Gastrite

Caratteristiche della Patologia

La gastrite (Fig.1) è un’infiammazione della parete dello stomaco. Essa può causare bruciore gastrico, nausea e vomito; nei casi più severi può avvenire ematemesi e melena.

Gastrite
Figura 1 – La Gastrite

Di norma nel lume gastrico abbiamo un pH di circa 1-2, ma il sottile strato di muco che viene prodotto dalle cellule mucipare va a prevenire il contatto diretto delle particelle di cibo con l’epitelio, e così contribuisce a mantenere uno strato di fluido con un pH di 7 sovrastante all’epitelio. La ricca vascolarizzazione della mucosa rilascia diversi nutrienti ed elimina la soluzione a pH acido.

La gastrite si suddivide in due categorie:

  • Acuta: questa tipologia si manifesta quando alcuni dei meccanismi sopracitati vengono alterati.
  • Cronica: questa tipologia è meno severa rispetto a quella acuta. Le forme di g. cronica sono dovute solitamente a Helicobacter pylori oppure ad un’atrofia. Le infezione da Helicobacter pylori vanno a determinare una g. antrale con iperacidità gastrica. Questo tipo di batterio riesce ad adattarsi allo strato mucoso gastrico e la sua virulenza dipende da alcuni componenti:
  1. flagelli;
  2. ureasi: producendo ammoniaca dall’urea vanno ad inalzare il pH intorno ai microrganismi andando a proteggerli dall’acidità gastrica;
  3. adesine;
  4. tossine, ad es. CagA.

Eziologia

Sul piano eziologico c’è una distinzione di due principali forme di gastrite cronica, quella di tipo A e quella di tipo B.

La gastrite di tipo A (Fig.2) è definita come atrofica, o autoimmune. Coloro che sono portatori di aploidi di istocompatibilità come HLA-B8 e HLA-DR3 sono maggiormente portati a presentare questa patologia. Inoltre, questa forma di gastrite si manifesta spesso in pazienti con malattie autoimmuni. Il meccanismo che innesca il fenomeno dell’autoimmunità non è ancora ben noto. Questa tipologia è principalmente caratterizzata dalla diminuzione di secrezione dell’acido cloridrico da parte delle cellule parietali gastriche, che portano all’insorgenza di ipergastrininemia e lo sviluppo dell’anemia perniciosa.

Gastrite atrofica
Figura 2 – Gastrite di tipo A

Il tipo B, come già anticipato, è una forma che si manifesta successivamente all’infezione da Helicobacter pylori. Essa è caratterizzata dall’infiammazione dell’antro gastrico.

Complicazioni

Se non presa in tempo, quando diventa cronica, la gastrite può fare insorgere diverse malattie.

Tali malattie causano le complicazioni che avvengono successivamente alla g.cronica che non viene trattata o viene trascurata (fig.3). Ad esempio può insorgere l’ulcera con emorragie gastriche, peritoniti o perforazioni dello stomaco.

differenza tra stomaco sano e con infiammazione
Figura 3 – Differenza tra stomaco sano e con infiammazione

Anche la g. atrofica è una delle cause dell’evoluzione della g. cronica. Infatti un’infiammazione duratura, se non trattata, può portare ad una perdita del rivestimento della parete dello stomaco. La g. cronica stessa, sia da Helicobacter pylori, aumentare la possibilità che si sviluppino formazioni tumorali nello stomaco.

Anche la g. atrofica autoimmune può portare all’insorgenza di una carenza di vitamina B12 e anemia perniciosa. Ciò avviene poiché in questo status non vengono prodotti a sufficienza fattori intrinseci, necessari per l’assorbimento della vitamina B12, importante per la produzione dei globuli rossi.

Inoltre, quando è presente la g.atrofica, molto studi hanno evidenziato, che tale gastrite è spesso unita all’associazione di malattie come la tiroide di Hashimoto, il morbo di Addison, il diabete di tipo 1 e la tireotossicosi.

Epidemiologia

Circa il 50% della popolazione soffre di gastrite. Fra le cause principali si annoverano l’assunzione di alcol, fumo, alimentazione sbagliata oppure ansia o stress. Come anticipato, la gastrite può portare all’insorgenza di patologie più gravi, se non curata, ed esse hanno un’incidenza molto importante sulla popolazione.

Negli ultimi anni si è registrata, sia in Italia che nel mondo, una diminuzione di mortalità per cancro dello stomaco (circa il -3% ogni anno). Questa tipologia di cancro rimane ad oggi un enorme problema; basti pensare che solo in Italia ci sono 14.500 nuovi casi e all’anno si registrano 10.000 morti. Diversi dati mostrano un’incidenza diversa sulle diverse aree italiane:

  • NORD: incidenza media (22 casi su 100.000);
  • CENTRO: incidenza alta (26 casi su 100.000);
  • SUD: incidenza bassa (16 casi su 100.000);

Bisogna considerare comunque che il 5% della popolazione sviluppa tumori gastrici non legati alla gastrite, ma per via della presenza di patologie ereditarie.

La presenza di infezioni da Helicobacter pylori, invece, è molto frequente nella popolazione adulta, infatti, tale batterio è considerato una delle cause principali dell’insorgenza di tumori dello stomaco, in quanto è capace di sviluppare la gastrite cronica e dopo anni favorire l’insorgenza di un carcinoma gastrico.

Diagnosi

In presenza di malessere nella parte superiore dell’addome, accompagnato da nausea o vomito, il primo sospetto è la gastrite. Il medico in prima battuta richiede quindi esami di laboratorio e, se il quadro diagnostico non si risolve con la terapia o se si ha qualche dubbio, il medico solitamente richiede l’esecuzione della gastroscopia (Esofagogastroduodenoscopia, EGDS), che consente di visionare possibili alterazioni della mucosa dell’esofago, dello stomaco e del duodeno (infiammazioni, lesioni ulcerative, sanguinamenti, polipi, tumori maligni) (Fig.4).

Effetti gastrite
Figura 4 – Effetti della gastrite

Test Strumentali e di Laboratorio

Solitamente i primi esami da fare per la diagnosi della gastrite sono le analisi del sangue, effettuando emocromocitometrico completo, e delle feci per verificare la presenza di H. pylori, attraverso la ricerca degli antigeni fecali di H. pylori, e breath test all’urea.

Successivamente, se ritenuto opportuno, viene eseguita una EGDS, un esame diagnostico che fornisce una visione completa delle pareti dell’esofago e dello stomaco (infiammazione). Con la gastroscopia, viene anche eseguito un esame istologico attraverso il prelievo di una piccola parte di tessuto dello stomaco.

RX con bario
Figura 5 – RX Apparato digerente con BARIO

In alcuni casi, in base alla sintomatologia, possono essere eseguiti anche degli esami radiologici per visionare il sistema digestivo e poter ricercare eventuali anomalie dell’apparato gastro-intestinale (RX, RM, Bario) (Fig.5).

Terapia

Una volta diagnosticata la gastrite, i farmaci maggiormente utilizzati sono quelli con lo scopo di ridurre l’acidità gastrica. Nel caso di presenza di H. pylori va eseguito un trattamento mirato a eradicare tale batterio. Esso consiste nella somministrazione di dosi massicce di antibiotici (tra i più comuni amoxicillina 2000 mg/die + claritromicina 1000 mg/die), il tutto associato a inibitori di pompa, anti-H2 e antiacidi (Fig.6).

Farmaci gastrite
Figura 6 – I farmaci più utilizzati per trattare la gastrite mirano a ridurre l’acidità gastrica

Oltre ai farmaci, un aspetto molto importante da curare è la dieta. In caso di gastrite, e quindi anche in presenza di acidità, si consiglia di effettuare piccoli pasti leggeri e molto frequenti, così da contrastare gli effetti degli acidi presenti nello stomaco.

Dieta gastrite
Figura 7 – Intervenire sulla dieta è importante per ridurre gli effetti della gastrite

I cibi consigliati in presenza di gastrite sono carni bianche, pesce magro, verdure cotte e crude (Fig.7). Viene sconsigliato di mangiare cibi come il pomodoro, cibi pesanti o grassi, insaccati, salumi, formaggi come gorgonzola o pecorino, in quanto tali alimenti rischiano di andare ad irritare la parete dello stomaco.

Alessandra Guglielmino

Fonti

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