Oggi una questione di grande importanza per il benessere della popolazione ĆØ la sicurezza alimentare. Parliamo in particolare di āfood safety and securityā, ovvero assicurare alle persone cibo ed acqua per soddisfare il fabbisogno energetico che il nostro organismo necessita per vivere. Numerosi enti si occupano di ricerche per perseguire lāidea di cibo āsanoā e āsicuroā. Tra questi, lāEuropean Food Safety Authority (EFSA) ĆØ unāagenzia europea che si occupa di consulenza scientifica e comunicazione sui rischi legati alla catena alimentare. La Commissione europea ha incaricato lāEFSA di eseguire ricerche sui prodotti alimentari, in particolare sulla presenza di ocratossina A nei cibi e gli effetti sull’uomo. Le ricerche sono state effettuate nel 2006 e sono state aggiornate dallo stesso ente.
Ocratossina A
Il primo step per comprendere al meglio una ricerca cosƬ complessa ĆØ conoscere questa tossina e perchĆ© viene tanto incriminata. Lāocratossina ĆØ una micotossina prodotta da funghi del genere Aspergillus e Penicillium, come A. ochraceus, A. carbonarius e P. verrucosum. Lāocratossina A ĆØ quella più diffusa, e la sua tossicitĆ ĆØ dovuta alla presenza di cloro come gruppo sostituente (gruppo -R).
La particolaritĆ che le pone al centro di attente ricerche ĆØ la loro presenza in alimenti di vario genere. In particolare, queste micotossine possono subire alterazioni della struttura chimica per via di reazioni chimiche e biologiche, che possono avvenire durante la trasformazione o il metabolismo degli alimenti. Queste reazioni possono incrementarne la tossicitĆ . Per esempio, una forma modificata di ocratossina A ĆØ il suo estere etilico, lāocratossina C, che viene rapidamente convertito nella forma A dopo la somministrazione orale.

Dopo lāingestione, lāocratossina A viene assorbita rapidamente in molti animali e il picco nel sangue viene raggiunto in poche ore. Essendo molto affine alle proteine plasmatiche, questa tossina ĆØ molto biodisponibile allāinterno di un organismo. La sua biodisponibilitĆ , però, varia a seconda della specie animale, della dose somministrata, della presenza di cibo nello stomaco al momento della somministrazione e del mezzo di diffusione. Tra i rischi da prendere in considerazione cāĆØ la possibilitĆ di tossicitĆ e tumori a livello renale in diverse specie animali, come provato nei roditori.
Esistono forme di disintossicazione? Certo. Con l’idrolisi dellāocratossina A si ottiene lāocratossina alpha. La formazione di questo metabolita rappresenta unāimportante via di disintossicazione dalla forma A. Ocratossina alpha viene parzialmente assorbita dallāintestino, ma non si accumula nei reni e viene rapidamente escreta attraverso le urine. I ricercatori affermano che il microbioma intestinale (microbioma del rumine nei ruminanti) sarebbe lāartefice della produzione della forma alpha.
La ricerca dellāEFSA
LāUnione Europea ha stabilito i livelli massimi di ocratossina A ammessi negli alimenti. Nonostante ciò, sono stati rilevati alti livelli della micotossina in alimenti per i quali non ĆØ stato fissato il limite massimo. Anche al fine di impostare questi limiti, lāEFSA ĆØ stato incaricato di studiare la tossicitĆ dellāocratossina A ed effettuare un confronto con gli studi eseguiti nel 2006.
Numerosi sono gli studi effettuati nelle precedenti ricerche. Tra questi, per esempio, gli scienziati dellāEFSA hanno scoperto che questa micotossina ĆØ nefrotossica, in quanto tutte le specie animali trattate ne hanno dato prova. Questo effetto si ipotizza sia dovuto a stress ossidativo. Lāocratossina A può accumularsi negli organi come i reni in cui, in seguito ad esposizione cronica, può provocare tumori a reni e fegato di roditori.
Secondo il parere dei ricercatori, la dieta alimentare sarebbe alla base dellāesposizione degli organismi allāocratossina: cereali e loro derivati, vino, birra, succo dāuva, caffĆØ, cacao e derivati, carne suina ecc. sarebbero quindi una potenziale fonte. Si stima che per i consumatori medi i livelli di esposizione variano tra 15 e 20 ng/kg di peso corporeo a settimana, mentre per i grandi consumatori i livelli sono tra 40 e 60 ng/kg di peso corporeo a settimana. Queste stime, però, nel caso dei bambini possono mostrare dei livelli di esposizione più elevata.
Per la ricerca, EFSA ha fatto riferimento anche alla propria banca dati completa europea sui consumi alimentari. I soggetti sono classificati in classi di etĆ , con l’aggiunta delle sezioni “Donne in gravidanza” e “Donne in allattamento”. I dati sul consumo di cibo derivano da studi di 53 diverse indagini eseguite in 22 paesi europei. Di questi sono stati selezionati 38 sondaggi dietetici per la stima dellāesposizione cronica.
LāOcratossina A negli alimenti
Forme modificate di ocratossina possono essere presenti nei prodotti alimentari, contribuendo all’esposizione e alla tossicitĆ . Per via delle loro strutture alterate, queste micotossine possono sfuggire alle rilevazioni con metodi analitici eseguite per individuare le micotossine madri.
āPosso offrirle un caffĆØ?ā. Lāocratossina A ĆØ una micotossina abbastanza stabile. Nonostante ciò, può subire variazioni se posta a più di 180°C, temperatura della torrefazione del caffĆØ. Tra la micotossina e i polisaccaridi del caffĆØ si forma un legame mediante lāesterificazione del suo gruppo carbossilico. Durante la preparazione della bevanda, probabilmente alcuni esteri vengono idrolizzati, e lāocratossina A liberata viene rilasciata nel caffĆØ. Per avvalorare questa affermazione si tenga conto che le quantitĆ di micotossina rilevate sono maggiori nel caffĆØ preparato rispetto a quelle riscontrate nei chicchi di caffĆØ tostato. Recentemente sono state riscontrate tracce della micotossina anche in altri alimenti e bevande, come caffĆØ al malto e pane di segale.
Nei vegetali. Lāocratossina può essere metabolizzata dai vegetali. In molte piante coltivate, infatti, possono essere presenti metaboliti, forme modificate della micotossina, che potrebbero contribuire al rischio per la salute dei consumatori. Queste micotossine trasformate nelle piante vengono definite āmascherateā.

E nelle carni? Molti mangimi per lāalimentazione di animali destinati alla produzione di prodotti alimentari contengono ocratossina A. Grazie alla sua elevata biodisponibilitĆ e lunga emivita, la micotossina si può accumulare nelle carni e organi di suini, vitelli, conigli etc.
I polli sono in grado di eliminare la micotossina velocemente rispetto ad altri animali allevati. Nelle uova la tossina si trova solo quando lāassunzione da parte dellāadulto che le produce ĆØ molto elevata.
La lunga emivita della tossina fa si che si possa accumulare nei tessuti di animali monogastrici, come i suini, e quindi essere presente nelle carni.
Diversa ĆØ la situazione per bovini e altri ruminanti. Questi animali riescono a degradare lāocratossina A alla forma alpha grazie alla microflora presente nel rumine. La quantitĆ di micotossina rilevata nelle carni ĆØ bassa perchĆ© solo una piccola quantitĆ ĆØ assorbita dai tessuti. La capacitĆ idrolitica dei microrganismi del rumine, e quindi la capacitĆ di disintossicare, varia a seconda del contenuto di proteine nei mangimi. In linea con la quantitĆ di ocratossina che raggiunge la circolazione nei ruminanti, le stime dicono che lo 0,01% di micotossina viene traferito nel latte. Nonostante ciò, la presenza risulta essere più elevata dei formaggi, come quelli a muffa blu in cui i livelli sono compresi tra 0,25 e 3,0 μg/kg. Questi livelli non derivano dal latte, ma si ottengono durante la stagionatura e conservazione del formaggio.
I test effettuati su trota, carpa e salmone atlantico indicano che solo piccole tracce raggiungono il tessuto commestibile, rendendo quindi il pesce una fonte non a rischio per lāesposizione.
Osservazioni degli effetti sullāuomo
I ricercatori si sono occupati di valutare lāassociazione tra ocratossina A e malattie a reni, vescica e carcinoma epatocellulare nellāuomo. Tuttāora non ĆØ possibile stabilire la presenza di un collegamento. La distribuzione di micotossina nei vari organi dipende dalla specie animale, dalla dose somministrata e dallo studio cinetico. Molti studi riportano lāordine dei tessuti che presentano le più alte concentrazioni dopo la somministrazione. Per esempio, in seguito ad una somministrazione orale di 0,2 mg/kg di peso corporeo, gli organi che presentano maggior presenza di micotossina sono reni, polmoni, fegato e cuore, milza, cervello (in ordine decrescente).
La compromissione della funzionalitĆ renale, indicata da un aumento della concentrazione proteica nelle urine, necessita di conferma e studi più ampi. La questione avrebbe riguardato un limitato numero di neonati in Egitto, esposti ad alti livelli di ocratossina durante il periodo di gravidanza e lāallattamento. La micotossina, infatti, può essere trasferita alla prole tramite il latte materno non solo nellāuomo, ma in tutti gli animali.
Esiste una correlazione tra la concentrazione della tossina nel latte e la dieta alimentare. Questi livelli aumentano per i consumatori abituali di pane, prodotti da forno, salumi, dolci. Monitorando le concentrazioni nel latte e sangue di nove donne in fase di allattamento, ĆØ stato notato che i livelli della forma alpha erano inferiori a quelli della forma A. In uno studio simile, oltre a campioni di latte e sangue, venivano prelevati campioni di urina dei bambini. Le concentrazioni di micotossina nelle urine erano correlate al quantitativo presente nel latte materno.
Ć chiaro che lāocratossina e i metaboliti vengono escreti con urina e feci, e nellāuomo sembra prevalere la via urinaria. Si tratta di due vie di smaltimento lente per via dellāaffinitĆ tra tossina e proteine plasmatiche e del basso tasso di metabolismo.
Questi risultati non sono definitivi: sono infatti necessari ulteriori studi per chiarire la questione degli effetti tossici e cancerogeni su reni e altri organi. Oltre a questi, necessitano di chiarimenti i risultati ottenuti sugli animali, sul trasferimento di ocratossina alla prole, e sui livelli di tossina nel latte materno.
Fonti
- https://www.efsa.europa.eu/en/news/ochratoxin-food-public-health-risks-assessed
- Immagine: https://ilfattoalimentare.it/aflatossine-fichi-rasff-1.html
- Immagine: https://alimentazione360.it/prodotti-della-natura/varieta-di-caffe-tutte-le-tipologie-in-commercio
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