Piacere, Microbiologia Italia! Intervista agli Amministratori

Presentiamo l’intervista agli amministratori di Microbiologia Italia, i quali portano avanti questo progetto divulgativo ed ogni giorno lavorano pazientemente e senza sosta “dietro le quinte”, per far si che tutto il materiale divulgativo possa arrivare facilmente e con qualità nello schermo di voi lettori. Intervisteremo Francesco Centorrino, Andrea Borsa, Salvatore Gemmellaro e Simone Rinaldi.

Spoiler: Simone è un chiacchierone! per cui mettetevi comodi e leggete con una buona tazza di thè la nostra prima intervista a quattro!

Buongiorno a tutti, questa è la prima intervista multipla ed è indirizzata agli amministratori di Microbiologia Italia. Raccontate brevemente ai nostri followers chi siete e cosa fate nella vita.

Francesco: Ciao, sono Francesco Centorrino e sono il fondatore di questo bellissimo sito di divulgazione scientifica. Ho 30 anni e lavoro in un laboratorio di un’azienda farmaceutica. Ho sempre cercato di far combaciare il lavoro con la passione della microbiologia, e grazie alla perseveranza e molta fortuna, alla fine ci sono riuscito.

Andrea: Ciao! Sono Andrea, ho 27 anni, e sono un analista in un laboratorio di analisi ambientali. Questo lavoro consiste nell’analisi di campioni di acqua, terra, rifiuti ed emissioni industriali dal punto di vista chimico, andando a ricercare gli eventuali inquinanti presenti. Ho una passione per la zoologia e ovviamente la microbiologia!

Salvatore: Salve a tutti, sono Salvatore Gemmellaro, sono laureato in Scienze Biologiche e studente magistrale in Biotecnologie e Microbiologia Applicata. Da sempre sono appassionato di gialli, di cinema e di scienza ovviamente. Amo la mia terra, la Sicilia, e nel tempo libero faccio lunghe passeggiate in riva al mare.

Simone: Mi chiamo Simone Rinaldi e sono un laureando (laurea triennale) in Biotecnologie Farmaceutiche all’Università degli Studi di Milano. Sono una persona con molti interessi diversi: amo perdermi nella lettura dei libri (in particolare quelli fantasy) sognando ad occhi aperti fin da bambino, anche se ho letto molti classici della letteratura italiana e straniera, questi ultimi a volte in lingua originale (quelli in francese: è una lingua che amo…. ed a dirla tutta mi sento più a mio agio con essa che con l’inglese, forse perchè lo studio dai tempi delle medie, mentre mi sono avvicinato invece  all’Inglese relativamente più tardi).

Inoltre non disdegno affatto la Filosofia (altro mio grande amore, che invece ho scoperto ai tempi del Liceo Classico: basti dire che la mia tesina di maturità verteva sull’Epistemologia di Karl Popper). Mi piace leggere quasi di tutto, ascolto generi musicali molto diversi, faccio palestra abbastanza assiduamente ed in passato ho praticato Kick Boxing per un anno (anche se poi ho dovuto smettere per varie ragioni).

Sono inoltre un ex “campioncino” di sci: infatti da piccolo ho partecipato a numerose gare con buoni risultati. Ho terminato da poco il Tirocinio pre-laurea, richiesto dal mio corso di studi, in Biocatalisi: la mia Tesi verterà in particolare sulla caratterizzazione stereochimica dei prodotti dell’attività enzimatica carbonil-reduttasica di tre ceppi diversi di lieviti: Rodhotorula rubra, Sporidiobolus pararoseus e Torulopsis magnoliae. Come mi dice sempre scherzando anche Giorgio, il mio supervisore di Tesi, nel mio laboratorio sono insomma “L’uomo dei lieviti”.

andrea borsa microbiologia
Figura 1 – Andrea Borsa

Come è iniziata la collaborazione con Microbiologia Italia e come siete arrivati a gestire il sito web?

Francesco: E’ partito tutto da una chiacchierata al bar con un mio amico. Mi disse che aveva appena creato un sito con wordpress di musica; mi descrisse quindi tutte le potenzialità e la facilità di utilizzo di questo strumento, e mi convinsi subito. Sapevo che potevo creare qualcosa di interessante e di unico, e così creai dapprima la pagina Facebook fino ad arrivare al sito di Microbiologia Italia. Sapevo infatti che non esisteva un vero sito in italiano esclusivamente di microbiologia, per cui capii che poteva essere un’idea vincente, dato che non c’era una vera concorrenza. Quindi cercai di capire l’interesse delle persone da Facebook ed una volta confermato il grande interesse, creai il sito web.

Andrea: Collaboro con Microbiologia Italia da ormai quasi 4 anni. Tutto è iniziato leggendo qualche articolo del blog, a cui ho poi mandato un articolo di prova su Demodex, un carinissimo acaro che zampetta sulle nostre facce durante la notte. Volevo mandare qualcosa di strano, che interessasse le persone strappando una reazione che potesse essere anche di schifo (ride), infatti mi sono occupato prevalentemente di parassiti. Poi tra una cosa e l’altra, e dopo una sessantina di articoli, Francesco (il fondatore del blog, ndr), mi ha chiesto se volevo diventare amministratore.

Salvatore: Seguivo la pagina Facebook di Microbiologia Italia fin dai primissimi tempi e dopo un po’ decisi di propormi mandando un articolo di prova, non andò subito bene, dovetti mandarne un secondo, cambiando tematica e da lì iniziò la mia collaborazione. Dopo qualche tempo Francesco mi propose di aiutarlo nella gestione del sito diventando co-amministratore insieme a lui e per me fu un enorme soddisfazione, ovviamente accettai subito!

Simone: Mi sono sempre trovato ad essere quello che spiegava volentieri agli altri i concetti in cui essi incontravano difficoltà: ho dato ripetizioni, specie di Chimica a molti ragazzi del mio paese, oltre ad aiutare con degli esami alcuni miei compagni di corso più in difficoltà. Inoltre sono una persona a cui piace molto scrivere: fin da bambino infatti inventavo racconti fantastici, poesie o brevi componimenti che poi venivano letti in classe (con compiacimento dei docenti… con mio sommo imbarazzo!).

Come mi sono avvicinato a Microbiologia Italia e sono arrivato a gestire il sito?Bhè, è una storia strana… è successo tutto per caso, in realtà. Un giorno di ormai due anni fa (era inizio Aprile) mi sono imbattuto nel blog per la prima volta, in un assolato pomeriggio in cui la necessità di studiare per un esame faceva a botte in me con la sete di Primavera, che invece bussa insistente alle finestre di casa mia insieme ai raggi del sole. Stavo perdendo tempo distrattamente in Internet… non ricordo neanch’io di preciso cosa stavo guardando, quando all’improvviso sono incappato sul blog di Microbiologia Italia (lo giuro, è andata proprio cosi’!). Gli ho dato un’occhiata, poi il mouse è scivolato quasi da solo sulla voce: ”Collabora con noi”.

Ho letto il bando e mi sono detto: “Zimo” (io mi chiamo sempre cosi’, tra me e me, per colpa di una mia amica, va bhè, è una lunga storia). Zimo, a te piace scrivere ed ami la Biologia, perchè non unire le due passioni in una volta sola? Provaci, no? Tanto, che hai da perdere? Al massimo, non ti rispondono e la vita va avanti come prima, ti pare? Cosi’ ho imbastito un articolo che parlava di Biocatalisi (della mia tesi insomma, anche se non in particolare ma solo nei fondamenti, e l’ho spedito per mail). Francesco mi ha risposto quasi subito, abbiamo fatto un po’ ad inseguirci per un appuntamento telefonico perchè non riuscivamo a coordinarci e da li’ è iniziata la mia avventura di editor.

Dico “avventura” perchè in effetti è stata tale: a volte ho dovuto fare i salti mortali, per rispettare i tempi di consegna degli articoli, a causa di vicende personali che non è questa le sede per spiegare (ci sono articoli che ho scritto che meriterebbero sul serio un racconto a sé, per le circostanze particolarissime in cui li ho scritti). Ma ho tenuto duro nonostante tutto: ho tenuto duro e ci ho messo impegno, perchè sentivo che quello che facevo era importante, perchè ci credevo davvero e ci credo tutt’ora. E’ capitato che a volte, sotto ai miei articoli su Facebook, qualcuno mi ringraziasse e mi facesse i complimenti per come avevo affrontato la tematica: questo mi dava sicurezza, mi faceva capire che stavo lavorando per qualcuno, qualcuno che non avrei probabilmente mai incontrato in vita mia, ma che importa, alla fine? Stavo facendo la mia parte per gli altri, stavo usando le mie capacità (che a quanto pare ho davvero) per il mio prossimo, ed è solo questo quello che importa, per me: essere utile.

Avevo trovato un modo per conciliare e mettere a frutto le mie due più grandi passioni: la scrittura e la lettura (perchè nei miei articoli travaso tutte le mie conoscenze, inoltre spesso devo anche imparare cose nuove io stesso, per redigerli, facendo ricerche ed utilizzando quello che già so esclusivamente come base di partenza (o pensate forse che tutte le colorazioni di Microscopia che ho scritto le sapessi già?). Per niente: ne conoscevo infatti si’ e no solo un paio, prima che Francesco mi chiedesse di occuparmene!) Poi un giorno Francesco pubblica in chat la locandina dell’evento PEC dello scorso Novembre.

Vacci Zimo!” mi dice subito la mia vocina interiore: ”Fatti avanti, chiedigli di partecipare!”. “Tu sei pazzo!” gli rispondo: ”Sono solo un laureando! Ad un evento cosi’ ci deve andare uno che ha un titolo vero e proprio, mica uno studentello di primo pelo come me!” “Chiedi a Francesco! Al massimo ti dice di no, ti pare?” mi ripete la voce. Può sembrare uno dei miei racconti, lo ammetto ma vi giuro che è tutto vero invece: è andata proprio cosi’. Ho raccolto il coraggio (sono un insicuro cronico) ed alla fine ho mandato un messaggio a Francesco. Il resto è storia.

Ho partecipato, non ringrazierò mai abbastanza Francesco per avermi dato questa possibilità, mi sono divertito (ma divertito sul serio!), anche se è stato a dir poco estenuante per vari aspetti: il Congresso era a Milano, ho fatto due giorni ad alzarmi prestissimo, prendere il treno (abito a 50 km da Milano) e non vi dico per arrivare nella zona in cui aveva sede il PEC, una zona che non conoscevo affatto ed in cui non ero mai stato…. Equipaggiato soltanto con un pesante borsone con dentro tutta l’attrezzatura necessaria, buona volontà e voglia di fare….e schiacciato da un senso di soggezione che mi faceva a dir poco tremare le gambe. Ma di nuovo, come mio solito, ho tenuto duro: ho sfidato i miei stessi limiti, mi sono messo in gioco, ho lottato contro la mia timidezza cronica e rosso in faccia e con le palpitazioni a mille sono andato da veri laureati e professionisti a chiedere interviste, ho fatto domande a persone che solo a leggerne le qualifiche mi girava la testa e sarei voluto sprofondare per la vergogna, tanto mi sentivo inadeguato.

Ed è stato un successo: è piaciuto a tutti, quello che abbiamo fatto, abbiamo ricevuto complimenti da tutte le parti.Come se piovesse”, per dirla come si usa tra le new generations qui al Nord. Ma devo dire la verità: senza Francesco, Andrea e Gaia, che non sono solo persone preparate, ma anche meravigliosi esseri umani, coi quali sono onorato, felice e sinceramente fiero di collaborare: da solo non ce l’avrei mai fatta. Al di là di quello che posso o non posso pensare, qualcosa di buono comunque devo aver fatto sul serio in quei due giorni, dato che da li’ Francesco mi ha poi proposto di fare un salto di qualità e di gestire anche il sito web (Ci tengo a precisare che non sento le voci sul serio, ovviamente: ma mi reputo un creativo di natura e si sa che noi artisti siamo tutti un po’ strani ed abbiamo un rapporto romanzato col nostro inconscio, ci piace insomma l’idea di essere un pò “magici”, a modo nostro).

salvatore gemmellaro
Figura 2 – Salvatore Gemmellaro

“Di cosa vi occupate principalmente nella gestione e nell’amministrazione del sito e quali sono le maggiori difficoltà che incontrate?

Francesco: Mi occupo di tante cose: dalla gestione informatica, revisione degli articoli, gestione e promozione sui social, gestione collaborazioni e tanto altro. Il ruolo più difficile è quello di coordinare tante persone che ogni giorno scrivono sul sito e comunicano con me direttamente per qualsiasi problema. E’ sicuramente un impegno colossale ma è ripagato dai tanti e importanti risultati che abbiamo avuto e che avremo sicuramente in futuro. Mi sento il leader emotivo del gruppo ma senza gli altri collaboratori il successo di Microbiologia Italia non esisterebbe.

Andrea: Principalmente mi occupo della pagina Facebook con Simone, quindi rispondere ai messaggi, pubblicare immagini e/o video, segnalare agli autori eventuali commenti di richiesta spiegazione sotto i loro articoli e via dicendo. Scrivo ancora qualche articolo, ma ormai non è più la cosa principale.

Salvatore: Mi occupo della sezione “Microrganismi” del sito, quindi sia della stesura di nuove schede che della revisione delle schede create dagli altri Editor. Inoltre, mi occupo della gestione della pagina Instagram, della sua promozione, delle collaborazioni e dell’aggiunta di contenuti sempre nuovi. Sicuramente il compito più arduo è quello di mantenere sempre vivo l’interesse di chi ci segue, quindi la ricerca di materiale sempre nuovo ed interessante ed inoltre trovare sempre idee innovative.

Simone: La mia attività verte su tre aspetti principali:

  • Pubblico sulla pagina Facebook di Microbiologia Italia dei contenuti che attirino l’attenzione del pubblico due volte a settimana, il Martedì ed il Giovedì, in accordo con Andrea che invece si occupa di pubblicare principalmente il Lunedì ed il Mercoledì (ma non solo). All’interno di questa attività seguo anche l’andamento di ciò che che posto (commenti, likes, etc…) sia nel corso della giornata stessa che nei giorni seguenti: non si sa mai, quando la gente nei commenti si lascia andare la conversazione può anche degenerare purtroppo.
  • Pubblico i miei articoli sul blog un Mercoledì si’ ed uno no in alternanza con Nicola Di Fidio, cosa che facevo già anche prima di diventare admin.
  • Controllo i messaggi di posta che ci vengono inviati dai nostri lettori e se posso aiutarli lo faccio rispondendo, compatibilmente con le mie conoscenze, competenze e disponibilità.

Oltre a questo, faccio anche altre cose però. Ad esempio, se ho delle idee su articoli che secondo me sarebbe interessante pubblicare perchè porterebbero un valore aggiunto a Microbiologia Italia ma non ho tempo d’occuparmene, le condivido e le propongo  agli altri editor.

Ultimamente mi occupo anche di programmare sulla pagina Facebook i video realizzati nel corso dell’evento PEC di Milano, mano a mano che Francesco procede ad editarli; inoltre controllo le chat Whatsapp degli editor e degli admin almeno una volta ogni ora, per cercare di rispondere tempestivamente se dovesse esserci qualche problematica importante o urgente.

Sono inoltre sempre alla ricerca di nuove idee per post da pubblicare su Facebook, magari cercando ispirazione nei contenuti pubblicati da altre pagine Facebook che si occupano di divulgazione e che seguo… oppure pensando ad eventuali contest da proporre ai nostri followers che possano piacere.

Le difficoltà principali che incontro riguardano il trovare nuove idee che piacciano al pubblico di Facebook (anche se questa la considero come una sfida verso me stesso e come tale mi piace, inoltre pur non amando molto la logica dei Social seguo molte pagine diverse, quindi qualcosa mi viene sempre in mente alla fine) e nel non dare niente davvero per scontato.

E’ infatti una “routine” un pò discontinua: ci sono giorni in cui le chat Whatsapp e la posta di Facebook sono completamente silenti… e giorni in cui invece i messaggi fioccano tutti insieme con proposte o richieste diverse a cui star dietro tutte insieme in una volta sola. Ma basta farci l’abitudine ed organizzarsi alla fine.

A proposito ancora delle cose di cui mi occupo, di recente sto contattando admins di altre realtà che si occupano di divulgazione scientifica su Facebook per proporre una collaborazione ed una condivisione di contenuti con noi.

Simone Rinaldi
Figura 3 – Simone Rinaldi

“Microbiologia Italia è un sito di divulgazione che è cresciuto molto nel corso del tempo. Come ed in cosa è avvenuto questo cambiamento?

Francesco: Microbiologia Italia è molto cambiata. Il progetto è nato su Facebook come semplice pagina. Inizialmente collaboravano diverse persone che curavano i contenuti, eravamo un gruppo molto affiatato che ha fatto partire con la marcia giusta questo progetto. Ci siamo quindi prima spostati su Tumblr, poi su WordPress Altervista fino ad approdare in un hosting serio come quello che abbiamo adesso.

Gli articoli che scrivevamo inizialmente mancavano di tante caratteristiche che adesso consideriamo imprescindibili. Ovviamente per arrivare al livello qualitativo che abbiamo raggiunto sono stati necessari anni di continue prove e fallimenti che ci hanno fatto sempre di più migliorare.

Microbiologia Italia è cambiata anche nei collaboratori, sono passati da noi tantissime persone e molte sono andate via per questioni lavorative e familiari. Ma non ho dimenticato nessuno di loro perchè grazie al loro contributo, anche se piccolo, siamo diventati quello che siamo oggi.

Andrea: Quando sono arrivato la pagina contava circa 13 mila like, ora sono più di 55 mila. La voglia di fare una divulgazione che arrivasse a più persone possibile, semplificando i concetti microbiologici ma senza renderli banali, si è trasformata in perseveranza nel pubblicare gli articoli. Non sempre seguire la programmazione è facile, in quanto questo per tutti noi non è un lavoro, ciononostante gli articoli presenti nel blog sono ormai più di 1500!

Salvatore: Da sempre ci siamo posti come obbiettivo quello di creare contenuti di qualità, di fare sempre un’ottima divulgazione ed i nostri standard sono cresciuti sempre di più sino a creare un format con delle regole rigide. Ogni nostro articolo, scheda o post viene accuratamente revisionato prima di essere reso pubblico e questo ci ha portati sicuramente ad avere un’affidabilità sempre maggiore. Cerchiamo sempre di utilizzare un linguaggio semplice per poter arrivare ad ogni persona, dallo studente alla casalinga e questo ci permette di avere un bacino d’utenza molto ampio e quindi maggiori lettori.

Simone: Abbiamo aperto molte nuove sezioni nel sito, improntate a tematiche specifiche e che possono essere pertanto consultate con profitto non solo da studenti o curiosi ma anche  da professionisti già ben affermati in ambito microbiologico (Microrganismi, Tecniche di Microscopia, Test Microbiologici, tanto per citarne qualcuna); abbiamo partecipato a ben due edizioni dello stesso libro di testo edito da Zanichelli, casa editrice che non ha certo bisogno di presentazioni data la sua importanza sul panorama nazionale.

Siamo intervenuti al PEC a Milano come media partner,realizzando video-interviste.

Il nostro blog sta insomma diventando una realtà sempre più conosciuta ed affermata sul panorama italiano a vari livelli: c’è ancora molto lavoro da fare, indubbiamente ma non ci mancano ne la voglia di fare ne le idee, tanto meno (e questo lo dico con orgoglio) le persone capaci di realizzare gli obiettivi che ci prefiggiamo.

Abbiamo infatti una squadra editor formata da gente con una solida preparazione, squadra che abbiamo di recente ampliato e che proviene da varie parti d’Italia e da diverse estrazioni: come tale, è capace di rapportarsi a diverse realtà e può fornire una panoramica sulla stessa materia da più punti di vista. Studenti, ricercatori, professionisti del settore, i nostri editor, per usare un’immagine, sanno parlare varie lingue perchè essendo appunto cosi’ variegati possono rivolgersi con successo ogni volta ad un pubblico diverso catturandone efficacemente l’attenzione.

La Scienza è Scienza: questo è indubbio. Ma dietro la Scienza ci sono  comunque sempre le persone: sono loro, che fanno davvero la differenza. E la nostra squadra ha tutte le carte in regola per realizzarla. Ho molta fiducia nelle capacità del team di cui sono parte.

francesco centorrino
Figura 4 – Francesco Centorrino

“La divulgazione è l’obbiettivo principale di Microbiologia Italia. Perché è così importante fare una buona divulgazione e quali ripercussioni può avere farla in maniera sbagliata?

Francesco: La divulgazione è roba da fighi. Se tu fai una buona divulgazione devi necessariamente avere occhi ed orecchie puntate sul mondo e quindi ti “impone” piacevolmente di informarti e di arricchirti culturalmente di fatti e nozioni che altrimenti finiresti per non approfondire.

L’amore per la divulgazione è nata con Piero Angela in Superquark in cui, attraverso un linguaggio semplice ma supportato dalla conoscenza degli esperti, si trasmettevano non soltanto nozioni ma anche tanta passione per la conoscenza.

Fare una divulgazione sbagliata può portare a disastri che possiamo vedere nei giorni nostri: nascita di gruppi di antivaccinisti, esplosione dell’antibiotico-resistenza, diffusione varia di fake-news. E qui mi fermo.

Andrea: Divulgare significa rendere accessibile a tutti, semplificando i concetti senza snaturarli, un’informazione che non è semplice da capire. Farla bene significa far capire i concetti anche alla cosiddetta “casalinga di Voghera”, ed evitare così che le fake news prendano piede. Se viene fatta in maniera sbagliata o incompleta possono passare concetti a metà, che poi portano inevitabilmente a “scontrarsi” con l’aumento delle bufale che circolano soprattutto sul web e fanno i danni che noi tutti conosciamo.

Salvatore: La divulgazione è importantissima nella società di oggi. Un popolo informato è un popolo pensante e questo porta sicuramente benefici in ogni ambito. La divulgazione scientifica è importante perché ne va della salute degli individui, quindi è giusto informarsi in maniera adeguata e corretta. Fare una divulgazione sbagliata, al contrario, equivale a creare dei danni nella società. Un popolo informato in maniera sbagliata tramanderà ai figli, agli amici, ai parenti la notizia errata e questo porterà a creare una società ignorante.

Simone: Sulla seconda domanda preferisco non entrare nel dettaglio, mi limito soltanto a citare due casi che di sicuro tutti conoscono e tanto basti: i terrapiattisti e gli antivax.

Credo basti dire questo, per mostrare a cosa può condurre una divulgazione fatta nel modo sbagliato. Questo ci conduce al primo quesito: perchè è importate fare una buona divulgazione. Potrei rispondere in vari modi ma preferisco farlo parlando della mia esperienza personale, perchè credo che alla fine sia questo quello che conti davvero: la variabile umana.

Quando ero ancora al Liceo ero un avido lettore di libri di divulgazione scientifica: nonostante frequentassi il Liceo Classico, la mia insegnante di Scienze era tuttavia una che sapeva il fatto suo e che ci metteva passione. Ci tartassava con la Chimica in modo quasi insopportabile e ci dava da leggere durante le vacanze estive cose come :”Dal big bang ai buchi neri” di Stephen Hawking, tanto per citarne uno.

Quando poi decisi di fare la mia tesina di Maturità in Filosofia della Scienza, ebbi modo di conoscere anche figure come Albert Einstein, Enrico Fermi, Werner Heinsenberg o Richard  Feynman. Odiavo la fisica, sia chiaro, avevo avuto il debito in essa per due anni di fila e tuttavia m’innamorai di loro perdutamente.

Quelle persone, i ragazzi di Via Panisperna, gli scienziati del progetto Manhattan (per quanto terribile sia stato), amavano sul serio quello che facevano. Ardevano di sete di conoscenza nel mio stesso modo adolescenziale e sincero.

Capivo forse un quarto di quello che scrivevano ma mi divennero amici fin da subito: c’era cosi’ tanto entusiasmo nel modo in cui comunicavano le loro idee, cosi’ tanto fervore, passione che toccarono le corde della mia anima di adolescente insicuro. Ce la misi tutta, mi rimboccai le maniche e trascinato dal loro entusiasmo mi misi a studiare Fisica come un pazzo per i fatti miei.

Col risultato che non solo rimediai il debito cronico che mi trascinavo in essa, ma arrivai persino a scroccare un bel voto al mio integerrimo docente di allora. E quando uscii dal Liceo, nonostante avessi capito che calcolo differenziale ed algebra degli spazi di Hilbert forse non facevano esattamente per me, non abbandonai comunque la via della Scienza e mi ci buttai iscrivendomi ad una Facoltà Scientifica, nonostante la mia estrazione umanistica.

Ecco, questo credo sia la risposta al perchè è importante fare una buona divulgazione scientifica: perchè se anche chi legge forse non ha abbastanza conoscenze per seguire tutto il discorso in quanto ancora studente o semplice appassionato, se chi sta scrivendo fa sentire che Scienza non è solo equazioni chimiche e calcoli o modelli statistici ma è cuore, sudore, fatica, impegno costante e sincero: passione, in una parola sola. E allora bisogna farla una buona divulgazione scientifica: per avere un ricambio generazionale.

Per far capire che la Scienza altro non è, alla fine, che l’eterna storia dell’uomo che osserva il mondo intorno a lui e si fa domande, cercando una risposta a quello che vede. Cercando un senso insomma.

Lo dobbiamo a tutti i ragazzi e le ragazze che sono al Liceo e cercano la loro strada; lo dobbiamo a tutti gli altri uomini (di tutti i generi, intendo razza umana) come noi. E’ una missione, una vocazione, dal cui successo dipende il nostro futuro di esseri consapevoli.

“Quali consigli potete dare a coloro i quali vogliono intraprendere questo percorso divulgativo?

Francesco: Non fatelo (ride)! Se volete essere buoni divulgatori dovete essere perseveranti, dovete informarvi ogni giorno di quello che succede nel mondo, dovete cercare di non sfruttare le notizie a vostro favore ma semplicemente riportarle nel mondo più oggettivo possibile, non fare clickbait e soprattutto non diffondere notizie false anche perchè oggi siamo in rete e le notizie viaggiano veloci (fin troppo). Inoltre se commettete un errore ditelo (e chiedete venia): l’umiltà è molto apprezzata in questo campo!

Andrea: La passione è fondamentale. Prima bisogna averne per l’argomento, a cui segue la voglia di farlo conoscere a più persone possibili. Solo dopo, a mio modo di vedere, arriva la passione nello scrivere, che comunque è fondamentale visto che siamo su un blog e non possiamo andare avanti solo a podcast/video!

Salvatore: Bisogna avere passione. È un impegno sicuramente importante e serio a cui va data la massima attenzione, ma una volta che ti prende ne avrai sempre più voglia e non vorrai più staccarti!

Simone: In seguito alla mia esperienza diretta di editor prima e di admin poi mi verrebbero in mente molti consigli… ma forse uno su tutti soltanto merita di essere menzionato: siate disposti a mettervi in gioco e ad imparare sempre qualcosa di nuovo. Non trinceratevi dietro l’idea sbagliata: ”Scriverò soltanto di qualcosa che ho già affrontato nel mio percorso di studi e non andrò mai oltre

Certo, farete di sicuro un buon articolo o un buon saggio cosi’ ma non crescerete mai e ad un certo punto esaurirete le idee e peggio: prima o poi vi annoierete. E così facendo di sicuro abbandonerete la divulgazione.

Divulgare non vuol dire ripetere a macchinetta quello che si è imparato sui banchi: divulgare vuol dire (anche) essere disposti ad imparare cose nuove ed una volta imparatele, trasmetterle agli altri. E’ un modo di crescere: voi stessi e quelli a cui state parlando della vostra idea.

Crescete in due, non può crescere soltanto uno. Se il divulgatore non è disposto ad imparare, prima o poi si spegne ed abbandona. Gli studi che abbiamo fatto, i libroni che abbiamo letto (a volte con una fatica immane) non servono (solo) ad insegnarci qualcosa: servono soprattutto a darci una forma mentis, un metodo, un modo di ragionare.

Altrimenti è solo nozionismo fine a sè stesso. Fatevi domande, siate disposti ad approfondire e ad andare sempre oltre quello che già sapete (o credete, di sapere): solo cosi’ crescerete e farete una buona divulgazione.

Ma per questo serve passione, serve essere innamorati di quello che avete studiato negli anni d’Università: e questo ci riporta alla domanda precedente. Faccio una domanda, a chi vuole diventare divulgatore o vuole migliorarsi come tale: hai tu lo stupore che Einstein sentiva contemplando il mondo intorno a sè (per citare una delle sue lettere)?

Quando Heisenberg disse ad Enrico Fermi che costruire la bomba atomica sarebbe stata una catastrofe, lui rispose, abbassando gli occhi: ”Si’, per il genere umano indubbiamente lo è ma per la scienza, che bell’esperimento invece sarebbe!” Si può questionare sull’eticità della sua risposta, ovvio: ma in questa sede ci tengo solo a rimarcare che da essa traspare un amore per la conoscenza in se stessa molto profondo.

Tu che vuoi fare il divulgatore, hai sete di conoscenza? o vuoi solo mostrare agli altri quanto ne sai di qualcosa?

Perché in tal caso, sta pur certo che il tuo è solo un fuoco di paglia: si spegnerà presto. Ed un altro consiglio che mi sento di dare è quello che un mio docente universitario dette a noi studenti qualche tempo fa: ”Vuoi vedere se hai davvero capito un concetto? Allora prova a spiegarlo a qualcun altro! Prendi uno che di queste cose non sa niente e prova a spiegarglielo. Se lo hai capito davvero, lo capirà anche lui anche se magari di Biologia Molecolare non ha mai capito niente

Imparare a mettersi nei panni degli altri insomma, degli ipotetici lettori, che di volta in volta possono essere studenti, ricercatori oppure semplici appassionati, ed imparare a modulare il discorso in base ad una precisa fascia di pubblico cui ci si vuole rivolgere (nei limiti del possibile, ovviamente).

Grazie del tempo che ci avete dedicato, l’intervista è giunta a conclusione. Vi salutiamo e vi auguriamo di continuare a fare bene così come avete fatto fino ad oggi.

Francesco: Grazie mille, continuate a supportarci condividendo il nostro sito nei social: ci aiuterete a crescere sempre di più!

Andrea: Grazie e continuate a seguirci e supportarci!

Salvatore: E’ stato un piacere!

Simone: Grazie a tutti.

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Amministratore di Microbiologia Italia. Laureato in biologia ed appassionato di tecnologia, cinema, scienza e fantascienza.

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