà di legame per i suoi antigeni bersaglio con funzione di segnale immunitario. Simile Anticorpo monoclonale – Anticorpo policlonale.
Uso del computer per realizzare analisi complesse.
Rapporto tra il livello di farmaco che produce effetti tossici per l’organismo ospite e quello richiesto per avere gli affetti benefici desiderati.
Localizzato aumento della consistenza di un tessuto molle o di un organo, spesso risultato di infiammazione.
Sintesi di una proteina soltanto quando il substrato è presente.
Infezione che, di solito, è trasmessa attraverso il contatto sessuale.
Un’infezione osservata di solito solo in un individuo con un sistema immunitario debole.
L’uso di tecniche in vitro per l’isolamento, la manipolazione, la ricombinazione e l’espressione del DNA e per lo sviluppo degli organismi geneticamente modificati.
La creazione di una nuova o migliorata via metabolica attraverso l’utilizzo di geni provenienti da uno o più organismi.
Peptide che inibisce la fusione della membrana virale con la membrana cellulare.
Molecola che inibisce le funzioni della neuraminidasi. Questi enzimi tagliano le strutture glucidiche e sono coinvolti sia nell'ingresso sia nella fuoriuscita dei virus influenzali dalla cellula ospite. Gli inibitori della neuraminidasi sono utilizzati come agenti antivirali.
Molecola che inibisce il clivaggio di una proteina. Possono essere impiegati come farmaci antivirali, come gli inibitori della proteasi di maturazione dell’HIV.
Classe di farmaci antivirali che inibiscono l’attività dell’enzima trascrittasi inversa dei virus appartenenti alla famiglia Retroviridae. Diversamente dagli inibitori basati sugli analoghi nucleosidici, si legano all'esterno del sito attivo e possono generare una resistenza molto rapida.
Riduzione della crescita microbica causata dalla diminuzione del numero di organismi presenti o dalle alterazioni dell’ambiente microbico.
Blocco dell’espressione genica attraverso un acido nucleosidico costituito da una sequenza di basi complementari (anti-senso) all’mRNA prodotto dal gene.
Diminuzione dell’attività del primo enzima di una via biosintetica determinata dal prodotto finale di tale via.
Oligonucleotide al quale la DNA polimerasi può legare i primi deossiribonucleotidi durante la replicazione del DNA.
Integrazione nel genoma cellulare di una copia di DNA del genoma virale a RNA dei virus appartenenti alla famiglia dei Retroviridae.
Citochina prodotta dalle cellule infettate da virus, che aderisce sulle cellule adiacenti innescando una specifica via di trasduzione del segnale che porta all'attivazione della trascrizione di geni e dell’espressione di proteine specifiche responsabili dell’induzione dello stato antivirale.
Organismo internazionale responsabile della nomenclatura dei virus.
Uso di una tecnica genetica per l’attivazione di un gene, attraverso l’inserimento al suo interno di un frammento di DNA contenente un marcatore selezionabile. Il frammento inserito è chiamato cassetta e il processo di inserzione mutagenesi con cassetta. L’intero processo è anche detto gene knockout.
Sequenza di DNA non codificante che si ritrova nei geni interrotti intercalata agli esoni. In contrapposizione a esone.
Alterazione del DNA che inverte l’effetto di una precedente mutazione.
Mutazione che coinvolge le immunoglobuline ad un tasso molto più alto di quello che coinvolge altri geni.
Microrganismo la cui temperatura ottimale di crescita è uguale o superiore a 80° C.
Una regione cromosomica estranea al genoma che contiene regioni che codificano per geni di virulenza.
Molecola con identica formula chimica ma diversa struttura.
Riferita a un virus, ingresso in uno stato inattivo (che può prevedere integrazione nel genoma dell’ospite) permettendo sopravvivenza a lungo termine all'interno dell’ospite. Il ritorno a uno stato attivo può avvenire in seguito a una varietà di stimoli.
Legame chimico che si realizza mediante condivisione di elettroni tra due atomi. 
Un tipo di legame covalente tra due nucleotidi.
Particolare legame covalente che unisce tra loro le subunità (zuccheri semplici) di una catena polisaccaridica.
Legame chimico debole tra atomo d’idrogeno e un atomo dotato di maggiore elettronegatività (generalmente ossigeno o azoto).
Un tipo di legame covalente tra un aminoacido e un polipeptide.
Cellule del sangue dotate di motilità, contenenti lisosomi e specializzate nella fagocitosi. Caratterizzate da un nucleo separato e segmentato. Anche chiamati neutrofili.
La forma di crescita unicellulare di vari funghi.
Cellule di lunga durata che rispondono ad un singolo antigene.
Linfociti citotossici specializzati privi del recettore delle cellule T, riconoscono a distruggono le cellule prive degli antigeni MHC-I self. Sono una parte importante del sistema immunitario innato e sono attivati dalle citochine.
Linfociti T che presentano un marcatore proteico di superficie CD8 e uccidono le cellule che presentano gli antigeni legati al complesso MHC-I (indicando che sono infette). I meccanismi utilizzati coinvolgono la sintesi di citochine, il rilascio di perforina e l’induzione dell’apoptosi.
Linfociti T che forniscono memoria immunologica, permettendo una risposta più rapida e più robusta quando ri-esposte a un antigene.
Linfociti T che presentano un marcatore proteico di superficie CD4 e promuovono la risposta immunitaria attraverso un complesso sistema di segnali e di citochine, in seguito a stimolazioni antigenica attraverso la via MHC-II.
Molecola costruita da glicerolo legato ad acidi grassi, o ad altre molecole idrofobiche, mediante legami estere o etere; spesso un lipide contiene anche altri gruppi, come il fosfato.
Lipide associato a polisaccaridi e proteine che forma la porzione maggiore della membrana esterna dei batteri Gram-negativi.
Estrazione di metalli di valore attraverso l’attività microbica come il rame dai solfati grezzi.
Perdita dell’integrità cellulare con rilascio dei componenti citoplasmatici.
Batterio contenente un profago.
Un grande leucocita che si trova nei tessuti che hanno capacità fagocitiche e sono specializzati nella presentazione dell’antigene.
Polimero costituito da unità monomeriche legate covalentemente tra loro.
Assunzione di grandi volumi di liquido extracellulare da parte della cellula. Può essere utilizzata dal virus per entrare nella cellula.
Particelle di magnetite (Fe3O4), organizzate in strutture non racchiuse da membrana, presenti nel citoplasma dei batteri magnetotattici.
Disposizione di cellula batteriche secondo il campo magnetico terrestre.
Malattia trasmessa da un insetto, caratterizzata da ricorrenti episodi di febbre ed anemia; causata dal protista Plasmodium spp., di solito è trasmessa tra i mammiferi attraverso il morso della zanzara del genere Anopheles.
Stato di malattia in cui il sistema immunitario dell’organismo stesso ha come bersaglio gli antigeni self- (strutture appartenenti all’organismo stesso), causando effetti distruttivi.
Definita dai Center for Desease control and prevention (CDC) come una malattia di origine infettiva con un’incidenza che è aumentata nelle ultime due decadi o che minaccia di aumentare in un futuro prossimo.
Malattia infettiva, precedentemente sotto controllo, che causa una nuova epidemia.
Lista di malattie (che varia da paese a paese) i cui casi devono essere notificati alle autorità competenti.
In riferimento a un tumore, una crescita metastatica infiltrante non più sotto il normale controllo di crescita.
Una mappa che mostra la posizione dei siti di restrizione in un DNA.
Disposizione dei geni sul cromosoma.
Una tecnica che combina l’identificazione dei microrganismi con la misurazione dell’attività metabolica (vedi microautoradiografia e FISH).
Cellule tissutali adiacenti ai vasi sanguigni in tutto il corpo, essi trasportano granuli che contengono mediatori infiammatori, come istamina ed eparina.
Un milione di basi nucleotidiche (o coppie di basi, abbreviato Mbp).
Processo di divisione nucleare che avviene durante la formazione dei gameti e nel quale il numero diploide dei cromosomi è dimezzato al numero aploide presente nei gameti.
Barriera di permeabilità cellulare che separa il citoplasma dall’ambiente; è costituita da lipidi e da proteine.
Membrana contenente fosfolipidi e polisaccaridi che si trova all’esterno dello strato di peptidoglicani nelle cellule dei batteri gram-negativi.
Strati di cellule epiteliali che interagiscono con l’ambiente esterno.
La capacità di produrre rapidamente grandi quantità di cellule immunitarie o anticorpi specifici in seguito all’esposizione precedente ad un antigene.
Infiammazione delle meningi (tessuto cerebrale), a volte causato dal batterio Neisseria meningitidis e caratterizzata da un’improvviso mal di testa, accompagnato da nausea e torcicollo. Spesso porta l’individuo in uno stato comatoso entro poche ore.
Malattia fulminante causata da Neisseria meningitidis, caratterizzata da setticemia, coagulazione intravascolare e shock.
Invasione, infiammazione e distruzione del tessuto cerebrale da parte dell’ameba Naegleria fowleri o una varietà di altri patogeni.
Microrganismo la cui temperatura ottimale di crescita è compresa tra 20 e 40°C.
Tutte le reazioni biochimiche in una cellula, sia anaboliche che cataboliche.
Metabolita rilasciato durante la fase di crescita esponenziale.
Prodotto espulso da un microrganismo nell’ultima fase di crescita esponenziale e stazionaria.
L’insieme di piccole molecole e metaboliti intermedi di una cellula o di un organismo.
L’insieme di geni di tutte le cellule presenti in un particolare ambiente.
Analisi di DNA di un’intera comunità microbica uniti in un unico campione in assenza di un primo isolamento o identificazione dei singoli organismi. Chiamata anche genomica ambientale.
La produzione biologica di metano (CH4).
Batteri o Archea in grado di produrre metano (CH4).
Un organismo in grado di ossidare il metano (CH4).
Analisi delle proteine di un’intera comunità microbica attraverso l’utilizzo della spettrometria di massa per assegnare i peptidi ai relativi amino acidi codificati da sequenze geniche uniche.
Analisi degli RNA di un’intera comunità microbica attraverso il sequenziamento dell’RNA.
Organismi pluricellulari.
Un organismo in grado di ossidare i composti organici che non contengono legami carbonio-carbonio; se in grado di ossidare il metano (CH4) può essere anche metanotrofo.
Un’associazione simbiotica tra un fungo e le radici di una pianta.
Qualsiasi infezione causata da un fungo.
Infezione fungina a livello degli organi interni.
Infezione fungina che arriva fino agli strati più profondi della pelle.
Infezione fungina che interessa la superficie della pelle, dei capelli o delle unghie.
Piccoli RNA (20-25 basi) riscontrati in tutte le cellule eucariotiche. Si legano a sequenze complementari sull’RNA bersaglio, limitandone la traduzione, e possono silenziare l’espressione dei geni bersaglio.
Microrganismo aerobio che può crescere solo quando la tensione di O2 è ridotta rispetto a quella dell’aria.
L’immediato ambiente circostante, fisico e chimico, che circonda il microrganismo.
Supporti solidi in cui geni o porzioni di essi sono fissati e disposti secondo uno schema noto.
Misura dell’assorbimento dei substrati radioattivi attraverso l’osservazione visiva delle cellule esposte in un’emulsione fotografica.
Polimeri filamentosi costituiti dalla proteina actina che contribuiscono a mantenere la forma della cellula eucariotica.
Microrganismi associati di solito con un tessuto corporeo sano.
Un milionesimo di metro, o 10-6 m (abbreviato μm); l’unità di misura utilizzata per misurare i microrganismi.
Organismi microscopici costituito da una singola cellula o un gruppo di cellule, inclusi i virus, che non sono cellulari.
Un piccolo sensore di vetro o elettrodo per misurare il pH o composti specifici come O2, H2S, o NO3- che può essere immerso all’interno di un ambiente microbico ad intervalli di microscale.
Un polimero filamentoso costituito dalla proteina α-tubulina e β-tubulina che aiuta a mantenere la forma e motilità delle cellule eucariotiche.
Tumore maligno di una cellula plasmatica (cellula produttrice di anticorpi).
Farmaci che mimano uno stato di transizione di un substrato durante una reazione enzimatica e che possono così legarsi con alta efficienza nel sito attivo dell’enzima bersaglio.
Minima concentrazione inibente: la concentrazione minima di una sostanza necessaria per inibire la crescita microbica.
Organello eucariotico responsabile del processo di respirazione, del trasporto di elettroni e della fosforilazione ossidativa nelle cellule eucariotiche.
Processo attraverso il quale i cromosomi sono replicati e ripartiti nelle due cellule figlie durante la divisione delle cellule eucariotiche.
Un organismo che usa composti organici come il carbone e composti inorganici come donatori di elettroni per il metabolismo energetico.
Sostituzione di residui di ossigeno non legati nella struttura fosfato di una molecola di acido nucleico con solfuro, che porta a una maggiore stabilità.
Due o più atomi legati chimicamente uno all’altro.
Cellule bianche circolanti del sangue che contengono lisosomi e si possono differenziare in macrofagi.
In filogenesi, un gruppo discendente da un unico antenato.
Il componente fondamentale di un polimero.
In microbiologia, di batterio provvisto di un solo ciglio.
L’incidenza di una malattia in una popolazione.
In microscopia: la forma di un microrganismo (ad esempio bastoncello, cocco..). Riferito a piastra: aspetto delle colonie (ad es: forma, colore..)
L’incidenza dei decessi in una popolazione.
La capacità di una cellula di modificare attivamente la propria posizione rispetto all’ambiente.
Tipo di motilità dovuta a un flusso citoplasmatico che sposta l'individuo in avanti.
Liquido vischioso contenente glicoproteine solubili; secreto dalle cellule epiteliali che rivestono la membrana mucosa.
Funghi filamentosi.
Microrganismi eucariotici non fototrofi che mancano di parete cellulare e che si aggregano a formare strutture fruttifere (muffe mucillaginose cellulari) o masse di protoplasma (muffe mucillaginose acellulari).
Strumento tassonomico per la classificazione degli organismi. Si basa sul paragone della sequenza di 6-7 geni costitutivi.
Inserzione di un trasposone in un gene; questo inattiva il gene ospite, portando ad un fenotipo mutante e conferendo il fenotipo associato al trasposone.
Tecnica mediante la quale può essere costruito in vitro un gene con una mutazione specifica.
Un agente che induce una mutazione, come radiazioni o determinate sostanze chimiche.
Un cambiamento ereditabile nella sequenza di basi del genoma di un organismo.
Una mutazione nella quale un singolo codone è alterato con il risultato che un aminoacido è sostituito da un amino acido differente.
Un cambiamento a causa del quale il codone che codifica per un aminoacido è sostituito con un codone di stop.
Mutazione che coinvolge una singola coppia di basi.
Mutazione del DNA che non ha effetto sul fenotipo.
Mutazione che riporta il fenotipo wild-type senza alterare la mutazione originale, di solito avviene a causa di una mutazione in un altro gene.
Mutazione che avviene naturalmente senza l'intervento di un mutageno o radiazione.
Un tipo di simbiosi in cui entrambi gli organismi traggono beneficio dalla relazione.
Un phylum di Archaea. Al momento contiene solamente l'ipertermofilo Nanoarchaeum equitans.
In immunologia, l'interazione dell’anticorpo con l’antigene che riduce o blocca l’attività biologica dell’antigene.
Nella teoria ecologica, la residenza di un organismo in una comunità, compresi fattori sia biotici che abiotici.
L’ambiente naturale realmente occupato da un organismo.
Batteri chemolitotrofici e Archaea che catalizzano il processo di nitrificazione.
L’ossidazione microbica dell’ammoniaca in nitrato (da NH3 a NO3-).
Il complesso enzimatico richiesto per ridurre N2 a NH3 nella fissazione biologica dell’azoto.
Una crescita simile a quella tumorale in radici di alcune piante che sono in simbiosi con batteri azoto-fissatori.
Inibitore non nucleosidico della trascrittasi inversa.
assenza sulla superficie cellulare delle proteine marcatrici, MHC o HLA, che contraddistinguono una cellula come appartenente a un organismo ospite.
Una procedura di ibridizzazione dove l’RNA è il bersaglio e il DNA o l’RNA sono la sonda. Confronta con Southern Blot e Immunoblot.
In biologia, compartimento cellulare circondato da membrana contenente il materiale genetico (DNA) organizzato in cromosomi nelle cellule eucariotiche.
L’intero complesso di acidi nucleici e proteine impacchettate all’interno di una particella virale.
La massa aggregata del DNA contenente il cromosoma delle cellule procariotiche (Archea e Batteri).
Nucleotide privo del gruppo fosfato.
Inibitore nucleosidico della trascrittasi inversa.
Complesso sferico di DNA eucariotico e istoni.
Monomero di una catena di acido nucleico; consiste di uno zucchero (ribosio nell’RNA, deossiribosio nel DNA), un gruppo fosfato ed una base azotata (adenina, guanina, citosina, timina o uracile).
Un nucleotide che funziona da segnale piuttosto che venire incorporato in un RNA o DNA.
Uso di un farmaco approvato per un’altra indicazione, per la quale non è ancora stato approvato l’uso commerciale.
Organismi il cui genoma è stato alterato utilizzando le tecniche di ingegneria genetica. L’abbreviazione GM è utilizzata in espressioni del tipo coltivazioni GM o cibi GM.
Una corta molecola di acido nucleico, ottenuta sia da un organismo che sintetizzata chimicamente.
Oligonucleotidi le cui regioni regolatrici del genoma e dei suoi trascritti, che si legano a proteine regolatorie e impediscono le loro funzioni.
1. Descrive un ambiente nel quale i nutrienti sono carenti; 2. Descrive organismi che crescono meglio in condizioni con scarsi nutrienti.
Organismo che cresce solo o al meglio in condizioni di scarsi nutrienti.
In genetica, Un gene che condivide l’origine evolutiva da un progenitore con uno o più altri geni.
Gene, o serie di nucleotidi che codificano una proteina, che possono indirizzare la cellula verso lo sviluppo di un fenotipo neoplastico.
Sequenza di DNA che, non presentando codoni di stop, se trascritta potrebbe essere tradotta per produrre una proteina di lunghezza e composizione note. Una ORF funzionale codifica realmente una proteina nella cellula.
In genetica, una specifica regione di DNA nella regione iniziale della fine di un gene, dove si lega il repressore bloccando la sintesi dell’mRNA.
Uno o più geni trascritti in un singolo RNA sotto il controllo di un singolo sito di regolazione. In genere, comunque, il termine viene usato per descrivere un’unità di trascrizione contenente più di un gene.
L’aumento della fagocitosi in seguito alla sedimentazione degli anticorpi o del complemento di superficie da un patogeno o altri antigeni.
Strutture racchiuse da membrane a doppio strato come il mitocondrio nelle cellule eucariotiche.
Organi nei quali i precursori delle cellule linfatiche si sviluppano in linfociti maturi.
Organi nei quali gli antigeni interagiscono con i fagociti e linfociti presentanti l’antigene generando una risposta immunitaria adattativa. Questi includono linfonodi, milza e tessuto linfoide associato alla mucosa.
Organismi che esprimono stabilmente il DNA clonato che è stato inserito nel loro genoma.
Un organismo che cresce meglio intorno a pH 7.
Una sequenza di DNA, come un gene dell’RNA ribosomale, che può essere utilizzato come misura temporale comparativa della divergenza evolutiva.
Un gene trovato in un organismo simile ad uno in un altro organismo, ma dal quale differisce a causa della speciazione. Vedi anche Paralogo.
Un organismo che cresce meglio in presenza di alti livelli di soluto, come lo zucchero.
La diffusione dell’acqua attraverso una membrana da una ragione a bassa concentrazione di soluto ad un’altra con alta concentrazione.
Contenente ossigeno; aerobico. Di solito usato facendo riferimento ad un ambiente microbico.
Un processo nel quale un composto dona elettroni (o atomi H) e diventa ossidato.
Un enzima che catalizza l’incorporazione di ossigeno da O2 a composti organici e inorganici.
Sequenza nucleotidica di DNA la cui sequenza è ripetuta allo stesso modo ma nel filamento con direzione opposta.
Un’epidemia diffusa in tutto il mondo.
L’insieme di tutti i genomi di diversi ceppi appartenenti alla stessa specie.
Un gene all’interno di un organismo la cui somiglianza con uno o più geni è il risultato di una duplicazione genica. Vedi anche Ortologo.
Organismo il cui metabolismo dipende, per tutto o parte del ciclo vitale, da un altro organismo vivente con il quale è associato più o meno intimamente, e sul quale ha effetti dannosi.
Una relazione simbiotica tra due organismi nella quale l’organismo ospite è danneggiato.
Forme varianti di virus con genomi incompleti (e quindi in grado di replicarsi più velocemente). Poiché rubano le funzioni mancanti dai virus completi, possono interferire con le loro funzioni.
Riduzione della carica microbica nei liquidi sensibili al calore allo scopo di distruggere tutti i microrganismi responsabili del deterioramento degli alimenti.
Una componente strutturale ripetuta da un microrganismo, batterio o virus, riconosciuta da un recettore specifico per il riconoscimento dei pattern (PRR).
L’abilità di un patogeno di causare una malattia.
Microrganismo che provoca malattia.
Microrganismo che provoca malattia in assenza di una normale resistenza dell’ospite.
Recettore all’interno di un fagocita che riconosce un PAMP (Pathogen-Associated Molecular Pattern), come un componente della superficie delle cellule microbiche.
Metodo per l’amplificazione in vitro di una specifica sequenza di DNA tramite cicli di sintesi ripetuti utilizzando inneschi specifici e la DNA polimerasi.
Classe di antibiotici che inibiscono la sintesi della parete batterica, caratterizzati da un anello β-lattamico.
La struttura madre della penicillina, prodotta dalle culture di Penicillium senza il supplemento di precursori della catena laterale.
Penicillina naturale modificata chimicamente.
Polisaccaride formato dalla ripetizione alternata di unità di N-acetilglucosamina e acido N-acetilmuramico; strati adiacenti di quest’ultimo sono legati trasversalmente da corti peptidi.
Membrana lipidica esterna presente in alcuni virus. Deriva dalle membrane della cellula ospite.
Regione a consistenza gelatinosa compresa tra la faccia esterna della membrana citoplasmatica e la superficie interna della membrana lipo-polisaccaridica dei batteri Gram-negativi.
Termine riferito alla distribuzione dei flagelli localizzati attorno alla superficie cellulare.
Organello di cui dispone la cellula per eliminare tutte le sostanze tossiche come i perossidi, alcool e acidi grassi.
Malattia causata dall’infezione del tratto respiratorio superiore da parte di Bordetella pertussis, caratterizzata da tosse persistente e profonda.
Malattia endemica dei ratti causata da Yersinia Pestis che può essere occasionalmente contagiata all’uomo tramite il morso di una pulce.
Grandezza che misura l’acidità o la basicità di una soluzione acquosa, espressa dal cologaritmo decimale della concentrazione degli ioni idrogeno.
Struttura a forma di disco contenente protoplasma, si trovano nel sangue e aiuta il processo di chiusura delle ferite.
Organismi le cui condizioni di crescita ottimali sono costituite dall’alta pressione idrostatica.
Organismi che tollerano l’alta pressione idrostatica, ma crescono meglio a 1 atm.
Struttura filamentosa che si estende dalla superficie delle cellule e, a seconda dei tipi di cellula, facilitano l’adesione della cellula, gli scambi genetici e la motilità.
Processo attivo di assunzione di fluidi da parte della cellula vivente.
Che produce pus o si riferisce alla formazione di pus
Una delle basi azotate che formano gli acidi nucleici e contengono un solo anello; le più note sono citosina, timina e uracile.
Un minerale di ferro comune, FeS2.
Qualsiasi sostanza che induce un innalzamento della temperatura corporea (febbre).
La porzione liquida del sangue contenente proteine e altri soluti.
Linfocita B grande e differenziato che produce anticorpi, ma circola per brevi lassi di tempo.
Elemento genetico extra-cromosomale che non ha forma di vita extracellulare e non è essenziale per la crescita.
Plasmide proprio della specie Agrobacterium in grado di trasferire i geni dai batteri alle piante.
Polimeri costituiti da sostanze prodotte dai microrganismi (e pertanto biodegradabili), come i polidrossialcanoati.
Di un acido nucleico a singolo filamento, contiene la sequenza di basi complementari a un RNA messaggero. Richiede la trascrizione da mRNA (a polarità positiva) per produrre proteine. I virus con genoma a RNA a polarità negativa richiedono un enzima capace di produrre questi mRNA a partire dal genoma, poiché non è presente nelle cellule.
Di un acido nucleico a singolo filamento, contiene le sequenze di basi di RNA messaggeri. I genomi virali a RNA a polarità positiva sono solitamente in grado di essere tradotti direttamente in proteine.
Comune materiale di riserva della cellula procariotica, consistente di polimeri di β-idrossibutirrato o altri acidi β-alcanoici oppure da miscele di questi ultimi.
Modificazione presente all’estremità 3’ degli mRNA eucariotici, costituita da una catena di adenosine.
La ricorrenza di più copie di uno stesso gene vicine dal punto di vista evolutivo, genetico, strutturale e funzionale.
Enzima che polimerizza i nucleotidi nel corretto sintetizzati dalla cellula, responsabili inoltre della correzione delle bozze (proofreading) su quei nucleotidi mal appaiati.
Composto chimico risultante da processi di polimerizzazione e costituito dalla ripetizione di subunità dette monomeri.
In una popolazione, la ricorrenza ad alta frequenza di alleli multipli di un determinato locus genico, spiegato come recenti mutazioni casuali.
Polimero costituito da numerosi mononucleotidi uniti tra loro.
Qualsiasi peptide costituito da più di 10-20 amminoacidi
Una grande proteina espressa a partire da un singolo gene e conseguentemente tagliata per formare tante singole proteine.
Polimero costituito da zuccheri semplici uniti tra loro mediante legami glicosidici.
Proteine canale presenti nella membrana esterna dei batteri Gram-negativi attraverso le quali è consentito il passaggio di molecole di media taglia.
Serie di criteri sulla base dei quali è possibile dimostrare che un determinato microrganismo causa una specifica malattia.
Riguardo la purificazione dell’acqua, bevibile.
Tendenza connaturata (misurata in volt) di un composto a donare elettroni; E0 è il potenziale di riduzione in condizioni standard.
L’enzima che sintetizza l’RNA primer utilizzato durante la replicazione del DNA.
Una sequenza corta di DNA o RNA utilizzato per iniziare la sintesi di un nuovo filamento di DNA. Sinonimo: Innesco
Agente infettivo la cui forma extracellulare può non contenere acido nucleico.
Impiego di sonde di acido nucleico per identificare sequenze genetiche specifiche.
Microrganismo vivente che, quando somministrato in un ospite, può dare benefici.
Cellula che manca di membrana nucleare e altri organelli.
Processo di conversione dell’RNA da trascritto primario a forma matura.
Una specie batterica fototrofa che contiene clorofilla a e b ma non possiede le ficobiline.
Organismo che sintetizza nuovo materiale organico dalla CO2 ed ottiene energia dalla luce o dall’ossidazione di composti inorganici.
Lo stato del genoma di un virus temperato, quando si replica in sincronia con quello dell’ospite procariotico, di solito è integrato nel genoma. Vedi provirus.
Genoma di un virus temperato che si replica con il genoma dell’ospite, generalmente dopo esservisi integrato.
Forma precursore di un farmaco attivo, convertito nella sua forma attiva del metabolismo dell’organismo.
Uso di un trattamento per prevenire l’instaurarsi (piuttosto che la risoluzione) di una condizione patologica.
Trattamento, di solito immunologico o chemioterapeutico, messo in atto per proteggere un individuo da un futuro attacco patogeno.
Sito lungo il DNA sul quale l’RNA polimerasi può legarsi per dare l’avvio alla trascrizione.
Termine inglese indicante la capacità della DNA polimerasi di controllare ed eventualmente rimuovere i nucleotidi attaccati da ex novo nella fase di replicazione.
Molecola costituita da una o più catene polipeptidiche e dotata di una specifica funzionalità biologica.
Una molecola presentante l’antigene che si trova in tutte le cellule nucleate dei vertebrati.
Una molecola presentante l’antigene presente nei macrofagi, linfociti B e cellule dendritiche dei vertebrati.
Serie di proteine indotte da un improvviso innalzamento della temperatura o da alcuni altri stress. Servono per ripiegare parzialmente proteine denaturate.
Proteine con funzione sia strutturale che catalitica, sintetizzate dopo le proteine precoci durante un’infezione virale.
Proteine sintetizzate subito dopo l’infezione virale.
Molecole del sistema a due componenti; proteine regolatrici fosforilate da una proteina sensore (vedi proteine sensori chinasici).
Proteine regolatrici che si legano ad uno specifico sito nel DNA bloccando la trascrizione; coinvolte nel controllo negativo.
Termine inglese indicante le proteine richieste per formare un capside virale, ma rimosse durante la fase finale dell’assemblaggio.
Proteine sintetizzate verso la fine dell’infezione virale.
Vasto gruppo di batteri Gram-negativi filogeneticamente correlati.
Complemento totale delle proteine presenti in una cellula, in un tessuto o in un organismo in qualsiasi momento.
Studio della struttura, della funzione e della regolazione delle proteine di un organismo su larga scala o sull’intero genoma.
Una proteina trovata in alcuni batteri marini, contenente una retina sensibile alla luce.
Un microrganismo unicellulare eucariotico; può essere flagellato o aflagellato, fototrofico o non fototrofico, e molti di essi non possiedono la parete cellulare. Si includono alghe e protozoi.
Tutto il contenuto cellulare, membrana citoplasmatica, citoplasma e nucleo o nucleoide della cellula.
Cellula la cui parete cellulare è stata rimossa ma il cui ambiente intracellulare resta integro grazie all’ambiente osmotico circostante.
Il genitore da cui proviene un mutante auxotrofico. In contrasto con auxotrofo.
Microrganismi eucariotici unicellulari non fototrofi che generalmente mancano di parete cellulare.
Struttura sintetica simil virale. Può essere completamente privo di acido nucleico, nonostante alcune forme possano essere impiegate per il trasferimento genico. Incapace di replicare.
Microrganismo con temperatura ottimale di crescita uguale o inferiore a 15°C e una temperatura massima non superiore a 20°C.
Microrganismo in grado di crescere a basse temperature, pur avendo una temperatura ottimale di crescita superiore a 20°C.
Una delle basi azotate che compongono gli acidi nucleici composta da due anelli; adenina e guanina.
Separazione delle persone esposte ad un’infezione per capire se sviluppano quella determinata malattia. Compara con isolamento.
Gruppo di genomi correlati, derivanti dalla replicazione di una singola specie caratterizzata da un elevato tasso di mutazione. Osservate principalmente tra i virus a RNA. L’effetto di tale cambiamento è che le forme varianti necessarie per rispondere a uno stimolo particolare (es. Un farmaco antivirale) sono già presenti nella popolazione.
Sistema di regolazione di un organismo in grado di rispondere alla densità di popolazione di batteri della stessa specie.
Malattia neurologica spesso mortale causata dal virus della rabbia, trasmesso di solito dal morso o dalla saliva di un carnivoro infetto.
Un isotopo di un elemento che rilascia particelle radioattive.
Zone della membrana plasmatica con contenuto lipidico alterato (arricchito soprattutto di colesterolo e di sfingolipidi) che hanno peculiari proprietà meccaniche e che sono associate a una serie di funzioni, tra cui la gemmazione dei virus dalla cellula.
Forma variante di saggio di amplificazione degli acidi nucleici. Si basa sulla ligazione (unione) piuttosto che sull’estensione dei primer. I primer dell’LCR sono legati a molecole che consentono la loro rilevazione.
Una coppia di reazioni nelle quali un composto viene ossidato mentre l' altro viene ridotto. Il composto ridotto prende gli elettroni rilasciati dalla reazione di ossidazione.
Detta anche fermentazione di Stickland. Prevede l’utilizzo di due aminoacidi come substrato di una fermentazione.
Resistente.
Molecole sulla superficie cellulare (generalmente, ma non sempre, una proteina) alla quale si lega un ligando prima di entrare nella cellula. La presenza di un recettore specifico è spesso la chiave che determina la capacità ad esempio di un virus di infettare un particolare tipo di cellula.
Toll-Like receptor, TLR. Famiglia costituita da almeno dieci proteine transmembrana, nominate così per il recettore Toll identificato per la prima volta nella drosofila. I recettori Toll-Like riconoscono strutture molecolari specifiche associate ai patogeni e giocano un ruolo importante nella risposta infiammatoria e nella risposta immunitaria innata.
Uno dei membri del sistema a due componenti; è una proteina regolatrice che è fosforilata dal sensore con attività chinasica.
Processo che controlla un meccanismo. Ruolo generalmente svolto dalle proteine.
Un set di operoni controllati dallo stesso sistema di regolazione (repressore o attivatore).
Meccanismo, usato da alcuni plasmidi e virus, di replica del DNA, che inizia con lo srotolamento di un filamento. In un genoma a doppio filamento, il filamento srotolato è usato come inizio della sintesi del DNA; per un genoma a singolo filamento, il filamento ancora circolare è usato come stampo per la sintesi di DNA.
Processo di sintesi di DNA che utilizza uno stampo a DNA.
Sintesi del DNA risultante in una nuova doppia elica costituita da un’elica parentale e da un’elica di nuova sintesi.
Inibizione della sintesi di un enzima quando il prodotto della sua reazione è già presente in eccesso nella cellula.
Proteina regolatrice che si lega a siti specifici sul DNA e blocca la trascrizione; coinvolta nel controllo negativo.
Acquisizione da parte di un microrganismo della capacità di crescere in presenza di un farmaco antimicrobico al quale è generalmente sensibile.
Processo durante il quale un composto viene ossidato con O2 (o un sostituto di O2) funzionante come accettore terminale di elettroni, di solito accompagnato dalla produzione di ATP mediante fosforilazione ossidativa.
Virus il cui genoma a RNA ha un intermedio a DNA come parte del ciclo replicativo.
Complesso macromolecolare citoplasmatico composta di RNA ribosomiale (rRNA) e proteine, che costituisce la parte fondamentale del macchinario di sintesi delle proteine della cellula.
Progetto raccolta dati RNA ribosomiale: una grande raccolta di sequenze dell’RNA ribosomiale della subunità piccola che possono essere richiamate elettronicamente e utilizzate in studi comparativi su sequenze di RNA ribosomiale.
RNA messaggero (mRNA) che lega una piccola molecola specifica vicino al 5’ che ne altera la struttura, rendendolo così indisponibile per la traduzione.
Mezzo per identificare i microrganismi mediante l’analisi dei frammenti di DNA generati dalla digestione, con enzimi di restrizione, dei geni che codificano l’rRNA 16S.
RNA catalitico. Molecola di RNA in grado di catalizzare una reazione chimica in modo simile agli enzimi, che però sono proteine.
Batteri intracellulari obbligati che causano malattia, inclusi tifo e febbre maculata.
Scambio di geni tra gli alleli che si verifica tipicamente nel corso della riproduzione sessuale (ma non solo). I nuovi genotipi che ne derivano estendono significativamente la variabilità genetica di una popolazione.
Processo attraverso il quale un composto accetta elettroni venendo ridotto.
Anticorpi prodotto in seguito alla prima esposizione ad un antigene; la maggior parte della classe IgM.
Anticorpi prodotti in seguito alla seconda esposizione all’antigene; la maggior parte della classe IgG.
Sistema di riparazione attivato da un danno al DNA.
Un sistema di controllo globale della regolazione attivata da carenza di aminoacidi.
La regione immediatamente adiacente alle radici delle piante.
Acido ribonucleico, coinvolto nella sintesi proteica come RNA messaggero (mRNA), transfer (tRNA) e ribosomiale (rRNA).
o SSU. RNA ribosomiale della subunità 30S dei ribosomi dei procarioti o della subunità 40S dei ribosomi degli eucarioti.
Il cambiamento della sequenza di RNA attraverso l’alterazione, addizione o rimozione di basi.
Una risposta che viene attivata dalla presenza di RNA a doppio filamento che provoca la degradazione del ssRNA omologa al DNA inducente. Chiamato anche siRNA.
Molecola di RNA che contiene l’informazione genetica utile per codificare uno o più polipeptidi.
Una molecola di RNA che non viene tradotta in proteina.
Enzima che sintetizza RNA in direzione 5’ -> 3’ usando un DNA antiparallelo in direzione 3’ -> 5’.
Enzima che può produrre RNA da uno stampo di RNA.
Tipo di RNA che si ritrova nei ribosomi; alcuni rRNA partecipano attivamente al processo di sintesi delle proteine.
Molecola di RNA con funzioni di adattatore, utilizzata nel processo di traduzione e dotata di specificità sia per un particolare aminoacido sia per uno o più codoni.
Grande poliribonucleotide (circa 1500 basi) facente parte della subunità piccola del ribosoma dei procarioti; l’analisi di questa sequenza consente di ottenere informazioni riguardanti l’evoluzione di un organismo; il corrispettivo eucariotico è l’rRNA 18S.
Acronimo per Ribulosio bifosfato carbossilasi, enzima chiave del ciclo di Calvin.
Pre-stomaco dei ruminanti, nel quale avviene la predigestione della cellulosa.
Metodo di misurazione dell'attività della nitrogenasi dove l'acetilene viene ridotto in etilene o erano.
Saggio che valuta gli elementi della risposta immunitaria, in particolare la presenza di anticorpi specifici.
Colite o un’altra malattia intestinale causata da una delle specie del batterio Salmonella.

La saluta dell’intera popolazione.

La conversione di un processo dal piccolo ambiente di laboratorio a livello industriale.
Malattia caratterizzata da febbre ed eruzione cutanea, causata da un’endotossina prodotta dal batterio Streptococcus pyogenes.
Malattia cronica causata da un verme parassita del genere Schistosoma che danneggia gli organi interni, produce un accumulo di fluidi e produce un deposito formato da uova del verme stesso.
tipo di riproduzione asessuata in cui una cellula madre si divide simmetricamente in due cellule figlie più piccole di eguali dimensioni.
Processo attraverso cui soltanto le cellule immunitarie che presentano i recettori adatti ai loro antigeni specifici sono selezionati per proliferare. Contiene anche il processo di delezione clonale, attraverso il quale le cellule che riconoscono le molecole self (quelle dell’organismo stesso) sono distrutte durante la maturazione.
Durante la selezione delle cellule T, la stimolazione della crescita e lo sviluppo di cellule T che interagiscono con i peptidi MHC nel timo.
La più bassa quantità della sostanza ricercata che può essere rilevata da un test diagnostico.
Uno dei membri del sistema a due componenti: una proteina (chinasi) inserita nella membrana cellulare che si auto-fosforila in risposta a segnali esterni per poi cedere il gruppo fosforico al regolatore della risposta.
Una parte di nucleotidi posizionata prima del sito iniziale di traduzione in un mRNA procariotico a cui si lega l’RNA ribosomiale, posizionando il ribosoma nella parte inziale dell’mRNA. Chiamato anche sito di legame al ribosoma (RBS).
Sequenza di circa 20 aminoacidi che si trova nell’N-terminale di una proteina. Segnala che la proteina deve essere esportata attraverso la membrana citoplasmatica.
Corti oligonucleotidi di definite sequenze di rRNA 16S o 18S, caratteristiche di specifici organismi o di gruppi di organismi correlati tra loro e utili per la costruzione di sonde.
È il sequenziamento di piccoli frammenti di DNA genomico, precedentemente clonati in maniera casuale, seguito da un’analisi informatica per ricostruire l’intera sequenza del genoma.
Una fonte di un agente infettivo dalla quale possono essere infettati degli individui.
o sepsi. Infezione sistemica sviluppata nel sangue.
Cellula la cui parete cellulare è stata quasi completamente rimossa. Quando la rimozione della parete è completa la struttura viene chiamata protoplasto.
Cambiamento maggiore della struttura delle proteine di superficie dei virus influenzali, causato da scambio genico tra virus correlati
Molecole chelanti del ferro che possono legare il ferro presente a concentrazioni estremamente basse.
La porzione fluida del sangue (plasma) senza fibrinogeno, fattore VIII, fattore V e protrombina.
Un mix di anticorpi che riconoscono una varietà di antigeni o una varietà di determinanti in un singolo antigene.
Lo studio delle reazioni antigene-anticorpo in vitro.
Relazione intima tra due organismi, di solito stabilita in seguito ad un prolungato periodo di associazione e co-evoluzione.
Cooperazione di due o più organismi per degradare una sostanza che non si potrebbero degradare da soli.
Piccoli RNA (20-25 paia di basi) a doppio filamento, derivanti da molecole di dsRNA più grandi, che inibiscono in modo specifico l’espressione genica.
Sistema di regolazione contenente un sensore con attività chinasica e un regolatore della risposta.
Sistema ideato da Linneo per dare un nome agli organismi viventi: a ogni organismo viene dato il nome del genere e l’epiteto della specie.
Sistema di amplificazione reporter che produce un’aumentata rilevazione del segnale attraverso l’impiego dei un DNA molto ramificato (branched) che fornisce siti di legame multipli.
Sistema di classificazione di virus basato sulla loro composizione genomica e sulle loro strategie replicative. Questo sistema ha la virtù di essere semplice, ma ha difficoltà nell’affrontare sistemi virali complessi.
Sistema immunitario non adattativo, che produce una risposta ad antigeni me che non si adatta a individui in modo specifico.
Cellule di lievito usate per l’espressione di geni e per la produzione di proteine.
Non localizzato in un punto preciso del corpo; infezione disseminata in tutto il corpo.
Un ambiente caldo, ricco di solfuri e generalmente acido, abitato di solito da organismi ipertermofili (Archea).
Particelle solide che resistono alla separazione fisica tramite mezzi ordinari, come la centrifugazione.
Molecola che viene accumulata nel citoplasma per regolare l’attività dell’acqua ma che non inibisce i processi biochimici.
Oligonucleotide, talvolta reso fluorescente mediante l’attacco di un colorante, complementare a una sequenza di RNA ribosomiale.
Osservazione, riconoscimento e segnalazione delle malattie nel momento in cui avvengono.
Processo di acidificazione del cibo, tipicamente con acido acetico, per prevenire la crescita microbica.
Livello intermedio di classificazione tassonomica tra la famiglia e il genere, non sempre utilizzato.
Procedura di ibridizzazione che ha come target il DNA e utilizza RNA o DNA come sonda di riconoscimento. 
In microbiologia individua un insieme di ceppi che sono caratterizzati da proprietà essenziali comuni, ma che, per uno o più importanti proprietà, differisce da altri insiemi.
(1) L’abilità della risposta immunitaria di interagire con antigeni individuali. (2) L’abilità di un test di ricerca o diagnostico di identificare un patogeno specifico.
Genere di batteri dalla caratteristica forma spiraliforme.
Phylum di batteri Gram-negativi strettamente arrotolati, caratterizzati da un endo-flagello usato per la motilità.
Complesso costituito da diverse proteine e piccoli RNA in grado di rimuovere gli introni dai trascritti primari.
Processamento dell’RNA per cui vengono rimossi gli introni e congiunti gli esoni.
Rimozione delle sequenze intermedie da una proteina.
Termine generale che indica delle strutture resistenti prodotte da procarioti e funghi.
Classe di protozoi parassiti privi di motilità.
Filamento a singola elica di acido nucleico che può essere marcato e utilizzato per ibridare una molecola complementare in una miscela di altri acidi nucleici. In microbiologia clinica o ecologia microbica, un breve oligonucleotide con una sequenza unica viene utilizzato per l’ibridizzazione di geni specifici.
o SIP. Metodo di caratterizzazione di organismi attraverso l’incorporazione degli isotopi C 13 e N 15 , seguito dall’isolamento degli isotopi pesanti e dall’arricchimento del DNA per analizzarne i geni.
Struttura allungata che ancora la cellula a una superficie.
Stato complesso, indotto dagli interferoni, in cui l’attività è soppressa da una varietà di meccanismi.
Particolare tipo di isomeria in cui le molecole, pur avendo la stessa struttura molecolare, differiscono in una diversa posizione spaziale degli atomi (detta anche a specchio).
Totale assenza di organismi viventi e particelle virali.
Agente chimico che distrugge tutte le forme di vita microbica.
Uccisione o rimozione di tutti gli organismi viventi e dei loro virus da un terreno di coltura.
Molecole idrofobiche ad anello eterociclico che conferiscono maggiore resistenza alla membrana citoplasmatica degli eucarioti e di pochi procarioti.
o Slime layer. Nei batteri, lo strato di melma è composta da materiale extracellulare non espanso che circonda la cellula batterica. Assorbe i nutrienti mentre aiuta la motilità cellulare. Da non confondere con la capsula o lo Strato S.
o S-Layer. Strato di superficie più esterno della cellula, composto da proteine o glicoproteine, presente in alcuni Batteri e Archea.
La parte interna del cloroplasto, circondato dalla membrana interna.
Formazione a struttura laminare d’origine microbica, costituita da strati di microrganismi (filamentosi e non) fossilizzati.
In una macromolecola funzionale, quale un polipeptide o un acido nucleico, indica la sequenza precisa delle unità monomeriche.
Indica il numero e il modo in cui sono disposti i polipeptidi individuali nella proteina finale.
Livello di strutturazione, prevalentemente locale, identificato dal ripiegamento nello spazio di catene (o porzioni di catene) polipeptidiche o polinucleotidiche; è generalmente determinata dalla formazione di legami idrogeno.
Livello di strutturazione generale di una catena polipeptidica definito dalla conformazione spaziale del polipeptide stesso.
Molecola che subisce una reazione specifica da parte di un enzima.
Prodotto di un patogeno in grado di far innescare una risposta immunitaria più forte del normale, stimolando un numero molto elevato di cellule T.
Il superossido è l’anione  O₂⁻ che comporta la distruzione dei componenti cellulari.
o SOD. Enzima con funzione antiossidante appartenente alla classe delle Ossidoreduttasi. Catalizza la reazione attraverso cui dall'anione O₂⁻ si ottiene, in ambiente acido, acqua ossigenata e ossigeno elementare. L'acqua ossigenata sarà poi convertita in acqua e ossigeno da un'altra Ossidoreduttasi: la catalasi.
Termine geneticamente usato per descrivere virus insolitamente grandi e complessi.
Segmento del plasmide Ti di Agrobacterium che è trasferito alle cellule vegetali.
Malattia genetica che conferisce resistenza alla malaria, ma causa una riduzione dell’efficienza dei globuli rossi.
Comunità batterica spessa e stratificata che può essere nutrita attraverso la luce in un ambiente acquatico ipersalino o estremamente caldo ed in cui i cianobatteri sono essenziali; o tramite crescita chemolitotrofica sulla superficie di sedimenti marini ricchi di solfuri.
Meccanismo con cui un organismo assume e mantiene una posizione orientata da e verso uno stimolo (es: nella chemiotassia un microrganismo si dirige verso una zona in cui una sostanza chimica è più concentrata).
Disciplina che si occupa dell’identificazione, della classificazione e della nomenclatura degli organismi viventi.
La sequenza consenso TATAAT posizionata approssimativamente 10 paia di basi prima dell’inizio della trascrizione. Un sito di legame per l’RNA polimerasi.
Serie di procedure utilizzate per prevenire la contaminazione di oggetti sterili o di colture microbiche, durante la loro manipolazione.
o MPN. La diluizione seriale di un campione per determinare la diluizione maggiore alla quale si ha ancora crescita microbica.
Complesso enzimatico contenente brevi sequenze di RNA in grado di replicare le estremità dei cromosomi eucariotici (telomeri).
Temperature minima, massima e ottimale per la crescita di un organismo.
o virus-directed enzuyme prodrug therapy, VDEPT. Impiego di virus per indirizzare e rilasciare forme precursori di farmaci (profarmaci) a cellule specifiche.
Trattamento di una malattia causata da un gene non perfettamente funzionale tramite l’introduzione di una copia del gene normale e funzionale.
La terminazione blocca l’elongazione della molecola di RNA in un sito specifico.
in corpi idrici sufficientemente grandi è la zona di transizione tra lo strato d'acqua superficiale (fortemente rimescolato), e lo strato più profondo. In questa zona si assiste ad un evidente calo di temperatura.
Microrganismo la cui temperatura ottimale di crescita è compresa tra 45 e 80°C.
Complesso di proteine chiamate heat-shock (o chaperonine) che aiutano a ripiegare le proteine danneggiate dalle alte temperature negli ipertermofili.
Mezzo di coltura composto dei prodotti di digestione di sostanze chimicamente indefinite come estratti di lievito e di carne.
Mezzo di coltura di cui è conosciuta con precisione la composizione chimica.
In microbiologia, la soluzione nutritiva utilizzata per far crescere i microrganismi.
Terreno di coltura che migliora la crescita di alcuni organismi, mentre inibisce la crescita di altri.
o MALT. Una parte del sistema linfatico che interagisce con gli antigeni e i microrganismi che entrano in contatto con le mucose del corpo, incluso l’intestino, il tratto urogenitale e il tessuto bronchiale.
Test della pelle per rilevare infezioni precedenti da Mycobacterium tubercolosis.
Uno dei primi test e essere stato sviluppato per la rilevazione degli anticorpi. Misurare la capacità degli anticorpi di fissare il complemento, prevedendo la lisi dei globuli rossi indicatori.
Malattia che implica la paralisi dei muscoli volontari, causata da un’esotossina prodotta da Clostridium tetani.
Antibiotico caratterizzato da una struttura naftacenica a quattro anelli.
Classe di linfociti T helper associati principalmente all’attivazione delle cellule B e alla risposta sierologica.
Classe di linfociti T helper associati principalmente all’attivazione delle cellule B e citochine.
Phylum di Archaea che rappresenta una vastità di specie capacità di ossidare aerobicamente l’ammoniaca.
o febbre tifoide. Patologia causata dal batterio Salmonella tiphy.
Strati di membrane presenti nei cloroplasti e contenenti pigmenti fotosintetici
Organo linfoide primario responsabile dello sviluppo delle cellule T.
(1) In immunologia, la quantità di anticorpi presenti in una soluzione. (2) In virologia, il numero di virioni infettivi in una sospensione virale. (3) in chimica, la concentrazione di una soluzione.
o TLR. Una famiglia di recettori che riconoscono i pattern (PRRs) trovata nei fagociti, strutturalmente e funzionalmente simili ai recettori Toll nella Drosophila che riconoscono un pattern molecolare associato ad un patogeno (PAMP).
Inabilità acquisita di produrre una risposta immunitaria verso un antigene specifico.
La misura della quantità di solidi sospesi in acqua.
Abilità di un microrganismo di causare malattia attraverso una tossina che inibisce le funzioni o uccide la cellula ospite.
L’abilità di un composto di inibire o uccidere un certo microrganismo patogeno senza pregiudicare l’organismo ospite.
Il grado con il quale un organismo riesce a stimolare sintomi tossici.
Sostanza microbica che induce un danno nell’ospite.
o Anatossina. Tossina modificata in modo che non sia più tossica ma possa ancora indurre la formazione di anticorpi.
o TSS. Shock sistemico, risultato di una risposta dell’ospite a un’esotossina prodotta da Staphylococcus aureus.
Sistema di sintesi delle proteine che utilizza come stampo l’informazione genetica contenuta nella molecola di RNA messaggero.
Processo teorico che si basa sull’utilizzazione della tabella dei codoni e della sequenza amminoacidica di una proteina per ottenere una possibile sequenza dell’mRNA o del gene che codifica la proteina.
Mutazione in cui una base di pirimidina è sostituita da un’altra pirimidina o una purina è sostituita da un’altra purina.
Formazione di legami peptidici crociati tra residui di acido muramico durante la sintesi del peptidoglicano.
L’enzima retrovirale che fa una copia di DNA a partire da RNA.
Una molecola di RNA non processata, prodotto diretto della trascrizione.
L’insieme completo degli mRNA prodotti in un dato organismo in specifiche condizioni.
Processo di sintesi di RNA che utilizza uno stampo a DNA.
Il processo di copia delle informazioni dall’RNA al DNA.
Trasferimento di un gene ospite da una cellula batterica ad un’altra mediante un virus.
Trasmissione indiretta di un segnale esterno ad una cellula target (vedi sistema a due componenti).
o TGO. Meccanismo grazie a cui un gene che ha origine in un organismo viene trasferito ad un altro mediante scambio genico.
Processo di introduzione, nelle cellule eucariotiche,  di materiale genetico esterno sottoforma di DNA o siRNA.
(1) Trasferimento di informazione genetica attraverso DNA libero. (2) Processo, talvolta iniziato da un’infezione con alcuni virus, attraverso il quale una cellula normale animale diventa cellula cancerosa.
Trasferimento di geni batterici tramite DNA libero
Processo di trasporto, dipendente dall’energia, durante il quale le sostanze trasportate vengono modificate chimicamente.
o ATP-Binding Cassette. Letteralmente “modulo di legame dell’ATP”; sistema di membrana per il trasporto di nutrienti specifici all’interno della cellula che consiste di tre proteine, una delle quali deputata all’idrolisi dell’ATP.
Proteine di membrana che trasportano sostanze tra l’interno e l’esterno della cellula.
Il movimento dipendente dall’energia che va contro il gradiente termodinamico per formare un donatore forte da uno debole.
Enzima che catalizza l’inserzione di segmenti di DNA all’interno di altre molecole di DNA.
Tipo di elemento trasponibile che trasporta geni in aggiunta a quelli coinvolti nella trasposizione.
Mutazione in cui una base di pirimidina è sostituita da una purina o viceversa.
Trattamento di acque reflue con basso contenuto di materiali organici attraverso delle reazioni ossidative generate da microrganismi in condizioni aerobiche.
Trattamento di acque reflue con basso contenuto di materiali organici attraverso delle reazioni di degradazione e fermentazione generate da microrganismi in condizioni anaerobiche.
Il processo fisico-chimico o biologico che serve a ridurre il livello di nutrienti inorganici nelle acque reflue.
Tratto genetico che conferisce resistenza alla malaria, ma causa una riduzione della capacità di trasporto dell’ossigeno nel sangue, portando ad una riduzione dell’emivita dei globuli rossi.
Rinofaringe, cavità orale e gola.
Individuazione di tipi cellulari specifici da parte dei virus, spesso dipendente dai marcatori proteici di superficie dalle cellule bersaglio.
Iniezione di un ospite con un patogeno debole inattivo, o prodotti dello stesso, per stimolare l’attività immunitaria.
Patogeno attenuato, inattivo o suoi prodotti usati per indurre una risposta immunitaria.
Utilizzo di materiale genetico derivato da un patogeno per indurre nell’ospite la risposta immunitaria.
Vaccino che fornisce immunità contro più di una malattia.
Piccolo spazio, all’interno della cellula, contenente fluido e circondato da membrana. A differenza della vescicola, il vacuolo non è rigido.
Infezione deliberata con una forma meno patogena di vaiolo, per conferire protezione da forme più dannose.
Fonte patogena non vivente che trasmette il patogeno ad un grande numero di individui; veicoli comuni sono il cibo e l’acqua.
Struttura del citoplasma circondata da proteine e riempite di gas, che conferiscono una spinta idrostatica alla cellula.
(1) Molecola di DNA auto-replicativa che trasporta segmenti di DNA tra organismi e può essere usata come vettore per trasportare geni clonati o altri segmenti di DNA derivati dell’ingegneria genetica. (2) Agente vivente, di solito insetto o un altro animale, capace di trasportare un patogeno da un ospite ad un altro.
Vettore di clonaggio contenente le sequenze regolative necessarie per permettere la trascrizione e la traduzione del gene clonato al suo interno.
Elemento genetico, solitamente un plasmide o un batteriofago, nel quale i geni possono essere inseriti e replicati.
Vettore di clonaggio che si integra nel cromosoma dell’ospite.
Vettore di clonaggio, come un batteriofago, nel quale una parte di DNA può essere sostituita con DNA esterno.
Vettore di clonaggio che può stabilmente replicarsi in due o più ospiti diversi.
Virus impiegato come vettore per il trasferimento di materiale genetico.
La più importante via metabolica coinvolta nella produzione e catabolismo dei pentosi (zuccheri C5).
Serie di tappe che, dopo l’infezione virale, portano a uno stato (lisogenia) in cui il genoma virale è replicato come profago insieme a quello dell’ospite.
Serie di tappe che, dopo l’infezione virale, portano alla replicazione del virus e alla distruzione (lisi) della cellula ospite.
In alcuni metilotrofi, una serie di reazioni nelle quali la formaldeide viene assimilata in materiale cellulare usando il ribulosio monofosfato come molecola accettrice di C1.
In alcuni metilotrofi, una serie di reazioni che convertono la formaldeide in materiale per la cellula.
Particella virale completa, costituita dall’acido nucleico circondato da un rivestimento proteico e, in alcuni casi, anche da altro materiale.
Piccolo RNA a singolo filamento circolare responsabile di varie malattie nelle piante.
Impiego di virus come agenti terapeutici, per esempio nella distruzione dei tumori.
Abilità relativa a un patogeno di causare malattia.
Elemento genetico che contiene RNA o DNA e che si replica all’interno delle cellule, pur essendo caratterizzato dall’avere uno stato extracellulare.
Virus con genoma a RNA a singolo filamento con polarità opposta (cioè complementare) a quella dell’mRNA virale.
Virus con genoma a RNA a singolo filamento con la stessa polarità dell’mRNA virale.
Infezione virale che richiede molto tempo prima di produrre un effetto patologico, generalmente con un livello molto basso di attività virale e una risoluzione fatale. Spesso colpisce il sistema nervoso centrale.
Sub-virus che produce le proprie proteine di rivestimento, ma che richiede l’assistenza da parte di un virus helper co-infettante per replicarsi. Più comuni tra i virus che infettano le piante. Il virus adeno-associato è un satellite che infetta l’uomo.
Virus il cui genoma si replica con quello dell’ospite e che non induce morte cellulare in uno stato detto di lisogenia.
Virus che lisa o uccide la cellula ospite dopo averla infettata; virus non temperato.
RNA circolare a singolo filamento molto piccolo (200-400 basi) che si replica usando le funzioni di un virus helper. Noti soltanto per infettare le piante. Molte volte si usa come sinonimo per indicare i virus satelliti.
Forma di vita in assenza di DNA e proteine che potrebbe essere esistita sulla Terra primordiale. Durante tale periodo l’RNA ha svolto sia la funzione di codice genetico sia quella di catalizzatore biologico.
Capace di riprodursi.
Tecnica biochimica che permette di identificare una determinata proteina in una miscela di proteine, mediante il riconoscimento da parte di anticorpi specifici.
Specie di microrganismo isolato dalla natura o ceppo parentale usato per un'investigazione genetica.
Per quanto riguarda la sintesi di proteine, una forma meno rigida di legame permessa solo tra appaiamenti di codone-anticodone.
Composto sintetico non prodotto da un organismo in natura.
Trapianto di organi da una specie a un’altra.
Microrganismo in grado di vivere, o che vive meglio, in ambienti molto secchi.
Cromosoma ingegnerizzato geneticamente con un’origine di lievito e codificante la sequenza del centromero.
Negli eucarioti, la cellula diploide formata dall’unione di due gameti aploidi.
Una regione priva di ossigeno, di profondità intermedia nella colonna di acqua marina.
Qualsiasi malattia soprattutto degli animali che viene trasmessa occasionalmente all’uomo.

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