Batteri cupido: aiutano le rane a conquistare il partner

Batteri simbiotici della pelle sono responsabili delle differenze nell’odore tra individui maschi e femmine nella specie di rana Boana prasina. L’ipotesi è che queste rane usino l’olfatto per comunicare e attrarre il partner.

Ah, l’amore! Per alcuni anfibi è anche una questione di odore. È il caso di Boana prasina, una particolare specie di rana endemica del Brasile. Un gruppo di ricerca dell’Università di San Paolo ipotizza che queste rane usino l’olfatto per riconoscersi, comunicare e “conquistare” il partner. Ma c’è chi fa da cupido: alcuni batteri simbiotici della pelle sono responsabili dell’odore forte di B. prasina e soprattutto di una marcata differenza tra maschi e femmine, che li aiuterebbe a “trovarsi”. Lo studio è stato pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS).

Riconoscere il partner

Ti riconoscerei tra mille, anche a occhi chiusi“, una classica frase, di quelle che si sussurrano all’orecchio quando si è innamorati. A noi suona come un’esagerazione, ma per le rane funziona proprio così. La scelta del partner spetta alla femmina, che non si basa sulla vista, ma sull’udito: essa preferirà il maschio dal gracidio più potente per accoppiarsi e deporre le uova. Ma non è facile come sembra. In uno stesso stagno coesistono tante specie diverse, che allo scoccare della stagione riproduttiva concentrano tutte le energie nella ricerca del partner. Il gracidio aiuta la femmina a riconoscere i maschi della propria specie, poiché ciascuna intona un “canto” specifico. Ma è rischioso fare affidamento solo sull’udito, quando decine di maschi appartenenti a specie diverse si esibiscono a gran voce, contemporaneamente.

L’olfatto, dove l’orecchio non arriva

Ci vuole orecchio, insomma. Ma anche l’olfatto non è da meno. La ricerca pubblicata su PNAS suggerisce un ruolo simile per l’odore, che aiuterebbe maschi e femmine della stessa specie a cercarsi reciprocamente. Era già noto che le rane emanassero un odore pungente e persino che fosse specie-specifico, ma l’ipotesi più plausibile era quella del deterrente per i predatori. Il gruppo di ricercatori brasiliani ha scoperto qualcosa di più: maschi e femmine della specie B. prasina hanno odori diversi e alla base di questa differenza ci sarebbero batteri simbiotici che vivono sulla loro pelle.

I batteri degli odori

L’obiettivo dello studio in realtà era un altro. Si voleva comprendere la composizione chimica dei composti odorosi secreti dalle ghiandole della pelle nelle rane. Tanto erano convinti che l’odore servisse semplicemente per scoraggiare i predatori, che non avevano neanche preso in considerazione l’ipotesi di una differenza tra i sessi. Ma questa differenza c’è: non nel tipo di molecole secrete, piuttosto nella loro quantità. Maschi e femmine producono gli stessi 60-80 composti, tra i quali figurano alcol, alcheni, terpeni, esteri, chetoni, metoxipirazine, terpeni e tioeteri. Ma tra i due sessi esiste una spiccata differenza nelle concentrazioni degli ultimi tre.

Metoxipirazine e tioeteri sono prodotti da microorganismi. In particolare, i ricercatori hanno scoperto che in B. prasina esistono quattro tipi di metoxipirazine, due più abbondanti nelle femmine e due nei maschi. Ma tutte e quattro sarebbero prodotto dallo stesso batterio del genere Pseudomonas. Un insieme di complesse interazioni metaboliche fanno sì che a seconda che viva sulla pelle di un individuo maschio o femmina, Pseudomonas produca più dell’uno o dell’altro composto.

Pseudomonas aeruginosa al microscopio ottico

Le ragioni di questa differenza sono ancora sconosciute, ma l’ipotesi è appunto che, al pari del gracidio, anche l’odore possa aiutare maschi e femmine della stessa specie a riconoscersi in ambienti popolati da specie diverse. E i batteri che vivono sulla pelle di B. prasina rappresenterebbero un curioso esempio di simbiosi che assiste il proprio ospite durante l’accoppiamento.

Fonte: Brunetti, A. et al . (2019). Symbiotic skin bacteria as a source for sex-specific scents in frogs. PNAS. https://doi.org/10.1073/pnas.1806834116

Informazioni su Erika Salvatori 38 Articoli
Laureata in Biotecnolgie Industriali, mi occupo di ricerca in onco-immunologia e di divulgazione e comunicazione della scienza.

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