La geofagia nel regno animale e gli effetti sulla salute umana

Introduzione alla geofagia

La geofagia è la pratica intenzionale di mangiare terreno, incluso suolo, termitai, nidi e sostanze come argilla e gesso. E’ una pratica ampiamente diffusa in natura (su tutti elefanti, ungulati, tapiri, pipistrelli e pappagalli), ed è documentata in più di 100 specie di primati. La geofagia si verifica anche negli esseri umani, ed è segnalata più comunemente tra i bambini e le donne incinte.

La geofagia umana è classificata come una forma di pica, ovvero la voglia anomala di consumare intenzionalmente oggetti diversi dal cibo, quali monete, sapone ed altri.

Nel Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali è classifica come disturbo alimentare, se ritenuta socialmente o culturalmente non appropriata.

Parroccheti alicobalto (Brotogeris cyanoptera) praticano geofagia sul letto del fiume - Geofagia nel regno animale
Figura 1 – Parroccheti alicobalto (Brotogeris cyanoptera) praticano geofagia sul letto del fiume

Geofagia nel regno animale tra primati nonumani

Nella storia evolutiva dei primati, la geofagia ha facilitato il consumo di piante con importanti proprietà antiossidanti, legandosi con i metaboliti secondari vegetali tossici e rappresentando una delle chiavi evolutive della dieta e della medicina umana.

I primati mangiano terra proveniente da varie parti: il suolo, la base di un albero sradicato o sotto il tronco, i cumuli di insetti (termiti, formiche tagliafoglie e cicale), i nidi degli uccelli fornai, i pendii erosi o i mattoni di terra, ecc.

Macachi intenti a consumare frammenti di suolo - Geofagia nel regno animale
Figura 2 – La pratica della geofagia è stata confermata anche nei macachi

I ricercatori presumono che la geofagia occorra maggiormente negli animali folivori più che in quelli frugivori, poiché le foglie contengono maggiormente i metaboliti secondari tossici.

Alcuni ricercatori hanno approfondito la capacità della terra, una volta ingerita, di adsorbire le tossine, alleviare la diarrea, calmare i disturbi gastrointestinali, sostenere la funzione digestiva o mediare l’infezione da parassiti.

Ad esempio, diversi autori hanno trovato un’associazione tra l’aumento della geofagia e il consumo di alimenti ad alta energia e basso contenuto di fibre che causano disturbi gastrici.

Il consumo di terra non sembrerebbe superare la concentrazione media in minerali rispetto a quelli provenienti da cibi comuni.

Comprendere le cause della geofagia potrebbe offrire importanti spunti sulla conservazione delle specie che affrontano la rapida distruzione dell’habitat e le sfide nutrizionali associate al cambiamento climatico. Inoltre, una migliore comprensione della geofagia sarà utile per la gestione dei primati in natura e per l’allevamento in cattività

Geofagia nel regno animale nei pappagalli

Esistono diverse specie di pappagalli in cui è stato dimostrato essere consumatori di suolo. Tra questi, i pappagalli sudamericani sono stati visti leccare l’argilla (es: cacatua ciuffogiallo è stato documentato ingerire argilla in Papua Nuova Guinea).

 L’analisi dei terreni consumati dagli uccelli selvatici mostra che spesso preferiscono terreni con un alto contenuto di argilla, solitamente con una buona parte di argille del gruppo della smectite.

Pappagalli in Amazzonia consumano terra
Figura 3 – Geofagia nel regno animale: I Pappagalli in Amazzonia sono stati osservati praticare la geofagia

La preferenza per alcuni tipi di argille o terreni può portare ad anomalie del comportamento alimentare. I pappagalli della foresta Amazzonica peruviana si riuniscono su uno specifico strato di suolo sul fiume Mansu. Questi pappagalli mangiano regolarmente semi e frutti acerbi che contengono alcaloidi e altre tossine che rendono i semi e la frutta amari e addirittura letali. Poiché molte di queste sostanze chimiche si caricano positivamente in uno stomaco acido, essi fanno affidamento sui minerali argillosi, che hanno letti di scambiatori cationici (carichi negativamente), per renderle sicure. I loro terreni preferiti hanno scambiatori cationici con una capacità maggiore rispetto agli strati adiacenti scartati, poichè ricchi di smectite, caolinite e mica. I terreni preferiti superano il minerale puro caolinite e superano o si avvicinano alla bentonite pura per capacità di creare legami con l’acido chinico o tannico.

La geofagia nei pappagalli in Sud America

I ricercatori Lee et al. hanno mostrato che la geofagia nei pappagalli in Sud America è connessa in misura significativa alla distanza dall’oceano. Questo potrebbe suggerire che non sia la variazione della tossicità del cibo, ma la generale mancanza di sodio essere un miglior indicatore sulla distribuzione geografica degli pratiche della geofagia.

L’intenzionale ingestione di particolari tipologie di terreno consente infatti di poter garantire una maggiore variabilità nutrizionale e di proteggere le mucose dell’apparato digerente da problemi chimici e fisici, migliorando al contempo la digestione di alcuni alimenti.

Le ipotesi della Geofagia nel regno animale

Il consenso delle precedenti revisioni della letteratura sulla geofagia tra NHP (primati non umani) era che le carenze minerali, le tossine alimentari, la diarrea e il pH intestinale fossero le principali cause.

Un possibile scenario è che, se la geofagia è protettiva, si dovrebbe verificare con più frequenza durante i periodi di maggiore suscettibilità a malattie e a infezioni. Tra gli esseri umani, la gravidanza è una fase della vita particolarmente vulnerabile, e le donne sperimentano maggiori disturbi gastrointestinali

Un’altra ipotesi è che la geofagia potrebbe essere un palliativo per le conseguenze da esposizione a tossine e infezioni che comportano disturbi gastrointestinali

In effetti, nella loro ultima importante revisione sulla geofagia riguardante i primati non umani, Krishnamani e Mahaney (2000) hanno identificato sei potenziali funzioni della geofagia. Quattro di queste sono collegate all’attenuazione del disagio gastrointestinale: adsorbimento di tossine (ad esempio, PSC à cultivar sicure per l’inquinamento), regolazione del pH intestinale , sollievo da diarrea e contrasto degli endoparassiti.

L’ipotesi di protezione

L’ipotesi di protezione considera anche che la composizione delle terre consumate favorisca la protezione contro gli irritanti intestinali.

Studi precedenti hanno dimostrato che i minerali argillosi, una volta consumati, possono essere protettivi attraverso tre potenziali meccanismi. Innanzitutto, i minerali argillosi possono adsorbire direttamente alcuni PSC, altri composti nocivi e batteri.

In secondo luogo, possono rafforzare l’epitelio luminale del tratto gastrointestinale per proteggere da PSC, altre sostanze chimiche dannose e agenti patogeni.

Terzo, le argille attraggono e provocano lisi di cellule batteriche.

Simile all’ipotesi di protezione, l’ipotesi di integrazione postula che il consumo di materiali terrestri sia un comportamento adattativo. In questa ipotesi, la geofagia fornirebbe elementi essenziali altrimenti carenti nella dieta.

Le carenze nutrizionali infatti influenzano negativamente la salute generale, la crescita, la vitalità riproduttiva e aumentano la suscettibilità alle malattie.

Una terza ipotesi, l’ipotesi non adattativa, funge da ipotesi non funzionale, ovvero non vi è alcun beneficio fisiologico nel mangiare la terra.

La geofagia nel mondo

La geofagia è diffusa quasi ovunque nelle società tribali e rurali (sebbene apparentemente non sia stata mai attestata in Giappone o in Corea).

In Africa, per esempio, la caolinite, conosciuta talvolta come kalaba (in Gabon e Camerun), calaba e calabachop (nella Guinea equatoriale), è mangiata per piacere o per placare la fame. Il caolino per il consumo umano è venduto nella maggior parte dei mercati in Camerun ed è spesso aromatizzato con spezie quali pepe nero e cardamomo. Il consumo è maggiore tra le donne, soprattutto per curare la nausea durante la gravidanza, nonostante i livelli pericolosi per il nascituro di arsenico e piombo. Un altro esempio di geofagia è riportato a Mangaung in Sudafrica, dove la pratica è studiata dal punto di vista geochimico. Il Calabash chalk (o calabr stone in inglese, craie o argile in francese) è un alimento mangiato in Africa occidentale.

Ragazzo geofagico
Figura 4 – “Ragazzo geofagico

Ad Haiti, è noto che le persone povere mangino biscotti di fango fatti di terra (Mud cookie), impastati con sale e grasso alimentare. Questi biscotti hanno un valore nutrizionale minimo, ma riescono a tenere in vita i poveri. Tuttavia, il consumo a lungo termine dei biscotti sembra provocare dolore di stomaco e malnutrizione, ed è sconsigliato dai medici.

"Mud cookies" di Haiti
Figura 5 – “Mud cookies” di Haiti

Benefici della geofagia

Il contenuto di minerali nelle argille varia da regione a regione, ma molte contengono alti livelli di calcio, ferro, rame e magnesio. Questi sono minerali essenziali per la dieta umana ma ancora più critici durante la gravidanza. Le argille bianche, sono fatte di caolino. In effetti, Rolaids, Maalox e altri medicinali raccomandati per nausea e disturbi di stomaco sono composti degli antiacidi che si trovano nelle argille di caolino bianco.

La  maggior parte delle donne che praticano la geofagia ottengono le porzioni di argilla da fonti provenienti dai primi centimetri di terreno, che hanno la maggior attività biologica e la maggior parte di batteri, parassiti e altri agenti patogeni.

Mangiare argilla può essere un modo per rafforzare il sistema immunitario durante la gravidanza, oltre all’effetto calmante che può avere sul sistema gastrointestinale della madre, che può soffrire di attacchi di nausea mattutina.

Minerali argillosi

Una caratteristica comune nel consumo di terra è la presenza di minerali argillosi. Gli esseri umani hanno utilizzato per secoli il minerale argilloso caolinite come principale ingrediente attivo nei farmaci antidiarroici e topici.

Sembra che i minerali argillosi portino alcuni benefici a livello microbiologico, come la protezione dello stomaco contro tossine, parassiti e agenti patogeni. Gli esseri umani non sono capaci di sintetizzare la vitamina B12, perciò la geofagia potrebbe essere un adattamento comportamentale per ottenerla dai batteri nel suolo.

Il contenuto minerale nel terreno può variare di regione in regione. Molti contengono alti livelli di calcio, rame, magnesio, ferro e zinco, minerali fondamentali per lo sviluppo dei feti. Ciò può causare il desiderio di masticare metallo, terra o ghiaccio nelle donne in gravidanza.

Nella misura in cui queste voglie, (così come nel caso della masticazione di ghiaccio o altro cibo freddo vasocostrittore che aiuti ad aumentare l’ossigeno nel cervello restringendo le vene del collo) risultino terapeuticamente efficaci, diminuendo la mortalità infantile, tali predisposizioni genetiche e gli stimoli ambientali associati si potrebbero riscontrare anche nel bambino.

Inoltre, è più probabile che in villaggi poveri da diverse generazioni o altre comunità dalla genetica chiusa sia presente il desiderio di consumare argilla. Ciò aumenterebbe la probabilità di sopravvivenza attraverso diverse gravidanze.

Problematiche derivanti dalla geofagia nel regno animale

La geofagia può avere una serie di potenziali impatti negativi. Tra tutti l’infezione da parassiti, batteri o virus, ingestione di metalli pesanti o sostanze chimiche tossiche, e maggiore vulnerabilità alla predazione.

Diversi studi hanno dimostrato come il consumo di determinati  materiali possano inibire l’uptake del ferro alimentare.

La stitichezza è un disturbo comune tra coloro che mangiano regolarmente argilla, a causa dello stesso effetto legante che lo rende un efficace rimedio anti-diarrea.

Conclusioni sulla Geofagia nel regno animale

Ci sono ovviamente dei rischi nel consumo di terra contaminata da feci umane o animali. In particolare, le uova dei vermi, come l’Ascaris, che possono rimanere in vita nel suolo per anni, possono portare a delle infezioni. Il tetano costituisce un ulteriore rischio. Anche l’avvelenamento da piombo e l’esposizione da zinco possono essere pericolosi per la salute tra le persone che si nutrono di terreno regolarmente. La geofagia in gravidanza è stata associata a interruzioni dell’omeostasi e danni ossidativi nei ratti.

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Francesco Centorrino

Sono Francesco Centorrino, creatore ed amministratore di Microbiologia Italia, primo sito di divulgazione microbiologica in Italia. Sono laureato in biologia e molto appassionato di tecnologia, cinema, scienza e fantascienza. Sono Siciliano ma vivo e lavoro in Basilicata come analista di laboratorio microbiologico presso una nota azienda farmaceutica. Ho creato il portale di Microbiologia Italia per condividere conoscenza ed informazioni a chiunque fosse interessato a questa bellissima scienza. Potete trovare tutti i miei contatti al seguente link: https://linktr.ee/fcentorrino.