Opisthorchis viverrini e Opisthorchis felineus

Caratteristiche

I trematodi sono vermi appiattiti dorso-ventralmente, non segmentati, sono tutti parassiti e hanno ventose o uncini con cui aderiscono all’ospite; possono invadere diversi distretti dell’organismo ospite, dai vasi sanguigni, al tratto gastrointestinale, i polmoni e il fegato. Organismi del genere Opisthorchis invadono il fegato e i dotti biliari e in alcuni casi possono vivere nell’organo del proprio ospite anche per 15 anni.

Gli organismi della famiglia Opisthorchiidae causano una zoonosi parassitaria detta opistorchiasi, che si acquisisce mangiando pesce infetto crudo o poco cotto. Gli organismi che appartengono a questa famiglia e che causano questo tipo di infestazione sono Opisthorchis viverrini, la specie più frequente, e Opisthorchis felineus.

O. viverrini è presente principalmente nel nord-est della Thailandia, Laos e Cambogia, mentre l’O. felineus è presente principalmente in Europa, in Asia, e anche nell’ex Unione Sovietica.

Filogenesi

DominioEukaryota  
RegnoAnimalia  
PhylumPlatyhelminthes  
ClasseTrematoda  
SottoclasseDigenea  
OrdinePlagiorchiida
FamigliaOpisthorchiidae  
GenereOpisthorchis
SpecieOpisthorchis viverrini
Opisthorchis felineus

Caratteristiche e ciclo vitale di Opisthorchis

L’Opistorchiasi è una malattia trasmessa all’uomo da parassiti che colpiscono i pesci di acqua dolce (persico, tinca e carpa). O. felineus ha come ospite definitivo il gatto, ma può colpire occasionalmente il cane, il maiale e il coniglio; O. viverrini ha come ospiti definitivi il cane, il gatto ed il maiale.

Il ciclo di Opisthorchis (Fig.1) prevede la presenza di due ospiti intermedi e di un ospite definitivo, nei quali si sviluppano i diversi stadi del parassita. Il trematode adulto vive nei dotti biliari intra ed extra epatici, nella colecisti o più raramente nel dotto pancreatico dell’ospite definitivo e resta adeso ad esso mediante la ventosa orale e quella ventrale.

Le uova contenenti il miracidio vengono rilasciate nel duodeno ed espulse con le feci. Esse non schiudono finché non sono ingerite dal primo ospite intermedio, un gasteropode d’acqua dolce appartenente al genere Bithynia. Nel tratto digestivo del mollusco si sviluppano i successivi stadi del parassita: sporocisti, redia e cercaria.

Le cercarie vengono rilasciate in acqua, dove nuotano fino a raggiungere il secondo ospite intermedio, pesci della famiglia Cyprinidae. Le cercarie penetrano le scaglie e la cute del pesce, si incistano nella muscolatura e si trasformano in metacercarie che rappresentano lo stadio infestante per l’ospite definitivo, che si infesta mediante l’ingestione del secondo ospite intermedio crudo o poco cotto.

Ciclo biologico di Opisthorchis
Figura 1 – Ciclo biologico di Opisthorchis

Caratteristiche strutturali

I due organismi sono molto simili tra di loro (Fig. 2), varia solo la dimensione. O. viverrini è più piccolo dell’altro trematode. Il corpo degli adulti è appiattito dorso ventralmente e presentano una forma detta comunemente forma lanceolata. Sono monoici e presentano, quindi, sia sistemi riproduttivi maschili che femminili. Un individuo tipico è lungo 7 mm e largo 1,5 mm. L’estremità anteriore è più appuntita e presenta una struttura detta ventosa orale, posteriormente ad essa si trova una struttura simile chiamata ventosa ventrale. Queste ventose sono gli organi di attacco.

I due testicoli si trovano nell’estremità posteriore, essi sono lobati e collegati ad una vescicola seminale che corre fino al dotto eiaculatorio, che a sua volta si apre attraverso una piccola apertura chiamata poro genitale, essa si trova di fronte alla ventosa ventrale.

Per quanto riguarda il sistema riproduttivo femminile è costituito da due ovaie che si trovano davanti ai testicoli e formano diversi lobi. L’utero scorre lungo il dotto eiaculatorio e si apre sul poro genitale. Gli spazi corporei rimanenti sono per lo più occupati da un organo ghiandolare altamente ramificato chiamato vitellaria. A differenza dell’estremità anteriore, l’estremità posteriore è arrotondata.

Le uova di O. viverrini (Fig.3) sono ovoidali, giallo brunastre, opercolate, e possiedono una dimensione di circa 27 x 15 µm e contengono il miracidio già al momento dell’eliminazione.

immagine ingrandita di uova di O. viverrini
Figura 3 – Uova di O. viverrini [fonte:https://www.cdc.gov/dpdx/opisthorchiasis/]

Le larve infettive, dette metacercarie, di O. viverrini sono brunastre ed ellittiche, con due ventose di dimensioni quasi uguali.

Sintomatologia nell’uomo

Le infestazioni blande (meno di 100 elminti) possono risultare asintomatiche; mentre le infestazioni massive (centinaia, migliaia di parassiti) si manifestano con sintomi aspecifici: febbre, anoressia, nausea, diarrea, algia addominale nel quadrante superiore destro, mialgia, stanchezza e ittero. In alcuni casi i danni al fegato possono dare origine a tumori maligni.

Nell’uomo il parassita adulto può essere individuato tramite le analisi delle feci o attraverso l’esame del sangue; ecografia, TC, RM, colangiografia, o colangiopancreatografia retrograda endoscopica possono mostrare anomalie del tratto biliare.

Terapia

Per il trattamento contro questi trematodi possono essere utilizzati due tipi di farmaci antielmintici:

  • Praziquantel 25 mg/kg per via orale 3 volte/die per 2 giorni
  • Albendazolo 10 mg/kg per via orale 1 volta/die per 7 giorni.

Profilassi

Il contagio può essere evitato cuocendo o congelando il pesce d’acqua dolce. La cottura deve venire ad almeno 65°C, a cuore dell’alimento, per almeno 1 minuto.

Per consumare pesce crudo è invece necessario congelarlo a -20°C a cuore dell’alimento per almeno una settimana, per far si che il parassita venga eliminato completamente.

Il legislatore europeo, per tutelare la salute dei consumatori, ha imposto agli operatori del settore alimentare che intendano somministrare prodotti della pesca crudi o non completamente cotti, il congelamento, con il giusto rapporto tempo/temperatura, che è in grado di uccidere forme larvali se presenti.

Il Ministero della salute ha previsto che nei punti vendita vengano date tali informazioni attraverso un apposito cartello (Decreto 17 luglio 2013 in attuazione della legge 8 novembre 2012, n. 189).

Fonti

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