La tossina botulinica: dalla Microbiologia al Botox

La Tossina botulinica, prodotta dal Clostridium botulinum, è uno dei veleni conosciuti più tossici ma è ampiamente diffusa nel settore della chirurgia estetica.

Clostridium Botulinum bacteria
Figura 1 – Batterio Clostridium Botulinum.

Il Clostridium botulinum è un batterio Gram positivo, capace di produrre un esotossina che causa il botulismo, cioè una severa intossicazione alimentare. La tossina botulinica causa paralisi, debolezza muscolare, perdita della coordinazione dei muscoli volontari e nei casi peggiori paralisi dei muscoli respiratori, provocando la morte dell’individuo.

Si tratta di una tossina molto studiata e nota all’uomo, poiché costituisce uno tra i veleni più letali mai conosciuti. Una dose di 1 ng in vena, infatti, può provocare la morte di un individuo di 75 Kg.

Funzionamento

La tossina botulinica è una neurotossina ed agisce dunque a livello del sistema nervoso.

Normalmente, per avere una contrazione muscolare, dal terminale presinaptico devono essere rilasciate nella sinapsi vescicole contenenti Acetilcolina. L’Acetilcolina è un neurotrasmettitore che una volta riversato nella sinapsi trasferisce l’impulso, propagandolo e determinando lo stimolo di contrazione nella fibra muscolare.

Questo è possibile grazie alle proteine del compresso SNARE, che consentono il trasporto vescicolare e l’esocitosi della vescicola contenente Acetilcolina.

Quando l’ospite presenta la tossina botulinica, essa va a degradare le proteine del complesso SNARE, quindi non sarà possibile esocitare l’Acetilcolina e di conseguenza, si avrà un blocco della contrazione muscolare. La tossina botulinica, infatti, causa una perdita del tono del muscolo, in quanto ne è impedita la contrazione.

Rappresentazione del meccanismo di azione della tossina botulinica che inibisce l’esocitosi dell’Acetilcolina, impedendo la contrazione muscolare.
Figura 2 – Rappresentazione del meccanismo di azione della tossina che inibisce l’esocitosi dell’Acetilcolina, impedendo la contrazione muscolare.

La tossina botulinica: un veleno che guarisce

La tossina botulinica, adeguatamente purificata, è usata come farmaco per controllare fenomeni patologici di contrazioni involontarie della muscolatura.

È usata, infatti, per trattare patologie come strabismo e blefarostato, causate da un’eccessiva contrazione dei muscoli oculari, ma anche in caso di spasmi muscolari ed emicrania.

Il farmaco si inietta nel sito del muscolo interessato, in piccolissime concentrazioni e la sua efficacia dura dai 3 ai 6 mesi.

Tuttavia, come qualsiasi sostanza estranea che provoca danno al nostro organismo, alla lunga induce l’attivazione del sistema immunitario con la conseguente produzione di anticorpi, rendendo inefficace il farmaco.

Da veleno a siero di bellezza

La tossina botulinica ha risvolti anche nella chirurgia estetica. Il botulino, infatti, viene utilizzato per appianare e distendere le rughe che compaiono sul volto, a causa della continua contrazione dei muscoli facciali, e per migliorare l’aspetto delle pieghe del naso e delle labbra.

Raffigurata l’azione della tossina botulinica su rughe da ipercontrazione muscolare.
Figura 3 – Raffigurata l’azione della tossina botulinica su rughe da ipercontrazione muscolare.

La tossina botulinica produce miorilassamento poiché è in grado di rilassare i muscoli facciali interrompendone la possibilità di contrarsi. Tuttavia, il botulino riempie soltanto le rughe causate da un’ipercontrazione muscolare e non quelle causate da esposizione ai raggi UV.

Il mondo della Microbiologia risulta quindi di fondamentale importanza al benessere dell’uomo. La tossina botulinica è solo un esempio di come i microrganismi producano sostanze che l’uomo utilizza per risvolti medici. Basti pensare alle decine di diversi antibiotici che è possibile isolare dagli Attinomiceti.

Il botulino, nonostante sia un veleno potentissimo, viene sfruttato per curare patologie muscolari mediante le sue capacità miorilassanti e per combattere le insicurezze dettate da canoni di bellezza standardizzati dalla società odierna.

Bibliografia

  • Dehò G., Galli E., Biologia dei Microrganismi, Casa Editrice Ambrosiana, Terza ed. 2018
  • Caputi  A. P., Rossi F., Tossina Botulinica, Società Italiana Di Farmacologia, 2013

Fonti immagini

  1. https://www.researchgate.net/figure/Clostridium-botulinum-bacteria_fig1_304792202
  2. https://sif-website.s3.amazonaws.com/uploads/document/attachment/16/sif_position_paper_tox_botulinica_mar13.pdf
  3. http://www.medicalvistabologna.com/medicina-estetica/tossina-botulinica/

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