Quanto tempo dovrebbe durare il digiuno

Foto dell'autore

By Nazzareno Silvestri

Il digiuno è una pratica antica che oggi sta riscuotendo un forte interesse nel mondo della nutrizione moderna e della salute preventiva. Tuttavia, la domanda più comune è: quanto tempo dovrebbe durare il digiuno per essere efficace e sicuro?

Non esiste una risposta unica, poiché la durata del digiuno varia in base al tipo di protocollo, all’obiettivo personale (dimagrimento, depurazione, benessere metabolico) e alle condizioni di salute individuali. Scopriamo insieme come gestire il digiuno in modo consapevole e scientificamente fondato.


Cos’è il digiuno e come funziona

Il digiuno consiste nell’astenersi dal cibo per un periodo più o meno lungo, consentendo all’organismo di:

  • Depurarsi dalle tossine accumulate.
  • Ridurre i livelli di insulina e favorire la lipolisi (bruciare grassi).
  • Attivare l’autofagia, un processo cellulare di “autopulizia”.
  • Migliorare la sensibilità insulinica e la regolazione ormonale.
  • Ridurre l’infiammazione sistemica e lo stress ossidativo.

Secondo studi pubblicati su Cell Metabolism (2019), il digiuno intermittente può migliorare i marker metabolici e ridurre il rischio di malattie croniche se eseguito con regolarità e controllo.


Principali tipi di digiuno e durata consigliata

1. Digiuno intermittente (Intermittent Fasting o IF)

È il metodo più diffuso e sicuro, adatto alla maggior parte delle persone sane.

Durata tipica:

  • 16:8 → 16 ore di digiuno e 8 ore per i pasti (il più comune).
  • 14:10 → 14 ore di digiuno e 10 di alimentazione, ottimo per principianti.
  • 18:6 → 18 ore di digiuno per benefici metabolici più profondi.

Benefici:

  • Miglior controllo del peso corporeo.
  • Riduzione della glicemia e dei trigliceridi.
  • Miglioramento della concentrazione mentale.

Quando è indicato: per chi desidera perdere peso o stabilizzare la glicemia senza rinunce eccessive.


2. Digiuno di 24 ore (una volta a settimana)

Consiste nel digiunare per 24 ore consecutive, assumendo solo acqua, tisane o bevande non caloriche.

Esempio: si cena alle 20:00 e si digiuna fino alle 20:00 del giorno successivo.

Durata consigliata: 1 o 2 volte al mese.
Benefici: profonda stimolazione dell’autofagia e riduzione dello stress ossidativo.
Controindicazioni: non adatto a chi soffre di ipoglicemia, diabete o disturbi alimentari.


3. Digiuno prolungato (48–72 ore)

Si tratta di una forma di digiuno terapeutico che può essere praticata solo sotto controllo medico.

Durata: da 2 a 3 giorni consecutivi.
Benefici documentati:

  • Forte attivazione dell’autofagia cellulare.
  • Reset metabolico.
  • Miglioramento della sensibilità insulinica.

Rischi: carenze elettrolitiche, calo pressorio, stanchezza, nausea.
Consigliato solo in ambiente clinico o con supervisione di un professionista.


4. Digiuno modificato (Fasting Mimicking Diet – FMD)

Ideato dal prof. Valter Longo, è un protocollo che simula il digiuno ma consente un minimo apporto calorico (circa 800–1100 kcal al giorno) per 5 giorni.

Durata: 5 giorni consecutivi ogni 1–3 mesi.
Benefici:

  • Attivazione dell’autofagia senza privazione totale di cibo.
  • Supporto al metabolismo e alla longevità.
  • Riduzione dei marker infiammatori.

Studi dell’Università della California (Science Translational Medicine, 2017) hanno mostrato che la dieta mima-digiuno può favorire la rigenerazione cellulare e ridurre i rischi cardiovascolari.


Quanto tempo è sicuro digiunare

Tipo di DigiunoDurata consigliataFrequenzaSicuro per principianti
Digiuno 12:1212 oreGiornaliero✅ Sì
Digiuno 14:1014 oreGiornaliero✅ Sì
Digiuno 16:816 ore3–5 volte/settimana✅ Sì
Digiuno 24 ore1 giorno1–2 volte/mese⚠️ Solo se in salute
Digiuno 48–72 ore2–3 giorniRaramente, sotto controllo medico❌ No
Dieta Mima-Digiuno (FMD)5 giorniOgni 1–3 mesi⚠️ Solo con guida esperta

Segnali per interrompere il digiuno

È fondamentale ascoltare il proprio corpo. Bisogna interrompere il digiuno se compaiono:

  • Debolezza intensa o vertigini
  • Mal di testa persistente
  • Nausea o tachicardia
  • Irritabilità marcata o calo di pressione

In questi casi, è opportuno reintrodurre gradualmente cibi leggeri come brodi vegetali, frutta fresca o yogurt naturale.


Controindicazioni

Il digiuno non è indicato per tutti.
È sconsigliato in caso di:

  • Diabete in terapia farmacologica o insulinica
  • Disturbi alimentari (anoressia, bulimia)
  • Gravidanza o allattamento
  • Patologie renali o epatiche croniche
  • Anziani fragili o soggetti sottopeso

Conclusione

Il tempo ideale del digiuno dipende dagli obiettivi di salute e dalla tolleranza individuale. Per la maggior parte delle persone sane, il digiuno intermittente 14:10 o 16:8 rappresenta il miglior compromesso tra efficacia e sicurezza.

È importante non improvvisare e, soprattutto, non trasformare il digiuno in una restrizione estrema, ma in uno strumento di equilibrio metabolico e benessere duraturo.

Prima di intraprendere qualsiasi forma di digiuno, è sempre consigliato consultare un nutrizionista o un medico specializzato per personalizzare il piano in base alle proprie esigenze.


Fonti

Condividi l'articolo di Microbiologia Italia: