Il nostro intestino รจ colonizzato da circa un chilo di batteri, diversi fra loro e che si distribuiscono in diverse zone del tratto intestinale a seconda del proprio ruolo o del proprio habitat.
Origine del microbiota umano
La diversitร del microbiota dipende da differenti fattori, sia endogeni che esogeni. Questo origina durante la nascita dal contatto con il microbiota vaginale della madre, poi in seguito ai cambiamenti della dieta, del sistema immunitario, dellโesposizione ad agenti chimici la composizione del microbiota varia. La dieta rimane il motivo di variazione piรน importante e lo si capisce fin da prima lo svezzamento, poichรฉ il latte materno gioca un ruolo cruciale nel modellarne la composizione; gli oligosaccaridi del latte, infatti, possono essere usati dai microrganismi come fonti di carbonio, ad esempio da diverse specie di Bacteroides. Nel tempo il microbiota continuerร a modificarsi, fino a giungere alla dominanza dei Bacteroides e Firmicutes come nel microbiota intestinale dellโadulto. ร importante sottolineare che questo ecosistema รจ diverso da quello di qualsiasi altro animale ed indica, dunque, che la coevoluzione dellโospite con i suoi simbionti microbici intestinali (commensali e mutualisti) ha generato potenti meccanismi selettivi.
Distribuzione del microbiota nel tratto intestinale
Lโintestino dei mammiferi contiene una varietร di distinti habitat microbici lungo il tratto del tenue e quello del crasso. Le variazioni fisiologiche sono dovute ai differenti gradienti chimici, ai nutrienti ed all’attivitร immunitaria, noti per influenzare la composizione della comunitร batterica.
Allโinterno del lume dell’intestino tenue lโambiente รจ piรน acido e presenta livelli piรน elevati di ossigeno e di antimicrobici rispetto al colon, perciรฒ, la comunitร microbica รจ dominata da anaerobi facoltativi a rapida crescita che tollerano gli effetti combinati degli acidi biliari e degli antimicrobici, mentre competono efficacemente con i carboidrati semplici disponibili in questa regione del tratto gastrointestinale. Gli acidi biliari, secreti attraverso il dotto biliare all’estremitร prossimale dell’intestino tenue, sono battericidi per alcune specie, a causa delle loro proprietร tensioattive, e sono noti per modellare in modo ampio la composizione del microbiota, specialmente nell’intestino tenue.
Inoltre, il tempo di transito รจ piรน breve nell’intestino tenue rispetto al colon e questo รจ un fattore importante per la colonizzazione selettiva, infatti, qui dominano i Lactobacillaceae e gli Enterobacteriaceae, mentre solo all’estremitร distale dell’intestino tenue (nell’ileo terminale) le densitร batteriche raggiungono livelli di saturazione simili a quelli riscontrati nell’intestino crasso.
Nel cieco e nel colon, invece, le comunitร microbiche sono piรน dense e diversificate; qui, i microrganismi sono responsabili della rottura di polisaccaridi che non vengono metabolizzati durante il transito nell’intestino tenue. Le concentrazioni inferiori di antimicrobici, i tempi di transito piรน lenti e la mancanza di fonti di carbonio semplici disponibili in questo tratto, facilitano la crescita di anaerobi degradanti polisaccaridi fermentativi, in particolare il colon รจ caratterizzato dalla presenza di Bacteroidaceae, Prevotellaceae, Rikenellaceae, Lachnospiraceae e Ruminococcaceae.

Lโintestino รจ costituito anche da cellule epiteliali specializzate chiamateย celluleย caliciformi, che secernono uno strato di muco di spessore variabile e che copre parzialmente o completamente l’epitelio a seconda della regione. L’intestino tenue ospita un singolo strato di muco aderente alla parete, mentre nel colon, il muco รจ organizzato in due strati distinti: uno strato esterno ed uno interno. La superficie dell’intestino tenue รจ modellata in villi e cripte ed รจ colonizzata da alcune specie batteriche aderenti, compresi i batteri filamentosi segmentati (SFB), Lactobacillaceae ed Helicobacter spp.; nel colon, invece, lo strato esterno รจ colonizzato da batteri che degradano la mucina come i Bacteroides acidifaciens , Bacteroides fragilis, Bifidobacteriaceae e gli Akkermansia muciniphila, mentre lo strato interno e le cripte sono colonizzati da una comunitร piรน ristretta che comprende Bacteroides fragilis e Acinetobacter spp.

Come si spiega questa distribuzione?
A contribuire alla localizzazione dei diversi microrganismi รจ il metabolismo batterico. Infatti, poichรฉ gli acidi grassi e i carboidrati semplici che si ingeriscono vengono assorbiti e digeriti durante il transito nell’intestino tenue, lโecosistema batterico del colon richiede la presenza di microrganismi in grado di fermentare polisaccaridi complessi, le principali fonti di carbonio che raggiungono il colon. I batteri piรน studiati al riguardo sono quelli appartenenti alla specie Bacteroides, che sono in grado di catabolizzare i polisaccaridi derivati โโdalla dieta.
Questi polisaccaridi controllano anche la composizione della comunitร microbica nel lume del colon, ma oltre a ciรฒ, i microrganismi appartenenti allโintestino crasso devono avere la capacitร di degradare il muco. Un esempio รจ quello di A. muciniphila, uno dei piรน efficaci degradatori della mucina costantemente presente nello strato di muco nell’uomo. Il consumo di glicani del muco come fonte di carbonio e di energia consente ad A. muciniphila e ad altri degradanti della mucina di colonizzare l’intestino indipendentemente dalla dieta dell’uomo, fornendo un chiaro vantaggio ai batteri durante le condizioni di deprivazione dei nutrienti.
Le riserve batteriche nascoste
Esistono, inoltre, nicchie specifiche come le cripte, lo strato di muco interno e lโappendice, che possono essere cruciali per facilitare l’omeostasi immunitaria, per proteggere il microbiota e per ripopolare l’intestino in seguito a perturbazioni che alterano la struttura della comunitร batterica o che riducono alcune specie. Come illustrato nell’immagine sotto, un sottoinsieme di batteri รจ in grado di penetrare nello strato di muco interno ed entrare negli spazi delle cripte; nonostante le sfide ambientali, come le alterazioni della dieta, le anomalie della motilitร gastrointestinale ed il consumo di antibiotici modificano in modo massiccio il lume, l’ambiente mucoso รจ stabile e le cripte proteggono importanti specie batteriche; infatti le cripte e le mucose servono come serbatoi per ripopolare il lume.

Conclusioni
Affinchรฉ lโintestino possa mantenersi in buona salute, รจ importante mantenere in equilibrio questo ecosistema, chiamato anche โbiogeografiaโ del microbiota, in quanto unโalterazione dello stesso causa disbiosi, una condizione associata a differenti patologie di tipo infiammatorio intestinale, ma anche a patologie riguardanti altri distretti. Perciรฒ sarebbe buona prassi alimentarsi bene, eliminare i cibi che danneggiano ed alterano il microbiota intestinale (zuccheri, farine raffinate, alta concentrazione di sale), limitare lโuso di antibiotici e, se proprio necessari, accompagnarli sempre con integratori di probiotici. Garantendo la varietร e lโequilibrio del microbiota ne trarremo beneficio anche a livello fisico.
Rosanna Grosso
Fonti bibliografiche:
Donaldson GP et al. Gut biogeography of the bacterial microbiota. Nat Rev Microbiol. 2016 Jan; 14(1): 20โ32.

