Rischi dell’influenza aviaria

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By Nazzareno Silvestri

Rischi dell’influenza aviaria: L’influenza aviaria — in particolare i virus ad alta patogenicità del sottotipo H5 (come H5N1, clade 2.3.4.4b) — continua a circolare in uccelli selvatici e pollame, con spillover occasionali in mammiferi (inclusi bovini da latte e uomo). Per la popolazione generale in Europa il rischio attuale è basso, mentre per chi ha esposizione professionale (allevatori, veterinari, lavoratori dei macelli) il rischio è basso–moderato, specie durante focolai. Conoscere come si trasmette, chi è più esposto e quali comportamenti riducono il rischio aiuta a evitare allarmismi e a proteggersi in modo efficace. European Food Safety Authority+1


Che cos’è e come si trasmette

Il virus e i serbatoi

I virus A/H5 colpiscono soprattutto uccelli acquatici e pollame; l’ampia diffusione globale aumenta la probabilità di ricombinazioni e salti di specie. Oltre al danno per la filiera avicola (mortalità/capponi), l’infezione di mammiferi dimostra l’adattabilità del virus e la necessità di sorveglianza mirata. woah.org

Vie di esposizione umana (h3)

  • Contatto stretto con uccelli infetti (vivi o morti), secrezioni ed ambienti contaminati (lettiere, gabbie).
  • Lavorazioni di pollame senza adeguati DPI.
  • Latte crudo e prodotti non pastorizzati provenienti da bovini infetti: rischio documentato in studi recenti; la pastorizzazione inattiva il virus. Nature+1

Qual è il rischio per le persone?

Quadro globale aggiornato

  • Europa (UE/EEA): rischio basso per la popolazione generale, basso–moderato per i professionisti esposti; necessaria sorveglianza stagionale (arrivo uccelli migratori). European Food Safety Authority+1
  • Scenario internazionale: tra giugno e settembre 2025 sono stati segnalati 19 casi umani (3 decessi) in quattro Paesi asiatici; gli eventi restano sporadici. ECDC
  • Casi cumulativi globali H5N1 (2003–2025): aggiornati periodicamente dall’OMS e utili per valutare letalità e trend geografici. who.int

Stato negli animali (h3)

I report WOAH indicano, nel 2025, un’attività stagionale con focolai in vari continenti ma numeri relativamente contenuti a fine stagione; rimane cruciale la biosicurezza in allevamento. woah.org+1


Sintomi nell’uomo e gravità

  • Quadri lievi: congiuntivite, febbre, sintomi respiratori superiori.
  • Forme gravi (più rare): polmonite, insufficienza respiratoria, decorso rapido.
  • Il rischio individuale dipende da dose/ via di esposizione, fattori ospite e accesso precoce a cure/antivirali. Le autorità sanitarie considerano il rischio per la popolazione basso, pur raccomandando vigilanza e protezione per gli esposti. CDC+1

Latte crudo, alimenti e sicurezza

Cosa dicono le evidenze

  • Virus vitale in latte crudo refrigerato: persistenza dimostrata in laboratorio; sono stati associati episodi umani alla consumo/esposizione a latte crudo in contesti colpiti. Nature
  • Prodotti pastorizzati: i test FDA su centinaia di campioni di latte/derivati non hanno rilevato virus vitale; la pastorizzazione lo inattiva. Raccomandato evitare latte crudo e derivati non pastorizzati, soprattutto in aree con focolai. U.S. Food and Drug Administration

Chi è più a rischio

  • Operatori di allevamenti avicoli e macelli, addetti alla rimozione di carcasse, cacciatori e riabilitatori di fauna.
  • Lavoratori lattiero-caseari in contesti con bovini infetti.
  • Familiari/contatti stretti di casi umani (raro).
  • Bambini piccoli, anziani, immunocompromessi: maggiore prudenza generale per infezioni respiratorie. European Food Safety Authority+1

Cosa fare per ridurre il rischio

Prevenzione personale (h3)

  • Evitare contatti con uccelli selvatici malati/morti; non toccare carcasse a mani nude.
  • In caso di pulizia di ambienti contaminati: usare DPI (guanti, mascherina FFP2/3, occhiali), igiene mani accurata.
  • Consumare solo latte e derivati pastorizzati; no latte crudo o formaggi non pastorizzati in aree con focolai.
  • In cucina: cottura completa di pollame e uova, separazione crudo/cotto, sanificazione superfici.
  • Segnalare a servizi veterinari mortalità anomala nel pollame domestico.

Prevenzione professionale (h3)

  • Biosicurezza in allevamento (reti anti–uccelli, gestione lettiere, flussi separati).
  • Formazione e DPI per gli addetti (tute, guanti, protezione occhi e vie respiratorie).
  • Piani di sorveglianza (tamponi, virologia ambientale) e notifica rapida dei sospetti. European Food Safety Authority

Sorveglianza e situazione stagionale

L’attività dei virus H5 segue un andamento stagionale (picchi con le migrazioni autunnali/invernali); in Europa la sorveglianza congiunta EFSA–ECDC–EURL aggiorna trimestralmente rischio e diffusione. FAO/WOAH/OMS pubblicano valutazioni integrate: rischio globale basso per la popolazione, basso–moderato per esposti, con priorità a tracciamento, campionamento e rapida risposta ai focolai. European Food Safety Authority+2European Food Safety Authority+2


Domande frequenti

Mangiare pollo o uova è pericoloso?

Con cottura adeguata e norme igieniche di cucina, no. Il rischio riguarda manipolazione di animali infetti e ambienti contaminati; la trasmissione tramite alimenti ben cotti non è considerata via primaria. European Food Safety Authority

Il latte in commercio può trasmettere H5N1?

Le analisi FDA su prodotti pastorizzati non hanno trovato virus vitale; la pastorizzazione lo inattiva. Il rischio è nel latte crudo e derivati non pastorizzati, che vanno evitati specie in aree con bovini positivi. U.S. Food and Drug Administration+1

Il rischio sta aumentando?

A livello europeo il rischio per i cittadini resta basso; tuttavia la circolazione persistente negli uccelli e gli spillover in mammiferi impongono vigilanza. I casi umani restano sporadici e generalmente legati a esposizioni dirette. European Food Safety Authority+1


Conclusioni

L’influenza aviaria resta una minaccia zoonotica da gestire, più che da temere: rischio basso per chi non è esposto, maggiore per chi lavora con animali o in ambienti contaminati. Le misure igieniche, la biosicurezza, l’uso di DPI e la scelta di prodotti pastorizzati riducono drasticamente la probabilità di infezione. Seguire gli aggiornamenti ufficiali e mantenere comportamenti prudenti è la strategia più efficace per proteggere la salute senza rinunciare alla quotidianità.


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