Shelf life degli alimenti: fattori che la influenzano e determinazione

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By Roberto Romeo

Per quanto riguarda, la shelf life, rappresenta uno degli aspetti più rilevanti nella gestione della sicurezza e della qualità degli alimenti lungo la filiera produttiva. Essa indica il periodo di tempo durante il quale un alimento mantiene caratteristiche microbiologiche, chimiche, fisiche e sensoriali accettabili se conservato nelle condizioni indicate dal produttore.

Oltretutto, la determinazione della shelf life è fondamentale per stabilire informazioni obbligatorie in etichetta come la data di scadenza o il termine minimo di conservazione (TMC) e per garantire che il prodotto rimanga sicuro per il consumo umano durante tutta la sua permanenza sul mercato.

Inoltre, lo studio della shelf life coinvolge diverse discipline, tra cui microbiologia alimentare, tecnologia degli alimenti, scienza dei materiali di confezionamento e analisi sensoriale.

Definizione di shelf life

Secondo l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), la shelf life può essere definita come:

il periodo di tempo durante il quale un alimento mantiene caratteristiche di sicurezza e qualità accettabili se conservato nelle condizioni previste.

La shelf life non riguarda soltanto la sicurezza microbiologica, ma anche il mantenimento delle caratteristiche:

  • nutrizionali
  • sensoriali
  • chimiche
  • fisiche

Durante la conservazione, infatti, gli alimenti sono soggetti a numerosi fenomeni di deterioramento che possono comprometterne la qualità e la sicurezza.

Fattori che influenzano la shelf life degli alimenti

In poche parole, la durata di conservazione di un alimento dipende da molteplici fattori, che possono essere suddivisi in intrinseci ed estrinseci.

Fattori intrinseci

In sintesi, i fattori intrinseci sono legati alle caratteristiche proprie dell’alimento, tra cui:

  • pH
  • attività dell’acqua (aw)
  • composizione chimica
  • contenuto di nutrienti
  • presenza di antimicrobici naturali
  • struttura fisica dell’alimento

Ad esempio, alimenti con bassa attività dell’acqua, come biscotti o pasta secca, presentano generalmente una shelf life più lunga rispetto ai prodotti freschi.

Fattori estrinseci

In pratica, i fattori estrinseci riguardano l’ambiente di conservazione e includono:

  • temperatura
  • umidità relativa
  • atmosfera di conservazione
  • esposizione alla luce
  • modalità di confezionamento

Tra questi, la temperatura rappresenta uno dei parametri più importanti, poiché influenza la velocità delle reazioni chimiche e la crescita microbica.

Shelf life e deterioramento degli alimenti

Nello specifico, la riduzione della shelf life può essere causata da diversi processi di deterioramento.

Deterioramento microbiologico

In primo luogo, i microrganismi possono proliferare negli alimenti provocando alterazioni e, in alcuni casi, rischi per la salute del consumatore.

Principalmente, tra i principali microrganismi coinvolti nel deterioramento alimentare si trovano:

In aggiunta, la crescita microbica dipende da fattori quali temperatura, pH e disponibilità di nutrienti.

Deterioramento chimico

In particolare, tra i principali processi chimici che influenzano la shelf life si trovano:

  • ossidazione lipidica
  • degradazione delle vitamine
  • reazioni di imbrunimento non enzimatico

Nel caso dell’irrancidimento dei grassi, si possono alterare odore e sapore degli alimenti contenenti lipidi.

Deterioramento fisico

Per quanto riguarda i fenomeni fisici comprendono:

  • perdita di croccantezza
  • variazioni di consistenza
  • disidratazione
  • cristallizzazione

Questi fenomeni possono compromettere la qualità percepita dal consumatore anche in assenza di rischi microbiologici.

Ruolo del packaging nella shelf life

In particolare, il confezionamento degli alimenti svolge un ruolo fondamentale nel prolungare la shelf life del prodotto.

In aggiunta, i materiali di imballaggio possono limitare:

  • il passaggio di ossigeno
  • la diffusione del vapore acqueo
  • l’esposizione alla luce
  • la contaminazione microbica

Le proprietà barriera del packaging sono quindi determinanti per la stabilità dell’alimento.

Ad esempio:

  • un’elevata permeabilità all’ossigeno può favorire l’ossidazione dei grassi
  • un’elevata permeabilità al vapore acqueo può provocare perdita di croccantezza nei prodotti secchi.

Metodi di determinazione della shelf life

Oltretutto, la determinazione della shelf life può essere effettuata mediante diversi approcci scientifici.

Studi di shelf life reale

Inoltre, gli alimenti vengono conservati nelle condizioni previste di stoccaggio e analizzati periodicamente per valutare:

  • carica microbica
  • parametri chimici
  • caratteristiche sensoriali.

Test accelerati

In particolare, i test di shelf life accelerata prevedono la conservazione degli alimenti a temperature più elevate per accelerare i processi di deterioramento e stimare più rapidamente la durata di conservazione.

Challenge test microbiologici

I challenge test consistono nell’inoculare microrganismi specifici nell’alimento per studiarne il comportamento durante la conservazione.

Questi test sono particolarmente utilizzati per valutare il rischio associato a microrganismi patogeni.

Esempi applicativi di shelf life negli alimenti

La durata di conservazione degli alimenti varia significativamente in funzione delle caratteristiche del prodotto e delle condizioni di conservazione. Alcuni esempi applicativi mostrano come i diversi meccanismi di deterioramento possano influenzare la shelf life.

Esempi applicativi di shelf life negli alimenti

AlimentoFattore limitante della shelf lifeShelf life indicativa
Latte pastorizzatoCrescita microbicacirca 5–7 giorni a 4–6°C
Formaggi freschi (es. crescenza)Proteolisi e crescita microbicacirca 15–20 giorni
Insalate di IV gammaSviluppo microbico e deterioramento fisiologico3–5 giorni
BurroOssidazione lipidicavariabile in funzione di luce e ossigeno
Prodotti da forno secchiAssorbimento di umidità e perdita di croccantezzadiversi mesi
Tabella 1 – Esempi di shelf life indicativa per alcune categorie di alimenti e principali fattori responsabili del deterioramento durante la conservazione.

Questi esempi evidenziano come la shelf life sia determinata da molteplici fattori, tra cui composizione dell’alimento, condizioni di conservazione e caratteristiche del packaging.

Shelf life e normativa alimentare

Per quanto riguarda, la determinazione della shelf life è strettamente collegata alla normativa europea in materia di etichettatura alimentare.

Nello specifico, le informazioni relative alla durata di conservazione devono essere riportate in etichetta attraverso:

  • data di scadenza, utilizzata per alimenti altamente deperibili
  • termine minimo di conservazione (TMC), utilizzato per prodotti più stabili.

Queste indicazioni consentono al consumatore di comprendere fino a quando l’alimento può essere consumato in condizioni di sicurezza.

Piramide dei fattori che influenzano la shelf life degli alimenti.
In sintesi l’infografica rappresenta i principali elementi coinvolti nella determinazione della shelf life dei prodotti alimentari. Come possiamo notare, alla base sono evidenziati i sistemi di gestione della sicurezza e le normative applicabili, seguiti dai fattori che influenzano la stabilità del prodotto (contaminazione microbiologica, composizione dell’alimento, condizioni di conservazione e presenza di additivi). Mentre nei livelli superiori sono illustrati i metodi utilizzati per la determinazione della shelf life, tra cui test di stabilità, analisi microbiologiche e chimiche, modelli predittivi e valutazioni organolettiche, finalizzati a garantire sicurezza alimentare, qualità e corretta definizione della data di scadenza.
Figura 1 – Piramide dei fattori che influenzano la shelf life degli alimenti.
In sintesi l’infografica rappresenta i principali elementi coinvolti nella determinazione della shelf life dei prodotti alimentari. Come possiamo notare, alla base sono evidenziati i sistemi di gestione della sicurezza e le normative applicabili, seguiti dai fattori che influenzano la stabilità del prodotto (contaminazione microbiologica, composizione dell’alimento, condizioni di conservazione e presenza di additivi). Mentre nei livelli superiori sono illustrati i metodi utilizzati per la determinazione della shelf life, tra cui test di stabilità, analisi microbiologiche e chimiche, modelli predittivi e valutazioni organolettiche, finalizzati a garantire sicurezza alimentare, qualità e corretta definizione della data di scadenza.

Conclusioni

Nello specifico, la shelf life rappresenta un elemento chiave nella gestione della sicurezza e della qualità degli alimenti. Per quanto riguarda, la sua determinazione richiede un approccio multidisciplinare che coinvolge microbiologia, chimica degli alimenti, tecnologia alimentare e scienza dei materiali.

In particolare, comprendere i fattori che influenzano la shelf life consente alle aziende alimentari di progettare prodotti più sicuri, migliorare le tecniche di conservazione e ridurre gli sprechi alimentari lungo la filiera produttiva.

Fonti

Crediti immagine

  • Immagine in evidenza: elaborazione grafica realizzata con strumenti di intelligenza artificiale
  • Immagine 1: infografica a piramide sulla shelf life degli alimenti. Crediti immagine: elaborazione grafica realizzata con strumenti di intelligenza artificiale.