Uncinaria spp.

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Caratteristiche

Uncinaria spp. √® un parassita incluso nel phylum dei Nematodi, appartenente alla famiglia delle Ancylostomatidae. Tale parassita √® in grado di infestare l’intestino tenue dei carnivori e di alcuni roditori. Il genere √® stato circoscritto da Josef Aloys Fr√∂lich, medico tedesco, nel 1789.

Il genere Uncinaria include sei specie:

  • U. criniformis
  • U. hamiltoni
  • U. lucasi
  • U. sanguinis
  • U. stenocephala
  • U. yukonensis

U. sanguinis √® uno dei principali parassiti dei Pinnipedi, in particolare della foca australiana o della Nuova Zelanda e del leone marino australiano, presente nell’Australia meridionale.

U. stenocephala (Figura 1) infesta soprattutto gatti, cani e volpi ma pu√≤ parassitare anche gli esseri umani. √ą l’anchilostoma canino pi√Ļ comune nelle regioni molto fredde, come il Canada e le regioni settentrionali degli Stati Uniti, dove √® presente in elevata percentuale anche nelle volpi. Tale parassita √® comune anche nel Regno Unito, seppur con una diffusione minore. √ą considerato un parassita a carattere zoonotico in quanto pu√≤ essere trasmesso dagli animali all’uomo.

Capsula buccale di Uncinaria stenocephala
Figura 1 – Capsula buccale di Uncinaria stenocephala. [Fonte: Wikipedia]

Filogenesi

DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumNematoda
Classe Chromadorea
OrdineRhabditida
FamigliaAncylostomatidae
GenereUncinaria
Tabella 1: Tassonomia di Uncinaria spp.

Morfologia strutturale

I vermi adulti possono vivere da 4 a 24 mesi nell’intestino tenue. Gli anchilostomi del cane e del gatto hanno dimensioni comprese tra 10-20 mm e 0,4-0,5 mm, mentre le uova presentano misure che oscillano tra 71-93 ¬Ķm e 35-58 ¬Ķm (Figura 2). Una femmina pu√≤ produrre un massimo di 5.000 uova.

Il genere Uncinaria presenta caratteristiche tipiche degli anchilostomi ed alcune connotazioni peculiari come: il corpo con estremit√† anteriore piegata dorsalmente e una capsula vestibolare globulare con pareti continue e piastre di taglio ben sviluppate. A livello della capsula buccale sono presenti dei denti bilaterali con le punte dalla forma variabile. L’esofago risulta allungato e posteriormente rigonfio. Il poro escretore si apre ventralmente, nella regione medio-esofagea.

Uova di Uncinaria spp.
Figura 2: Uova di Uncinaria spp. [Fonte: Pinterest]

Habitat

In tutto il mondo, gli anchilostomi a carattere zoonotico si trovano nelle regioni tropicali e subtropicali, dove questa tipologia di parassita √® in grado di sopravvivere meglio per via delle condizioni ambientali.¬†Negli Stati Uniti, gli anchilostomi zoonotici si trovano ovunque, ma √® pi√Ļ comune incontrarli lungo la costa orientale rispetto a quella occidentale.¬†Tuttavia, U. stenocephala √® rilevabile anche in regioni con un clima pi√Ļ rigido e freddo. Nel Nord America questo parassita √® principalmente diffuso nelle zone settentrionali a carattere temperato, in particolar modo in Canada. Le uova e le larve di tale anchilostoma sono in grado di sopravvivere in maniera ottimale anche a basse temperature.

Ciclo vitale

Il ciclo vitale di U. stenocephala prevede tipicamente una trasmissione per via oro-fecale con un periodo di incubazione di circa 15 giorni. Tali infezioni sono amplificate e propagate quando molti cani, che non vengono regolarmente sottoposti a protocolli di sverminazione, vengono mantenuti all’aperto su una superficie che non pu√≤ essere pulita.

Una seconda via di trasmissione del parassita si verifica mediante la migrazione larvale transdermica nella pelle del cane o dell’uomo. Le migrazioni larvali transdermiche sono facilitate dal clima caldo con sufficiente aerazione del vento e umidit√†, ossia condizioni che permettono alle larve di svilupparsi nell’ambiente.

Le larve rabditiformi rilasciate nell’ambiente crescono nelle feci o nel terreno e, successivamente alle prime due mute, diventano larve filariformi al terzo stadio, ossia quello infettivo. Tale stadio larvale pu√≤ sopravvivere 3-4 settimane in condizioni ambientali favorevoli. L’ospite pu√≤ ingerire una larva infettiva o essa pu√≤ penetrare nella cute non protetta. Le larve che penetrano nella pelle o vengono ingerite migrano attraverso i tessuti e raggiungono i polmoni attraverso il sistema linfatico. Nei polmoni, queste larve si infiltrano negli alveoli e migrano fino alla trachea, attraverso cui raggiungono poi l’intestino. Qui la larva matura nella forma adulta nell’arco di due o tre settimane. I vermi adulti vivono nel lume dell’intestino tenue, dove si attaccano alla parete intestinale. A questo punto il ciclo ricomincia mediante l’espulsione delle uova nell’ambiente esterno attraverso le feci dell’ospite (Figura 3). 

I cuccioli giovani potrebbero acquisire l’infezione direttamente dalla madre per via trans-mammaria o trans-placentare.

CIcilo biologico di Uncinaria stenocephala
Figura 3: Ciclo biologico di Uncinaria stenocephala: fasi di sviluppo del parassita e processo di infestazione dell’ospite. [Fonte: CDC]

Patogenesi

U. stenocephala ingerisce proteine plasmatiche piuttosto che sangue intero, quindi la perdita di nutrienti nell’ospite √® evidente, tuttavia l’anemia si sviluppa raramente.  L’ipoproteinemia √® una delle principali conseguenze di tale infestazione infatti, le infiltrazioni di siero intorno al sito di attacco del parassita nell’intestino possono ridurre le proteine ‚Äč‚Äčnel sangue pi√Ļ del 10%. Tuttavia le infezioni leggere sono asintomatiche.

La sintomatologia varia in base alla tipologia di ospite:

  • I cuccioli infetti possono presentare mucose pallide e anemia, difficolt√† ad aumentare di peso, scarso mantello, disidratazione e diarrea scura e catramosa. Inoltre, i cuccioli che ospitano molti vermi possono sviluppare un’anemia dovuta a carenza di ferro. L’animale con un’infestazione massiva tale da comportare anemia pu√≤ andare incontro a morte.
  • Nel cane possono essere evidenti anche segni cutanei causati dalla penetrazione della forma larvale di U. stenocephala. Le lesioni iniziali risultano essere delle papule con eritema cutaneo, mentre le lesioni pi√Ļ gravi mostrano i cuscinetti pi√Ļ gonfi e doloranti, con cute interdigitale eritematosa. L’ipercheratosi dei cuscinetti √® spesso marcata nei casi pi√Ļ gravi.
  • Nell’uomo tale parassita pu√≤ causare una patologia che prende il nome di “larva migrans cutanea” o “CLM“. Le larve allo stadio infettivo penetrano nella pelle provocando una reazione locale che causa l’arrossamento della cute e l’insorgenza di papule pruriginose. Sulla pelle insorgono delle¬†tracce rosse in rilievo che seguono il percorso che la larva ha effettuato per via intradermica.¬†I sintomi di prurito e dolore possono durare diverse settimane prima che le larve muoiano e la reazione si risolva in maniera autonoma.¬†In rari casi, alcuni tipi di anchilostomi animali possono infettare l’intestino umano e causare dolore addominale, disagio e diarrea.

Metodi di identificazione

  • Nell’animale l’identificazione di Uncinaria spp. pu√≤ essere verificata mediante l’analisi delle feci, flottazione fecale ed analisi al microscopio, al fine di individuare la presenza di uova. Se sono presenti lesioni cutanee non risolutive √® opportuno procedere con una biopsia cutanea, al fine di rilevare l’eventuale presenza di larve a livello tissutale.
  • Nell’uomo la presenza di CLM si basa su una diagnosi clinica fondata sull’identificazione di segni e sintomi caratteristici e sulla storia di esposizione. Ad esempio, la diagnosi pu√≤ essere effettuata in base alla presenza di tracce eritematose in rilievo, con prurito ai piedi o alle estremit√† inferiori di un paziente con storia recente di viaggi in aree tropicali.  

Terapia

  • Negli animali un trattamento efficace prevede un corretto utilizzo di antielmintici. Per gli animali infetti √® opportuno effettuare un controllo delle feci dopo 3 settimane dal trattamento. Gli antielmintici principalmente utilizzati sono: Pyrantel, Fenbendazolo, Ivermectina, Mebendazolo, Praziquantel, Moxidectina.
  • Nell’uomo, poich√© le larve zoonotiche dell’anchilostoma di solito muoiono dopo 5 – 6 settimane, il decorso della “larva migrans cutanea” √® considerato autolimitante. Nella maggior parte dei pazienti, i segni ed i sintomi si risolvono senza cure mediche. Il trattamento √® volto perlopi√Ļ ad evitare o risolvere infezioni batteriche secondarie ed alleviare i sintomi. Sono state proposte varie modalit√† di trattamento, comprese la crioterapia e la terapia antielmintica topica. Tuttavia, questi trattamenti richiedono la localizzazione delle larve per effetto, che di solito non √® possibile.  Il trattamento con Albendazolo o Ivermectina orali sono disponibili per uso umano negli Stati Uniti. 

Prevenzione

Per prevenire un’infestazione da U. stenocephala √® opportuno rispettare un preciso programma di sverminazione nei cani, al fine di evitare la diffusione nel parassita nell’uomo e in altri animali. Inoltre, √® consigliato indossare scarpe e altre misure protettive, per evitare il contatto diretto della pelle con il suolo o con la sabbia, al fine di previene l’infezione da anchilostomi. 

Fonti

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