La sappinia pedata, un’ameba

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By Michela Cattabriga

Caratteristiche di Sappinia pedata

Un’ameba di nome Sappinia Pedata fu isolata e descritta in origine da Pierre Augustin Dangeard nel 1896. Dangeard la descrisse come un’ameba binucleata dotata di glicocalice dopo averla isolata da colture di letame di cavallo/cani e materiale decomposto di piante, acque di stagni, canali di scolo. Questi campioni provenivano principalmente in Europa, America e Oceania. Dangeard osservò che questa specie aveva la caratteristica di avere pedicelle e un particolare tipo di divisione nucleare che portava alla formazione di 4 nuclei distinti.

Successivamente, queste osservazioni furono poi confermate da Matthew Brown dopo un secolo, dopo aver stabilito un neotipo per le stesse specie nel 2007. Tuttavia, questa volta le specie non avevano pedicelle. In sintesi, la specie sappinia pedata si distingue per peculiari dettagli cellulari e evolutivi. Fu coniato da Brown il termine “Ameba in piedi” dopo aver osservato la mancanza di una parete cellulare. Di conseguenza, concluse che le cellule non erano nè incistate nè tantomeno spore pedicellate come descritto nelle prime pubblicazioni.

Filogenesi di Sappinia pedata

Sappinia Pedata è una particolare ameba che ha uno stretto legame con la specie sorella Sappinia diploidea. Vi è anche la nuova specie isolata descritta da poco Sappinia platani. Tutte sono correlate con la specie Thecamoeba spp. Il genere Sappinia a cui appartiene la specie pedata è caratterizzata dalla presenza di riproduzione sessuale. Questo la distingue da altri flabellinidi di cui non si conosce la riproduzione. Tra gli organismi studiati, la filogenesi di sappinia pedata mostra una posizione rilevante per la comprensione dell’evoluzione degli ameboidi. L’isolamento della specie Platani come nuova specie del genere Sappinia evidenzia la diversità genetica e l’importanza dell’evoluzione di questo gruppo di organismi. Ciò spiega la diversità evolutiva di questa linea famigliare eucariotica.

Morfologia strutturale

I trofozoiti si caratterizzano per il loro singolare stato eretto, che ricorda i corpi fruttiferi trovati nelle muffe melmose protostelidi. La specie ameba eretta in esame S.pedata ha una morfologia a forma di mazza che è facilmente riconoscibile dalla sua texture opaca giallina o senza colore. La specie ameboide S.pedata non possiede le tipiche linee longitudinali dorsali tipiche della Thecamoeba spp. Tuttavia, pieghe irregolari possono essere osservate occasionalmente negli spigoli della cellula. In termini di grandezze, le misure dei trofozoiti si avvicinano in modo approssimativo a 45-65 um in lunghezza e 18-35 um in spessore. L’aspetto strutturale di sappinia pedata mostra diverse varianti morfologiche riconoscibili.

Le cisti pedellate sono in genere più piccole, con un diametro che va da un range di 18-25 um. Le cisti di S.pedata consistono di una singola cellula, o 2 cellule coperte da una parete comune con uno strato mucillagineo. E’ interessante notare che certi filamenti di S.pedata non possiedono forma eretta, questa è una variante nella tipica morfologia e si osserva anche nella specie sappinia pedata.

Patogenesi

L’ameba Sappinia pedata ha ottenuto significato clinico nel 2003 quando fu identificata come l’agente causale dell’encefalite amebica in un giovane uomo. Questo caso ha segnato il primo vero caso in cui la specie Sappinia è stata implicata in patologie dell’essere umano. Il paziente, un individuo giovane non immunocompromesso, si presentava con sintomi di cefalea, nausea, vomito, visione offuscata, convulsioni. Le immagini radiografiche cerebrali rivelarono una massa solitaria nel cervello che sembrava un tumore. Tuttavia dopo la rimozione e la successiva refertazione istopatologica, dei trofozoiti amebici furono estrapolati dal tessuto. Dapprima venne isolata la specie Diploidea poi successivamente correlata alla specie Pedata. È importante, per la medicina, comprendere casi di encefalite amebica causata da sappinia pedata.

Questo caso rivoluzionario evidenziò nei primi anni 2000 come le specie di Sappinia causano infezioni serie al sistema nervoso centrale. Da quel caso non si sono più avuti casi simili documentati. Tuttavia, il paziente è sopravvissuto con le terapie adeguate a base di particolari antibiotici. Da sottolineare che il paziente, un 38 enne del Texas, era un contadino che allevava bestiame ed era a contatto con letami liquefatti e piante decomposte. Da ricordare che le amebe che vivono libere nell’ambiente (FLA) non sono le uniche implicate nelle encefaliti del sistema nervoso centrale. Esistono infatti altre specie implicate, così come il genere sappinia pedata che è stato studiato per la sua rilevanza patogenica.

Fonti

  • 2024 “The Microbe” – Sappinia spp: an update
  • 2025 Wikipedia