La difterite

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Caratteristiche

La difterite è una malattia infettiva acuta causata dal batterio Corynebacterium diphtheriae, il quale entra nel nostro organismo, rilascia una tossina, e danneggia, o distrugge, organi e tessuti.

Le regioni maggiormente colpite dall’infezione sono: gola, naso, tonsille, faringe, laringe e trachea. È possibile, inoltre, che l’infezione coinvolga anche la cute, la congiuntiva e le vie urinarie.

Quando la difterite è in stadio avanzato, può indurre danni al cuore, al rene, al sistema nervoso, ed in alcuni casi conduce al decesso.

Si tratta di una patologia letale, ma oggigiorno è raro contrarre l’infezione grazie alla diffusione di un vaccino specifico per la difterite.

L’infezione si diffonde principalmente nei paesi in via di sviluppo dove la vaccinazione non è sempre disponibile e colpisce soprattutto bambini, ma anche adulti, di età superiore ai 40 anni, non correttamente vaccinati.

Eziologia e patogenesi

L’agente eziologico della difterite è Corynebacterium diphtheriae, batterio Gram – positivo, chiamato anche bacillo di Klebs-Löffer (Figura 1). Il batterio, come già affermato in precedenza, può indurre infezioni a livello di diverse regioni ed è responsabile della produzione della tossina difterica. Quest’ultima ha un’azione citotossica, infatti comporta il blocco della sintesi proteica di un’ampia gamma di cellule.

Batterio Corynebacterium diphtheriae evidenziato tramite colorazione di Albert
Figura 1 – Batterio Corynebacterium diphtheriae evidenziato tramite colorazione di Albert. [Fonte: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/6/6c/Corynebacterium_diphtheriae.jpg]

Coloro che hanno contratto l’infezione possono trasmetterla durante le sei settimane successive anche se non manifestano sintomi.

La difterite, inoltre, si trasmette tramite contatto diretto con la persona infetta, tramite oggetti contaminati da secrezioni del paziente o tramite ferite infette.

Segni e sintomi

I primi sintomi compaiono 2-5 giorni dopo aver contratto l’infezione, ma nei casi meno gravi non vi è alcuna sintomatologia.

Quando l’infezione si manifesta a livello dell’apparato orofaringeo, i sintomi principali sono:

  • mal di gola;
  • raucedine;
  • perdita dell’appetito;
  • febbre leggera;
  • difficoltà a deglutire;
  • brividi;
  • malessere generalizzato.

L’infezione può anche ostruire le vie respiratorie, in quanto sulla superficie delle tonsille e della gola si forma una membrana grigiastra dai margini infiammati, essa, aderendo alla mucosa, impedisce il passaggio dell’aria, ciò può indurre anche alla morte per soffocamento (Figura 2).

Classica membrana grigiastra nella regione orofaringea osservata nella difterite
Figura 2 – Classica membrana grigiastra nella regione orofaringea osservata nella difterite. [Fonte: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Dirty_white_pseudomembrane_classically_seen_in_diphtheria_2013-07-06_11-07.jpg]

La difterite è riconoscibile perché provoca anche l’ingrossamento dei linfonodi del collo.

L’infezione che si manifesta a livello cutaneo, è responsabile della comparsa di lesioni quali ulcere dolorose, arrossate (Figura 3), che producono essudato e non sempre guariscono.

La patologia ha un decorso solitamente benigno, ma nei casi più gravi insorgono complicanze a livello renale, del sistema nervoso e soprattutto a livello cardiaco. Il 3% dei pazienti affetti da difterite va incontro a decesso.

Epidemiologia

Se anni fa la difterite rappresentava la principale causa di decesso in età pediatrica, attualmente nei Paesi sviluppati la difterite si manifesta raramente grazie alla diffusione di un vaccino.

Nei paesi in via di sviluppo invece (Paesi dell’Asia, Pacifico Meridionale, Medio Oriente, Europa Orientale), la difterite può condurre allo sviluppo di epidemie, in quanto non è in atto un regime di vaccinazione adeguato (Figura 4).

Paesi interessati dalla difterite dal 1997 al 2006 in base ai casi riportati dall'OMS
Figura 4 – Paesi interessati dalla difterite dal 1997 al 2006 in base ai casi riportati dall’OMS. [Fonte: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Diphterie.png]

Intorno al 1989 la copertura vaccinale era solo del 20%, nel 2016, si è raggiunta una copertura vaccinale pari all’86%, ciò ha ridotto l’incidenza della patologia.

Diagnosi

Il sospetto diagnostico della difterite si ha quando si osserva una membrana grigiastra sulla superficie della gola o sulle tonsille, oppure quando si ha la presenza di ulcere sulla cute. Per poter confermare la diagnosi, si prelevano campioni dalla gola (Figura 5) o dalla cute che vengono sottoposti ad esami di laboratorio per poter identificare il batterio responsabile delle lesioni.

Tampone faringeo usato in Inghilterra per diagnosticare la difterite tra il 1901 ed il 1930
Figura 5 – Tampone faringeo usato in Inghilterra per diagnosticare la difterite tra il 1901 ed il 1930. [Fonte: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Throat_swab_used_to_diagnose_diphtheria,_England,_1901-1930_Wellcome_L0057972.jpg]

In alcuni casi quando il medico presume che ci siano problemi a livello cardiaco, viene effettuato un elettrocardiogramma.

Inoltre, la difterite va sospettata anche nella diagnosi di altre patologie quali: mononucleosi infettiva, faringite, angina di Vincent, candidosi, sifilide orale.

Terapia e prevenzione

I pazienti affetti da difterite vengono isolati per evitare che contagino altre persone e vengono trattati con un’antitossina (Figura 6), che serve a neutralizzare la tossina prodotta dal batterio, e con antibiotici, quali penicillina o eritromicina, per 14 giorni.

Flacone di antitossina difterica datato 1895
Figura 6 – Flacone di antitossina difterica datato 1895. [Fonte: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Diphtheria_Antitoxin_Bottle_(7844361228).jpg]

L’unica arma per poter contrastare efficacemente l’infezione è il vaccino antidifterico, il quale contiene la tossina batterica, che, trattata, non è più dannosa per l’organismo, ma consente la produzione di anticorpi da parte del sistema immunitario.

Il vaccino utilizzato è detto esavalente in quanto non solo protegge dalla difterite, ma anche dal tetano, pertosse acellulare, poliomielite, epatite B ed Haemophilus influenzae di tipo B. Esso viene somministrato ai bambini nel primo anno di vita, agli adulti non vaccinati e a tutti coloro che si recano in regioni in cui la difterite è ancora molto diffusa.

Il vaccino viene somministrato in tre dosi: al terzo, quinto e dodicesimo mese di vita del bambino e vengono poi eseguite due dosi di richiamo a 6 e 14 anni.

Per poter conservare l’immunità e consigliato ripetere il vaccino ogni dieci anni.

Fonti

Crediti immagini

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