I batteri si stanno evolvendo per mangiare la plastica

Inquinamento da plastica

L’essere umano con le sue attività antropiche è riuscito con modifiche territoriali, strutturali e climatiche ad incidere sui processi geologici. Tanto che, tra i geologi, si è fatta strada l’idea che nel futuro più remoto le tracce dell’uomo saranno geologicamente evidenti e, per questo, hanno coniato il termine “Antropocene” 

L’inquinamento da plastica è considerato “poco reversibile” perché i processi di mineralizzazione naturale sono lenti e l’efficacia delle soluzioni di bonifica è da dimostrare. L’impatto dell’inquinamento da plastica includono:

  • modifiche ai cicli del carbonio e dei nutrienti;
  • cambiamenti negli ecosistemi acquatici e del suolo impatti biologici su specie in via di estinzione;
  • ecotossicità;
  • relativi impatti sociali. 2

La biodegradazione è un processo plausibile per la degradazione dei milioni di tonnellate di rifiuti di plastica che si sono accumulati negli ambienti terrestri e marini.

Lo studio svedese

Uno studio della Chalmers University of Technology di Gothenborg in Svezia ha dimostrato che dei microbi si sono evoluti per degradare la plastica. Sebbene vi siano ancora molti aspetti inesplorati, la degradazione della  plastica da parte di microrganismi può avere un grande impatto sulla  gestione globale dei rifiuti di plastica.

Lo rivela uno studio della Chalmers University of Technology di Gothenborg, in Svezia, che ha passato al vaglio più di 200 milioni di geni presenti in campioni di Dna raccolti da batteri presenti sia su terreni che in mare. L’analisi ha permesso di isolare 30mila enzimi diversi, in grado di degradare 10 differenti tipologie di plastica. E ha rilevato che 1 organismo microbico su 4 ha sviluppato questi enzimi.

Uno degli aspetti più interessanti è la distribuzione degli enzimi che permettono di degradare la plastica. Infatti, non sono equamente distribuiti nei diversi ecosistemi, ma variano anche sensibilmente da una zona all’altra. I ricercatori sono riusciti a stabilire che queste variazioni non sono legate alle specie di batteri ma alla maggiore o minore presenza di plastica. In altri termini, e con qualche approssimazione, più i batteri vivono in un ambiente contaminato dalla plastica, più tendono a sviluppare delle variazioni genetiche che permettono loro di degradarla.

Conclusione

I microrganismi ci stupiscono sempre per la loro capacità di cambiare adattandosi all’ambiente. Possiamo considerare questa loro caratteristica come un’opportunità per gestire il grave problema dell’inquinamento da plastica. Tuttavia restano da valutare quali possono essere gli impatti di questi cambiamenti sul microbioma, e quindi sul funzionamento degli ecosistemi,  nel lungo periodo.

Fonti

  • Working Group on the ‘Anthropocene’ | Subcommission on Quaternary Stratigraphy, quaternary.stratigraphy.org
  • The global threat from plastic pollution, MATTHEW MACLEOD MINE B. TEKMAN  AND ANNIKA JAHNKE Authors Info & Affiliations
  • SCIENCE 2 Jul 2021 Vol 373, Issue 6550 pp.61-65
  • Plastic-Degrading Potential across the Global Microbiome Correlates with Recent Pollution Trends Jan Zrimec,a,b Mariia Kokina,a,c Sara Jonasson,a Francisco Zorrilla,a,d Aleksej Zelezniaka,
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Francesco Centorrino

Sono Francesco Centorrino, creatore ed amministratore di Microbiologia Italia, primo sito di divulgazione microbiologica in Italia. Sono laureato in biologia e molto appassionato di tecnologia, cinema, scienza e fantascienza. Sono Siciliano ma vivo e lavoro in Basilicata come analista di laboratorio microbiologico presso una nota azienda farmaceutica. Ho creato il portale di Microbiologia Italia per condividere conoscenza ed informazioni a chiunque fosse interessato a questa bellissima scienza. Potete trovare tutti i miei contatti al seguente link: https://linktr.ee/fcentorrino.

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