Carlos Justiniano Ribeiro Chagas: l’epoca (verde)oro della parassitologia.

Biografia

Carlos Justiniano Ribeiro Chagas (Figura 1) è stato un medico, epidemiologo, igienista e parassitologo brasiliano. Fu operativo tra fine ‘800 ed inizio ‘900; a lui si deve la scoperta della tripanosomiasi americana, o Malattia di Chagas.

Foto che ritrae Carlos Chagas.
Figura 1 – Carlos Justiniano Ribeiro Chagas (1879 – 1934) [Fonte: thelancet.com]

Primi anni

Carlos Chagas nacque il 9 Luglio del 1879, nella città di Oliveira, situata nello stato di Minas Gerais, in Brasile, poco distante dalla più nota Belo Horizonte.
Era il più vecchio di quattro fratelli, cresciuti da una giovanissima madre, dopo che il padre, proprietario di una piccola piantagione di caffé, morì quando Carlos aveva solo pochi anni. Diventata capofamiglia, la donna portò avanti l’attività del marito e riuscì a far vivere una giovinezza tranquilla ai propri figli.

Carlos era un bravo studente e una mente brillante. Si racconta che un giorno la famiglia ricevette la visita di uno zio medico, il quale affrontò un discorso sul futuro della nazione, rimarcando l’importanza di debellare le epidemie, che di fatto stavano impedendo lo sviluppo economico e sociale del Brasile.

Vale la pena specificare che il Brasile di quegli anni era un paese in forte trasformazione: a fine ‘800, in pochi anni, venne abolita la schiavitù e la repubblica sostituì la monarchia. I due stati più potenti, San Paolo e proprio Minas Gerais, stavano dando un grande impulso alle importazioni di zucchero e caffè; per questo motivo, era vitale la costruzione di porti e ferrovie, luoghi in cui, tuttavia, le epidemie erano ricorrenti (in una nazione che contava 10 milioni di abitanti, contro gli oltre 200 attuali).

Affascinato da questo discorso, Carlos optò quindi per la carriera medica, “scontentando” mamma che lo voleva ingegnere.

Si iscrisse alla facoltà di medicina nel 1896, a Rio de Janeiro, che allora era una piccola città portuale. Tuttavia, febbre gialla, vaiolo e peste erano piaghe ricorrenti, rendendo di fatto impossibile la creazione di un’economia solida.

Carlos crebbe quindi in un contesto che da un lato era tragico e sicuramente impegnativo per un aspirante medico; dall’altro potè vivere un clima di rinnovamento che si respirava a Rio in quegli anni, dove l’università era popolata da medici, filosofi, sociologi e letterati che garantivano agli studenti una solida formazione sia scientifica che umanistica.

Dopo la laurea

Carlos si laureò nel 1903 con una tesi sulla malaria, malattia per cui diede un grande contributo teorico e pratico. Descrisse infatti la febbre quartana, le lesioni midollari e, soprattutto, riportò l’attenta osservazione che si trattava spesso di un’infezione domiciliare.
Nel suo percorso di studi fu decisivo l’incontro con Oswaldo Cruz, un importante igienista brasiliano ed un’autentica autorità ai tempi, che promosse l’utilizzo del vaccino per debellare il vaiolo e diede un grande impulso alla lotta contro la febbre gialla. Inoltre, era a capo di un istituto di ricerca a Rio de Janeiro, che poi prese il suo nome. Questi, chiese al giovane Carlos di lavorare per lui, ma il giovane medico rifiutò in un primo momento, sentendosi più portato per il lato clinico della professione.

La carriera

Nel 1905, dopo un breve periodo trascorso a lavorare in un piccolo ospedale e nella propria clinica, Carlos accettò l’incarico della Companhia Docas de Santos, una storica azienda che fino al 1980 ha detenuto il monopolio della operazioni portuali a Santos, nello stato di San Paolo.
La fama di Carlos era già grande e il compito richiesto era ben preciso: debellare un’epidemia di malaria che stava mettendo in ginocchio l’attività.

Carlos, 26enne ma già esperto, liberò quel posto dall’incubo grazie ad una metodologia efficace: osservazione e controllo delle infezioni intra-domiciliari e disinfestazione con un insetticida naturale che veniva applicato nelle zone in cui osservava i casi.
Questo insetticida era il piretro, ricavato dai fiori di Tanacetum cinerariifolium (Figura 2). Era un rimedio relativamente nuovo, essendo stato scoperto solo nel 1860 in Dalmazia.

Fiori di Piretro della Dalmazia, da cui si ricava un potente insetticida.
Figura 2 – Tanacetum cinerariifolium, noto come Piretro della Dalmazia [Fonte: actaplantarum.org]

Con questo metodo, Carlos risolse la situazione al porto di San Paolo e in un cantiere nei pressi di Xerem, vicino a Rio de Janeiro, dove stavano costruendo una grossa diga.

Nel 1907, incoraggiato da questi successi, si convinse a lavorare per l’Istituto Oswaldo Cruz, con un primo importante compito: replicare i lavori precedenti presso un altro sito colpito da un’epidemia di malaria.

Fu in questa occasione che riuscì a descrivere una nuova malattia, causata da un parassita: il Trypanosoma cruzi

Nel 1909 fece ritorno a Rio dove portò avanti assiduamente la sua attività di ricercatore e di clinico.

Nel 1917 morì Oswaldo Cruz; Carlos assunse quindi il ruolo di direttore dell’omonimo istituto. Si susseguirono alcuni incarichi di natura istituzionale, tra cui l’organizzazione della campagna contro l’epidemia di influenza spagnola nello Stato di Rio de Janeiro e della riforma sanitaria, nel 1919, con la creazione del Departamento Nacional de Saúde Pública (DNSP).

Da segnalare anche il suo ruolo accademico, con la formazione della cattedra di Medicina Tropicale, sempre presso la facoltà di Medicina di Rio de Janeiro, dove si occupò di sviluppare anche lo studio di Igiene pubblica.

Morì prematuramente per un arresto cardiaco, nel 1934.

Focus: la tripanosomiasi americana

La scoperta più importante nella straordinaria carriera di Carlos Chagas avvenne nello stato di Minas Gerais, dove nacque.
Qui, all’inizio del ‘900, iniziarono dei lavori per la nuova ferrovia, che tuttavia venivano periodicamente interrotti da gravi crisi di personale, dovute a frequenti epidemie di malaria. Carlos arrivò sul posto dall’istituto Oswald Cruz per il suo primo incarico ufficiale. Dispose il quartier generale a Lassance, un villaggio nei pressi del fiume Das Velhas.

Predispose le normali misure di isolamento, ed ascoltò la gente locale per capire quanto era esteso il problema. Molti abitanti accorsero da lui, lamentandosi di un piccolo insetto che usciva di notte dalle pareti delle capanne per mordere e succhiare il sangue. Loro li chiamavano “barbeiros”, barbieri, per la predilezione nel soffermarsi sul volto delle persone per i loro “pasti”.

Carlos sapeva di avere a che fare con qualcosa di nuovo. Raccolse quindi alcune di queste cimici, appartenenti alla sottofamiglia delle Triatominae e ne analizzò il sangue, rilevando la presenza di alcuni protozoi.

A questo punto bisognava vederci chiaro. Fece pungere alcune scimmie dalle stesse cimici raccolte a Lassance e notò la presenza dei protozoi nel sangue periferico.

Aveva appena individuato un tripanosoma mai osservato prima. Lo chiamerà Trypanosoma cruzi, in onore del suo maestro.

Tornò a Lassance, dove durante il suo lavoro si imbattè presto nel caso di una bimba che manifestava segni di una malattia infettiva. Insospettito dalla sintomatologia diversa da quella malarica, che conosceva perfettamente, Carlos annotò le sue condizioni e prelevò del sangue che fece analizzare. I suoi sospetti erano fondati: il microscopio rivelò la presenza del tripanosoma appena scoperto.

La diffusione della scoperta

Nel 1909 fece pubblicare su una rivista il suo studio, dove riuscì a descrivere sintomatologia, causa e vettore di una nuova patologia. Richiese al contempo un intervento politico per risolvere la situazione, che certamente era ben diffusa in tutto il Brasile, per aiutare le zone rurali maggiormente colpite da queste piaghe. La questione igienica era di primaria importanza nel contenere i casi e Carlos lo sapeva perfettamente.

Invocò aiuti governativi per le tante aree del paese colpite, nonché l‘attenzione degli illustri colleghi, soprattutto europei, per destinare fondi ed energie verso lo studio di questa nuova malattia. Ma i primi tempi non furono rosei sotto questo punto di vista, anzi; la sua ricerca veniva snobbata nel vecchio continente, più interessato ad investimenti in questo senso verso le proprie colonie in Asia e in Africa.

Carlos nel frattempo continuava nello studio di questa patologia. Nel 1910 si accorse della possibile natura cronica del morbo; descrisse l’aritmia cardiaca nei pazienti affetti, che porta a cardiopatia e rischio di arresto cardiaco. Alcune autopsie rivelarono nidi di parassiti e tessuto infiammato a livello del miocardio. Fu una scoperta importante e molti studiosi dopo di lui (tra cui il figlio Evandro, che divenne cardiologo) si impegnarono ad approfondire questo aspetto.

Ancora oggi, l’arresto cardiaco dovuto a fibrillazione ventricolare è la principale causa di morte nei pazienti affetti da Tripanosomiasi americana.

Contributo scientifico

Lo studio delle malattie infettive è stato preponderante nella carriera di Chagas. Era un grande conoscitore della malaria in diversi suoi aspetti e contribuì a descriverne nei dettagli gli aspetti clinici.

Riguardo alla tripanosomiasi americana, nota appunto col nome di Malattia di Chagas, ne scoprì l’agente eziologico, il vettore, i segni clinici e propose anche delle misure di contenimento. Ad oggi, è l’unico scienziato nella storia ad avere descritto così per intero una nuova patologia.

Si impegnò molto anche sul versante politico, con grandi campagne di sensibilizzazione verso l’igiene e l’attenzione verso le zone rurali del paese, che vivevano in condizioni difficoltose ed erano praticamente indifese contro queste epidemie.

Con pochi fondi e scarsi mezzi a disposizione, riuscì a debellare epidemie in diverse aree del Brasile, contribuendo non solo dal punto di vista scientifico e della salute pubblica, ma anche da quello economico, consentendo lo sviluppo del commercio in tanti punti strategici.

Premi e riconoscimenti

Non raggiunse mai il premio Nobel, ma la Microbiologia e la Scienza in genere lo considerano un autentico genio nel campo della parassitologia medica. In seguito ai suoi sforzi, e colta la portata dei suoi studi, arrivò il meritato successo, che a partire dagli anni ‘20 lo rese famoso in tutto il mondo.

Fu il nostro il primo paese a tributarlo, con la nomina di Cavaliere dell’ordine della Corona d’Italia. Nel 1923 venne nominato, in Belgio e Francia rispettivamente, Cavaliere dell’Ordine della Corona e Cavaliere dell’ordine della Legione d’onore.

In seguito, ottenne anche il titolo di Ufficiale dell’Ordine di San Giacomo della Spada in Portogallo, Cavaliere dell’Ordine della Corona di Romania, Commendatore dell’Ordine Civile di Alfonso XII e dell’Ordine di Isabella la Cattolica, in Spagna.

A Lassance, dove scoprì la tripanosomiasi, esistono tuttora un istituto e un museo dedicati a lui.

Numerose sono anche le statue erette in sua memoria; un busto che lo raffigura è stato posto, insieme ad una targa commemorativa, all’Università di Rio de Janeiro.

Fonti

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