Le neoplasie si classificano in tumori benigni e maligni, caratterizzati da similitudini (es. eziologia) e diversità, metaboliche e non solo.
Indice
Quali sono le differenze tra tumori benigni e maligni? Prima di immergersi nell’argomento, innanzitutto è fondamentale comprendere che cosa sia un tumore.
I tumori sono masse anomale di tessuto generate da una proliferazione cellulare incontrollata; il termine “tumore” deriva dal latino tumor, che significa “rigonfiamento”. I tumori sono anche detti “neoplasie“, termine che deriva dal greco nèos (“nuovo”) e plàsis (“formazione”) e che indica, dunque, una nuova formazione di cellule.
Cosa sono le cellule tumorali?
Le cellule tumorali nascono in seguito a mutazioni genetiche a carico di cellule sane, che possono essere germinali (gameti) o somatiche (cellule del resto del corpo).
Le cellule tumorali differiscono da quelle sane poichè non sono più soggette ai normali processi di invecchiamento e di morte cellulare. In generale, le 10 caratteristiche fondamentali delle cellule neoplastiche sono:
- Proliferazione incontrollata: le cellule tumorali sono in grado di replicarsi all’infinito.
- Proliferazione indipendente dai fattori di crescita: le cellule neoplastiche possono produrre autonomamente i propri fattori di crescita, o growth factors (GF).
- Insensibilità ai segnali di arresto della crescita cellulare: la proliferazione tumorale non viene arrestata nè dall’inibizione da contatto (le cellule non si riproducono più quando si toccano tra di loro), nè dai geni oncosoppressori. Questi ultimi, come p53, normalmente impediscono la trasformazione delle cellule sane in tumorali.
- Evasione dall’apoptosi: le cellule neoplastiche non rispondono ai segnali che inducono l’apoptosi, o morte cellulare programmata, normalmente innescata in caso di danno cellulare eccessivo.
- Promozione dell’angiogenesi: le cellule tumorali stimolano l’angiogenesi, ovvero la neo-formazione di vasi sanguigni diretti verso la zona del tumore, che alimenteranno trasportandovi ossigeno e nutrienti.
- Invasività e Metastasi: le cellule neoplastiche possono invadere i tessuti vicini e metastatizzare, ovvero spostarsi verso tessuti lontani tramite il circolo sanguigno.
- Riprogrammazione del metabolismo energetico: come testimonia l’effetto Warburg, le cellule neoplastiche vanno incontro ad una sostanziale riprogrammazione metabolica, che predilige le vie fermentative. Questo permette loro di ottenere velocemente energia e molecole per la loro replicazione, analogamente ai procarioti.
- Elusione del sistema immunitario: le cellule tumorali sono in grado di sfuggire al sistema immunitario grazie a vari stratagemmi, come la produzione di molecole che inibiscono l’azione dei linfociti T (cellule immunitarie).
- Infiammazione: gli stati infiammatori cronici possono favorire l’insorgenza dei tumori, ma al contempo le cellule tumorali alimentano l’infiammazione tissutale.
- Instabilità genomica: i tessuti neoplastici sono caratterizzati da un’instabilità genomica molto elevata; a lungo andare, questo fa accumulare nei tessuti neoplastici sempre più mutazioni al DNA.
Tumori benigni e maligni
Le neoplasie non sono tutte uguali: si distingue tra tumori benigni e maligni (Figura 1), caratterizzati da similitudini e diversità; ad esempio, entrambi sono popolati da cellule staminali neoplastiche, dette cellule iniziatrici del tumore. Complessivamente, condividono l’eziologia (causa scatenante) e le caratteristiche di base; le sostanziali differenze tra i due tipi di neoplasie derivano dalle diverse attività e reazioni metaboliche delle cellule benigne e maligne. Questi elementi di diversità instaurano dinamiche ed ecologie interne differenti, descritte in seguito.

Tumori benigni – caratteristiche specifiche
I tumori benigni risultano ben demarcati all’interno del tessuto, principalmente poichè avvolti da una capsula di tessuto connettivo fibroso (tranne in rari casi, come per l’emangioma). La crescita di questi tessuti neoplastici è lenta, poichè qui si verifica una ridotta divisione cellulare; le cellule, in particolare, sono ben differenziate: osservandole al microscopio, si nota chiaramente di quale tipo di tessuto fanno parte.
I tumori benigni, inoltre, innescano ed alimentano una lenta angiogenesi: ciò porta alla sintesi di vasi ben strutturati, chiaramente distinguibili tra vasi arteriosi e venosi.
Spesso, i tumori benigni vengono considerati meno dannosi rispetto alla controparte maligna; in verità, anch’essi possono rappresentare un pericolo per la salute, specie se premono sugli organi interni o se interferiscono con la corretta produzione ormonale. Inoltre, se non curati, a lungo andare potrebbero trasformarsi in maligni.
Tumori maligni – caratteristiche specifiche
I tumori maligni hanno confini poco definiti, in quanto svariate lingue di cellule tumorali si dipartono dalla sede del tumore, per invadere i tessuti vicini; un’eventuale capsula connettivale, ove presente, è sempre “invasa” da cellule tumorali. I tumori maligni, definiti anche cancro, crescono molto velocemente e stimolano una rapidissima angiogenesi: le cellule dei vasi neoformati sono disposte in modo “confuso”, a dare, spesso, emorragie.
Le cellule cancerose possono essere molto differenziate, mediamente differenziate, poco differenziate o totalmente indifferenziate. Nel primo caso, sono identiche alle altre cellule del tessuto; nell’ultimo caso si parla di anaplasia e le cellule sono totalmente irriconoscibili da quelle circostanti.
Infine, i tumori maligni possono metastatizzare, ovvero invadere gli altri tessuti (Figura 2); il processo può avvenire secondo due modalità:
- Contatto: il tumore, toccando altri tessuti, vi trasferisce le proprie cellule e vi scatena un processo infiammatorio, che spesso genera altri tessuti tumorali.
- Disseminazione: tramite la via linfatica o la via ematica, le cellule tumorali si spostano in tessuti lontani. Nel primo caso, generalmente, le cellule tumorali si dirigono nel linfonodo più vicino (linfonodo regionale) e, da qui, prendono la via linfatica. Nel secondo caso, le cellule malate sfruttano i vasi – soprattutto le vene, con pareti più sottili rispetto alle arterie – per diffondersi; tutte le metastasi hanno siti preferenziali di arrivo, ovvero distretti corporei in cui le cellule si dirigono in primo luogo.

Classificazione TNM dei tumori maligni
La classificazione TNM permette di classificare la malignità dei tumori e viene principalmente usato con quelli solidi; il sistema si basa sulla valutazione del tumore, dei linfonodi regionali e delle metastasi lontane:
- T – Tumore: indice usato per descrivere la grandezza del tumore primario e la sua eventuale invasione di tessuti adiacenti; T0 corrisponde all’assenza di tumore primario. La scala T1-T4 classifica i tumori dalla dimensione minore (T1) a quella maggiore (T4).
- N – Linfonodi regionali: l’indice descrive l’eventuale coinvolgimento del linfonodo regionale da parte del tumore; N0 indica che le cellule neoplastiche non lo hanno invaso. Gli indici N1-N3 classificano l’entità della diffusione linfonodale, da un minimo di 1 linfonodo coinvolto (N1) a molti (N3).
- M – Metastasi: in questo caso, M0 corrisponde all’assenza di metastasi, mentre M1 sta ad indicare che il tumore ha metastatizzato.
La classificazione TNM non è l’unica utilizzata, ma è quella a cui si fa maggiormente riferimento; sulla base della combinazione degli indici T, N e M è possibile determinare lo stadio di sviluppo del tumore (0-4).
Conclusioni
In conclusione, tumori benigni e maligni presentano un’origine e caratteristiche comuni, da cui si discostano assumendo comportamenti caratteristici; i continui progressi della ricerca sul cancro, combinati alle attività di screening e prevenzione, riducono progressivamente la % di incidenza dei tumori, nonchè il tasso di mortalità (Aiom, 2025).
Fonti
https://www.humanitas.it/news/cose-un-tumore-si-forma/
https://www.airc.it/cancro/informazioni-tumori/ricerca-di-base/trasformazione-neoplastica-ricerca-di-base
https://www.airc.it/cancro/affronta-la-malattia/la-fase-della-diagnosi/stadiazione
https://www.aiom.it/tumori-nel-2025-in-italia-stimati-390-000-nuovi-casi-in-10-anni-9-di-morti-in-meno-al-sud-il-15-delle-pazienti-cambia-regione-per-la-chirurgia-mammaria/
Vaupel P, Schmidberger H, Mayer A. “The Warburg effect: essential part of metabolic reprogramming and central contributor to cancer progression.” – Int J Radiat Biol. (2019) – 95(7):912-919.
Patel A. “Benign vs Malignant Tumors.” – JAMA Oncol. (2020) – 6(9):1488.
Koten JW, Neijt JP, Zonnenberg BA, Den Otter W. “The difference between benign and malignant tumours explained with the 4-mutation paradigm for carcinogenesis.” – Anticancer Res. (1993) – 13(4):1179-82.
Boutry J, Tissot S, Ujvari B, Capp JP, Giraudeau M, Nedelcu AM, Thomas F. “The evolution and ecology of benign tumors.” – Biochim Biophys Acta Rev Cancer. (2022) – 1877(1):188643.
Crediti immagini
Figura 1: https://basicmedicalkey.com/wp-content/uploads/2016/11/F000209f020-001-9781455754113.jpg
Figura 2: https://www.nature.com/articles/s41571-018-0134-8/figures/1