Le migliori aziende farmaceutiche

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Investire in aziende farmaceutiche nel 2021 è molto vantaggioso grazie anche all’emergenza pandemica della Sars-Cov-2 che ha impattato ed ha stravolto la vita di miliardi di persone. Gli occhi del mondo sono attualmente puntati su 3 principali competitors di vaccini: PfizerBioNTech, Moderna e AstraZeneca. I vaccini rappresentano infatti la principale arma che possediamo per fronteggiare la pandemia che stiamo vivendo.

Comirnaty, mRNA 1273 e ChAdOx1 nCoV-19

Il vaccino della PfizerBioNTech meglio chiamato Comirnaty (BNT162b2), è stato approvato dall’Ema il 22/12/2020. Il secondo, mRNA 1273, è stato approvato il 6/1/2021 mentre il vaccino AstraZeneca (ChAdOx1 nCoV-19 o AZD1222) è in fase di valutazione.

La tecnologia su cui si basano i tre vaccini è la medesima per Pfizer-BioNTech e Moderna e si basa sull’mRNA, funzionale per veicolare l’informazione che serve alle cellule per produrre la glicoproteina spike di SARS-CoV-2 che darà il via alla risposta immunitaria. Sono costituiti inoltre da liposomi per proteggere e aiutare l’mRNA lungo il suo percorso, saccarosio che impedisce alle molecole di grasso di aggregarsi tra loro e sali, necessari a mantenere stabile il pH.

Il vaccino AstraZeneca, invece, è un vaccino a vettore virale che sfrutta un adenovirus di scimpanzè ingegnerizzato come vettore per “comunicare” le istruzioni che permetteranno di sintetizzare la proteina spike e attivare l’immunita.

Differenze tra i vaccini

Per quanto riguarda la somministrazione, tutti e tre prevedono 2 dosi vaccinali:

  • Il vaccino Pfizer-BioNTech prevede la somministrazione della seconda dose dopo 21 giorni;
  • Moderna e AstraZeneca dopo 28.

La temperatura di conservazione è indubbiamente tra le principali differenze. Il vaccino Pfizer-BioNTech può essere conservato per 6 mesi tra -90°C e -60°C; quello Moderna per 7 mesi tra -25°C e -15°C e AstraZeneca prevede una temperatura di conservazione tra i 2 e gli 8°C.

Cambia anche la preparazione prima dell’uso. Il vaccino Pfizer-BioNTech va ricostituito con sodio cloruro al 0,9% mentre per quello Moderna non è richiesta alcuna diluizione/ricostituzione prima della somministrazione. Anche il #costo è diverso tra i tre. Il più costoso è quello Moderna, per il quale ogni dose costa circa 30 $; segue lo Pfizer-BioNTech con circa 20$ e infine il più economico, quello AstraZeneca il cui costo è circa 3-4 $.

Infine, l’efficacia per Pfizer-BioNTech e Moderna è simile, 95% per il primo e 94,1% per il secondo. Per AstraZeneca, invece, iniziali studi avevano attestato un’efficacia al 90% dopo la somministrazione di mezza dose seguita da una dose intera e al 70% per due dosi intere, sono quindi in corso ulteriori studi per poterne valutare l’effettiva efficacia.

Perché investire in aziende farmaceutiche?

Alla luce di questo fermento generato dall’attuale pandemia gli investitori farebbero bene ad osservare i titoli farmaceutici per la potenzialità di riprendere gli investimenti a lungo termine. Questi ritorni economici sono possibili poiché le aziende farmaceutiche producono prodotti di cui le persone hanno bisogno ed investono i proprio profitti in ricerca e sviluppo per lanciare nuovi farmaci. Inoltre, un numero crescente persone anziane rappresenta un vantaggio per il settore sanitario, ed in particolare per quello farmaceutico.

Oltre le sopracitate PfizerBioNTech, Moderna e AstraZeneca esistono tantissimi colossi del mondo farmaceutico tra cui AbbVie, Bristol Myers Squibb, Johnson & Johnson e molti altri. Di queste aziende appena citate i guadagni nel 2019 si attestato a cifre astronomiche, non inferiori ai 3,4 miliardi di dollari.

Investire in aziende farmaceutiche non genererà però una crescita vertiginosa come invece accade per molti titoli tecnologici, tuttavia sono company stabili e con linee di prodotti stabili con una importante tendenza all’innovazione.

La cosa più importante da tenere a mente se si vuole investire in aziende farmaceutiche sono i titoli farmaceutici e le prospettive di crescita, ma anche verificare la scadenza dei brevetti sui farmaci e tutti i prodotti candidabili attualmente in fase di sviluppo.

Perché non investire in aziende farmaceutiche?

Oltre ai sopracitati benefici sono dei rischi per i quali non si dovrebbe investire in aziende farmaceutiche come:

  • il potenziale fallimento clinico del farmaco;
  • la probabilità che questo non ottenga il via libera per l’approvazione normativa;
  • concorrenza dei farmaci.

Conclusioni

Alla luce di queste considerazioni il 2021 potrebbe essere un anno ideale per investire nelle aziende farmaceutiche nonostante farlo non determini una crescita vertiginosa a livello di guadagni ma l’attuale pandemia della Sars-Cov-2 sta mettendo in luce, ancora di più rispetto al passato, il valore potenziale di questi colossi farmaceutici. Come nella fiaba della tartaruga e della lepre, lento e costante vince la corsa e questo è proprio il caso di cui stiamo parlando.

Fonti

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