Il microbiota intestinale nella disfunzione ovarica e nella resistenza all’insulina

Sindrome dell’ovaio policistico e microbioma

Molte prove nell’ultimo decennio mostrano il coinvolgimento del nostro microbioma intestinale in relazione all’ecosistema intestinale. Sembrerebbe (e non è la prima volta che lo si evidenzia) che sia anche il caso della sindrome dell’ovaio policistico (PCOS, Figura 1), un disordine endocrino eterogeneo spesso accompagnato da un’alterata attività dell’insulina. 

Figura 1 - Differenze tra ovaio normale e ovaio policistico
Figura 1 – Differenze tra ovaio normale e ovaio policistico

Studi recenti hanno associato alterazioni nella composizione del microbioma intestinale, della funzione della barriera intestinale oltre a squilibri nel microbiota delle feci, permeabilità intestinale e stato infiammatorio nelle donne con PCOS. 

Topi con disfunzione ovarica e cambiamenti immunitari

Ricercatori dell’Università di Pechino (Cina), del Centro nazionale di ricerca clinica per ostetricia e ginecologia (Cina), del National Institutes of Health (USA) e della Pennsylvania State University (USA) hanno dimostrato come topi riceventi un trapianto fecale da donne con PCOS abbiano sviluppato una disfunzione ovarica, inclusi cambiamenti immunitari e resistenza all’insulina

I ricercatori hanno prima osservato che le donne con PCOS avevano evidenziato un microbioma intestinale più omogeneo e un arricchimento di Bacteroides vulgatus, insieme a un aumento dei geni che codificano le idrolasi del sale biliare.

Bacteroides vulgatus: nuovo protagonista

In effetti, B. vulgatus si è rivelato il batterio intestinale con il più alto potere discriminante tra le donne con PCOS e il gruppo di controllo. 

A livello funzionale, è stato dimostrato che i livelli di acido glicodesossicolico e tauroursodesossicolico erano ridotti nelle feci e nel siero delle donne con PCOS, il che riflette un’alterazione della biosintesi secondaria dell’acido biliare. 

Inoltre, la correlazione negativa di B. vulgatus con i livelli di acido biliare ha rivelato che questo batterio intestinale può influenzare le vie metaboliche dell’acido biliare. 

In un secondo tempo, il trapianto di feci da donne con PCOS o la somministrazione di B. vulgatus da parte del gavage orale ha indotto resistenza all’insulina, un ciclo estro interrotto e morfologia ovarica oltre a cambiamenti nei livelli di testosterone e ormone luteinizzante nei topi riceventi il trattamento. 

Inoltre, i livelli di acido ribonucleico messaggero tauroursodesossicolico e interleuchina-22 erano marcatamente più bassi nell’intestino. Tutto ciò accompagnato da una diminuzione dei livelli di un sottogruppo di cellule immunitarie nella lamina propria dell’intestino tenue (chiamata 3 cellule linfoidi innate), coinvolte nella produzione di IL-22. 

Questi risultati rivelano che il microbiota intestinale può avere un ruolo causale nel mediare la sensibilità insulinica interrotta e la funzione ovarica nella PCOS. 

La somministrazione di IL-22 e acido glicossossicolico dell’acido biliare ha migliorato la resistenza all’insulina, la disfunzione ovarica e l’infertilità nei topi con PCOS. Gli autori hanno anche notato il contributo degli acidi biliari nell’espressione di IL-22, che è stato specificamente mediato dalla proteina 3 legante GATA, necessaria per la funzione delle cellule immunitarie che producono IL-22, imbrunimento del tessuto adiposo e inibizione dell’infiammazione nelle cellule granulosa PCOS . 

Questi dati evidenziano che la diminuzione dell’acido glicossossicolico e la successiva diminuzione dell’IL-22, documentata anche nelle donne con PCOS rispetto a controlli sani, possono essere coinvolti nel deterioramento metabolico e ovarico che caratterizza la PCOS. 

Nuovi attori nella patogenesi della PCOS

In conclusione, questo studio fornisce la prima prova del contributo causale della composizione del microbiota intestinale e dell’interruzione della biosintesi dell’acido biliare secondario come nuovi attori nella patogenesi della PCOS.

Poiché non è ancora disponibile un trattamento efficace per questa condizione, questi risultati possono spianare la strada allo sviluppo di nuove terapie che mirano specificamente all’IL-22, all’acido glicocossicolico e al microbiota intestinale. 

Fonti: 

  • Xinyu Qi, Chuyu Yun, Lulu Sun, et al. Gut microbiota-bile acid-interleukin-22 axis orchestrates polycystic ovary syndrome. Nat Med. 2019. doi: 10.1038/s41591-019-0509-0.

Diana Yedid – DyD Medicina Integrativa, Milano

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