Il virus dell’HIV lo controlli con una penna USB

Dalla Gran Bretagna un nuovo strumento per facilitare la cura ed il monitoraggio dei soggetti sieropositivi all’HIV. La tecnologia finalmente al servizio della salute!

Una nuova tecnologia per monitorare la carica virale delle persone affette dall'HIV. (Picture by www.livescience.com)
Una nuova tecnologia per monitorare la carica virale delle persone affette dall’HIV. (Picture by www.livescience.com)

Terribile e sempre presente nel tessuto sociale…la paura per l’HIV e, di conseguenza, dell’AIDS ci accompagna dagli anni ’80. Per fortuna che la scienza si è davvero data da fare per sviluppare cure valide per questo virus, infatti ora possiamo dire che un soggetto sieropositivo con una diagnosi molto precoce può sperare in una aspettativa di vita quasi uguale ai soggetti sieronegativi, seguendo le tante terapie disponibili negli ultimi anni. Purtroppo, tali persone sono costrette a seguire una terapia a vita ed a sopportorsi con una certa frequenza ad analisi del sangue per monitorare l’efficacia dei farmaci sulla viremia.

Una nuova tecnologia si inserisce nel risolvere in parte le tempistiche e la complessità di questi test del sangue. Una chiavetta USB può essere utilizzata per verificare i livelli di HIV presenti nel sangue, poichè il dispositivo è dotato di un chip che utilizza soltanto una goccia di sangue per rilevare la carica virale. Esso crea un segnale elettrico che viene registrato sulla chiavetta USB e, successivamente, può essere letto al pc.

Attualmente, per i test della carica virale passano almeno tre giorni e, soprattutto nei paesi in via di sviluppo, i campioni devono essere inviati ad un laboratorio magari a molti chilometri di distanza. Invece, questo strumento è piccolo, leggero, portatile, ed i risultati del test richiedono meno di 30 minuti. Lo studio pubblicato su “Scientific Reports” proviene da un gruppo di ricercatori del Dipartimento di Medicina dell’Imperial College di Londra, in cui l’efficacia e la precisione di questo strumento è stata testata in 990 campioni di sangue, risultando in una precisione fino al 95% nel rilevare il corretto valore di carica virale. Ovviamente, il dispositivo dovrà essere ulteriormente sviluppato e migliorato prima che possa essere disponibile nella pratica giornaliera dei medici e dei loro pazienti.

Nell’attesa di ulteriori e lieti aggiornamenti sulla cura dell’AIDS, non possiamo che ricordare che la primissima arma contro l’HIV è la prevenzione, quindi rapporti protetti ed igiene personale possono essere potenti alleati per fermare la diffusione di questo terribile virus, che fa ancora tantissime vittime in tutto il mondo.

 

Giovanni Di Maio (alias Santi Rocca)

 

Fonti: Live Science , Ansa , Scientific Reports .

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