Malnutrizione e “alimenti terapeutici”

Introduzione

La malnutrizione infantile (Figura 1) è una grave problematica che affligge l’intero globo. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ne sono colpiti circa 150 milioni di bambini di età inferiore ai 5 anni.

Una mamma con il suo bambino affetto da malnutrizione
Figura 1: Una mamma e il suo bambino presso l’International Center of Diarrhoeal Disease Research in Bangladesh

Nella maggior parte dei casi, la malnutrizione è un male invisibile, che colpisce in maniera lenta e silenziosa, portando però ad effetti molto gravi. Questi si possono riscontrare già durante la gravidanza, nella quale si osserva uno sviluppo irregolare del feto. In età pediatrica si osserva un rallentamento nello sviluppo fisico e intellettivo, che poi diventa permanente, e una ridotta attivazione del sistema immunitario, per cui l’organismo non riesce a rispondere in maniera adeguata alle infezioni. Proprio per questo, spesso, la morte di un bambino per dissenteria o polmonite è diretta conseguenza della malnutrizione.

Microbiota e malnutrizione

Nel periodo immediatamente dopo la nascita normalmente si sviluppano comunità microbiche in differenti tessuti dell’organismo del neonato, tra cui anche l’intestino. I bambini con malnutrizione acuta presentano uno sviluppo alterato del microbiota (Figura 2), con comunità di batteri più “immature” rispetto a quelle della controparte sana.

Figura 2: Illustrazione rappresentante il microbiota umano

Gli “alimenti terapeutici”

Per tentare di risolvere il problema della malnutrizione, ad oggi, sono utilizzati i cosiddetti “alimenti terapeutici”, alimenti particolari che hanno il compito di incrementare la quantità di nutrienti importanti per lo sviluppo che il bambino assume. In realtà questi alimenti portano solo ad una riduzione dei casi di mortalità, ma non eliminano i danni a lungo termine. La causa di questo è da imputare proprio all’alterazione del microbiota.

Per questo motivo, il team di ricerca della Washington University School of Medicine di St Louis e quello dell’International Center for Diarrhoeal Disease Research di Dhaka (Bangladesh), hanno deciso di sviluppare particolari alimenti terapeutici in grado di riparare il microbiota, favorendo il normale sviluppo del bambino.

Lo studio condotto in Bangladesh

Lo studio è stato condotto sui bambini del Bangladesh di età compresa tra un mese e 5 anni. Per prima, i ricercatori hanno preso in considerazione i soggetti sani, di cui si è analizzato il microbiota per valutare i tipi di batteri maggiormente presenti. Nelle feci di questi bambini, prelevate ogni mese per i primi 5 anni, c’erano ben 15 gruppi di batteri (Figura 3), responsabili dello sviluppo normale dei soggetti sani. Questi non erano invece presenti nella controparte malnutrita.

Figura 3: Differenti tipi di batteri presenti nel microbiota umano. In verde sono evidenziati il 15 tipi riscontrati nel microbiota dei bambini sani.

Studi preclinici

I ricercatori hanno impiantato il microbiota di bambini sani e bambini malati in due distinti gruppi di topi sterili, cioè con un apparato gastro-intestinale privo di batteri. I ricercatori hanno così riscontrato come il microbiota immaturo fosse responsabile di un ridotto peso corporeo, di un deficit di sviluppo osseo, di anormale funzione immunitaria e anormale funzione metabolica in differenti tessuti. Questa evidenza ha portato a formulare l’ipotesi secondo cui la mancata formazione del microbiota sia una causa e non un effetto della malnutrizione.

A questi stessi topi sono stati, successivamente, somministrati differenti alimenti, in modo da valutare quali potessero promuovere una ricostituzione del microbiota. Gli alimenti che hanno dato i risultati migliori sono stati ceci, banane e farine di arachidi, poiché sono i più ricchi di proteine.

Studi clinici

Sono stati effettuati anche studi clinici su 63 bambini del Bangladesh, di età compresa tra i 12 e i 18 mesi, con malnutrizione acuta moderata (presentavano problemi nello sviluppo ma rischio di mortalità assente). Questi sono stati divisi in quattro gruppi, ciascuno dei quali avrebbe dovuto assumere un alimento terapeutico di natura differente. In tre gruppi si trattava di alimenti terapeutici creati dai ricercatori, nel quarto gruppo si trattava di un alimento terapeutico standard.

Nonostante questo test sia stato portato avanti per un solo mese, ha avuto degli ottimi risultati: uno dei quattro gruppi si è, infatti, differenziato dagli altri. Questo è emerso dall’analisi di ben 1300 proteine del sangue correlate con sviluppo osseo, sviluppo del cervello e funzione cognitiva, sistema immunitario e metabolismo. In questo caso, l’alimento scelto aveva portato nell’organismo di quei bambini un cambiamento che li aveva indirizzati verso uno sviluppo normale.

Il miglioramento è stato evidenziato anche a livello del microbiota: i batteri, infatti, avevano subito una riconfigurazione, portando ad una maggiore presenza di quei 15 tipi di batteri importanti per il normale sviluppo nei soggetti sani.

L’alimento in questione conteneva proprio una miscela di sostanze nutritive provenienti da ceci, soia, banane e arachidi.

Prospettive future

Ad oggi, lo studio si sta ampliando, includendo più bambini con malnutrizione differente (malnutrizione acuta severa e moderata in particolar modo) e, quindi, con microbiota differente.

Sicuramente nei casi di malnutrizione acuta la somministrazione di un solo alimento terapeutico potrebbe non portare alla ripresa della normale crescita. In ogni caso, lo studio sta tracciando delle linee guida riguardo gli alimenti da somministrare nella fase di transizione tra l’allattamento e lo svezzamento, per prevenire l’insorgere della malnutrizione, andando proprio a creare dal principio un microbiota sano.

Emanuela Pasculli

Fonti

  • Genetic Engineering and Biotechnology News;
  • Science;
  • Unicef

Informazioni su Emanuela Pasculli 64 Articoli
Laureanda in Biotecnologie Mediche e Farmaceutiche in quel di Bari. Sono una ragazza molto curiosa e mi piace osservare ciò che mi circonda e trovare una risposta alle mie tremila domande. Grazie a questo blog ho unito due passioni: la microbiologia e la scrittura e spero che questo sia solo il punto di partenza.

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