Ogni quanto tempo bisogna cambiare le lenzuola?

Il letto: un ambiente ricco di batteri, germi e funghi

Molte persone credono che il letto sia un ambiente pulito, ma la realtà è ben diversa. In effetti, spesso il letto diventa l’habitat ideale per la proliferazione di batteri, germi e funghi invisibili a occhio nudo. Questi microorganismi possono rappresentare una seria minaccia per la salute umana.

La circolazione di questi microrganismi avviene principalmente attraverso le lenzuola, che, come i pigiami e gli altri indumenti, contribuiscono a mantenere il luogo in cui dormiamo salubre o meno.

Considerando che trascorriamo circa un terzo della nostra vita a letto, è importante cambiare regolarmente le lenzuola. In questo modo si può limitare la proliferazione dei microorganismi e mantenere un ambiente più sano e igienico.

La proliferazione di batteri e funghi nel letto: una questione di umidità

Secondo una statistica, ogni anno una persona produce in media 26 litri di sudore mentre si trova a letto. È noto che l’umidità favorisce la crescita di germi e funghi, quindi non sorprende che il letto sia uno dei luoghi più suscettibili alla loro proliferazione, soprattutto se le lenzuola non vengono cambiate con regolarità.

Oltre a cambiare il proprio abbigliamento notturno, è importante prestare attenzione alle superfici con cui si entra in contatto per diverse ore durante il sonno. Molte delle persone che convivono con noi producono batteri tramite il sudore, la tosse, gli starnuti o le secrezioni vaginali e anali. Durante il sonno, inoltre, si perde della pelle che costituisce il nutrimento principale degli acari, che si annidano tra le lenzuola. Si aggiunge a questo mix di microbi anche la presenza di peli, acari, funghi, residui di creme e cosmetici, e residui di cibo nel caso si mangi a letto.

È importante prestare particolare attenzione alla federa del cuscino, in quanto è la parte che entra in contatto con i capelli e i respiri. Tuttavia, è fondamentale non trascurare nessuna superficie e cambiare regolarmente le lenzuola. In questo modo, si può prevenire la proliferazione di batteri e funghi nel letto e mantenere un ambiente igienico e salubre.

Gli acari della polvere sono comuni inquilini dei nostri letti
Figura 1 – Gli acari della polvere sono comuni inquilini dei nostri letti

Cambiare le lenzuola: quando e come farlo

Per evitare la proliferazione di batteri e funghi nel letto, gli esperti consigliano di cambiare le lenzuola almeno una volta a settimana. In particolare, il microbiologo Philip Tierno dell’Università di New York raccomanda di farlo durante la primavera e l’estate, quando le temperature più alte portano a sudare maggiormente. Durante questi mesi, è anche consigliabile prestare maggiore attenzione alla scelta di abbigliamento notturno leggero.

In inverno, invece, è possibile allungare il tempo tra i cambi fino a 10-12 giorni, ma non di più. Tuttavia, le federe richiedono una maggiore attenzione e dovrebbero essere cambiate almeno due volte a settimana per evitare impurità sul viso. Uno studio ha infatti dimostrato che nei cuscini utilizzati per un anno e mezzo si possono trovare fino a 17 tipi diversi di funghi.

Coperte, coprimaterassi e copriletto

Anche il resto della biancheria del letto deve essere cambiato con una certa regolarità. Coperte, coprimaterassi e copriletto vanno lavati almeno una volta al mese, mentre trapunte e piumini non a diretto contatto con la pelle possono essere cambiati ogni due o tre mesi. Inoltre, è consigliabile pulire a fondo il materasso con l’aspirapolvere e arieggiarlo almeno ogni sei mesi, così come i cuscini.

È importante non dimenticare di cambiare anche gli abiti da letto almeno una volta a settimana per evitare di compromettere gli sforzi fatti per mantenere il letto pulito.

Infine, nonostante non ci sia alcuna evidenza scientifica riguardo all’utilità di ruotare o capovolgere il materasso, far prendere aria a lenzuola e coperte appena tolte dal letto può aiutare a combattere gli acari.

Per quanto riguarda il lavaggio delle lenzuola e delle federe, è consigliabile separarle dal resto del bucato e lavarle a non meno di 60 gradi. È possibile anche aggiungere un antibatterico al normale detersivo per eliminare eventuali germi e funghi residui. Inoltre, per combattere gli acari, è bene non rifare subito il letto al mattino, ma lasciare che lenzuola e coperte prendano aria.

I rischi per la salute di un letto non igienico

Dormire in un ambiente pulito e fresco è essenziale per evitare problemi di salute. Diversi studi hanno dimostrato che dormire in un ambiente non salubre aumenta notevolmente il rischio di ammalarsi, soprattutto alle vie respiratorie, poiché le superfici sporche sono a stretto contatto con il viso.

Il primo segnale di un letto che necessita di essere rinfrescato è la comparsa di sintomi come raffreddore o gola irritata, anche in persone non allergiche. Ciò accade perché si inalano microbi presenti nel letto.

Inoltre, la pelle irritata al mattino può essere un ulteriore campanello d’allarme. La prolungata esposizione a microbi, acari e funghi può infatti causare irritazioni cutanee, eczemi o addirittura infezioni batteriche.

Inoltre, dormire in un ambiente non igienico può anche causare problemi respiratori come l’asma, soprattutto in persone che già soffrono di questa patologia.

Conclusioni: cambiare le lenzuola è davvero necessario?

È quindi fondamentale prestare attenzione all’igiene del letto, cambiando le lenzuola regolarmente e lavando gli altri elementi del letto come coperte, trapunte e cuscini. In questo modo si può prevenire la proliferazione di batteri, funghi e acari nel letto, mantenendo un ambiente più sano e sicuro per la salute.

Fonti

  • https://www.my-personaltrainer.it/benessere/lenzuola-quando-cambiarle.html
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Francesco Centorrino

Sono Francesco Centorrino e sono il creatore ed amministratore di Microbiologia Italia, primo sito di divulgazione microbiologica in Italia. Il portale di Microbiologia Italia è utile anche per condividere conoscenza ed informazioni a chiunque fosse interessato a temi che trattano salute, benessere, nutrizione e medicina.