Leptospira interrogans

Caratteristiche

Leptospira interrogans è un batterio il cui nome deriva dalla combinazione della parola greca λεπτος, leptos, “sottile”, e della parola latina spira, con lo stesso significato dell’italiano “spira”; In base alla classificazione classica, su base fenotipica-­antigenica, al genere Leptospira appartengono due specie: interrogans e biflexa. Alla specie biflexa, che comprende 60 sierotipi raggruppati in 28 sierogruppi, appartengono le leptospire saprofite, non patogene, che vivono libere nelle acque, per questo dette anche acquicole. Nella specie interrogans sono raggruppati più di 250 diversi sierotipi o sierovarianti (“serovar”) suddivisi in 24 sierogruppi considerati tutti patogeni. La malattia che provoca è nota come “leptospirosi“, la quale è un’importante zoonosi diffusa a livello mondiale.

L. interrogans è un Gram negativo, aerobico obbligato, ha una forma di spirale, lungo 6-20 µm, con un diametro di 0.1µm (Fig.1); è in grado di muoversi grazie alla presenza di un flagello modificato che è in realtà noto come filamento assiale periplasmatico. Condivide le caratteristiche superficiali con i batteri Gram-positivi e Gram-negativi, ad esempio: come i batteri Gram-negativi, ha lipopolisaccaridi e doppia membrana, mentre con i batteri Gram-positivi l’associazione della membrana citoplasmatica con la parete cellulare della mureina. Ha un genoma, di circa 4.691.184 bp, diviso in due cromosomi circolari. La patogenicità di L. interrogans è principalmente correlata a lipopolisaccaridi di superficie, emolisine, proteine ​​di membrana esterne e altre molecole per l’adesione cellulare un altro elemento della massima importanza per la sopravvivenza di questi batteri e che è stato determinato per avere una grande influenza sulla loro virulenza è la proteina eme-ossigenasi (HemO), che devono degradare e utilizzare questo gruppo chimico per sopravvivere.

Figura 1 - Aspetto schematico della L. interrogans
Figura 1 – Aspetto schematico della L. interrogans

Filogenesi

DominioProkaryota
RegnoBacteria
PhylumSpirochaetes
ClasseSpirochaetes
OrdineSpirochaetales
FamigliaLeptospiraceae
GenereLeptospira
SpecieLeptospira interrogans

Morfologia delle colonie

Leptospira interrogans è un microrganismo esigente da un punto di vista nutritivo, in quanto per permetterne la crescita si impiegano terreni ricchi, liquidi o semisolidi con solo l’1% di Agar (Fig.2). Le sostanze di cui necessita sono le vitamine B1 e B12 e albumina bovina e/o siero di coniglio, oltre a vari aminoacidi. Viene coltivata a temperature di 30 °C sul terreno di Ellinghausen­-McCullough-Johnson­-Harris (EMJH), la crescita si evidenzia in 4­7 giorni. Il pH ottimale di crescita è 7.2 – ­7.6.

Figura 2 -  Aspetto colonie L. interrogans  a differente concentrazione di CFU/ml
Figura 2 – Aspetto colonie L. interrogans a differente concentrazione di CFU/ml

Patogenesi

La leptospirosi è una zoonosi che si manifesta in molti animali domestici e selvatici; i batteri sono mantenuti in natura attraverso l’infezione renale cronica di animali portatori che possono liberare per anni le leptospire nelle urine. L’infezione umana si acquisisce per contatto diretto con l’urina o i tessuti infetti, o indirettamente per contatto con acqua o terreni contaminati. Le vie di ingresso abituali sono la cute abrasa e le mucose esposte (congiuntivale, nasale, orale), il periodo di incubazione va da 2 a 20 giorni.

La leptospirosi è tipicamente bifasica.

  • La fase setticemica esordisce all’improvviso, con cefalea, mialgie, febbre, tosse, faringite, dolore toracico e in alcuni pazienti anche con emottisi. Splenomegalia ed epatomegalia sono rare. Questa fase dura 4-9 giorni, con brividi e febbre ricorrente, spesso segue, successivamente, una fase di defervescenza.
  • La fase immune si verifica tra il 6-12 giorni di malattia: la febbre e gli altri sintomi si ripresentano, e può svilupparsi la meningite. Raramente si osservano anche iridociclite, neurite ottica e neuropatia periferica.

Se la leptospirosi viene contratta in gravidanza può provocare aborto.

La sindrome di Weil (detta leptospirosi itterica) è una forma grave con ittero e iperazotemia, anemia, disturbi della coscienza e febbre continua, l’esordio è simile a quello delle forme meno gravi, tuttavia, si sviluppano manifestazioni morbose dovute al danno capillare che comprendono epistassi, petecchie, emorragie subaracnoidee, surrenali o gastrointestinali.

Metodi di identificazione

La leptospirosi è confermata se le leptospire sono isolate in campioni clinici od osservate in fluidi o tessuti (Fig.3). È possibile che le colture di sangue e liquido cerebrospinale risultino positive durante la prima settimana di malattia; le colture di urina possono risultare positive durante le settimane di malattia da 1 a 3.

La leptospirosi viene anche confermata quando:

  • Il titolo di anticorpi agglutinati di Leptospira aumenta di ≥ 4 volte
  • Quando è disponibile un solo campione, il titolo è ≥ 1:800 nei pazienti con sintomi e segni tipici

Test molecolari, come la PCR possono anche confermare rapidamente la diagnosi durante la fase iniziale della malattia; mentre, l’ELISA rileva le infezioni entro 3-5 giorni, ma i risultati positivi devono essere confermati da test definitivi (colture, test di agglutinazione microscopica, PCR ).

Figura 3 - Leptospire su campo oscuro microscopico
Figura 3 – Leptospire su campo oscuro microscopico

Terapia

La terapia antibiotica è più efficace se viene intrapresa in fase precoce di malattia. Nella malattia grave, uno dei seguenti trattamenti è obbligatorio:

  • Penicillina G da 5 a 6 milioni di unità EV ogni 6 h
  • Ampicillina 500-1000 mg EV ogni 6 h

In casi meno gravi, uno dei seguenti può essere somministrato per 5-7 giorni:

  • Doxiciclina 100 mg PO ogni 12 h
  • Ampicillina da 500 a 750 mg PO ogni 6 h
  • Amoxicillina 500 mg PO ogni 6 h

Nei casi gravi, è importante anche il trattamento di supporto, che comprende il reintegro idro-elettrolitico.

Aspetti medico veterinari

Anche i nostri amici a quattro zampe si possono ammalare di leptospirosi, ed essendo una zoonosi, questo è un aspetto importantissimo che si ripercuote sulla salute pubblica. Di seguito un elenco delle manifestazioni della patologia nelle principali specie domestiche:

  • Leptospirosi dei ruminanti: i sintomi principali sono febbre, ittero, carenza di ossigeno nel sangue, urine di colore scuro, apatia, inappetenza e diminuzione del rendimento.
  • Leptospirosi dei suini: le femmine gravide sono particolarmente vulnerabili, poiché basta un numero ridotti di agenti patogeni per contrarre l’infezione. I sintomi principali sono l’aborto e la nascita di maialini poco vitali, che muoiono dopo pochi giorni. In caso di aborto i feti muoiono uno dopo l’altro. Nei feti nati morti si può dunque osservare una tipica progressione della taglia e della decomposizione.
  • Leptospirosi del cane (malattia di Stoccarda o tifo canino): si manifesta con febbre accompagnata da spossatezza, rifiuto del nutrimento, vomito e diarrea, sintomi da insufficienza renale.

Leptospirosi di altre specie:

  • nei cavalli ha in genere un decorso asintomatico (subclinico).
  • poiché i felini sono molto resistenti alle leptospire, i casi di malattia sono estremamente rari.

Quanto alla diagnosi e al trattamento sono sovrapponibili a quelli eseguiti in medicina umana.

Come detto in precedenza, essendo un’importante zoonosi con dei risvolti sulla salute pubblica, eventuali sospetti di malattia con i conseguenti accertamenti diagnostici e le procedure sanitarie che ne derivano, sono regolamentate dal Regolamento di Polizia Veterinaria.

Prevenzione

La prevenzione della malattia (infezione professionale a cui possono essere esposti veterinari, allevatori, addetti ai sistemi fognari, disinfettori) include l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuali o DPI (tute impermeabili, stivali, guanti, ecc.) per evitare il contatto quando si lavora con animali potenzialmente infetti o quando c’è il rischio di venire in contatto con roditori o deiezioni urinarie di ratti. Inoltre, per i cani sono disponibili i vaccini.

Dr. Giosuè Ruggiano

Fonti

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