L’alimentazione influenza davvero il microbiota?

C’è una relazione tra alimentazione e microbiota? Siamo davvero quello che mangiamo? E’ una domanda che ci facciamo spesso.

Sono diverse le evidenze secondo cui una giusta alimentazione aiuta a mantenere un organismo in salute (vedi Il cibo come cura. Patologie associate ad una sbagliata alimentazione).

Il nostro organismo è colonizzato da un enorme numero di microrganismi, sia sulla sua superficie che al suo interno. La maggior parte di questi microrganismi vive nel nostro intestino, costituendo il cosiddetto microbiota intestinale. Ad oggi sappiamo che il microbiota intestinale e gli esseri umani sono in una relazione simbiotica (figura 1).

microbiota intestinale
Figura 1 – Microbiota intestinale. [Fonte: ecosh.it]

Nei soggetti in salute, il microbiota dell’intestino svolge un ruolo fondamentale, essendo principalmente coinvolto nello sviluppo dell’immunità e nella regolazione di diverse vie metaboliche fondamentali.

Alterazioni del microbiota intestinale portano spesso allo sviluppo di parecchie malattie, quali malattie gastrointestinali, malattie del fegato, obesità e sindrome metabolica, diabete mellito, malattie allergiche.

Vediamo adesso come e se l’alimentazione influenza il microbiota.

Relazione tra alimentazione e microbiota

La dieta colpisce diversi aspetti della salute umana.

Diversi studi dimostrano che una dieta ad alto contenuto di carboidrati raffinati altera l’equilibrio tra le comunità microbiche, compromettendo la barriera intestinale, con conseguente aumento della suscettibilità alle infezioni.

Al contrario, una dieta ben bilanciata, stimola la crescita e la fermentazione dei batteri commensali benefici, limitando la sopravvivenza dei patogeni per esclusione competitiva.

Alimentazione animal-based e microbiota

Cosa vuol dire “dieta animal-based”? E’ uno stile di alimentazione che si basa sul consumo di alimenti di origine animale.

Una dieta ricca di proteine animali aumenta Bacteroides e Bilophila mentre diminuisce batteri benefici Lactobacillus, Roseburia ed Eubacterium rectale. Uno studio condotto su topi alimentati con una dieta ricca di grassi e zuccheri ha mostrato che presentano una riduzione di Bacteroidetes e un aumento sia di Firmicutes che di Mollicutes.

Uno studio condotto da Zhang e colleghi, ha mostrato che quando ai topi viene somministrata una dieta ricca di grassi, si registrata una riduzione dell’acido lattico e dell’enterococco.

In particolare, Proteobacteria e Firmicutes sono stati trovati in abbondanza all’interno del gruppo “dieta ricca di grassi”. Inoltre, questo studio ha mostrato che in quest’ultimo gruppo, Enterobacteriaceae, Escherichia, Klebsiella, e Shigella aumentano. Nel complesso, questi studi mostrano una correlazione tra una dieta ricca di grassi e cambiamenti del microbiota intestinale.

La tipica “dieta occidentale”, che consiste di alimenti ad alto contenuto di grassi e di zuccheri, è stata collegata a un’infiammazione cronica di basso grado, malattie metaboliche e obesità.

Alimentazione plant-based e microbiota

La cosiddetta dieta “plant-based” è una dieta basata prevalentemente sul consumo di alimenti vegetali, e non solo. Si tratta, infatti, di assumere alimenti naturali: non processati industrialmente, non trattati, non derivanti da sfruttamento di risorse e animali, meglio se km zero.

Diverse ricerche indicano che alti livelli di specie Prevotella sono legati alle abitudini alimentari a base vegetale.

De Filippo e i suoi collaboratori hanno confrontato il microbiota intestinale di bambini del Burkina Faso con quello di bambini italiani mostrando che queste due popolazioni hanno diete molto diverse.

In particolare, i bambini italiani consumavano una dieta simile a quella occidentale, a basso contenuto di fibre, mentre i bambini del Burkina Faso avevano una dieta ricca di fibre. I ricercatori hanno trovato che i profili batterici dei due gruppi di bambini erano diversi. I bambini del Burkina Faso presentavano un microbiota ricco in Bacteroidetes e Prevotella, e bassi livelli di Firmicutes; mentre tra i bambini italiani c’è una prevalenza di Enterobacteriaceae e una diminuzione di Bacteroides.

La dieta mediterranea e i suoi effetti sul microbiota

Ad oggi la Dieta Mediterranea rappresenta un vero e proprio modello di dieta sana e sostenibile. E’ in grado di anteporsi come fattore determinante di prevenzione, contrastando il rischio di insorgenza di importanti patologie croniche come diabete, ipertensione arteriosa ed obesità.

Com’è noto a molti, la dieta mediterranea viene rappresentata dalla cosiddetta “piramide alimentare” in figura 2. Si basa sul consumo prevalente di alimenti come cereali e derivati, legumi, frutta e verdura, e su un consumo moderato di carne, latticini e pesce. Man mano salendo la piramide troviamo gli alimenti il cui consumo deve essere controllato e misurato (come, ad esempio, i dolci).

piramide alimentare
Figura 2 – piramide alimentare. [Fonte: fondazioneveronesi.it]

Mettendo a confronto dieta mediterranea e dieta occidentale, è stato osservato che i soggetti che seguono uno stile di alimentazione basato sulla dieta mediterranea presentano livelli elevati di Bacteroides, Lactobacilli, Bifidobacteria, Faecalibacterium e bassi livelli di Firmicutes e Proteobacteria.

Come detto, la dieta mediterranea si basa su un’elevata assunzione di fibre. La fermentazione microbica delle fibre porta alla produzione di acidi grassi a catena corta (SCFAs), noti per i loro effetti benefici sulla salute. Gli SCFAs vengono utilizzati come fonte di energia dalle cellule dell’epitelio intestinale e contribuiscono a preservare l’integrità e la funzionalità della barriera intestinale. Il microbiota di questi soggetti contribuisce alla riduzione dell’incidenza di alcuni tipi di cancro (vedi Alimentazione e cancro – A tavola con il microbiota intestinale).

Da qui si può intuire quanto la dieta mediterranea abbia un affetto benefico per la salute umana.

Effetti dei cibi fermentati sul microbiota

In questo caso è opportuno partire subito con la definizione e differenza tra PROBIOTICO e PREBIOTICO.

PROBIOTICO è un termine riservato a quei microrganismi che si dimostrano in grado, una volta ingeriti in adeguate quantità, di esercitare funzioni benefiche per l’organismo. Quindi, gli alimenti probiotici sono alimenti che contengono un numero sufficientemente elevato di microrganismi vivi e attivi, in grado di raggiungere l’intestino, moltiplicarsi ed esercitare un’azione di equilibrio sul microbiota intestinale mediante colonizzazione diretta. Si tratta quindi di alimenti in grado di promuovere e migliorare le funzioni di equilibrio fisiologico dell’organismo attraverso un insieme di effetti aggiuntivi rispetto alle normali attività nutrizionali.

PREBIOTICO, invece, è una definizione riservata alle sostanze non digeribili, come la fibra, che, assunte in quantità adeguata, favoriscono selettivamente la crescita e l’attività di uno o più batteri già presenti nel tratto intestinale o assunti insieme al prebiotico.

In alcuni studi clinici è emerso come una dieta ricca di cibi fermentati, consumati regolarmente, possa aumentare la diversità del microbiota intestinale e ridurre l’infiammazione. Questi effetti sembrerebbero essere mediati dalla formazione di composti bioattivi derivati dalla fermentazione ad opera del microbiota intestinale che agirebbe quindi come mediatore. Tuttavia, le evidenze sul consumo di cibi fermentati sono ancora poche quindi è un argomento che richiede diversi studi e approfondimenti.

In conclusione, possiamo affermare che l’alimentazione costituisce un pilastro importante per prendersi cura di se stessi e del proprio corpo, soprattutto dall’interno.

Quindi sì, microbiota e alimentazione sono decisamente correlati.

Fonti

Crediti immagini

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1 commento su “L’alimentazione influenza davvero il microbiota?”

  1. In Occidente si comincia porre l’attenzione sull’alimentazione nei ultimi tempi. Curiosamente le culture orientali sanno che la dieta è fondamentale per un stato di salute e benessere. Gli antichi Veda, così come la medicina cinese, parlano di Apana Vayu e il Triplice riscaldatore come “motori dell’intestino “ da migliaia di anni. Gli orientali hanno diete ricche di fibre e meno grassi animali con conoscenza della funzione “riscaldante, raffreddante o neutra” degli alimenti. Senza evidenze nate da studi accurati, le due medicine sopra menzionate, quando devono mettere in equilibrio la salute di un malato prima procedono a cure di disintossicazione del paziente. La rimozione delle tossine accumulate aiutano a creare il terreno fertile per la cura medica. Mettono acuto accento sulla costituzione dell’interessato e agiscono con diete personalizzate durante i trattamenti.
    Purtroppo anche in Oriente comincia prendere piede l’industria alimentare e massiva importazione di fast food e bibite varie.
    Pare che la natura umana sia attratta di quello che ha il vicino piuttosto che di quello che si ha in casa propria.
    Grazie per l’articolo e le fonti citate.

    Buona fortuna a tutti noi

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