La peste non è solo un brutto ricordo: due casi registrati in Cina

Peste polmonare in Cina

Se pensavate che la peste fosse ormai da confinarsi alla cinematografia fantascientifica e ai romanzi storici, vi sbagliavate. Non è solo un brutto ricordo. Due casi sono stati infatti registrati in Cina il 12 novembre al Chaoyang Hospital di Pechino con la diagnosi di peste polmonare.

Clinica e agente eziologico

La peste è causata dal coccobacillo Gram negativo Yersinia pestis, appartenente alla famiglia delle Enterobacteriaceae. Fu descritto per la prima volta nel 1894 dal ricercatore Yersin, che lo isolò a Hong Kong dai bubboni di persone morte di peste. Poiché si tratta di una zoonosi, si diffonde soprattutto attraverso Xenopsylla cheopis, anche detta pulce del ratto orientale.

La peste è clinicamente suddivisibile in:

  • bubbonica
  • setticemica
  • polmonare
  • minore

La peste polmonare, per la quale sono stati ricoverati i due pazienti, è una forma particolarmente grave. Si localizza nell’apparato respiratorio e presenta sintomi quali dispnea, tosse, cianosi e debolezza. Essa è suddivisibile in primaria e secondaria, caratterizzata dalla diffusione di microrganismi da un bubbone o da altri focolai di infezione.

Se non curati, gli ammalati muoiono entro 48 ore dalla comparsa dei sintomi a causa di edema polmonare acuto.

Si trasmette anche senza l’azione di pulci, per via aerea attraverso persone e materiale infetto.

Terapia

Poiché ad oggi non esiste ancora messo a punto un vaccino valido contro la peste, la terapia si basa principalmente sulla somministrazione di antibiotici specifici quali streptomicina, gentamicina, tetracicline o cloramfenicolo.

Diffusione della peste

Nonostante facciano sempre scalpore i casi di peste nel mondo, la malattia è più comune di quanto si pensi. L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) riporta dai 1000 ai 3000 casi di peste ogni anno, distribuiti soprattutto tra Africa, Asia e Sudamerica.

distribuzione mondiale della peste

Figura 2 – distribuzione mondiale della peste

Sistema di sorveglianza

La sorveglianza delle malattie infettive è affidata al SIMI (Sistema informativo delle Malattie Infettive), regolato dal Decreto ministeriale 15 dicembre 1990 e modificato nel Decreto ministeriale 29 luglio 1998 che obbliga il medico che diagnostica la malattia infettiva ad effettuare la segnalazione agli organi deputati alla tutela della salute pubblica.

La peste, nella fattispecie, appartiene alla prima classe del flusso informativo, alla quale appartengono malattie di particolare interesse per le quali si richiede segnalazione immediata.

La peste nella storia e nella letteratura

Nel 1365, il medio Guy de Chauliac, descriveva così le differenze tra la peste bubbonica e la pesta polmonare nella Chirurgia Magna:

La malattia durò [ad Avignone, n.d.r.] sette mesi. Due erano le forme. La prima durò due mesi e fu caratterizzata da febbre persistente ed emottisi e la morte sopraggiungeva entro tre giorni. La seconda durò a lungo, anche questa con febbre persistente e fu caratterizzata dalla formazione sulla pelle di pustole e bubboni, in particolar modo nelle regioni ascellari ed inguinali. Se ne moriva dopo cinque giorni“.

È proprio a questi anni che pensiamo quando sentiamo ancora parlare della peste: alla metà del 1300. Anni in cui la peste nera”, così chiamata per la sua potenza distruttiva, giunse dall’Oriente verso Europa e decimò la popolazione.

raffigurazione della peste nera

Figura 3 -tipica raffigurazione della “peste nera”

Anche nella letteratura la peste è spesso protagonista: ricordiamo infatti la trattazione sulla Peste di Atene di Lucrezio nel De rerum natura, così come appare nel celeberrimo Decameron di Boccaccio e nei Promessi Sposi di Alessandro Manzoni.

peste ne "I Promessi Sposi"

Figura 4 – la peste ne “I Promessi Sposi”

Ultime notizie

Un nuovo caso di peste bubbonica registrato il 17 Novembre nella Mongolia Interna, ma che non sembrerebbe correlato ai due precedenti della stessa settimana.

Nonostante le autorità cinesi e il China Daily definiscano i rischi di contagio come “estremamente bassi” a causa delle immediate precauzioni prese, la peste continua e continuerà sempre a far paura.

Fonti

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