Biotecnologie anti-SARS-CoV-2

BAT-KBP

Ad oggi, si stanno sperimentando numerose tecniche per la produzione di un vaccino efficace anti-SARS-CoV-2. La British American Tobacco (BAT) insieme alla azienda farmaceutica Kentucky BioProcessing (KBP) sta formulando protocolli per l’applicazione di biotecnologie anti-SARS-CoV-2. Lo sviluppo dei test pre-clinici anti-SARS-CoV-2 prevede l’utilizzo di plantule di Nicotiana benthamiana. La pianta del tabacco offre potenzialità per un rapido e sicuro sviluppo del vaccino, se comparata ad altri metodi convenzionali. Si contano tra 1 e 3 milioni di dosi potenziali di vaccini prodotti per settimana, come affermato recentemente dalla BAT. Ma perchè la pianta del tabacco?

  • Queste piante sono sicure, perché non possono ospitare naturalmente patogeni che causano malattie in umani;
  • sono piante veloci, perché gli elementi che costituiscono il vaccino si accumulano nelle plantule del tabacco molto velocemente, circa 6 settimane contro i diversi mesi utili seguendo altri metodi convenzionali;
  • il vaccino prodotto è stabile a temperatura ambiente e non necessita di refrigerazioni;
  • offre il potenziale di distribuire una risposta immune efficiente in una singola dose.

La KBP ha recentemente clonato una porzione della sequenza genica del SARS-CoV-2, che ha condotto allo sviluppo di un potenziale antigene per la produzione di anticorpi. L’antigene viene successivamente inserito nelle plantule di tabacco per la riproduzione. Una volta raccolte le piante ormai cresciute, l’antigene viene estratto da esse, purificato, quindi viene sottoposto a test pre-clinici. Si stanno svolgendo pratiche governative affinché questa valida procedura vada ad avviare un studio clinico il prima possibile. Come affermato dal Dr David O’Reilly, direttore scientifico presso BAT, si sta lavorando con la US Food e la Drug Administration, così come con il dipartimento per la salute del Regno Unito e il BARDA in US.

Infiltrazione soluzione virale sulla parte inferiore della foglia
Figura 1 – Infiltrazione soluzione virale sulla parte inferiore della foglia

CRAG

Una varietà di scienziati tra cui immunologi, epidemiologi, matematici, ingegneri da tutto il mondo, stanno studiando metodi per lo sviluppo del vaccino anti-SARS-CoV-2. A questi, si aggiungono i biotecnologi vegetali del CRAG con nuovi ed innovativi protocolli a basso impatto ambientale, economici e rapidi in grado di trovare una soluzione green alla pandemia. Presso questo centro di ricerca in genomica agraria, si sta proponendo la produzione di antigeni SARS-CoV-2 per la potenziale produzione di vaccini, come affermato dall ricerche della Dr. Coca e del Dr. Lopez-Moya. Lo studio prevede l’utilizzo di plantule di tabacco per la produzione del vaccino. Si pensi alla plantula, come una fabbrica naturale o biofabbrica di antigeni, dove la sua crescita implica l’aumento in numero di antigeni prodotti. I ricercatori stanno sviluppando la stessa procedura in colture di lievito che permettono l’ottenimento dell’antigene in quantità industriali in pochissimi giorni. Questo riportato è un valido esempio di biotecnologie anti-SARS-CoV-2.

US California

Presso l’Università della California, i professori di nano-ingegneria, la Dr. Steinmetz e il Dr. Pokorski stanno lavorando su un vaccino secondo biotecnologie anti-SARS-CoV-2. Il loro metodo consiste nell’ingegnerizzare un virus vegetale che infetta naturalmente i legumi tale da simulare il virus SARS-CoV-2. I peptidi che sono specifici del SARS-CoV-2 saranno rilegati sulla superficie del virus vegetale in modo che esso possa stimolare una risposta immune. Si studia questo approccio per la naturale caratteristica del virus vegetale di non infettare le cellule umane. Questi virus vegetali sono stabili sino ad alte temperature permettendo lo sviluppo di un dispositivo simile ad un foglietto di microaghi che sarà veicolo di diffusione a lento rilascio del vaccino prodotto. Questo tipo di terapia ingegneristica permetterà alle persone in tutto il mondo di auto-applicarsi il prodotto senza il bisogno della visita del medico. L’obiettivo prefissato dal laboratorio è la riduzione delle barriere per la vaccinazione nel mondo.

Riferimenti

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