Un microbo, una danza. La piaga del ballo tra scienza e mistero.

Strasburgo, 1518

La piaga del ballo. Così venne chiamato uno strano fenomeno che scandalizzò l’aristocrazia francese, disturbata da un misterioso accadimento caratterizzato da un’euforia incontrollata.

Siamo nel Luglio del 1518, in Alsazia. Una donna, identificata con il nome di Troffea, si trova per le strade di Strasburgo ed inizia improvvisamente ad accennare una danza, sempre più intensa. La gente la guarda divertita, finché questa cade sfinita a terra. Poi si riprende e ricomincia.

Poco tempo dopo non si trovò più da sola: iniziarono infatti episodi di emulazione. Forse. Non si sa perché, ma a ballare furono prima decine, poi centinaia di persone (Figura 1).

Ballo di san vito a strasburgo.
Figura 1 – Quadro raffigurante la danza a Strasburgo. [Fonte: vanillamagazine]

Questa specie di “rave“, che avveniva senza musica, richiamò immediatamente le attenzioni delle autorità che, come logica conseguenza, fecero chiamare dei musicisti. In questo modo, tentarono di controllare una folla sempre più numerosa e che sembrava letteralmente impazzita. Con la musica, pensavano, le persone avrebbero sfogato questo “delirio” e avrebbero smesso.

In realtà, fu del tutto inutile.

La foga della danza si fece sempre più forte. A dispetto di quanto possa sembrare, il ballo fu così intenso, così incontrollato che molti caddero a terra privi di sensi o morivano per lo sfinimento.

Solo verso il finire di Settembre, finì questo delirio, che lasciò decine di caduti e tante domande senza risposta. Perché Troffea iniziò a ballare senza sosta? Perché questa emulazione di massa? Cosa li aveva spinti ad andare oltre il limite?

Le Ipotesi

Il fatto accadde nel XVI secolo, per cui la prima spiegazione che si diedero era di carattere divino e sacro.

E difatti, come riportato da fonti dell’epoca, gli ultimi danzatori vennero espulsi dalla città e spinti verso le grotte circostanti, dove sorgeva un santuario dedicato a San Vito, protettore dei danzatori. Un gesto che sembrava essere volto a placare l’ira del Signore, per cui si chiedeva l’intercessione del santo.

Più probabilmente, secondo gli storici, fu uno di quei tanti casi di isteria di massa che si sono verificati nel corso della storia.

Stremati da carestie e colpiti da epidemie di varia natura (tubercolosi soprattutto), gli abitanti di Strasburgo reagirono così ad uno stress psicofisico molto forte, che portò a deliri temporanei.

C’era chi aveva proposto, tuttavia, una spiegazione “microbiologica”, sostenendo l’ipotesi di un avvelenamento da Claviceps purpurea, dopo ingestione di segale cornuta (Figura 2).

segale cornuta
Figura 2 – Segale contaminata da Claviceps purpurea (in scuro). [Fonte: geopop]

Ergotismo

La spiegazione data era che tale alimento, molto diffuso nelle aree rurali, potesse aver contenuto il micete la cui ingestione può avere degli effetti sul sistema nervoso centrale, causando deliri e allucinazioni. In pratica, un’intossicazione da ergot (ergotismo).

Molto probabile che qualcuno ne fosse affetto, decisamente poco plausibile che tale avvelenamento potesse aver coinvolto centinaia di persone e per un tempo così prolungato.

Inoltre, la quantità di segale da ingerire per un simile risultato sarebbe dovuta essere di una portata troppo elevata. Ma nulla si può escludere con assoluta certezza.

Del resto, in tempi più recenti un episodio analogo è stato registrato e documentato nel Sud della Francia, a Pont Saint-Esprit.

Nel 1951, in questo villaggio si verificò un episodio di isteria di massa molto simile a quanto accaduto a Strasburgo secoli prima. In questa occasione, tuttavia sembrerebbe esserci stato proprio un avvelenamento da segale cornuta alla base dell’avvelenamento. Che comunque si manifestò con episodi di allucinazioni, disturbi gastrointestinali, deliri e atti di violenza. Niente balli sfrenati.

L’ergotismo venne confermato da alcune autopsie, ma la gente volette comunque credere ad altre teorie meno scientifiche e più accattivanti, alimentando l’alone di mistero che rimane dietro a questi episodi.

Il ballo di San Vito

La piaga del ballo trovò alla fine delle motivazioni di tipo psichiatrico. Ma esiste effettivamente una malattia che potrebbe spiegare alcuni comportamenti visti e descritti in quelle occasioni.

Si tratta della “corea reumatica”, altrimenti detta Sindrome di Sydenham. O, più comunemente, come “Ballo di San Vito”.  

Questa malattia si manifesta con delle contrazioni muscolari e con movimenti involontari, che portano poi ad infermità. Di solito colpisce le persone in giovane età ed e il sesso femminile più del maschile. L’esordio si caratterizza in genere con una sensazione di irrequietezza, che cresce gradualmente e al quale si aggiunge uno stato di agitazione motoria continua.

Tra scienza e mistero

In effetti, questa descrizione sembrerebbe calzare con alcuni dei sintomi visti su Troffea, ma la verità non si saprà mai.

Quello che sappiamo è che si tratta di un morbo il cui quadro clinico rientra nei disturbi neurologici-psichiatrici di tipo autoimmune, conseguenti ad un’infezione da streptococco beta-emolitico di gruppo A.

La scienza man mano prova a dare spiegazioni plausibili ad eventi storici misteriosi.

Nell’attualità, come nel passato, abbiamo però constatato che non c’è logica che tenga di fronte alla volontà di pensare diversamente, rimanendo agganciati a credenze, superstizioni o teorie del complotto.

Le spiegazioni arrivano, laddove possibile. Le teorie alternative rimarranno e sono comprensibili. Giusto che le persone, per natura affascinate da ciò che va oltre la loro dimensione, lavorino con la fantasia.

Finché questa non nuoce.

Fonti

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