Immigrazioni microbiche: dal Sahara alle Alpi

Nel corso degli ultimi 150 anni, l’intervento dell’uomo e l’abuso delle risorse naturali hanno provocato una serie di mutamenti ambientali significativi, alterando l’equilibrio climatico della Terra. Tra questi, i più conosciuti sono il surriscaldamento di mari e oceani e l’aumento dei gas ad effetto serra nell’atmosfera. Quello che gli studiosi hanno scoperto è che tali fenomeni non incidono solo su uomo, animali e piante, ma sono in grado di influenzare anche il microbioma, e nello specifico la migrazione di batteri e funghi.

Uno studio condotto da un team interdisciplinare, guidato da Tobias Weil (Fem), Duccio Cavalieri (Università di Firenze) e Franco Miglietta (Ibimet-Cnr, Foxlab) con la collaborazione di esperti in geologia, ambiente, meteorologia, microbiologia e bioinformatica di Fondazione Edmund Mach, Consiglio nazionale delle ricerche, Università di Firenze, Innsbruck e Venezia, ha analizzato la carica microbica della polvere sahariana depositata e “sigillata” nella neve delle Alpi nel 2014, pubblicando i risultati sulla prestigiosa rivista Microbiome. Nello specifico, il lavoro si è basato sull’analisi delle popolazioni microbiche presenti nei sedimenti di polvere sahariana depositata in campioni di neve rosa raccolti su Marmolada (Veneto e Trentino-Alto Adige) e Latemar (Trenito-Alto Adige), isolati sotto lo zero dagli strati precedenti e successivi.

Grazie all’utilizzo di moderni e sofisticati sistemi di ricerca, come la metagenomica e la biologia computazione di FEM, i ricercatori hanno scoperto che le grandi tempeste di polvere possono muovere non solo singole frazioni, ma intere popolazioni di batteri e funghi dall’Africa all’Europa, e che tali microrganismi possono sopravvivere grazie alle loro caratteristiche morfo-funzionali, che li rendono resistenti in ambienti estremi e diversificati.

Quanto scoperto suggerisce che l’insieme dei mutamenti ambientali e l’aumento della frequenza di questi possa alterare la normale distribuzione delle popolazioni microbiche nel suolo, portando a vere e proprie migrazioni transcontinentali di funghi e batteri. Quello che gli autori consigliano al termine dell’articolo è di poter associare al normale monitoraggio delle tempeste di sabbia quello delle specie microbiche che potrebbero risultare potenzialmente dannose per l’ambiente e la salute umana. Anche in questo caso, l’arma più efficace è quella della prevenzione!

 

Fonte: Le Scienze

Silvia Vallefuoco

Foto dell'autore

Francesco Centorrino

Sono Francesco Centorrino, creatore ed amministratore di Microbiologia Italia, primo sito di divulgazione microbiologica in Italia. Sono laureato in biologia e molto appassionato di tecnologia, cinema, scienza e fantascienza. Sono Siciliano ma vivo e lavoro in Basilicata come analista di laboratorio microbiologico presso una nota azienda farmaceutica. Ho creato il portale di Microbiologia Italia per condividere conoscenza ed informazioni a chiunque fosse interessato a questa bellissima scienza. Potete trovare tutti i miei contatti al seguente link: https://linktr.ee/fcentorrino.

Hai suggerimenti che possano aumentare la qualità dei nostri contenuti sul sito di Microbiologia Italia o vuoi fornirci dei feedback per fare sempre meglio? Contattaci. Diffondi la scienza con noi e seguici su FacebookInstagramLinkedIn, TikTok, Twitter, Telegram e Pinterest. Ti piacciono i nostri articoli? Aiutaci con una Donazione o iscriviti alla nostra Newsletter ufficiale e potrai ricevere gratuitamente i fantastici articoli che giornalmente verranno pubblicati sul sito.

Rispondi