Tovellia sanguinea e il Lago di Tovel

In Trentino Alto-Adige si trova un piccolo lago che un tempo era definito “il lago rosso”. In alcuni periodi dell’anno si verificava un acceso arrossamento delle acque, caratteristica studiata nel corso degli anni e che ha reso il Lago di Tovel famoso non solo in Italia.

 Il lago di Tovel durante la fioritura dell'alga.
Figura 1 – Il lago di Tovel durante la fioritura dell’alga. [Fonte: https://www.lagoditovel.cnr.it/multimedia/il-lago-rosso/]

Il fenomeno dell’arrossamento

Durante la stagione estiva e specialmente nelle ore più calde e tranquille della giornata si poteva osservare la particolare fioritura di un’alga, che conferiva un colore rosso intenso alle acque del lago. L’alpinista inglese Douglas William Freshfield fu testimone del fenomeno nell’estate del 1864 e lo descrisse per la prima volta, dando il via a un lungo susseguirsi di studi. Ben presto attribuirono l’arrossamento alla presenza di microrganismi acquatici, in particolare all’alga unicellulare Glenodinium sanguineum.

Il professor Edgardo Baldi, direttore dell’Istituto Italiano d’Idrobiologia di Pallanza, si occupò dello studio di questo microrganismo verso la fine degli anni ’30 e ne descrisse le principali caratteristiche: quest’alga, che presentava polimorfismo, era caratterizzata da due stati fondamentali e in presenza del pigmento diffuso diventava rossa, in sua assenza diventava verde. Secondo Baldi le due serie, rossa e verde, erano interscambiabili a seconda delle condizioni di temperatura e luce. I risultati dei suoi studi e della successiva revisione tassonomica, affidata da Baldi al professore di botanica dell’Università di Padova, Vittorio Marchesoni, vennero considerati soddisfacenti per la spiegazione del fenomeno. L’ultimo anno in cui è stato possibile osservare il Lago di Tovel colorato di rosso fu il 1964, cent’anni dopo la prima testimonianza del fenomeno. Negli anni successivi è stato talvolta possibile osservare forme attenuate di arrossamento, fino agli ultimi segnali nel 1983.  

Il mancato arrossamento del Lago di Tovel è notizia
Figura 2 – Il mancato arrossamento del Lago di Tovel è notizia. L’Adige, 1 Agosto 1963. [Fonte: https://www.lagoditovel.cnr.it/multimedia/il-lago-sui-giornali/il-lago-sui-giornali-anni-50-60/]

Perché il lago non si colora più di rosso?

Dopo la scomparsa del fenomeno furono condotti nuovi studi per trovare delle possibili spiegazioni alla mancanza di fioritura. La fama del lago rosso aveva portato a una forte intensificazione dell’attività antropica e del turismo in Val di Tovel. Nonostante ciò l’alga era sempre presente nelle acque del lago, ma non in condizioni favorevoli alla fioritura. Si cercò quindi di studiare più approfonditamente il microrganismo responsabile e i fattori che ne governavano la fioritura.

L’irregolarità con cui si manifestava il fenomeno suggerì che le condizioni climatiche influivano considerevolmente: le fioriture erano legate al bel tempo, quindi all’assenza di pioggia, il che implicava una lunga permanenza della massa d’acqua, favorendo una condizione di bassa turbolenza e minor flusso d’acqua. Inoltre, come per le maree rosse dovute a dinoflagellati in ambiente marino, anche la trofia dell’acqua è un fattore determinante per la fioritura. E’ stato osservato che la gestione del bestiame nelle malghe sovrastanti Tovel è considerevolmente cambiata rispetto al passato e il mancato apporto di nutrienti derivanti dall’attività zootecnica può verosimilmente incidere sulla vita e sulle attività dell’alga.   

Da Glenodinium sanguineum a Tovellia sanguinea

Queste considerazioni sono il frutto di numerosi recenti studi effettuati in Val di Tovel e insieme costituiscono il “Progetto di Ricerca SALTO (2001-2004): Uno studio sul Lago di Tovel”, finanziato dalla Provincia Autonoma di Trento. L’acronimo SALTO significa “Studio sul mancato Arrossamento del Lago di Tovel”, per il quale hanno partecipato cinque enti trentini e quindici istituzioni esterne ed internazionali.

Le attività del progetto sono suddivise in sei “Work Packages”:

  1. Il paesaggio antropizzato in Val di Tovel: storia dell’uso del suolo e dinamismi recenti delle coperture vegetali.
  2. Paleolimnologia: evoluzione a lungo termine del lago.
  3. Caratterizzazione dell’ambiente lacustre con particolare riferimento alle interazioni tra Glenodinium sanguineum, comunità biologiche e fattori ambientali.
  4. Geologia, idrogeologia, idrodinamica e meteorologia del lago e del suo bacino.
  5. Tassonomia e fisiologia del Glenodinium sanguineum in vitro.
  6. Ecofisiologia del Glenodinium sanguineum, in situ mediante mesocosmi.

Attraverso gli studi in vitro del Glenodinium sanguineum si è scoperto che il dinoflagellato descritto da Baldi è in realtà quella che è definita una species complex: si tratta di tre distinti taxa di dinoflagellati, di cui solo uno è responsabile del fenomeno dell’arrossamento. La nuova specie è nominata Tovellia sanguinea ed è oggi presente, insieme alle altre, nelle acque del lago. Le tre specie sono collocate in più zone del lago e hanno necessità ambientali diverse. Lo studio condotto ha permesso di approfondire la conoscenza delle esigenze ecologiche di questi microrganismi. E’ stato possibile osservare in vitro la completa fioritura di Tovellia sanguinea con le condizioni ideali supposte durante la ricerca: acque calme e cariche di nutrienti.

Il Lago di Tovel oggi

Benché Tovellia sanguinea sia presente oggi nelle acque del lago, le condizioni ambientali non permettono il manifestarsi di una completa fioritura come in passato. Oggi si cercano soluzioni che permettano di rivedere il lago interamente colorato di rosso, ma senza interferire con l’ecosistema presente. Il Lago di Tovel è un laboratorio di ricerca a cielo aperto: fa parte dei siti europei di ricerca ecologica a lungo termine e del GLEON, il Global Lake Ecological Observation Network. I ricercatori si occupano non solo dello studio dei microrganismi presenti nel lago, ma anche degli effetti del cambiamento climatico e della messa a punto di tecnologie innovative per la ricerca ambientale.

La leggenda del lago rosso e la conformazione mozzafiato di Tovel rendono questo lago uno dei più famosi e studiati in Italia, nonché una meta turistica ricercata.

Il Lago di Tovel
Figura 3 – Il Lago di Tovel. [Fonte: Foto realizzata da Annachiara Grasso]

Fonti

  • https://deims.org/f3146959-ae18-4b4e-a9be-16634b0b530a
  • Giovanna FLAIM, Øjvind MOESTRUP, Gert HANSEN & Maura D’ANDREA, Da Glenodinium a Tovellia,   Studi Trent. Sci. Nat., Acta Biol., 81 (2004), Suppl. 2: 447-457
  • Basilio BORGHI, Andrea BORSATO, Marco CANTONATI, Flavio CORRADINI & Giovanna FLAIM, Studio sul mancato arrossamento del Lago di Tovel – Il Progetto SALTO (2001-2004), Studi Trent. Sci. Nat., Acta Biol., 81 (2004), Suppl. 2: 1-4
  • https://www.trentotoday.it/green/lago-tovel-rosso-alga.html
  • https://lter-tovel.fmach.it/home

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Annachiara Grasso

Sono laureata in Scienze Zootecniche e Tecnologie delle Produzioni Animali e da sempre mi occupo di benessere e comportamento animale. Attualmente sono iscritta a un Master Internazionale sull'ecologia del cambiamento climatico. Coltivo diverse passioni, tra cui la scrittura e la divulgazione scientifica.

1 commento su “Tovellia sanguinea e il Lago di Tovel”

  1. ciao Annachiara, spulciando la bibliografia sul lago di Tovel troverai lavori del gruppo di Paganelli, allievo di Marchesoni.
    Molti anni fa ci ho lavorato anch’io. Università di Padova Dipartimento di Biologia. Se hai altre informazioni mi avvisi!
    renata.trevisan@unipd.it

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