Il nuovo antibiotico Darobactina contro i batteri gram negativi

Ancora antibiotico-resistenza

È ormai chiaro che l’antibiotico-resistenza costituisca un vero e proprio problema per la salute umana. È diventata obbligatoria la corsa verso la scoperta di nuove classi di antibiotici capaci di contrastare l’inesorabile fenomeno.

La resistenza agli antibiotici è dovuta sostanzialmente alla capacità che i batteri assumono di diventare più “forti” al fine di contrastare la pressione ecologica a cui sono sottoposti. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, l’Italia detiene un triste primato con un consumo di antibiotici pari a 21,4 DDD (Defined Daily Dose, ovvero la dose di mantenimento giornaliera media di un farmaco utilizzato per la sua indicazione principale nell’adulto)/1000 ab/die, superiore rispetto alla media europea.

Conseguentemente, il numero di decessi per antibiotico-resistenza in Italia è circa un terzo della totalità di quelli che avvengono nei Paesi UE (più di 10000 su un totale di circa 33000). In questo scenario che appare quasi “apocalittico”, in cui tanti sono i dati allarmanti quanto ancora lontana è la via d’uscita, si fanno strada nuovi studi atti alla scoperta di altre classi di antibiotici.

Le nuove promesse della Darobactina

È il caso dello studio condotto dal professor Kim Lewis, che gestisce l’Antimicrobial Discovery Center presso la Northwestern University, sulla darobactina. Essa ha una struttura abbastanza grande (965 Da), con due anelli fusi che si formano post-traduzionalmente, di cui uno costituito da un legame carbonio-carbonio non attivato.

struttura molecolare dalla Darobactina
Figura 1 – struttura molecolare dalla Darobactina

Darobactina: caratteristiche e meccanismo d’azione

La principale caratteristica che rende la darobactina particolarmente interessante, consiste nel suo essere potenzialmente efficace contro i batteri Gram-negativi. Questi, a differenza di quelli Gram-positivi, posseggono una parete costituita soltanto per il 15-20% da peptidoglicano, mentre risulta quasi totalmente occupata da una membrana esterna costituita da lipopolisaccaridi e dalla lipoproteina mureinica, la quale àncora la membrana esterna al peptidoglicano. È, dunque, intuibile il motivo per il quale risulta indispensabile trovare antibiotici in grado di contrastare la struttura di tali batteri.

È proprio sulla parete esterna che la darobactina esplica il suo meccanismo d’azione, legandosi a una proteina – chiamata bamA – indispensabile per la sintesi della stessa. Aspetto ancor più interessante risiede nel fatto che la molecola sembra ben agire contrastando i patogeni, ma nel frattempo ha una ridotta affinità nei confronti dei batteri che invece svolgono un’azione protettiva, positiva e indispensabile, per la salute umana.

Altra peculiarità della darobactina è la sua derivazione. Essa, infatti, viene prodotta da batteri del genere Photorhabdus, un batterio bioluminescente entomopatogeno che vive nel microbioma intestinale dei nematodi (vermi cilindrici che possono parassitare anche l’uomo). Ciò farebbe del potenziale antibiotico il primo a provenire da un microbioma animale.

La strada è ancora lunga

Nonostante la notizia abbia un forte impatto a livello scientifico, è bene ricordare che ciò che è stato fatto finora è soltanto l’inizio di un lungo processo che porta alla produzione finale di un farmaco.

Infatti, la nuova molecola riuscirebbe ad uccidere in vitro batteri come Escherichia coli, Klebsiella, Shigella e Salmonella oltre ad essere stata testata e valutata positivamente in animali da laboratorio, ma è ancora da validarsi la sua efficacia sugli esseri umani.

È bene, dunque, accogliere lo studio positivamente, rimanendo consci del fatto che l’eradicazione di un così grande problema, quale l’antibiotico-resistenza, richiede una più ampia conoscenza dell’uso appropriato degli antibiotici attualmente a disposizione oltre che anni e anni di studi e sperimentazioni per l’ampliamento degli stessi.

Si ringrazia The medical alphabet per la gentile concessione

Elena Panariello

Fonti:

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