Il casuario: un pericoloso uccello dall’insolito elmo

Il casuario è considerato uno dei più pericolosi uccelli al mondo per la sua natura diffidente nei confronti dell’uomo. Gli uccelli della famiglia Casuariidae sono nativi delle foreste tropicali della Nuova Guinea, della Nusa Tenggara Orientale, delle isole Molucche e dell’Australia nord-orientale. All’interno di questo genere (Casuarius) si distinguono tre specie con distribuzione differente: il casuario australiano (Casuarius casuarius; di cui parleremo in questo articolo), il casuario di Bennett (Casuarius bennetti) e il casuario uniappendicolato (Casuarius unappendiculatus).

Il casuario australiano

Tra queste, il casuario australiano è molto probabilmente la specie più nota e si trova in Nuova Guinea meridionale e in Australia nord-orientale. E’ un uccello territoriale, solitario e diurno (Figura 1), caratterizzato da un piumaggio nero e vaporoso e da sessi piuttosto simili (sebbene la femmina sia leggermente più grande).

Casuarius casuarius - casuario australiano
Figura 1 – Casuarius casuarius [Fonte: https://birdsoftheworld.org]

Può raggiungere un’altezza di 2 m e pesare fino a 60 kg, il che lo rende il secondo uccello più grande della terra, dopo lo struzzo. Viene anche chiamato “il giardiniere delle foresta” grazie al suo ruolo cruciale nella dispersione dei semi della frutta di cui si nutre, favorendo un rinnovo continuo della foresta. Il suo nome deriva dal malese kasu (“elmo”) e weri (“testa”) in riferimento all’elmo distintivo presente sul suo capo. Infatti, tutte le specie del genere Casuarius sono accumunate dalla presenza di una singolare cresta ossea, rivestita da cheratina, una specie di elmo tagliente e si differiscono proprio per la forma dell’elmo, oltre che per la disposizione delle caruncole (o bargigli) che gli pendono dal collo e per la colorazione del collo.

La cresta ossea del casuario sembrerebbe avere diverse funzioni, ancora ampiamente discusse, tra cui quella di consentire al casuario di farsi strada tra la fitta vegetazione della foresta pluviale, proteggendo il cranio da collisioni oppure quella di favorire la dispersione del calore. Creste particolarmente asimmetriche, caratterizzate da un’accentuata curvatura verso destra o sinistra rispetto alla linea mediana, si riscontrano nel casuario australiano e sono attualmente oggetto di numerosi studi (Figura 2).

Variabilità intraspecifica dell’elmo di Casuarius casuarius
Figura 2 – Variabilità intraspecifica dell’elmo di Casuarius casuarius. [Fonte: Green et al. 2022]

Filogenesi ed evoluzione

Il casuario, come gli altri ratiti (emù, nandù, struzzi, kiwi, gli estinti moa e gli uccelli elefante), è incapace di volare e sfrutta le sue lunghe e robuste zampe per correre e compiere ampi balzi. I ratiti sono paleognati molto antichi che iniziarono a diversificarsi circa 70-80 Ma (milioni di anni fa), alla fine del Cretaceo, quando l’ancestrale antenato di questo superordine di uccelli si diffuse nell’emisfero meridionale attraverso il Sud America (ad eccezione dello struzzo che passò dall’Eurasia all’Africa).

Con l’estinzione di massa di fine Cretaceo (K-Pg event), che spazzo via i dinosauri non-aviani, i paleognati si diversificarono e si dispersero in volo attraverso l’Antartide – che all’epoca era un continente temperato e non ancora il deserto di ghiaccio in cui si trasformò circa 35 Ma – nei vari frammenti di terre del Gondwana, come l’Australia, la Nuova Zelanda o il Madagascar, dove poi, in maniera indipendente persero la capacità di volare e crebbero di dimensioni , ad eccezione dei kiwi (Figura 3).

Filogenesi ed evoluzione dei Paleognati
Figure 3 – Filogenesi ed evoluzione dei Paleognati [Fonte: Maderspacher 2017]

Per via di queste sue antiche origini, il casuario presenta caratteri molto primitivi ed è attualmente oggetto di molti studi in ambito evolutivo. La prima comparsa del genere Casuarius risale a circa 5 Ma e ricade nel Pliocene inferiore.

La cura della prole

Generalmente la femmina si accoppia con diversi maschi (poliandria) deponendo da tre a cinque uova di colore verdastro e di volta in volta lascia a ciascun padre l’onere della cova e della cura dei pulli. Gli immaturi, a differenza degli individui adulti, sono di colore marrone con strisce longitudinali più scure (Figure 4).

Casuari immaturi (con livrea striata) e adulto
Figura 4 – Casuari immaturi (con livrea striata) e adulto. [Fonte: https://www.rainforestrescue.org.au/save-the-cassowary/]

Le vocalizzazioni degli uccelli hanno affascinato gli esseri umani per millenni, in parte perché la maggior parte di essi produce suoni e canti affascinanti che ricadono all’interno della percezione uditiva umana. I casuari, invece, oltre alle vocalizzazioni con frequenze udibili dall’uomo, emettono anche suoni a frequenza molto bassa (<32 Hz nel caso del C. casuarius) che possono propagarsi per chilometri senza venire attenuati dalla fitta vegetazione della foresta. Note a bassa frequenza sembrerebbero rappresentare un sistema di comunicazione a grande distanza. Tuttavia, i meccanismi alla base della produzione di queste frequenze sono ancora in gran parte sconosciuti.

Questi vocalizzi vengono anche definiti “booming”, ovvero vocalizzazioni generate dal flusso d’aria che attraversa i sacchi aeriferi.  I richiami dei giovani casuari sono molto frequenti e ben udibili, soprattutto se si tratta di richiami di allarme. Questi sono rivolti al padre dal momento che a lui spetta il compito di proteggerli e di prendersene cura. E’ l’atteggiamento difensivo e territoriale più che offensivo a rendere il casuario un uccello pericoloso, dato che raramente attacca se non in caso di reale minaccia.

Armi di difesa

Che cosa rende il casuario pericoloso?

Le zampe del casuario, robuste e squamate, ricordano molto quelle dei suoi antenati, i dinosauri teropodi (dinosauri aviani) e sono munite di tre dita dotate di artigli estremamente affilati che fungono da pugnali letali. In particolare, l’artiglio presente sul dito più interno, sfiora quasi i 13 cm di lunghezza (Figura 5).

Dettaglio dei tre artigli di casuario. Da notare la dimensione dell’artiglio più interno
Figura 5 – Dettaglio dei tre artigli di casuario. Da notare la dimensione dell’artiglio più interno. [Fonte: https://twitter.com/sfzoo/status/1036735096106168320]

Questa sua arma conferisce al casuario la reputazione di uccello estremamente pericoloso. Infatti, se minacciato, sferra potenti calci a persone e animali, arrivando a ferire gravemente il bersaglio e in alcuni casi a causarne la morte. Di questa sua pericolosità ne sono ben consci gli abitanti della penisola di Cape York (nel Queensland, Australia) che hanno tappezzato le strade di cartelli dettagliati su come comportarsi in caso di un incontro ravvicinato con questo ratite, invitando i passanti a non addentrarsi nella foresta senza precauzione e di prestare attenzione agli esemplari che attraversano la strada per evitare incidenti.

..uccello pericoloso o in pericolo?

Tuttavia, sebbene ritenuto un uccello molto pericoloso, il casuario in realtà preferisce di gran lunga la fuga essendo schivo per natura. Attualmente, le tre distinte popolazioni di Casuarius casuarius presenti in Australia sono da considerarsi minacciate e vulnerabili secondo il Nature Conservation Act 1992 dello stato del Queensland. Di recente, l’organizzazione ambientalista Rainforest Rescue ha avviato una campagna di sensibilizzazione denominata “Save the Cassowary” in risposta al declino dei casuari meridionali in Australia. L’intento è quello di informare e sensibilizzare le persone sulla vulnerabilità di questi incredibili animali, attualmente a rischio a causa della distruzione del loro habitat, dei numerosi incidenti automobilistici, degli attacchi dovuti ai cani, delle malattie (come la tubercolosi aviana) e infine del cambiamento climatico. I casuari sono specie chiave (“keystone species“) per la conservazione di numerose piante e senza di loro la struttura della foresta pluviale cambierebbe in modo sostanziale.

Fonti:

  • Green, T. L., & Gignac, P. M. (2021). Osteological description of casque ontogeny in the southern cassowary (Casuarius casuarius) using micro-CT imaging. Anatomical Record, 304(3), 461–479. https://doi.org/10.1002/ar.24477
  • Green, T. L., Kay, D. I., & Gignac, P. M. (2022). Intraspecific variation and directional casque asymmetry in adult southern cassowaries (Casuarius casuarius). Journal of Anatomy, 241(4), 951–965. https://doi.org/10.1111/joa.13733
  • Mack, A. L., & Jones, J. (2003). Low-frequency vocalizations by cassowaries (Casuarius spp.). The Auk, 120(4), 1062–1068. https://doi.org/10.2307/4090277
  • Maderspacher, F. (2017). Evolution: Flight of the Ratites. Current Biology, 27(3), R110–R113. https://doi.org/10.1016/j.cub.2016.12.023
  • Moore, L. A. (2007). Population ecology of the southern cassowary Casuarius casuarius johnsonii, Mission Beach north Queensland. Journal of Ornithology, 148(3), 357–366. https://doi.org/10.1007/s10336-007-0137-1
  • Casuarius. (4 gennaio 2023). Wikipedia, L’enciclopedia libera. Tratto il 14 marzo 2023, 16:44 da //it.wikipedia.org/w/index.php?title=Casuarius&oldid=131330005.

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Allyson Vigano

Dottoressa di ricerca in Scienze della Terra, specializzata in micropaleontologia, da sempre appassionata di scienza e divulgazione scientifica. Oltre a svolgere attività di ricerca, sono guida zoologica e operatrice didattico-museale.

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