Brugia malayi e Brugia timori

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Brugia malayi e Brugia timori sono parassiti trasmessi da alcune specie di zanzare all’uomo. Nella nostra specie questi vermi provocano una patologia molto debilitante, nota come filariosi linfatica o elefantiasi.

Caratteristiche

B. malayi e B. timori sono i nematodi parassiti responsabili della filariosi brugiana. Questa parassitosi è endemica del sud e sud-est asiatico, ma ci sono differenze nella distribuzione di Brugia malayi e Brugia timori. La prima è presente in alcune zone di India, Cina, Corea del Sud, Indonesia, Tailandia, Vietnam, Malesia e Filippine. La seconda si trova unicamente in Indonesia e Timor Est. In alcune zone la filariosi brugiana è co-endemica con quella bancroftiana provocata da Wuchereria bancrofti, e le co-infezioni sono possibili. È bene ricordare che le caratteristiche biologiche di questi parassiti sono ampiamente sovrapponibili.

Filogenesi

DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumNematoda
ClasseSecernentea
OrdineSpirurida
FamigliaOnchocercidae
GenereBrugia
Speciemalayi, timori

Morfologia

Queste filarie attraversano uno stadio adulto e svariati stadi larvali morfologicamente distinti:

  • Gli adulti, di colore biancastro e aspetto filiforme, sono molto simili a quelli di W. bancrofti ma hanno dimensioni più ridotte. Il maschio misura circa 13-23 mm mentre la femmina raggiunge i 40 mm.
  • Le microfilarie di Brugia malayi misurano 177-230 μm, mentre in Brugia timori superano in media i 300 μm (Figura 1).
  • Gli stadi larvali nella zanzara (Figura 2) includono le larve L1 (lunga circa 100 μm e tozza), L2 (più affusolata) e L3 (stadio infettivo) che raggiunge il millimetro di lunghezza.
Confronto tra le microfilarie di Brugia malayi e Brugia timori in vetrini a goccia spessa colorati con metodo di Giemsa
Figura 1 – Microfilarie di B. malayi (A) e B. timori (B) in striscio di sangue a goccia spessa (colorato con metodo di Giemsa) [Fonte: CDC].
Confronto tra gli stadi larvali di Brugia malayi che si sviluppano nella zanzara
Figura 2 – I quattro stadi larvali di B. malayi nell’insetto vettore. (A) microfilaria (presente già nel sangue dell’ospite vertebrato); (B) larva L1; (C) larva L2; (D) larva L3 (infettiva per l’ospite vertebrato) [Fonte: Erickson et al 2009].

Ciclo vitale

Brugia malayi e Brugia timori hanno un ospite vertebrato (dove si sviluppano gli adulti) e un ospite invertebrato (la zanzara), che è anche il vettore responsabile della trasmissione. I vermi adulti (a sessi separati) vivono nel sistema linfatico dell’ospite vet, dove si accoppiano. Le femmine rilasciano le larve (microfilarie) nella linfa. Queste ultime migrano quindi nel circolo sanguigno periferico, dove vengono poi ingerite dalla zanzara vettrice nel pasto di sangue. Le microfilarie attraversano rapidamente lo stomaco dell’insetto e migrano anteriormente localizzandosi nel suo torace. Nel torace i parassiti attraversano tre stadi di sviluppo larvale. Il terzo stadio larvale (stadio infettivo) si localizza quindi nella testa e nella proboscide della zanzara. Quando la zanzara punge il prossimo ospite, le larve emergono dalla proboscide e penetrano nella ferita lasciata dalla puntura. Le larve diventano poi adulte e si stabiliscono nei vasi linfatici dell’ospite, ricominciando quindi il ciclo (Figura 3).  

Ciclo vitale del nematode parassita Brugia malayi

Figura 3 – Ciclo vitale di B. malayi [Fonte: CDC].

Manifestazioni cliniche

La manifestazione patologica più prominente della filariosi brugiana è l’ingrossamento degli arti inferiori. Nei casi più gravi si aggiunge anche l’inspessimento e l’indurimento della cute nelle aree interessate, che è la ragione per cui questa patologia è indicata anche con il nome di elefantiasi. L’ingrossamento delle parti del corpo interessate è dovuto al fatto che i parassiti nei vasi linfatici interrompono il flusso della linfa, che si accumula provocando linfedema cronico. Il linfedema solitamente si manifesta alcuni anni dopo l’infezione, ma può essere preceduto dall’infiammazione dei linfonodi e dalla comparsa di febbre. In aggiunta, in alcuni rari casi i pazienti possono mostrare un aumento significativo degli eosinofili nel sangue, infiltrati polmonari o broncospasmo. Questa manifestazione, chiamata eosinofilia polmonare tropicale, potrebbe essere causata da una ipersensibilità alle microfilarie del parassita.  

Metodi di identificazione

La microscopia è il metodo principale di diagnosi per le infezioni attive. Le microfilarie vengono visualizzate nel sangue periferico colorato con metodo di Giemsa o con ematossilina ed eosina in preparati a goccia spessa. La membrana delle microfilarie si colora solo in B. malayi, mentre le larve di B. timori (oltre ad essere più grandi) hanno uno spazio cefalico più allungato. Laddove la filariosi brugiana e quella bancroftiana sono co-endemiche, diventa importante distinguere le microfilarie confrontandone la colorazione della membrana e l’estensione dello spazio cefalico (Figura 4). Il filtraggio e la concentrazione del sangue aumentano la sensibilità dell’esame microscopico. La sierologia può rilevare gli anticorpi IgG anti-filaria, e soprattutto gli IgG4 che indicano un’infezione attiva. Infine, l’indagine ecografica può individuare i vermi adulti nei vasi linfatici.

Confronto tra le microfilarie di Brugia malayi, Brugia timori e Wuchereria bancrofti in preparati a goccia spessa colorati con metodo di Giemsa
Figura 4 – Confronto tra le microfilarie di W. bancrofti (A), B. malayi (C) e B. timori (D) in vetrini a goccia spessa colorati con metodo di Giemsa. Il pannello B mostra un caso di co-infezione con W. bancrofti (freccia in basso) e B. timori (freccia in alto a destra).
[Fonte: McNulty et al 2013].

Terapia

I parassiti adulti e le microfilarie di B. malayi e B. timori sono molto suscettibili alla dietilcarbamazina (DEC). Tradizionalmente si somministra DEC 2 mg/kg per via orale 3 volte al giorno per un totale di 12 giorni. In alternativa, anche il singolo trattamento con DEC 6 mg/kg ha una buona efficacia. Gli effetti avversi (tra cui nausea, mal di testa, febbre, dolori muscolari) si verificano quando la concentrazione delle microfilarie nel sangue è elevata. Un altro trattamento possibile è quello a base di doxiciclina, che elimina i batteri endosimbionti Wolbachia essenziali per la sopravvivenza dei parassiti. I pazienti con linfedema vanno gestiti con un’adeguata pulizia della pelle per scongiurare l’insorgere di infezioni secondarie. L’intervento chirurgico diventa necessario quando il linfedema è troppo grave.

Epidemiologia

La protezione dalle punture delle zanzare (tramite le zanzariere) e il controllo dei vettori (attraverso l’uso di insetticidi) prevengono l’infezione. In diversi paesi la filariosi linfatica è stata efficacemente controllata, e in alcuni casi eliminata. Questo è avvenuto grazie all’uso massiccio dei farmaci microfilaricidi nelle popolazioni a rischio, promosso dal programma globale per l’eliminazione della filariosi linfatica (GPELF).

Esistono due varietà di Brugia malayi. La varietà antropofilica infetta unicamente l’uomo ed è trasmessa dalle zanzare del genere Anopheles. Al contrario, la varietà zoofilica infetta anche alcuni animali ed è trasmessa dalle zanzare Aedes e Mansonia. Infine Brugia timori infetta solo l’uomo e viene trasmessa dalle zanzare Anopheles (in particolare An. barbirostris).

Corrado Minetti

Fonti

  • CDC
  • DPDX
  • MSD
  • McNulty SN, Mitreva M, Weil GJ, Fischer PU. Inter and intra-specific diversity of parasites that cause lymphatic filariasis. Infect Genet Evol. 2013 Mar;14:137-46. doi: 10.1016/j.meegid.2012.11.002
  • Erickson SM, Xi Z, Mayhew GF, Ramirez JL, Aliota MT, Christensen BM, et al. (2009) Mosquito Infection Responses to Developing Filarial Worms. PLoS Negl Trop Dis 3(10): e529. DOI: 10.1371/journal.pntd.0000529

CREDITI IMMAGINI

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