Linfociti B

Linfociti B

Caratteristiche

I linfociti B hanno origine nel midollo osseo, il loro scopo è riconoscere un antigene in modo casuale. Ognuno di essi risponde all’antigene in maniera specifica, in quanto esprime sulla membrana degli anticorpi specifici (IgM, CD79a e CD79b).

I linfociti B svolgono un processo di selezione negativo, in quanto, nel caso andassero a riconoscere molecole self, verrebbero indotti all’apoptosi.

Sono cellule del sistema immunitario e hanno un ruolo principale nell’immunità umorale dell’immunità acquisita.

Le cellule B inattive hanno dimensioni piccole (6-8μm), il nucleo presenta una cromatina compattata e un citosoma particolarmente scarso.

I linfociti B, una volta maturi, abbandonano il midollo osseo e raggiungono gli organi linfoidi secondari (linfonodi, milza), veicolati anche attraverso il sistema circolatorio.

Processo

Nel corso del loro processo di maturazione i linfociti B acquisiscono la specificità del loro recettore (BCR).

Il continuo movimento del linfocita fa aumentare la possibilità che esso incontri l’antigene. In tal caso, il linfocito B si divide ripetutamente, il nucleolo è evidente in quanto il suo nucleo diventa eucromatico e il citoplasma aumenta di volume.

Il completamento dà origine a due tipi di progenie:

  • cellule B della memoria;
  • cellule B effettrici (plasmacellule capaci di secernere anticorpi sintetizzati negli spazi intracellulari, permettendone la diffusione).

Nel processo di maturazione dei linfociti B si sviluppa la generazione di un BCR funzionale. I linfociti B hanno diversi siti di legame degli anticorpi, il genoma dei linfociti B si rielabora attuando dei processi di ricombinazione specifici.

Cellule B
Figura 1 – Cellule B

Gli stadi del processo di maturazione dei linfociti B sono:

  • Pro-B;
  • Pre-B;
  • Linfocita B immaturo;
  • Linfociti B T1;
  • Linfociti B T2;
  • Linfocita B maturo.

Il primo precursore, pro-B, non produce ancora Ig.

Questo precursore si esprime nelle proteine Rag, in cui la ricombinazione dei geni delle Ig inizia nel locus della catena H, risultando in un esone VDJ riarrangiato.

Tale passaggio è molto critico per la produzione delle Ig: solo le cellule che hanno avuto una rielaborazione produttiva andranno ad essere selezionate e si differenziano in pre-B.

Le cellule pre-B esprimono la proteina Igμ, che si lega ad altre proteine formando un complesso definito recettore delle cellule pre-B (pre-BCR). Quest’ultimo regola alcune rielaborazioni delle catene pesanti e leggere. Le molecole IgM vengono legate ed espresse sulla superficie cellulare andando ad identificare i linfociti B immaturi, che ancora non proliferano e differenziano in risposta agli antigeni.

La migrazione verso la milza avviene quando le cellule superano questa sezione e lasciano il midollo osseo. Infine, il processo di maturazione si completa attraverso il passaggio agli stadi di transazione T1 e T2. Nello stadio T2 differenziano in linfociti maturi, follicolari (FO) o della zona marginale (MZ), a seconda dei segnali recepiti dal BCR ed altri recettori.

Anticorpi

Immunoglobuline
Figura 2 – Le immunoglobuline

Le immunoglobuline (Ig), sono glicoproteine capaci di riconoscere in modo specifico gli antigeni che sono presenti dell’organismo. Hanno una struttura proteica quaternaria, composta da due catene leggere (L) e due pesanti (H) che conferiscono la forma “Y”. Nell’uomo sono presenti 5 classi di Ig Isotipi:

IgA: Isotipo più abbondante nelle secrezioni (saliva, ghiandole mammarie, lacrime) e nel tessuto linfoide associato alle mucose (gastroenterico, respiratorio, uro-genitale);

IgD: sono molecole che vengono coinvolte nella risposta immunitaria dell’organismo umano;

IgE: queste immunoglobuline attivano la degranulazione dei mastociti (rilascio di istamina), attivano la citotossicità degli eosinofili. Hanno caratteristiche della risposta contro i parassiti e sono responsabili delle allergie;

IgG: molecole coinvolte nella risposta immunitaria dell’organismo umano. Esse differiscono nel numero e nella organizzazione dei legami disolfuro intercatena che uniscono le catene pesanti.

IgM: è il recettore per l’antigene dei linfociti B naive (forma monomerica). Sono le prime immunoglobuline ad essere prodotte durante una risposta immunitaria (risposta PRIMARIA). È un isotipo più abbondante nelle risposte primarie, e sono le immunoglobuline più efficienti nell’attivazione del complemento.

Risposte Anticorpali

Le risposte anticorpali possono essere di natura primaria o secondaria. La risposta primaria attiva i linfociti B che vengono a contatto con un antigene; invece, la risposta secondaria attiva le cellule B di memoria che avevano riconosciuto in precedenza l’antigene. La risposta secondaria è costituita da più IgG rispetto a IgM, ha un legame maggiore con l’antigene e quindi è maggiormente capace di intervenire; inoltre, è più rapida rispetto alla risposta primaria.

Il Sistema Immunitario

Il sitema immunitario
Figura 3 – Il Sistema Immunitario

Il sistema immunitario è composto da diverse cellule, ognuna di esse con una funzione in particolare, e da molecole circolanti che insieme riconoscono ed eliminano gli agenti estranei all’organismo (ad esempio parassiti, batteri, funghi, virus). Il sistema immunitario è quindi un sistema di difesa di cui è dotato il nostro organismo.

Il sistema immunitario ha due forme di difesa: l’immunità innata e l’immunità adattiva:

  • L’immunità innata agisce rapidamente conto l’agente estraneo. È presente fin dalla nascita e comprende le barriere dell’organismo, le cellule e le proteine circolanti che vanno a fungere da regolatori e mediatori della risposta infiammatoria del nostro organismo;
  • L’immunità adattiva, viene sviluppata successivamente alla nascita, nel primo anno di vita, e si attiva in risposta ad infezioni ed a agenti estranei. Possiede il meccanismo di memorizzare gli agenti che incontra e si rafforza con le vaccinazioni.

Tale meccanismo avviene grazie ai linfociti T e B.

I linfociti T attivano recettori che individuano e riconoscono gli agenti estranei (detti anche antigeni) specifici per quel recettore. Esistono diversi tipi di linfociti T: celluleT helper e cellule T citotossiche.

I linfociti B attraverso il loro processo riescono a fronteggiare in modo rapido e specifico le eventuali aggressioni da parte degli antigeni.

Alessandra Guglielmino

Fonti

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