Aspergillus flavus

Aspergillus flavus è un fungo patogeno appartenente alla famiglia delle Trichocomaceae. È un saprofita cosmopolita noto per le infezioni che provoca nei cereali e per la produzione di aflatossine, sostanze tossiche per i mammiferi. E’ anche un patogeno opportunista negli esseri umani e negli animali causando l’aspergillosi. 

Caratteristiche

Aspergillus flavus è un fungo filamentoso (composto da catene cellulari, chiamate hyphae); al microscopio, Aspergillus presenta queste caratteristiche: ha una testa conidale (costituita da conidi, fialidi e metule), lo stipite terminante è chiamato conidoforo (con ife conidofore), avente un rigonfiamento denominato vescicola e conidiofori (Fig.1). Le spore vengono rilasciate dai fitalidi. Aspergillus tollera eccellentemente le alte temperature, fino a 50 °C.

Struttura Aspergillus flavus
Figura 1 – Struttura di Aspergillus flavus

Filogenesi

DominioEukaryota
RegnoFungi
DivisioneAscomycota
SottodivisionePezizomycotina
ClasseEurotiomycetes
SottoclasseEurotiomycetidae
OrdineEurotiales
FamigliaTrichocomaceae
GenereAspergillus
SpecieA. flavus

Morfologia delle colonie

Le colonie di Aspergillus flavus (Fig.2) variano nell’aspetto, in un primo momento sono giallastri, poi si trasformano in toni giallo-verdi e col passare del tempo si trasformano in toni più scuri come il giallo-marrone. La parte posteriore della colonia può essere incolore o giallastra marrone. L’aspetto va dal lanoso alla sabbioso.

Aspetto colonia A. flavus
Figura 2 – Aspetto della colonia di Aspergillus flavus

Patogenesi

Abitualmente non patogeni, questi funghi microscopici sono molto diffusi nell’ambiente, ad esempio, in materiali isolanti di pareti o soffitti, sistemi di aria condizionata, ecc. L’organo prevalentemente colpito è il polmone; in questa sede, la colonizzazione provoca la comparsa di ascessi, polmoniti e broncopolmoniti. In molti casi, poi, il polmone rappresenta il focolaio da cui l’infezione si può diffondere a molti altri organi.

Di solito, le infezioni invasive si verificano per l’inalazione di spore ed, occasionalmente, per invasione diretta di queste attraverso la cute lesionata; dopo il loro ingresso, gli aspergilli invadono i vasi sanguigni, disseminandosi ad altri siti. Le colonizzazioni da Aspergillus sp. possono essere anche croniche progressivenon invasive oppure a minima invasività. In quest’ultimo caso, il patogeno tende ad infettare preesistenti lesioni cavitarie causate da precedenti patologie dei polmoni (es. bronchiectasie, o altre infezioni croniche), dei seni paranasali o dei canali auricolari (otomicosi). A volte, le infezioni focali determinano un nodulo micotico (aspergilloma), con caratteristica crescita di un’aggrovigliata massa di ife, con essudato fibrinoso e poche cellule infiammatorie, tipicamente incapsulate da tessuto fibroso. Esistono anche forme cutanee di aspergillosi (dette primarie superficiali) poco frequenti.

L’aspergillosi si manifesta prevalentemente sotto forma di asma, polmonite, sinusite o malattia sistemica rapidamente progressiva. La forma invasiva extrapolmonare esordisce con lesioni cutanee, sinusite o polmonite acuta e può coinvolgere il fegato, i reni, il cervello ed altri tessuti; spesso, il decorso è veloce e rapidamente fatale.

Metodi di identificazione

La diagnosi e l’identificazione del patogeno può essere confermata da immagini radiologiche (Fig.3), esami colturali e sierologici di campioni clinici. Gli esami colturali si rifanno alle caratteristiche delle colonie descritte in precedenza, mentre, per gli esami sierologici vengono utilizzati test come: Immuno-elettroforesi, Immuno-fluorescenza (IF) ed ELISA.

Aspetto cotonoso lesioni da A. flavus
Figura 3 – Aspetto cotonoso lesioni polmonari da A. flavus

Terapia

La terapia delle infezioni invasive si basa sulla somministrazione di farmaci antimicotici, quali voriconazoloamfotericina B, itraconazolo. I noduli micotici possono richiedere una resezione chirurgica.

Aspetti medico veterinari e di salute pubblica

Molte colture agronomiche (come arachidi, frutta a guscio, granoturco, riso) sono suscettibili di attacchi da parte di funghi in grado di
produrre metaboliti tossici detti micotossine. Tra le più importanti micotossine vi sono le aflatossine che sono potenti agenti ad azione tossica, carcinogenica, mutagena, immunosoppressiva, prodotti come metaboliti secondari dai funghi Aspergillus flavus e Aspergillus parasiticus.

Tra i 18 tipi di aflatossine identificate quelle che vengono riscontrate in alimenti e mangimi sono principalmente 4: B1, B2, G1 e G2.
A. flavus produce le tossine B1 e B2, mentre A. parasiticus anche le G1 e le G2. Le condizioni favorenti lo sviluppo delle muffe responsabili della produzione di aflatossine sono una temperatura compresa tra i 15 e i 30 °C associati ad un’umidità ambientale superiore al 60%.

Gli animali che ingeriscono foraggi contaminati da aflatossine oltre a subirne gli effetti tossici (come una riduzione dell’incremento ponderale, anoressia, reazioni cutanee, prolasso rettale ed edema addominale, calo della fertilità e aborto nelle pecore), metabolizzano le tossine e i prodotti di tale metabolismo vengono escreti anche con il latte; nello specifico, si ritrovano le aflatossine M1 e M2, espressione rispettivamente del metabolismo delle aflatossine B1 e B2. La tossicità di queste molecole interessa soprattutto il fegato, al punto tale che la loro capacità di indurre epatocarcinoma – quando vengono ingerite in elevate quantità e per lunghi periodi – è stata ampiamente dimostrata; si tratta, perciò, di un problema di salute pubblica.

L’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) dopo numerose ricerche ha stabilito i tenori massimi di aflatossine e di altri contaminanti negli alimenti nel regolamento (CE) 1881/2006 e successive modifiche. Le disposizioni relative ai metodi di campionamento e di analisi per il controllo ufficiale dei tenori di micotossine sono state introdotte con il regolamento (CE) n. 401/2006.

Fonti

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